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15. Lacrime

Aitor's POV

Jordan= Aitor! Vieni che è pronto!

Corsi giù, sentendo il buonissimo odore della cucina di mia mamma, con lo stomaco che brontolava dalla fame.

Era ora della colazione.

Papà era già a tavola, che guardava prima me poi mamma poi ancora me, per poi iniziare a parlarmi.

Xavier= Come sta oggi mio figlio?
Aitor= Davvero bene, grazie papà.

Mamma poggiò un piatto fumante di pancake sul tavolo ed io e papà ci scambiammo un'occhiata d'intesa.

3...2...1...Ora!

E i pancake erano già spariti nei nostri stomaci. Io guardai subito mamma, facendo l'angioletto.

Aitor= Mamma erano davvero buonissimi! Ti sei superata anche oggi!

Sorrise dolcemente a me, per poi iniziare a cazziare papà sul fatto del mangiare velocemente, del digerire, del cibo in generale e del dare il buon esempio.

Papà si girò verso di me, mezzo furente per via della strigliata da parte di mamma, ed io passai all'azione: è ora di essere impauriti.

Iniziai a tremare leggermente, ma un occhio attento avrebbe tranquillamente notato.
Ed infatti mamma lo notò.
Lo notò eccome.

Jordan= Aitor!

Si buttò praticamente addosso a me, cercando di capire cosa ci fosse che non andava e, quando notò come papà mi fissava, il suo sguardo si incupì.

Jordan= Xavier, possiamo parlare un attimo qui fuori?

Papà ingoiò della saliva, per poi alzarsi e seguire mamma nella stanza affianco.
Sentii rumore di una cosa simile a frustate, così mi decisi ad alzarmi e andare dalla fonte del rumore.

Non volevo certo aiutare papà a scappare dallo straccio della mamma, ma dovevo riferire i miei spostamenti ai miei genitori.

Entrai in salotto, ridendo alla faccia traumatizzata di papà e mi avviai verso la mamma, abbracciandola da dietro.

Aitor= Mamma, io vado, devo vedere alcuni amici...ci vediamo più tardi?

Mamma annuì subito, lasciandomi un tenero bacio sulla guancia.

Jordan= Certo tesoro, ci vediamo dopo. Non fare tardi.

Xavier's POV

Mi massaggiai il sedere, accidenti, le frustate di Jordan facevano un male cane.
E ora quell'angioletto di mio figlio aveva pure rubato uno dei miei nomignoli.

Ora mi rubi pure i nomignoli, chi l'avrebbe mai detto che oltre alle attenzioni pure i nomignoli venivano rubati dai figli?

Era da quando avevamo adottato Aitor - non che mi dispiacesse avere un figlio - che non ero più riuscito a passare una notte d'amore con il mio amore.
Il mio Jordan.

Mi avvicinai di soppiatto a Jordan, abbracciandolo da dietro e infilando la mano destra dentro la sua maglia, accarezzandogli il petto col palmo.

Jordan= X-Xavier?!

Lo presi in braccio in stile principessa e gli mollai un bacio sulle labbra.

Xavier= Amore, mi mancano le tue attenzioni...è da tanto che ti voglio...
Jordan= Xavier...

Gli mollai un'altro bacio a fior di labbra.

Xavier= Andiamo in camera, su...

Jordan annuì, accoccolandosi al mio petto ed io iniziai a salire le scale, preparandomi ad una fantastica mattinata di coccole e amore.

☆Salto temporale!☆

Aitor's POV

Ero andato a fare un giro al centro commerciale, non riuscivo più a sopportare Samir e Nicolas che si coccolavano come una coppia sposata.

Perciò avevo deciso di non rovinare il momento con una mia classica battutina e mi ero avventurato nei meandri di quel mondo fatto di negozi e di ragazze spendaccione.

Certo però che non me lo aspettavo.
Anzi, me lo sarei dovuto aspettare.
Ma non me lo aspettavo.

E niente, ero finito addosso su un certo ragazzo dai capelli rosa e due meravigliosi codi- HEY HEY HEY AITOR! STOP, NON SEI GAY!

Gabi= Aitor?!

Sollevai lo sguardo, guardandolo dritto negli occhi, e involontariamente portai le mie labbra vicino a quelle del rosa.

Passammo minuti ad osservarci negli occhi, senza dare importanza agli sguardi delle persone e senza allontanarci.
Però non potevamo restare appiccicati per sempre.

Gabi scostò il volto verso destra, arrossendo visibilmente.

Gabi= Ehm...ora ti puoi spostare...

Mi alzai subito, rosso in volto, in tendendogli la mano. Voltai anche il capo verso destra.

