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-Mi amor...

-No, non chiamarmi così! Dove cazzo sei? Ai idea di quanto sono preocupado? Come ti salta in mente di sparire senza dirmi niente? Ho dovuto fingere tranquillità frente a mi familia dicendo a loro che sei tornata a casa!

-E infatti sono a casa

-Non é vero, Bella!

-Dimmi subito dove cazzo sei prima che mi incazzi seriamente!

-Amor, tranquilo por favor. Sono a casa mia in Messico.

Bella si alza velocemente e si chiude nel bagno per non disturbare gli altri due.

-E perché non mi hai avvertito?!

-Perché non mi andava.

-Ti sembra una cazzo di buona motivazione da darmi questa? Perché non ti andava di avvertirmi!

-Mi hai chiesto perché non ti ho avvertito e questa é la risposta.-alza gli occhi al cielo

-Hai appena alzato gli occhi al cielo?- chiede Zabdiel, ma più che una domanda sembra un'affermazione.

-Esuchame, domani é il Cinco de Mayo e io ho intenzione di festeggiare qui.

-Da sola?

-No, ci sono anche Joel e Erick con me.

-Che significa?

-Volevo compagnia e li ho trascinati qui con me. Joel mi é grato, Erick un pó meno ma se ne sta zitto.

-Prima e poi me harás perder la cabeza!

-Lo se. Dimelo.

-Mi manchi tanto y te amo.

-Yo tambien. Quando rientri?

-Domani sera sarò a casa. Y tu?

-Dopo i festeggiamenti ci metteremo in viaggio e saremo lì la mattina dopo.

-Te esperaré nel letto.

-Spero per te che non ci sia entrato nessuna prima.

-Nadie más lo hará

-Te amo.-dice baciando lo schermo per poi interrompere la chiamata.

Apre la porta e salta in aria per lo spavento. Joel é dietro la porta con lo sguardo un pó arrabbiato.

-¿Qué estás haciendo dietro la puerta?

-Non mi avevi detto che Zabdiel sapeva di questa gita?-Joel cerca di controllare la voce, ma é abbastanza alterato e quindi gli riesce male.

-Yo? Ne sei sicuro?-fa Bella con aria da innocente

Joel scoppia.

-Ma estas tonta? Tu hai preso un aereo da Puerto Rico sei arrivata in America, ci hai chiamati s portati in Ciudad de Mexico e tuo marito non ne sapeva niente?!

Bella pensa su ciò da dire. Joel ha centrato tutto e quindi é inutile inventare una balla sul momento.

-Può darsi.

Forse non é stata la migliore risposta da dare visto la situazione.

-Ma che problemi hai in quella cabeza?-grida Joel 

-¿Que pasa?-chiede la voce di Erick facendoli girare entrambi - Perché urlate?

-Questa loca non ha detto a su esposo che si trova in Messico!-spiega brevemente Joel

-Sul serio? Zabdiel non sa dove ti trovi? 

-Ora lo sa.-taglia corto Bella-Datevi una sistemata che usciamo.

-No, noi torniamo a casa!-esclama Joel

-¿Por qué?-chiede Bella

-E me lo chiedi anche?!

-A casa non ci torno. Ho intenzione di  celebrar aquí!

-No, lo festeggeremo in California.

-Festeggiate voi lì, io resto qui. Adiós.

Erick si alza dal letto e si mette in mezzo ai due.

-Calma, por favor. Oramai siamo qui e non ci muoviamo.-dice Erick - Io quero ver altro della città e vedere come festeggiano qui in Cinco de Mayo.

-Ti divertirai.-sorride Bella per poi entrare nel bagno.

-Dobbiamo tornare a casa.- insiste Joel

-Ascoltami,   , passiamo qui la festa e poi torniamo a casa.-fa gli occhi dolci e Joel cede subito.

-Ok.-sospira completamente arreso. Erick sorride per la vittoria e gli bacia il collo.

