La cabina, l'uomo e il papillon
Le descrizioi di tutti i capitoli sono state scritte da Nunilaforgia. (Grazie Nuní).
Ora che sono arrivata alla fine dei miei giorni voglio raccontare la mia vita, ed eccomi qui a scrivere sulla carta zuppa di lacrime e la penna che a fatica scrive sul bagnato. Mi devo però ritenere fortunata ad essere ancora viva, i cyber-men mi hanno solo imprigionata e mi hanno perfino concesso carta e penna...
Partiamo però dal principio.
Mi chiamo Katie, ho 16 anni.
I miei bei capelli color caramello, legati in una treccia sono sporchi e sudici, mossi come il mare, che va, scorre nel suo splendore e io sono qui e non so per quanto tempo ancora ci resterò.
Ho gli occhi stanchi di chi non dorme da un po', lucidi, contornati da un rosso sbiadito e il verde striato di giallo nei miei occhi si spegne sempre di più. Sono pallida e fredda e vedendo le miei mani tremanti mi sento morta. Ma non lo sono, non ancora, vorrei esserlo, non sarei costretta a diventare come loro, un essere di latta senza sentimenti. Anche se non proverei più il dolore di aver perso...lasciamo stare.
Tutto iniziò alle sette di mattina del sette luglio 2007, verso le nove sarei dovuta andare al mare con le amiche, era ancora presto, potevo tornare a dormire ma non avevo sonno.
Aprii gli occhi e rimasi a fissare il soffitto bianco.
Chiunque avrebbe visto solo un soffitto bianco, ma per ma era come il maxi schermo di un cinema e il film non era altro che la mia fantasia,vedevo alberi, fiori, fate, draghi e...una cabina blu?
Una lacrima scese giù lungo la guancia, poi un'altra ed un' altra, stavo piangendo, ma perché?
Chiusi gli occhi e mi assciugai le lacrime con la manica del pigiama.
Riaprii gli occhi, il soffitto era tornato ad essere un semplice soffitto.
Mi alzai ed andai in cucina, versai il latte nel bollitore e lo misi sul fuoco.
Mentre il latte si riscaldava andai in salotto e aprì un armadietto e tirai fuori un blocchetto di disegni, i miei disegni, i disegni che facevo durante la mia infanzia.
Tornai in cucina e mi misi a sfogliare l'album, erano per lo più scarabocchi senza senso, ma poi eccolo, trovai quello che stavo cercando. Era un "disegno" di una cabina blu, di nuovo lacrime senza motivo, girai il foglio, ma poi mi ricordai del latte e corsi a spegnere la fiamma.
Versai il latte nella tazza e ci inzuppai dentro un paio di biscotti.
Finito di bere il latte e dopo aver messo tutto a lavare, mi rimisi a guardare i disegni, dopo la cabina blu c'era l'immagine di un uomo con il papillon rosso, lacrime e lacrime, peggio di una fontana, presi un altro foglio e vidi, il disegno mi scosse tantissimo, c'ero io, l'uomo col papillon e la cabina.
E poi ricordai.
Come avevo potuto dimenticarmi di lui.
Era il mio amico d'infanzia e la sua cabina "magica".
Erano il Dottore e il T.A.R.D.I.S.
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