7 Rings
Ally alzò gli occhi dal cellulare per assicurarsi che non ci fossero clienti in avvicinamento, quindi tornò a fissare lo schermo. La luce dello smartphone si mescolava a quella che filtrava dalla vetrina viola, ma Ally era troppo impegnata a leggere annunci su Amazon per accorgersene. Come sempre stava ignorando il mondo comune, quello in cui vivevano tutti, per rifugiarsi in uno più piccolo, dove le uniche cose che trovano spazio erano il nero, il BDSM e i tatuaggi. Tutto il resto Ally lo reputava inutile, quindi veniva tagliato fuori.
<<...e così sono scivolato, Emily mi ha portato all'ospedale e mi hanno detto che mi ero rotto l'anca...>> la voce rauca di un uomo che a occhio avrà avuto 60 anni e molte birre alle spalle la raggiunse di sorpresa, prima che lei potesse abbassare di nuovo la barriera che proteggeva il suo mondo dal resto. Si chiese cosa ci facesse un uomo di quell'età in un Tatoo Shop, ma non diede molta importanza alla cosa, piuttosto diede un'occhiata a Samantha, la ragazza che lavorava con lei e che in quel momento si stava sorbendo la storia noiosissima di quel tizio.
Ally osservò i capelli neri e rosa della ragazza andare su e giù rispettando i movimenti del suo corpo, per poi cadere ordinati su una camicetta di lino a quadretti rossi e neri. Pensò che Samantha stesse bene vestita così, anche se doveva ammettere che la preferiva quando i suoi capelli erano rossi, ma probabilmente era solo perchè a lei il rosa non andava proprio giù. Era immersa in quei pensieri quando la ragazza si voltò di colpo verso di lei, come se si fosse accorta dello sguardo di Ally, e le sorrise.
<<Puoi andare a casa se vuoi, qui ho quasi finito>> annunciò, rendendosi conto che la voglia di vivere di Ally era ancora meno del solito, e quando succedeva non c'era da scherzare. Doveva ammetterlo, per quanto le volesse bene non poteva nascondere che il passaggio di Ally da "che schifo la pizza con i peperoni" a "odio la mia vita voglio morire" era davvero troppo breve, e lei non riusciva a starci dietro.
<<Umh...ok...>> Già il fatto che avesse risposto e non si fosse limitata ad annuire e uscire dal negozio era sintomo che forse il fatto non era così grave come pensava Samantha, che si pentì di averla lasciata andare.
<<Aspetta un attimo Ally, era oggi che dovevi incontrarti con quel tipo... non mi ricordo come si chiama, quello di Facebook che ti aveva scritto in privato...?>> la rosa spense il tatuatore per aspettare la risposta di Ally, che stranamente non si fece attendere più del dovuto.
<<Sì, oggi... e si chiama Jason>> precisò la ragazza, per poi salutare con un gesto quasi impercettibile della mano Samantha, che ricambiò. Sapeva che sarebbe stata in ansia tutta la sera, o almeno fino a quando Ally o qualche suo conscente non l'avrebbe chiamata chiedendo di venire a riprendersi l'amica, ubriaca o incapace di muoversi da sola per cause strettamente riconducibili alla cocaina. Lei allora avrebbe tirato un sospiro di sollievo sapendo che Ally era ancora viva, quindi sarebbe andata a prenderla fingendosi arrabbiata. A volte si sentiva come se fosse sua madre, ma sapeva che essere amica di una tipa del genere comportava anche questo.
Ally uscì dal negozio e si incamminò verso il parco doveva aveva appuntamento con Jason, non le passò nemmeno per l'anticamera del cervello che forse avrebbe dovuto mettersi qualcosa di più addosso, se non per evitare di venire stuprata almeno per non prendersi la febbre. Pensò a quanto fosse stata fortunata nell'essere riuscita a nascondere i vestiti che indossava a Samantha, che probabilmente sarebbero stati più adeguati a una Pornostar che a lei, ma non le interessava. Per la prima volta le importava di quello che avrebbe pensato una persona, Jason in questo caso, vedendola. Voleva fare colpo, voleva che lui si ricordasse quel giorno per sempre, o almeno voleva riuscire a portarselo a letto.
