Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

17. È...viva

Axel's POV

Una delle cose che odiavo di più del mio lavoro come Grande Imperatore era che ero spesso circondato da donne. Segretarie, manager e membri dello staff, sembrava quasi che Cinquedea avesse voluto circondarmi con un'armata di donne single ed assetate del mio sangue.

Me le ritrovavo spesso nel mio ufficio con delle scuse varie che cercavano di prolungare. Ogni giorno avevano tacchi più alti, gonne più corte e camiciette più aderenti ed ogni giorno io desideravo solo poterle licenziare tutte.

Mi davano incredibilmente sui nervi ed ogni volta pensavo a come sarebbe stato bello se solo Evelyn fosse entrata dalla porta per mostrare a loro cos'era la vera grazia, la vera bellezza.

Ma non sarebbe successo.
Evelyn era morta...

Segretaria= Signor Zabel, ci sono dei messaggi per lei.

Alzai lo sguardo, ritrovandomi lo sguardo lascivo di una segretaria dai capelli corti neri a caschetto, con delle unghie finte rosse ed un rossetto decisamente troppo acceso. Si era tirata su la gonna in modo da espormi praticamente tutte le sue grazie ed io, disgustato nel profondo, dovetti sforzarmi anche solo per guardarle la faccia.

Axel= Mi dia i documenti, grazie.
Segretaria= Subito, Grande Imperatore~

Mi passò dei documenti e delle lettere, strusciando apposta le sue gambe contro le mie. Si stava avvicinando troppo e la cosa non mi piaceva per niente.

Axel= Si allontani, per favore, e non mi tocchi.
Segretaria= Grande Imperatore, lei lavora così tanto si dovrebbe rilassare...

Ignorando completamente il fatto che le avevo detto di allontanarsi da me e di non toccarmi lei fece scorrere una mano sul mio interno coscia. Le punte delle sue dita sfiorarono pericolosamente il mio pene ed io lì persi il controllo.

Axel= Stai lontana da me, puttana!!!

Le diedi uno schiaffo in pieno volto, mettendoci tutto il mio odio e la mia rabbia, e lei cadde all'indietro, incapace di tenersi in equilibrio su quei tacchi ridicoli. La mia forza era troppa per lei e cadde in terra, con gli occhi sgranati e le labbra chiuse, assomigliando sempre di più ad una completa idiota.

L'impronta della mia mano, di un rosso intenso, rimase sul suo volto anche mentre chiamavo la sicurezza, intenzionato a farla licenziare. Le guardie corsero verso di lei, afferrandola per le braccia, e la trascinarono fuori senza tanti complimenti.

Io la fissai, distogliendo lo sguardo da quell'obbrobrio di donna mentre la portavano via, finalmente.

Sospirai, esasperato, risiedendomi dietro alla mia scrivania. Avevo ancora molte scartoffie da fare, non potevo perdere tempo per via della prima puttana di turno.

Ritorniamo a lavoro, valà...

Iniziai a scrivere, firmare, modificare tutte le varie novità del Quinto Settore, quando una voce che conoscevo molto bene mi interruppe dal lavorare.

Ok, non posso lavorare

Julia= Grande Imperatore.

Si inchinò leggermente ed a un mio cenno rialzò il capo, guardandomi in faccia.

Julia= Altra donna che ci ha provato con te?
Axel= Altra donna che ci ha provato con me.

Lei si diresse verso di me, aprendo una cartellina e passandomi dei fogli.

Julia= È arrivato un nuovo giocatore alla Raimon. Questi sono dei dati raccolti.

Me li passò tutti, poi uscì dalla stanza, dicendo che doveva studiare matematica.
Solo lei alle elementari riusciva a prendere 10 e lode, era normale che volesse mantenere il livello.

Guardai il contenuto in modo molto disinteressato, non mi importava granché se non era un imperiale nuovo.

Nome: Aitor Cazador
Genitori: Figlio di Jordan Greenway e Xavier Foster

Fremetti al leggere il cognome di Xavier.
E sentii le lacrime pronte a scendere, pensando a quante cose io ed il mio amore avevamo perso in un solo momento.

Momenti di coppia, baci e abbracci, festeggiare degli anniversari con gli amici, sposarci, abitare insieme, avere figli, diventare zii...

Avevamo perso tanto, troppo.
Ed era bastato un momento e una mia distrazione.