Aitor= Scusa...

Le mie scuse uscirono come un borbottio sommesso.

Gabi accettò il mio aiuto, afferrando la mia mano e si alzò in piedi.

Gabi= Tranquillo, non importa.

Mi girai, guardandolo in faccia, e potei giurare che in quel momento il tempo si fosse fermato.

Mi persi nel guardare i suoi due occhi brillanti e i suoi capelli rosa, sentendo una sensazione strana assalirmi lo stomaco.
Come se fossi in ansia prima di una interrogazione, come se fossi ansioso per qualcosa...o qualcuno.

Gabi guardò la mia faccia che doveva essere di sicuro divertente, poiché dopo poco iniziò a ridere. Mi misi ad ascoltare il suono della sua risata cristallina, era davvero piacevole.

Gabi= Sei buffo, Aitor.

Mi ripresi, scuotendo velocemente la testa a destra e a sinistra, guardandolo negli occhi.

Aitor= Beh, sempre meglio che essere una Barbie vivente.
Gabi= Ehi!

Sorrisi, afferrando delicatamente la sua manica.

Aitor= Gelato? Offro io.

Il rosa mi fissò, scrutando attraverso il mio sguardo, cercando di capire le mie intenzioni. Poi annuì, sorridendo.

Gabi= Certo, perché no?

Allora ci dirigemmo verso la gelateria, sorridendo e parlottando.

Mi piace passare del tempo con te, Gabi

Caleb's POV

Caleb= Sono a casa!

Chiusi la porta, togliendomi velocemente giacca e scarpe e cercando con lo sguardo Jude.

Lui si diresse velocemente verso di me, sorridendomi, e creando un contatto tra i suoi occhi rossi e i miei verdi.

Jude= Bentornato...com'è andata da Ev?

Io mi passai una mano sul viso, visibilmente triste. Era ancora una ferita aperta.

Caleb= Come al solito...sono già dieci anni.
Jude= Già...sono già passati dieci anni.

Jude però scosse leggermente la testa, cercando di pensare ad altro.

Jude= Vieni? La cena è pronta.

Annuii, dirigendomi verso il tavolo ed iniziando a mangiare.

Jude, se non ci fossi tu io...

Aiutai il mio ragazzo a sparecchiare, poi mi avvicinai dietro da lui, sghignazzando.
Era da tanto che non mi divertivo con lui, accidenti al lavoro.

Caleb= Amore?
Jude= Sì, Ca-

Mi fiondai sulle sue labbra, baciandolo intensamente e facendo intrecciare le nostre lingue.

È ora di divertirsi caro il mio Jude

Lo portai di peso in camera, distraendolo dallo spostamento di luogo con la mia lingua e le mie labbra.

Sarebbe stata una notte intensa.

☆Salto temporale!☆

Accarezzai dolcemente la guancia di Jude, che si era addormentato, stremato dalla notte appena trascorsa.

Io invece, nonostante tutto, non riuscivo a dormire. Poco prima che potessi farlo mi tornarono in mente i vecchi tempi della Raimon, del mio passato...del tempo trascorso con Ev...

Sì, Ev, la mia sis.
Mi manca, davvero parecchio.
Ogni giorno di più.

Oggi ero andato a visitare la sua tomba, come il coglione che sono e mi sono perso tra lacrime e ricordi, non badando a quanto il cervello mi stesse dicendo che non dovevo piangere.

Guardai la foto del comodino, vecchia di dieci anni.
La Inazuma Japan al completo mentre festeggiavamo la prima vittoria dei mondiali. Allora andava tutto a meraviglia, non c'era alcun problema, di nessun tipo.

Poi tutto è precipitato.

Calde lacrime mi solcarono di nuovo il volto, mentre io toccavo con il pollice il volto della mia sis. Era arrivata nella mia vita silenziosa e leggera come una farfalla e se n'era andata seleziosa. Ma non più leggera.

Con lei se n'erano andati tutti i nostri ricordi e le nostre giornate passate insieme.
Chissà ora chi sarei stato se non l'avessi mai incontrata.

Jude= Tutto bene, amore?

Mi girai verso Jude, asciugandomi un'ultima lacrima.


Caleb= Sì, tranquillo.

Mi stessi, avvicinando Jude al mio corpo.

Buonanotte sis...

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Ed eccoci col capitolo 15, scritto da me!

Scusate il ritardo, ma sono venuti a fare dei lavori e sono stata malamente cacciata di casa fino alla loro fine😑

Come già detto io e inazumania cercheremo di pubblicare anche il prossimo weekend, ma purtroppo non possiamo promettere nulla...

Al prossimo sabato!

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