Voltare pagina
ALEX:
-Guarda che sto bene, devi solo smettere di chiedermelo e starò ancora meglio.- Ero distesa sul divano, la testa penzolante sul bracciolo, le gambe erano alzate e giocavo con i piedi sulla pelle bianca.
-Non ti ho mai visto così per una donna.. Nemmeno per quella ragazza che è morta.- Nicky si lasciò sfuggire una debole parolaccia, incomprensibile alle mie orecchie.
Ebbi un tremito improvviso, una scossa di gelo che percosse tutto il mio corpo, facendomi sussultare.
Aveva ragione, non avevo provato niente per la perdita di quella donna, non ricordavo nemmeno il suo nome, non c'era dolore nella mia memoria, solo ricordi sfocati.
E Piper era riuscita ad uccidermi più di quell'incidente, più di qualsiasi altro evento passato e futuro.
I suoi occhi mi trafiggevano sempre, mi guardavano con quella lucentezza con la quale nessuno mi aveva mai guardata.
-Io.. io non intendevo..- La riccia scosse la testa, muovendo la folta chioma da una parte all'altra. Era chiaramente in imbarazzo e cercava di trovare le parole giuste per giustificarsi, ma l'ultima cosa che volevo sentire erano banali scuse...
Mai piangere sul latte versato.
-No va bene... Hai ragione.- Le mostrai il palmo della mano, come per porre fine ai suoi sforzi e infatti Nicky interruppe il movimento goffo della testa e mi guardò con uno sguardo da cucciolo, come quando sono piccoli e vengono sgridati per la prima volta per aver rotto un vaso, o per aver mangiato gli avanzi.
-Piper mi ha rubato il cuore. Il mio fottuto cuore chiuso ermeticamente è stato aperto solo per essere rotto. Quanto cazzo può essere ingiusto?- Presi un cuscino e mi soffocai con esso. Premevo l'oggetto morbido contro la faccia e con tutta la forza che avevo stringevo il tessuto fino ad affondare i denti nella piuma interna.
D'improvviso era diventato tutto nero e stranamente trovai quel buio confortevole, come se la luce fosse troppo accecante, reale, mi ricordava i suoi occhi e mi si stringeva il cuore.
-Il Mondo? Ma di che cazzo stai parlando Alex?!- Nicky afferrò con forza il cuscino e lo tirò lontano, colpendo involontariamente delle piante che avevo sistemato accuratamente. Mi lamentai quando il vaso più piccolo cadde irrimediabilmente a terra e il terriccio bagnato si versò sopra al legno del mobile.
-No vaffanculo Alex! Per la prima volta in vita tua trovi qualcuno che vale la pena amare e incolpi il Mondo? Sei brava a puntare il dito, ma stavolta devi girarlo verso di te! Sei tu che hai buttato nel cesso una possibile storia, sei tu che ci hai rinunciato e Piper è scappata in lacrime dal locale! Ma chi cazzo sei diventata? Non ti riconosco più! Sei tu che mi hai sempre spronato a lottare e adesso sei la prima ad arrenderti per qualcosa di bello? Qualcosa che ti fa paura?! No vaffanculo cazzo, alza il culo e va a prenderla prima che sia troppo tardi!!- Nicky non mi diede nemmeno la possibilità di introdurmi nel discorso. Disse tutto con velocità, schietta e diretta, senza timore.
Era la prima volta che la sua spiccata veemenza veniva fuori e ne rimasi davvero colpita, tanto che per un attimo rivalutai la situazione e venni colta da un profondo impulso.. Sarei voluta correre da lei e riprendermela, ma poi accasciai le braccia contro il divano e sospirai pesantemente
-Nicky io non ce la faccio più a combattere. Sono stanca, tanto stanca e Piper ha bisogno di qualcuno che impieghi tutte le sue forze per lei, io non ne ho più.. non ne ho più.-
PIPER:
-Come sto?- Feci una piroetta attorno a me stessa, il vestito si alzò leggermente scoprendo le gambe e mi voltai verso Lorna rivolgendole un vacuo sorriso.
-Stai bene...- Tirò le labbra in una linea che assomigliava lontanamente ad un sorriso -Ma sei sicura di essere pronta? Guarda Piper che puoi anche aspettare, non c'è fretta..-
-Sono giovane, single e attraente. Avevo già fissato quest'appuntamento con Larry e non sono intenzionata a disdirlo, non adesso.- Mi voltai verso lo specchio e passai il rossetto uniformemente sulle labbra, poi le unì per passare il colore su tutta la bocca.
Mi guardavo e vedevo solo rabbia, bisogno di vendetta e forse quello era il modo sbagliato, andando fuori con qualcuno che non desideravo affatto avrebbe fatto più male alla mia persona che ad Alex, ma il solo fatto di sapere che l'avrei fatta ingelosire, anche solo un po', faceva nascere quel sorriso spietato che non avevo mai sfoggiato prima.
-L'altra sera stavi correndo via piangendo e adesso vai a cena con un uomo.. Piper non ha alcun senso.- Lorna si portò le mani alla testa e le allontanò velocemente, simulando lo scoppio di una bomba.
Era tutta la confusione che esplodeva nella sua testa.
-Se pensi che questo sia il modo giusto per riconquistare Alex, ti sbagli.- Sentì una morsa al cuore, quando pronunciò il suo nome.
Fece una smorfia disgustata, come se la mia infantilità la colpisse personalmente, ma le mie erano tutt'altro che puerili, ma molto molto vendicative.
-Non c'è niente da conquistare. Lei non mi vuole più e me l'ha chiaramente detto, perciò basta, andrò avanti.- Scrollai le spalle con nonchalance, pretendevo che tutta quella storia non mi sfiorasse minimamente, come se tutto ciò che era accaduto era stato solo una tragedia teatrale, un atto scenico che lascia un senso di malinconia e niente più.
Ma non era così.
Le viscere si arrovellavano dentro di me, il mio cuore era caduto nello stomaco e assieme ballavano sul ritmo musicale di emozioni travolgenti.
Alex mi mancava, dannatamente, ma non volevo darlo a vedere... in fondo era stata lei la prima a insegnarmi come fosse utile nascondere i propri sentimenti e trasformare tale debolezza in un muro invalicabile.
Ma nonostante ciò, sentivo la sua pura mancanza.
Mi mancava il modo in cui mi sfiorava dopo che avevamo fatto l'amore, il modo in cui i suoi occhi mi cercavano sorridenti in ufficio, la maniera che usava per parlare con me, così tenue, dolce e allo stesso tempo provocatoria.
Mi mancava tutto di lei, ma i dettagli erano quelli che facevano più male e non avevo mai provato un dolore così grande, non sapevo come sopportarlo, e fu per quello che decisi di spostare la mia attenzione su un'altra persona e usarla come distrazione, altrimenti mi sarei lasciata schiacciare da quella mancanza immensa e non avevo le spalle abbastanza larghe per sopportarlo.
Il campanello suonò.
Io e Lorna ci guardammo: era sicuramente Larry.
Tentò di farmi cambiare idea un'ultima volta, ma rimasi inflessibile e andai ad accogliere l'uomo dietro la porta.
-Buonasera signorina, la porto a cena fuori se permette.- Scherzò galantemente porgendomi la rosa che aveva all'occhiello.
-Certo. Andiamo.- Mi voltai a guardare Lorna, la quale era uscita dal raggio visivo di Larry e si manteneva dietro la porta per non farsi vedere.
Mi salutò debolmente, mentre uscivo da casa sostenendomi al suo braccio.
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