Era, come ogni volta che qualcosa le succedeva, colpa mia.
Solo mia.

☆Salto temporale!☆

Xavier's POV

Erano le 22 in punto, dovevo andare alla Torre Inazuma per incontrare il mittente del messaggio-minaccia.

Riguardai il messaggio che mi aveva lasciato lo sconosciuto.

...Alla Torre Inazuma per le 22, non fare tardi. Vieni da solo, sennò...

E poi la foto della mia vita, la mia famiglia, con una grande X rossa in faccia ad entrambi. Come se li volesse eliminare.

Strinsi forte il cellulare poi uscii di casa, avviandomi verso la Torre Inazuma.

Dovevo capire chi era e cosa voleva....non avrei lasciato che qualcuno ferisse la mia famiglia.
Non di nuovo.

Avevo già fallito come fratello maggiore, non potevo, non volevo, fallire come padre e marito.

Arrivai davanti alla torre, ogni passo pesante come se un macigno mi stesse spingendo giù.

Giù giù, sempre di più, sotto la terra, oltre il regno dei vivi, verso il regno dei morti...
Dove ora si trovava la mia povera sorella.

Salii le scale, con la vivacità di uno che stava per ricevere una nota da un professore.

Arrivai sul balcone e...niente.
Mi girai intorno, cercando con lo sguardo qualcuno o qualcosa.
Ma non c'era niente.

???= Sei arrivato.

Sobbalzai, preso alla sprovvista e mi girai, incontrando una figura femminile coperta da un mantello che mi fissava attraverso le aperture della maschera, coprendole così anche il viso.

Era la maschera di un gatto, la stessa nel bigliettino che avevamo trovato.
Era la stessa maschera che Mark ci aveva descritto quando era all'inseguimento di quella figura misteriosa.
Che ora si trovava davanti a me, con uno sguardo indecifrabile ma a tratti commosso.

Xavier= Sei stata tu a chiamarmi, ora dimmi cosa vuoi!

Le mie parole uscirono in modo duro e frettoloso, ma io dovevo sapere perché ero qui.

???= Voglio solo parlare.

E mi sorpassò, appoggiandosi alla ringhiera.
Io feci per aprire bocca ma la figura mi zittì, iniziando a parlare per prima.

???= Sai, volevo parlare del passato...dieci anni sono difficili da recuperare in fondo.

Dieci anni...?

Mi avvicinai alla figura, con una sensazione strana che mi pervadeva lo stomaco.

Xavier= In che senso "dieci anni"?

La figura si voltò, guardandomi dritto negli occhi e...rimosse la maschera.

Io gelai sul posto, riconoscendo immediatamente il volto della ragazza che fino a dieci anni prima aveva fatto parte della mia vita in modo fisico.

Riconobbi subito il volto della ragazza che da dieci anni piangevo, dandomi nel frattempo del fallimento e maledicendomi per non essere riuscito a proteggerla.

Xavier= N-non può essere...

Mi avvicinai tremante, allungando una mano per toccarle il viso.

Appoggiai la mano sulla sua guancia destra e lei vi si appoggiò, permettendomi di toccarla.

Xavier= Evelyn...

Non riuscivo a crederci, ma era così.
Venni colto dall'euforia e la avvicinai a me di botto, abbracciandola stretta tra le mie braccia. Iniziai a piangere sulla sua spalla nel momento in cui lei ricambiò l'abbraccio.

Xavier= Sorellina mia...

Rimasi a piangere sulla sua spalla per ciò che sembrava un enorme ammonto di tempo, quando in realtà erano passati solo pochi minuti.

Ma non mi importava affatto.

Dopo un po' di tempo ci staccammo, felici di esserci riuniti.
Poi Evelyn ricominciò a parlare.

Evelyn= Dobbiamo parlare di alcune cose serie fratellone...

Annuii, dandole ragione.

Avrei dovuto chiederle come fosse ancora viva, come fosse possibile che non era morta, ma non mi importava in nessun modo.

Mia sorella era viva.
Non avrei potuto chiedere di meglio.

Stavolta ti proteggerò sorellina

○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○

Ed eccoci col capitolo 17, scritto da me!

Sento cantare gli angeli, finalmente Evelyn si è rivelata a Xavier!

A sabato col capitolo 18, scritto da inazumania!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro