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16. Non dimenticarmi...

Victor's POV

Una sfida contro un gruppo di vecchietti residenti agli appartamenti Windsor. Una sfida contro una squadretta sicuramente scarsa che vantava solo la presenza di Scott Banyan come difensore e capitano.

Non mi sembrava una cosa tanto necessaria, soprattutto visto che avevamo la partita contro la Mare Lunare alle porte. Valeva davvero la pena di perdere tempo dietro ad uan squadretta di amatori?

Beh, a quanto pare per l'allenatore Evans e per l'allenatore Sharp lo era. Ci portarono al campo al fiume, costringendomi a fronteggiare quella squadra di adulti fisicamente più alti e veloci, ma noi eravamo più giovani e professionisti.

La partita iniziò con Michael che schizzava verso la porta, tirando con Serpente a Sonagli. Pensavo che avrebbe segnato - il loro portiere non sembrava granché - invece Scott Banyan roteò, fermando il tiro con la sua famosa Turbina Rotante.

Sgranai gli occhi, sorpreso. Okay, avevano un difensore forte, ma questo non rendeva la squadra in grado di opporsi a noi.

Michael= Accidenti!
Victor= Segnerai la prossima volta, tranquillo.

Ma non era proprio vero. In qualche modo, quegli adulti continuavano a rubare palla ed avanzare. Bloccavano le nostre azioni, con tecnica o meno, e trovavano il modo di impedirci di segnare.

A pensarci bene poi c'era una falla nella nostra difesa: Aitor e Gabi continuavano a litigare.

Me ne accorsi quando vidi Aitor rubare palla a Gabi stesso per poi calciarla all'angolo. Notai come Gabi si fosse arrabbiato, urlando qualcosa addosso ad Aitor, e notai anche come dopo l'azzurro "accidentalmente" si scontrò con il maggiore, facendolo rotolare su un fianco.

Alzai un sopracciglio, confuso.
Che accidenti stava combinando Aitor?

Lo osservai mentre schizzava verso la porta, calciando il pallone per segnare, ma venne prontamente bloccato, come Adé del resto.

Victor= Cos'è, da quando sei stato adottato non ragioni più?
Aitor= Hey!

Mi allontanai da lui.

Victor= Vedi di iniziare a collaborare con Garcia, ti conviene.

Aitor's POV

Cosa pensi, che mi piaccia litigare con Codini Rosa?
Beh, a dire la verità mi piace Codini Rosa e bast- ARGH!!!

Gabi= Aitor! Vedi di concentrarti, stanno arrivando!

Mi concentrai su tre attaccanti avversari che si stavano apprestando ad eseguire una tecnica speciale per segnare. Seguii bene i loro movimenti, sentendo la voce di Evelyn dentro la testa che mi diceva di rilassare i muscoli e prepararmi per azzeccare il tempo.

???= Pinguino Imperatore Numero Due

Ora!

Aitor= Rete da Caccia!!!

Bloccai il tiro senza sforzi, sentendo gli occhi blu di Gabi che mi fissavano, sorpreso. Ghignai tra me e me mentre rinviavo la palla verso Victor, godendo appieno delle attenzioni del rosa.

Visto, sono bravo eh?

☆Salto temporale!☆

Victor's POV

La partira contro l'Età dell'Oro si concluse con l'1-0 per noi e mi lasciò abbastanza deluso. Avremmo dovuto segnare molti più goal, insomma erano dei vecchietti inesperti!

Iniziai a darci dentro con l'allenamento, sia con Evelyn che con la Raimon. Volevo essere sicuro di vincere la partita contro la Mare Lunare: Vladimir mi avrebbe visto giocare la finale ed avrebbe visto il suo fratellino vincere.

Certo, la Mare Lunare non era un avversario facile. Non solo vantavano Doug McArthur, ex giocatore della Raimon, come loro attaccante ma conoscevano a priori lo stadio dove avremmo giocato, lo Stadio Turbina.

Era un incubo, mandava dei veri e propri cicloni in campo che ci rubavano la palla e sbalzavano i giocatori. Se non fosse stato per Arion che trovò il modo di aggirare i tifoni con il Giro di Vento allora probabilmente avremmo perso la partita.

Iniziammo a contenderci il possesso di palla, pareggiando con la Mare Lunare - grazie allo Spirito Guerriero di Arion - e poi io segnai il goal decisivo con Maestro Spadaccino Lancelot.

3-2.
Il primo turno lo avevo passato.

☆Salto temporale!☆

Axel's POV

Non mi piaceva bere, non mi era mai piaciuto e non avevo intenzione di farlo, neanche per dimenticare tutte le mie sofferenze. Preferivo di gran lunga bermi un caffé, osservando i gruppi di ubriachi attorno a me per poi dirmi che almeno non ero come loro.

In teoria, avevo ancora una vita.
Ma che vita era?

Da solo, con un'identità falsa e con l'amore della mia vita in una tomba...

???= È libero?

Mi girai, incontrando un paio di occhi blu spenti ed annebbiati. Il mio primo pensiero fu che non erano neanche degni di essere paragonati a quelli di Evelyn, non era lo stesso blu splendente che mi mozzava il fiato ogni singola volta che la guardavo negli occhi.

