Finale - Parte uno
«Che pezzo di merda.» Alex si scagliò contro di lui, l'uomo tenne le mani alzate, ma la ferì con quel sorriso maligno.
Mi intromisi fra di loro prima che la corvina commettesse un errore.
Naturalmente non riuscivo a trattenerla, ma cercai di calmarla allontanando Larry con una spinta e posai le mani sulle spalle della donna, poi la guardai dritta negli occhi e la pregai di non fare niente di avventato.
«Andiamo Vause, ti sto facendo un favore. Se avessi voluto avrei potuto infangare il tuo nome, la tua società, la tua famiglia. Invece sono venuto qui con tutte le buone intenzioni e ti sto proponendo uno scambio equo.» Si abbottonò la giacca e passando le mani sopra il colletto lo sistemò, facendo sparire le pieghe formatesi dopo che Alex lo aveva afferrato.
«Cioè? La mia libertà in cambio di tutto quello per cui la mia famiglia ha lavorato?» Larry annuì. Alex si appoggiò contro la scrivania, con le mani serrature sui bordi e lo sguardo basso.
«È troppo. Non riuscirei più a guardarmi allo specchio sapendo di averti consegnato l'unica eredità dei miei genitori.» Larry sospirò amareggiato, infilò le mani nelle tasche dei pantaloni e fece un passo verso di lei.
Mi avvicinai anch'io, già pronta a separarli se sarebbe servito.
«Allora in questo caso... non mi lasci altra scelta.» Estrasse il telefono dalla tasca destra e compose un numero. Lo fermai prima che schiacciasse il pulsante di invio.
«Ci sarà pur un altro modo.» Mormorai a un palmo dal suo volto. Inclinò minimamente la testa, guardandomi da più vicino.
«Mi dispiace tesoro.» Disse con aria sfacciatamente sarcastica.
Feci un passo indietro.
Gli occhi di Larry si accesero subitamente.
Conoscevo quello sguardo. Lo indossava ogni volta che un'idea meschina si insinuava nella sua mente perversa.
«In realtà, sì. C'è una scappatoia.» Si sedette sulla poltrona, proprio davanti ad Alex. Accavallò le gambe e allentò il nodo della cravatta, poi guardando la corvina con aria spavalda disse
«Se non vuoi consegnarmi la tua società, allora mi darai in sposa la tua amata.» A quel punto lo sguardo della donna guizzò su di me.
Mi sentii morire.
Adesso era passato tutto nelle mie mani.
Alex ovviamente si impose, gli urlò contro che era un uomo subdolo e altri insulti pesante che non menzionerò, però non disse mai
"È troppo. Non posso" proprio come aveva fatto per la sua società.
«Avete molto di cui parlare. Quando avrete preso una decisione, mi trovate nel mio attico in centro. Un'ora al massimo.» Larry si alzò dalla poltrona e camminò via con un sorriso stampato sul volto.
Alex si prese la testa fra le mani e imprecò sottovoce.
Mi accomodai sulla poltrona dove prima era seduto l'uomo.
«Alex non so cosa devo fare.» Ammisi guardandola, anche se non riuscii a catturare i suoi occhi, essendo nascosti dietro i capelli.
«Non devi fare niente. Cosa potresti fare poi? Sposarlo?» Lanciò la testa all'indietro e rise ironica, ma per me non era uno scherzo.
«Si, potrei.» Scrollai le spalle e le rivolsi un'occhiata seria. Alex portò i suoi occhi su di me, serrò la mascella e si prese qualche secondo per capire se stessi scherzando o meno, ma notando l'espressione per niente divertita sul mio volto, sbiancò.
«Cristo Santo Piper non ti lascerò sposare quell'uomo.» Disse con aria disgustata. Mi alzai in piedi e mi accostai a lei, dopodiché presi le sue mani nelle mie e la pregai di guardarmi negli occhi.
«Quando Larry ti ha chiesto di cedergli l'azienda hai rifiutato, ma quando ha proposto di sposarmi hai esitato.» La donna sospirò e aprì bocca per dire qualcosa, ma la fermai prima che potesse farlo
«Non mi devi nessuna spiegazione. Noi ci conosciamo da quanto? Nemmeno un anno. E questa azienda è sempre stata tutta la tua vita. Se posso aiutarti, in qualsiasi modo, lo farò.» Afferrai il suo mento fra il pollice e l'indice e protesi le labbra verso di lei, fino a quando non le strappai un bacio.
La corvina si ritrasse indietro.
Aveva uno sguardo appassito, scolorito.
«Non posso lasciartelo fare.» Si morse il labbro con insistenza e prese un bel respiro, poi infine si pronunciò
«Non posso perché io ti amo Piper.»
Sentii il cuore riempirsi di gioia.
Un secondo, una frazione di secondo e tutta la mia vita venne spazzata via. Non c'erano più ricordi, più memorie, nessun volto conosciuto, niente appariva mio più di quell'istante.
«Anch'io ti amo. È per questo che lo faccio. Non c'è niente che tu ami di più di queste mura.» Alex scosse la testa in seno di negazione.
Sapevo che lei era contraria, che in fondo non voleva lasciarmi andare, ma l'amore per il suo impero era troppo sconfinato in confronto al mio.
«Ci restano soltanto venti minuti. Vado da Larry prima che sia troppo tardi.» Mi girai per prendere il cappotto, quando la mano di Alex scivolò lungo il mio polso e lo strinse con forza, costringendomi a voltarmi verso di lei.
«Non voglio che vai via. Troveremo una soluzione.» Mi guardava speranzosa. Non poteva credere di essere stata messa con le spalle al muro, ma soprattutto non concepiva l'idea di una probabile sconfitta.
Qualunque scelta avrebbe preso, le avrebbe portato via qualcosa e questo non era il metodo di Alex Vause.
«Non c'è nient'altro da fare. Non permetterò che tu vada in prigione e tantomeno lascerò che Larry ti porti via l'unico ricordo dei tuoi genitori.» Indossai il cappotto, poi riportai le mani sulle sue spalle.
Mi presi qualche secondo per guardarla intensamente negli occhi e infine l'attirai in un abbraccio.
Non c'era altro posto dove avrei voluto vivere o morire, se non fra le sue braccia.
L'amavo troppo per restarmene con le mani in mano.
«Un giorno mi ringrazierai.» Sussurrai al suo orecchio. Mi strinse ancora più forte a se, mentre io le lasciai un bacio sulla guancia e poi me ne andai a capo basso.
-------
Scusate se ho ritardato ad aggiornare, ma sto scrivendo anche un'altra storia.
Se vi va passate a leggerla. È a sfondo Camren e mi piace molto come sta venendo su.
Inoltre il prossimo sarà l'ultimo capitolo! Vi aspetto dunque per conoscere il finale della storia.
Ciao a tutti😘
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro