Il Dottore torna
Presente
Il Dottore torna, lui torna sempre. È sempre tornato dai suoi compagni, dai suoi amici, ha sempre provato a salvarli, perché ora non dovrebbe?
Ma io lo so, lui mi ha dimenticata, sarebbe già qui altrimenti. No, sta volta non tornerà. Lui torna sempre, questo è vero, ma mai due volte dalla stessa persona, mai due volte. Da me è già tornato, non mi verrà a prendere, mi lascerà qui e diventerò una di loro.
Passato
All'improvviso sentii uno strano rumore che mi fece tornare a piangere.
Era la T.A.R.D.I.S. e se la T.A.R.D.I.S. stava arrivando anche il Dottore lo stava facendo.
La cabina blu della polizia comparve nella cucina e presto il Dottore sarebbe uscito da lì ed io ero pronta a mollargli uno schiaffo sulla sua faccia da stupido. Come aveva potuto cambiare i miei ricordi? Come aveva potuto farmi dimenticare di lui?
Poi la porta si aprì e ne uscì il Dottore.
Aveva la sua solita camicia a quadri, le bretelle e un papillon rosso. I capelli castani gli ricadevano in un ciuffo sulla fronte alta. I miei occhi si fissarono nei suoi color nocciola e le lacrime incominciarono a scorrere sul mio viso, gli corsi in contro e iniziai a dargli dei pugni sul petto -Come hai potuto Dottore? Abbandonarmi così, farmi dimenticare di te...Come hai potuto?-. Lui era accigliato, confuso -Chi sei?- Chiese -Sono Katie- risposi -la ragazza a cui hai fatto dimenticare di te- -Katie- disse allora abbracciandomi -Ti sei ricordata di me, ma non del perché ti ho dovuta lasciare-.
E prese a raccontare. Disse che i Silenti in qualche modo lo avevano trovato e avevano ucciso i miei veri genitori e stavano per fare lo stesso con me. Disse che la coppia che credevo essere i mei genitori erano dei vecchi amici del Dottore che volevano tanto una figlia e che avevano accettato volentieri di accudirmi.
Poi suonarono alla porta e io, dimentica di essere ancora in pigiama andai ad aprire.
Mi ritovai di fronte un ragazzo poco più alto di me, con i capelli ricci color pece portati lunghi fino alla spalla. I ricci gli ricadevano morbidi sul viso pallido e i suoi occhi verde mare sembravano leggermi dentro.
Era Jake, il mio ragazzo. Stavamo insieme da quasi un anno, ci eravamo conosciuti a scuola ed eravamo subito diventati amici.
-Sei ancora in pigiama- disse entrando in casa e chiudendo si la porta alle spalle. Abbassai lo sguardo su i mei vestiti e divenni color pomodoro -Sei adorabile- disse Jake scoccandomi un bacio sulla guancia. Io iniziai a sorridere come un'ebete, poi mi ricorda del Dottore e trascinai Jake in cucina.
Li presentai e con l'aiuto del Dottore spiega tutto a Jake. Alla fine il Dottore se ne uscì dicendo -Che ne dite di venire con me?-. Io quasi urlai per la gioia e accettai subito, Jake era incerto ma vedendomi così felice aconsentì a partire. Ah, non l'avesse mai fatto!
Scrissi un biglietto ai miei genitori adottivi dicendo loro che ero partita con il Dottore, infondo, conoscendolo, avrebbero capito.
Poi entrammo nella T.A.R.D.I.S.
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