Si sedette su una panchina vicino a un lampione, quindi prese il cellulare e si specchiò per un attimo sullo schermo, prima di accenderlo. Si chiese se avrebbe veramente fatto colpo perchè sì, tette e culo erano importanti, ma era uso comune pensare che le persone si guardassero negli occhi mentre parlavano, e non aveva la minima idea se i suoi occhi fossero così belli. Certo, erano azzurri, ma un azzurro che lei reputava spento... e in ogni caso nemmeno l'azzurro le era mai piaciuto molto. Almeno aveva i piercing, e quelli era sicura che gli sarebbero piaciuti, perché lui era come lei. Aveva le stesse passioni, lo stesso modo di vestire e lo stesso mondo, anche se a Ally sembrava strano anche solo pensarlo.
Cominciò a scorrere le ultime offerte su Amazon per delle felpe con cappuccio rigorosamente nere, che sarebbero stati bene con i suoi capelli tinti di bianco... vero? Aspetta, ma da quando le importava di quello che pensava un ragazzo? Da quando aveva capito che lui era quello giusto, quello che aspetti per tutta la vita e che sembra non arrivare mai, quindi non poteva lasciarlo scappare.
Non si era mai chiesta cosa fosse l'amore, non rientrava nei suoi interessi, ma era certa che quello che provava per Jason lo fosse. Cosa altro sarebbe potuto essere? Cosa altro avrebbe potuto far breccia nel suo cuore, che lei da bambina aveva reso duro come l'acciaio? Doveva essere amore vero, per forza.
Spense il telefono dopo due minuti, non aveva voglia di compare nulla. Si mise a fissare il marciapiede davanti di lei aspettando che lui arrivasse, eppure il tempo passava e le uniche persone che passavano per di là erano vecchiette che tornavano a casa con la spesa o mamme che vedendola ammonivano i figli: "quando vedi persone così non ti avvicinare, neanche se ti offrono una caramella". Sua mamma non le aveva mai detto niente del genere, e le era grata. Se lo avesse fatto non avrebbe mai creato il suo mondo, e probabilmente in quel momento sarebbe stata fidanzata, avrebbe avuto una famiglia e anche lei avrebbe ammonito suo figlio.
Le persone sono solo brave a giudicare, non pensano a quello che c'è dietro. Non si chiedono come mai lei sia lì, seduta su una panchina vestita come una prostituta e con più tatuaggi che che capelli. Non se lo chiedono, non lo ritengono importante, l' unica cosa che conta per loro è quello che vedono, non quello che è in realtà.
Era di nuovo assorta in quei pensieri quando vide la testa di un ragazzo apparire da dietro un muretto. Si chiese cosa avrebbe dovuto fare, ma alla fine rimase ferma dov'era. Aspettò che il ragazzo fosse abbastanza vicino alla panchina, quindi si decise a dire qualcosa.
<<Ehi>> il ragazzo si guardò attorno, come per capire se la ragazza stesse parlando con lui, quindi la guardò negli occhi.
<<Senti... io ho una bellissima fidanzata che me la dà quando voglio, quindi non ho intenzione di tradirla>> disse tutto d'un fiato, per poi continuare a camminare, lasciando Ally sola sulla panchina.
L'aveva scambiata per una prostituta, ma come dargli torto?
In ogni caso era certa che lui non fosse Jason, il che era un po' un peccato visto il bel viso del ragazzo.
Ally ricominciò a pensare, ma non riusciva a concentrarsi per bene. Le serviva silenzio, e il rumore dei bambini che giocavano non la aiutava. Che ci trovavano di divertente nell'urlare si chiedeva, forse avrebbe fatto bene ad andare ad offrire loro una bella caramella...
<<Scusa ti dà fastidio se mi siedo?>> una ragazza dai capelli biondi e apparentemente un po' troppo truccata la portò di nuovo alla realtà. Aveva una voce anche troppo dolce, pensò Ally, che non la degnò di uno sguardo e le disse semplicemente che sì, poteva sedersi. Non c'era mica scritto il suo nome sulla panchina, perché non avrebbe dovuto?! Ally odiava le domande inutili, ma quella ragazza sembrava non accorgersene.
