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Un incontro movimentato

Ero appena entrata in ufficio, Lorna mi aveva portato il caffè e stavo parlando di come mi sarei dovuta vestire per la cena con Alex.

-Non mi piace il vestito giallo, credo ti doni di più il nero, o il bianco, o il rosso.. Qualsiasi colore, ma ti prego niente giallo.- Stava cercando di dirmi che non indossavo bene il giallo? Non importava che glielo chiedessi, mi bastava osservare il suo sguardo: vivace e fugace. Guardava dappertutto, ma non posava nemmeno per sbaglio gli occhi su di me.
Capì che non avrei dovuto indossare il vestito giallo, o meglio, non avrei dovuto indossare il giallo mai più.

Quando le porte dell'ascensore si aprirono, Lorna camminò via leggiadra, facendo sventolare le pieghe della sua gonna qua e là.
Mi avviai nell'ufficio di Alex, ero contenta di rivederla, magari avremo potuto collaudare il divano stavolta.. Al solo pensiero mi venne da sorridere ed entrai proprio così nel suo ufficio, con un sorriso smagliante, la camicetta celeste sbottonata, il caffè nella mano destra e alcuni documenti nella sinistra.
Avevo un'aria trasandata, non ero sicura che questo cambiamento sarebbe piaciuto ad Alex, ma mi piaceva ostentare ogni tanto.

Quando aprì la porta del suo ufficio, immaginavo che l'avrei trovata impegnata con i documenti, o intenta a mandare qualche stupida e-mail, immaginate la mia sorpresa quando la vidi nel bel mezzo di un colloquio con uno dei nuovi investitori dell'agenzia.

-Oh mi dispiace.. Passo più tardi.- La prima cosa alla quale pensai fu la camicetta. L'avevo sbottonata per far intravedere il reggiseno in pizzo e notai che ad Alex cadde l'occhio su di esso, proprio come avevo immaginato, ma non fu la sola a guardare.
L'uomo seduto di spalle si voltò verso di me e prima di riconoscermi, guizzò lo sguardo sulla scollatura e ne sorrise compiaciuto, poi però mi guardò in faccia e la sua soddisfazione svanì.

-Piper? Piper Chapman?- Si alzò dalla sedia incredulo e aprì le braccia in segno di affetto. Camminava verso di me nelle sue scarpe italiane e nel frattempo si sistemava la cravatta rossa, come se fosse stato lui quello con un reggiseno in mostra.

-Larry.. che.. che ci fai tu qui?- Buttai via il caffè e mi abbottonai velocemente la camicetta, apparendo il più tranquilla possibile.
Mentre lui si avvicinava ancora a me, tentavo di guardare dietro le sue spalle leggermente ricurve, per intercettare uno sguardo di Alex, l'unico che avrebbe saputo mettermi a mio agio in quella bizzarra situazione.

-Io sono un investitore, tu che ci fai qui?- La sua sorpresa era tale, che per quei brevi attimi si dimenticò come le cose si erano chiuse fra noi, di come mi avesse scaricato per un'altra donna.

-Io ci lavoro.- Seguì una pausa di silenzio, nella quale a Larry tornò in mente tutto.
Prima si muoveva con disinvoltura, come se avesse appena rivisto una vecchia cara amica, invece adesso si era irrigidito, le sue mani giocavano con i bottoni della giacca e i suoi occhi si nascondevano per la vergogna.
Era un silenzio imbarazzante e scomodo, una di quelle volte nelle quali speri che qualcuno dica qualcosa per smorzare l'imbarazzo.

-Perché non ti accomodi con noi Piper?- Decretò la voce alle spalle di Larry. Alex si alzò in piedi e ci fece segno di sederci sulle rispettive poltrone.

-Ah non so se sia.. se sia il caso.- A dire il vero volevo solo uscire da quella stanza, evitare che Alex venisse a sapere che fra noi due c'era stato qualcosa, ma non si poteva dire di no al capo è così presi posto e ordinai a me stessa di mantenere il controllo, dimenticare cosa mi avesse fatto passare quell'infame di Larry e concentrarmi solo sul colloquio, che per Alex era importante.

Loro ripresero a parlare, ma io mi estraniai dalla conversazione e sentì le loro voci più gravi e lontane, come se fossero in una stanza diversa da quella in cui mi trovavo.
Venni riportata alla realtà solo quando Larry aprì il libretto degli assegni e ne firmò uno ad Alex, in quel momento alzai lo sguardo su di lei e capì che non c'era bisogno di nascondere niente, perché lei già sapeva.
I suoi occhi erano irradiati da un sentimento accecante, ma illeggibile.
Non capì mai se si trattava di gelosia, sorpresa o rabbia, riconobbi soltanto che il suo era uno sguardo severo, diventato improvvisamente di vetro.

-Bene, allora ci vediamo nella prossima settimana per parlare degli ulteriori dettagli.- Larry si alzò dalla sua poltrona ed Alex si staccò dal bordo della scrivania, allungò professionalmente la mano verso di lui e l'afferrò in una cordiale stretta fra soci, ma quando prese l'assegno fra le mani, notai il suo disgusto, se avesse potuto l'avrebbe fatto in mille pezzi, solo perché quei soldi venivano dalle tasche di Larry.

-Piper è stato un piacere rivederti.- L'uomo afferrò la mia mano fra la sua e mi baciò delicatamente il palmo, poi si ricompose elegantemente e con il solito tono imprenditoriale, mi domandò

-Perché una di queste sere non usciamo insieme? In ricordo dei vecchi tempi.- La sua affermazione spiazzò sia me, che Alex.
Le lanciai più di uno sguardo furtivo, volevo che fosse lei a dirmi cosa fare, mi sarebbe bastato un semplice gesto, un cenno con la testa, ma lei rimase impassibile e anzi, si spostò dietro alla sua scrivania, lasciandoci spazio per parlare.

-Io credo.. credo che vada bene.- Risposi insicura e subito Larry si accese in un sorriso allegro.

-Splendido. La prossima settimana mi troverò in ufficio, discuteremo meglio del nostro incontro.- Fece un inchino rivolto sia verso di me, che ad Alex e poi lasciò la stanza con
non-calanche.

Mi lasciai cadere sulla poltrona alle mie spalle e appoggiai la fronte sul palmo della mia mano, scossi energicamente la testa e mi riproverai immediatamente della scelta fatta.

-Qualcosa non va Chapman?- Domandò Alex come se nulla fosse.
Aveva ritrovato la sua integrità, in pochi secondi la sua rabbia, gelosia, o qualsiasi cosa fosse, era evaporata e lei era tornata ad essere l'Alex Vause di sempre: distaccata e formale.

-Voglio solo dirti che.. che non uscirò con lui. Non so nemmeno perché l'abbia detto, sono stata presa alla sprovvista.. Comunque non uscirò con lui.- Precisai e mi protesi in avanti, cercando di entrare nella sua visuale. Volevo che mi guardasse, ma teneva lo sguardo fisso sui suoi stupidi fogli macchiato di inchiostro.

-Perché no? Sembra un tipo apposto.- Sollevò le spalle e subito dopo lo sguardo. Inclinò la testa da una parte e i capelli le ricaddero sulla spalla, lasciando scoperta una parte del collo.
La sua pelle era chiara e lucida, risplendeva sotto la luce del giorno.
Ero ipnotizzata dalla sua bellezza, appariva come un miraggio ai miei occhi, ma la sua affermazione tornò a rimbombare nella mia testa e solo all'ora mi accorsi di ciò che aveva appena detto.

-Come perché no? Io sto uscendo con te.- Sorrisi divertita, pensai che stesse scherzando, o che l'assegno le avesse dato alla testa, ma poi ricordai che Alex non era un tipo da battute e che i soldi non le facevano nessun effetto, ne aveva già abbastanza da non doversi meravigliare davanti a ingenti somme.

-Piper.. Il nostro è solo sesso. Non devi preoccuparti di ferire i miei sentimenti, perché io non ne ho, né per te, né per nessun'altro. Se vuoi uscire con lui, fa pure. Se vuoi continuare a venire a letto con me non dirò certo di no, ma ti prego dimmi che non ti ero illusa che fossi innamorata di te.- Le sue parole mi pugnalarono come coltelli, sentivo la lama trafiggermi allo stomaco e la estraeva solo per colpirmi ancora.
Ero rimasta in piedi al centro della stanza, non sapevo cosa dire, mi ero messa in ridicolo e lei aveva approfittato per ricordarmi chi era veramente, quanto fosse importante il suo nome e l'indifferenza provata nei confronti degli altri.

-Certo che no. Solo sesso, lo so.- Mi voltai e camminai fuori dal suo ufficio, quando la sentì sospirare pesantemente, come se dire quelle cose avesse ferito più lei che me e all'ora mi assalì una domanda...

E se le sue parole fossero state mirate a farmi male?
Forse lei era spaventata e pensava sarebbe stato meno doloroso lasciarmi andare in una direzione diversa, che trattenermi a lei.

Che cosa avrei dovuto fare?

C'era modo di porre rimedio alle sue paure?

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