Una volta pronti si dirigono al campo degli alberi, dove Erick sembra trovare pace con la sua anima. E non gli si può dare torto, il posto é così colorato e tranquillo. Non vola una mosca, non passa una macchina, solo una famiglia in bici e sembra che vogliano fare un pic nic lì.

Joel li guarda sorridendo, ma poi sotto i suoi occhi appare la foto di Erick.

-Come ti sembra?-gli chiede Bella

-Il soggetto  perfetto.

-Fammi vedere!-si intromette Erick, ma Bella spegne in tempo.

-Ti ho detto che non te li mostro più.

Erick si indigna e decide di fare come i bambini. La ignora.

Joel scuote la testa divertito da ciò, lo abbraccia per le spalle e lo porta con sé.

-La odio cuando fa così.-dice

-Siete due bambini.-ride Joel

-Oh, bene! Se serve a farti ridere mi va bene.

-Non ho ancora rimosso dalla mente che la pazza non ha detto niente e nessuno che ci troviamo in Messico.

-Però c'è lo dovevamo aspettare.

-Tienes razòn.-dice Joel proteggendo gli occhi verdi di Erick con un paio di occhiali da sole.

Si avvicinano ad un albero e Erick tocca affascinato le foglie. In questo periodo dovrebbero essere verdi le foglie, ma studiando bene l'albero capisce che é normale che siano rossi tendenti albero marrone.

-Cariño - chiama Bella

Erick si volta, per fortuna Joel gli ha messo gli occhiali e il flash non gli fa niente.

Guarda soddisfatta la foto e mette la fotocamerain nella custodia.

-Che ore sono?-chiede Erick

-Le 13 meno quattro minuti.-risponde Bella dopo aver controllato l'ora.

-Andiamo a mangiare qualcosa. Ho fame.

-Esto no me sorprende.-commenta Bella

Si dirigono a piedi fino al primo locale aperto che trovano e si mettono seduti ad un tavolo.

-¿Qué ve traigo?

-Tacos con pollo y insalada de quinoa.- ordina Bella

-Para nos Sfrattara misti y salsa Enchilada.-ordina Joel per sé e Erick

Vengono serviti veloci e veloci finiscono il tutti per ordinare il bis.

-La tua famiglia sa che sei qua?-le chiede Joel senza cattiveria o altro. Vuole sapere se festeggerenno con la famiglia di lei o staranno solo tra di loro 

-No, non li ho chiamati.

-Non vuoi festeggiare con loro?

-No.

Joel non chiede altro, sa del rapporto un pó teso tra Bella e i suoi genitori e quindi non insiste oltre.

-¿Por qué?

-Mi va di andare lì.

Senza fare altre domande si dirigono alla stazione del treno quasi vuota. In realtà é sempre vuota, la gente si sposta di più con i propri mezzi, alcuni arrivano addirittura ha farsi viaggi di cinque ore in bicicletta.

Joel cammina piano sul pavimento trovandolo esattamente uguale a quando lui e la sua famiglia se ne sono andati. Aveva 5 anni e non sapeva che non si trattava di un piccolo viaggio di breve durata. Loro stavano proprio lasciando casa.

-Mi compañero - lo richiama Bella

Joel alza la testa per guardarla,  ma non la vede veramente.

Capisce dieci secondi dopo che gli ha scattato una foto. Gli si avvicina, appoggiando il braccio sinistro sulla sua spalla.

Osservano il posto e tutto ciò che riescono a vedere da lí, con un senso di nostalgia e tristezza che prende possesso di loro.

-Hai mai voluto tornato indietro?-le chiede a bassa voce

Bella trattiene il respiro alla domanda. In un attimo ripercorre la sua vita nella sua terra. Rivede il giorno della sua fuga verso gli Stati Uniti. Rivive la fatica nel trovare un lavoro per via della sua incapacità nel parlare inglese, finché una Sant'uomo non l'ha assunta come lavapiatti e man mano che imparava la fatta passare a servire. Sorride nel rivivere il suo incontro con Zabdiel. Incontro magico che le ha cambiato la vita.

No, non tornerebbe indietro.

-Il Messico é con me.

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