<<Aspetti qualcuno?>> le chiese dopo qualche secondo di silenzio.
Ci mancava anche questa adesso, non bastava il tizio che l'aveva trattata come una prostituta.
<<Si>> rispose semplicemente, ripetendosi mentalmente che l'assassinio non era la soluzione ai suoi problemi.
<<Ah, beh... anche io. Devo uscire con l'amore della mia vita>> aggiunse la bionda, decisa a conversare con Ally che avrebbe voluto prendere una pala, scavare una fossa e buttarci dentro prima la ragazza che le stava parlando, poi anche sé stessa... anzi no, avrebbe scavato un'altra fossa e lei si sarebbe buttata in quella. Non voleva passare l'eternità con quella tizia.
Calò un silenzio imbarazzante per la bionda ma bellissimo per Ally, che se lo godette poco visto che l'altra ragazza lo ruppe quasi subito.
<<Comunque io mi chiamo Jasmine, tu?>> Ally odiava le presentazioni, probabilmente per colpa di quelle che si facevano il primo giorno di scuola, in cui si doveva dire nome, cognome, paese di provenienza e una passione personale. "Mi chiamo Allison Mc Country, abito a Seattle e amo il BDSM, il nero, e chi si fa i cazzi suoi" avrebbe voluto dire il primo giorno di liceo, ma doveva ammettere che forse sarebbe stato strano da sentire, quindi optò per una versione più ortodossa, almeno quella volta.
<<Allison>> Jasmine sembrò illuminata dalla sua risposta, le fece un sorriso gigantesco (Ally non potè non notare un piccolo piercing sulla lingua), quindi cominciò, un'ennesima volta, a parlare. <<Quindi posso chiamarti Ally, giusto? E tu puoi chiamarmi Jenny se vuoi, molta gente lo fa, anzi... credo che lo facciano proprio tutti visto che Jasmine fa schifo come nome>> Almeno in qualcosa erano d'accordo, pensò Ally, prima di risponderle che no, non poteva chiamarla come voleva visto che avrebbe preferito che non la chiamasse proprio più.
Jasmine sembrò un po' sorpresa da quella risposta, ma neanche tanto dopo tutto. In ogni caso rispettò il volere di Ally e restò zitta, mandando ogni tanto un'occhiata veloce sulla ragazza, analizzando il suo modo di vestire, il colore dei suoi capelli e i vari piercing che aveva su naso, bocca, sopracciglia e orecchie. Pensò che stesse bene vestita in quel modo, anche se lei non si sarebbe mai sentita a suo agio con tutti quei piercing.
Pensò a com'era vestita lei in quel momento. I capelli biondi e ricci erano legati con massima cura dietro la testa, un paio di orecchini azzurri le illuminavano il viso, mentre un top rosa e un paio di pantaloncini corti stonavano un po' con la temperatura troppo bassa, oltre che con il semplice fatto che ormai fosse ottobre inoltrato. Immaginò Allison in quei vestiti e sè stessa in quelli della ragazza. Erano due cose completamente diverse, due stili opposti, eppure pensò che Ally stesse bene in rosa.
"Non è ancora arrivato, eppure è già passata mezz'ora... forse dovrei scrivergli" Ally aprì Instagram e scrisse un messaggio a Jason, aspettando una risposta. Per la prima volta si chiese cosa avrebbe fatto un'altra ragazza al posto suo, forse avrebbe pensato che fosse stata solo una truffa, ma lei ci credeva ancora. Jason non poteva averla imbrogliata, non per tutto quel tempo.
<<Non arriverà>> la voce di Jasmine disse esattamente quello che lei non avrebbe voluto sentire. Che ne sapeva lei, nemmeno lo conosceva! "Non lo conosco nemmeno io se è per questo..." pensò, prima di formulare qualcosa di intelligente da dire.