Gli occhi di quella ragazza che si era avvicinata a me con aria languida mi fecero pensare al vomito.

Axel= Credo che tu ti possa sedere.

Non era chiaramente la risposta che si aspettava. Probabilmente si aspettava che flirtassi con lei, ma francamente provavo per lei la stessa attrazione che provavo per un pezzo di legno marcio - assai poca.

???= Oh, cos'è, fai il prezioso?

Sentivo il suo sguardo sulla mia pelle. Non avevo finito il caffé ma la vicinanza di quella tipa mi stava facendo venire la nausea. Sentii una sua mano sfiorare il mio braccio e mi ritrassi all'istante.

Axel= Non toccarmi.

E lei rise.
Rise sguiatamente, come una iena o qualche animale.

???= Oh, ho capito, sei gay per caso?

La guardai, lanciandole un'occhiata fredda.

Axel= Non sono io ad essere gay, semplicemente non sono attratto da una troia come te.

Il mio tono monocorde fu quello che rese quella frase molto più cattiva di quello che pensavo. Non mi importò minimamente e mi limitai ad uscire dal pub per avviarmi verso casa, con la mente fissata su Evelyn e su quanto, ancora, mi mancasse.

Una volta entrato in casa mi limitai a chiudere la porta e mi buttai sul letto, sperando solo di poter sognare il volto della mia amata un'altra volta....

☆Salto temporale!☆

Axel= Evelyn...sei tu?

Osservai la ragazza di fronte a me. Certo, aveva lo stesso volto e gli stessi lineamenti, ma la sua pelle era grigia ed i suoi occhi erano spenti, le sue labbra screpolate e secche ed i suoi capelli sporchi. Era scheletrica, depressa, con dei solchi sul volto scavati dalle lacrime.

Evelyn= Mi avete dimenticato tutti...Mark vuole che tu ti metta con un'altra...Xavier e Jordan sono felici insieme...ed io sono qui, sotto terra, da sola, al buio ed al freddo...

Mi slanciai verso di lei, volendo stringerla, ma appena le mie dita sfiorarono la pelle del suo braccio questo si sgretolò, diventando polvere. Sgranai gli occhi, tremando. Evelyn mi guardò, triste, mentre il resto del suo braccio iniziava a scomparire.

Axel= No..Evelyn...
Evelyn= Sto svanendo, Axel.
Axel= Noooo!!!!
Evelyn= Non dimenticarmi...almeno tu...
Axel= NOOO!!!

Mi svegliai, sudato e con le braccia che annaspavano alla versione distrutta di Evelyn. Un altro incubo, un altro incubo sul mio amore. Dovevo alzarmi, dovevo prendere quei dannati medicinali e darmi una calmata.

Mi alzai in piedi, tremando come una foglia mentre mi avvicinavo alla cucina. Stavo per aprire l'armadietto dei medicinali quando il campanello risuonò, quasi spettrale nel silenzio religioso di casa mia.

Axel= Chi è?

Non ci fu risposta. Mi avviai verso la porta, aprendola di scatto, ma non trovai nessuno davanti ad essa, anzi. Non volava una mosca, solo il silenzio più totale. Ma allora chi aveva bussato?

Abbassai lo sguardo e fu allora che lo vidi. Un biglietto, un piccolo pezzo di carta piegata con cura, appoggiato al mio zerbino come se fosse prezioso. Lo raccolsi, spiegandolo lentamente, e quello che vidi per poco non mi fece prendere un infarto.

"Ciao Axel".

Erano queste le parole scritte sul biglietto, con un nonsoché di malizioso e di...malinconico. Chiunque lo avesse lasciato non solo sapeva che non ero "Alex Zabel" come diceva il mio citofono, ma mi conosceva, mi conosceva come "Axel".

Alzai lo sguardo, cercando disperatamente di capire chi potesse averlo lasciato, ma non vidi nessuno, né in strada né davanti al cancello.

Axel= Sto impazzendo, non ho più dubbi.

E poi mi voltai, marciando verso i medicinali.

Xavier's POV

Stavo fissando Jordan che cucinava mentre Aitor studiava quando il telefono vibrò nella mia tasca.

Scommetto che è Claude che si è cacciato in qualche guaio

Tirai fuori il telefono di tasca, aggrottando la fronte.

Chat
To: Numero Sconosciuto


Da: Numero Sconosciuto
<< Xavier Foster, alla Torre Inazuma, per le 22, non fare tardi. Vieni da solo, sennò...>>

C'era una foto sotto quel messaggio strano. Una foto di Jordan ed Aitor, entrambi con una grossa X rossa sulla faccia. La lieve minaccia nel messaggio mi fece rabbrividire.

Chi poteva essere?
Chi poteva sapere della mia famiglia e chi l'avrebbe usata per ricattarmi?

Alzai lo sguardo verso Aitor e Jordan.
Una cosa era sicura: sarei andato a quell'appuntamento.

Non potevo rischiare di perderli.
Non anche loro.

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Ed eccoci col capitolo 16, scritto da inazumania!

Beh, non che ci sia molto da dire...
Ok, ora mi sgretolo come Evelyn, adios!

A domani col capitolo 17!

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