<<E tu che ne sai? Non sai nemmeno chi devo incontrare>> Ally si rese conto che quella frase sembrava più un tentativo disperato di difendersi, o di non cedere all'evidenza dei fatti. Si maledisse da sola per quello, non poteva mica permettere che una sconosciuta capisse che in quel momento era disperata.
<<Jason Newell, l'hai conosciuto su Instagram, è il proprietario di un sexy shop, abita a Vancouver, ha 19 anni e le tue stesse passioni. Ti ha dato appuntamento per oggi alle 20:00, sbaglio?>> Ally restò spiazzata. Come faceva quella sconosciuta a sapere quelle cose? L'aveva stalkerata? O magari conosceva Jason, forse era sua sorella... si, poteva essere. Magari era lo stesso tipo di persona di Samantha, forse era andata solo a controllare che all'appuntamento ci fosse veramente lei e non un maniaco assassino. "
Ma se fosse veramente così... allora perchè ha detto che lui non verrà?"
<<Come fai a sapere queste cose?>> le chiese semplicemente, sperando che la risposta fosse una delle opzioni che lei aveva pensato, ma credendoci poco. Jasmine alzò la testa per creare un contatto visivo con Ally, quindi sembrò perdersi nei suoi pensieri, come per cercare la risposta alla domanda della ragazza. O forse stava solo fissando gli occhi azzurri di Ally.
<<Perchè io sono lui>>.
Jasmine continuò a fissarla negli occhi, aspettando una risposta o una qualunque reazione. Dicevano che gli occhi fossero lo specchio dell'anima, ma allora perchè quelli di Ally le apparivano così vuoti? Forse la sua anima era sparita, magari era scappata a piangere in qualche angolo nascosto del cuore di Ally, e tutto per colpa sua.
<<Bene, quindi presumo che non abbiamo più niente da dirci>> disse la ragazza con voce più fredda del solito, alzandosi. Si poteva sentire la temperatura di un suono? Jasmine non ne era certa, ma quei brividi gelati che aveva sentito lungo la schiena quando Ally aveva parlato li aveva provati veramente. E ora che la ragazza se ne stava andando si sentiva come se un pezzo del suo cuore stesse camminando con lei, attaccato ai piercing e a quei bellissimi, vuoti, occhi azzurri.
<<Vuoi finire così l'appuntamento che aspetti da mesi?>> Jasmine si era alzata e aveva raggiunto in pochi passi Ally, che sembrò odiare la sua presenza.
<<Non si può finire una cosa mai iniziata, vattene ora. L'appuntamento che aspettavo era con Jason, non con Jasmine>> e probabilmente le avrebbe tirato uno schiaffo se qualche forza superiore non l'avesse trattenuta.
<<Ti ho detto che io sono Jason, perchè non mi vuoi?>> Jasmine afferrò il polso di Ally, facendola fermare. Era al limite, anche se nemmeno lei sapeva se passato quello si sarebbe messa a picchiare la bionda o se fosse invece banalmente scoppiata a piangere. Ally pregò che si avverasse la prima ipotesi. Stava per urlarle contro qualcosa quando riprese innaspettatamente il controllo di sè stessa. Fece svanire di colpo tutte le espressioni dal suo viso e inspirò profondamente. Un'altra fregatura della vita, tutto qui. Ecco quello che si meritava per aver lasciato entrare uno sconosciuto nel suo mondo.
<<Non sono interessata ai truffatori>> disse solo, per poi liberarsi dalla presa di Jasmine e ricominciare a camminare più veloce di prima. Eppure, per quanto veloce andasse, la voce di lei la raggiunse.
<<E infatti non sono una truffatrice. Tutto quello che ti ho detto in chat era vero, mi piacciono davvero i tatuaggi, ho veramente 19 anni.... e tu mi piaci sul serio>> Ally si fermò, tanto non sarebbe mai riuscita a seminare lei e la sua voce dolce e tagliente allo stesso tempo.
<<Strano, a me non sembra affatto che ti piacciano i tatuaggi>> Jasmine si stupì della tranquillità con cui Ally aveva appena posto quella domanda, ma ne fu felice.
<<Già non si direbbe, il fatto è che i miei non vogliono, quindi me li faccio in punti più... nascosti>> Jasmine fece una breve pausa, come per capire se Ally volesse sentire altro e, non trovando una risposta, interpretò il suo silenzio come un invito a continuare.
<<Se vuoi dopo te li mostro>> il sorriso perverso di Jasmine si dissolse quando i suoi occhi incontrarono quelli di Ally, che non esprimevano nessuna emozione. Anche la delusione mista a rabbia di qualche minuto prima sembrava essere sparita.
<<Ehi non hai capito cosa intendo? Eppure se ti sei vestita così pensavo che...>> Si accorse di non poter continuare il discorso. Cosa avrebbe potuto dire? Era chiaro che lei si aspettava di farlo con un ragazzo, non con una ragazza. Non sapeva nemmeno se lei fosse interessata a una lei, ma il suo istinto le diceva che qualche possibilità c'era.
<<Si che ho capito, con chi credi di parlare? Tu piuttosto, perché non ti levi di torno?>> A differenza di prima non ricominciò a camminare, ma rimase ferma aspettando che Jasmine trovasse qualche altra cavolata di dire. Per quanto le sembrasse strano pensarlo non potè negare che sì, il carattere di quella ragazza era esattamente quello di Jason. Quindi diceva la verità, l'unica differenza tra loro era... il genere. Perché non gliel'aveva detto subito?! Avrebbe fatto a meno di... innamorarsi di uno sconosciuto. Poi capì qual'era la verità.
<<Chi mai lascerebbe la ragazza che ama da sola in un parco a quest'ora di notte?>>
Ally non era mai stata innamorata di Jason. Mai, neanche per un secondo. Come poteva una ragazza come lei provare qualcosa per una persona?
Ally non amava Jason, amava il suo modo di essere, le sue passioni, le sue battute talvolta ironiche su argomenti su cui mai nessuno scherzerebbe.
<<Ma smettila biondina se arriva un po' di vento tu voli via>> si ricordò di aver già detto una cosa simile a Jason, e per la prima volta quella sera capì che Jasmine aveva ragione, lei era all'appuntamento con la prima persona che aveva amato in vita sua. Non importava che aspetto avesse, a lei bastava che si presentasse come la persona che era stata per tutto quel tempo nella chat.
<<Umh credo che tu abbia ragione... forse mi servirebbe un cavaliere che mi protegga, conosci qualcuno che potrebbe fare al caso mio?>> Ally si chiese come facesse Jasmine a usare ogni sua frase a suo favore, magari era più intelligente di quello che sembrava... o forse era solo un'esperta nel flirt.
<<E' un modo gentile per chiedermi di fare la parte del maschio?>> Jasmine ridacchiò. E' vero, Ally si aspettava qualcuno di totalmente diverso, ma non le dispiaceva affatto com'era la sua amica.
<<E' un modo gentile per dirmi che non lo farai?>> la bionda cominciò a camminare per il vialetto, diretta in centro. Quando diede le spalle a Ally si concesse un grandissimo sorriso che esprimeva a pieno tutta la gioia che provava in quel momento.
Ally, finalmente l'aveva vista. Finalmente si era fatta vedere per quello che era, togliendosi un peso che portava sul petto da mesi ormai. Camminava a un metro da terra, era evidente, ma non poteva e non voleva nasconderlo. E nel profondo del suo cuore sapeva che anche Ally era felice.
<<Ti aspetti che io ti segua?>> Jasmine si voltò di colpo, dimenticandosi o forse lasciando di proposito il sorriso sul suo volto. Ally non si era mossa di un passo, aspettava di sentire una buona scusa per farlo.
Jasmine ci pensò per qualche secondo, sapeva cosa dire.
<<No, ma prima sembravi interessata ai miei tatuaggi. Sicura di non volerli vedere da vicino?>>
@beatrixpotter2006 ecco la one shot. Su un dialogo o forse più dialoghi non mi ricordo ci sono delle incoerenze grammaticali dei verbi, volevo dire che è fatto di proposito visto che le persone che sanno usare bene i verbi sono poche al giorno d'oggi. E niente, come al solito mi sono presa all'ultimo per consegnare ma vabbe, enjoy!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro