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Capitolo 8 nuovi e vecchi amici

"È semplice amico mio.
Loro vogliono fare i samaritani.
E noi gli daremo qualcuno da salvare."

Sorride soddisfatto Gregory, mentre Igor gli offre da bere un buon vino di ottima annata.

"Prima di questa asta, avevo già prenotato altra merce.
Un piccolo carico che dovrebbe arrivare tra qualche giorno.
Ma che sfortunatamente verrà attaccato da quei figli di puttana."

Igor ascolta attento il suo discorso.
Di come parli di sfortuna con un sorriso gioioso sulle labbra.

Forse ha incontrato un uomo più folle di lui.

"Come sai che farà ciò che vogliamo?"

Chiede il vampiro, facendo riferimento alla spia che ha inserito nella carovana.

"Lo farà.
Diciamo che...
Siamo legati."

Rimane vago Gregory, ma continuando ad avere quella espressione dura e sorridente.

"Allora brindiamo all'inizio del nostro piano."

Alza il calice Igor, pregustando la vittoria che presto toccheranno con mano.

Avrà Tristano servito di un piatto d'argento.
E finalmente potrà ucciderlo con le sue stesse mani.

Mentre Gregory a ben altro in mente.
O si, quando riavrà Calipso tra le sue mani non pensa minimamente di ucciderla.
Ma di farla sua per l'eternità.

(˘・_・˘)(˘・_・˘)(˘・_・˘)(˘・_・˘)

Due giorni dopo, la squadra di salvataggio è in marcia verso il dirupo della lupa.
Chiamato così poiché dall'alto sembra abbia le sembianze del profilo di una lupa.

Sono circa in venti e marciano silenziosi tra gli alberi dei boschi.
Preferendo quel sentiero alle strade principali.

Tristano in prima fila insieme a Scott e Elia.
E quest'ultimo sembra tutt'altro che tranquilla, ma nulla che abbia a che fare con la missione.

Pensava che una volta fuori dai confini della barriera, avrebbe avuto la mancanza della strega.
Ma non è così.

Ognuno di loro porta al collo o addosso un oggetto della strega.
E questi hanno addosso l'alone della sua essenza, come la scia di un profumo.

Anche l'elfo ha un medaglione al collo creato per nascondere la sua essenza.
Ma che allo stesso tempo lo soffoca con quella di lei.

Gli altri non la sentono, è qualcosa di intimo.
Che solo un compagno può sentire.

E per Elia quell'oggetto posato sul petto, è quasi ustionante.
Se non fosse necessario, se lo sarebbe già strappato dal petto.
Come l'arma che è legata alla sua schiena.

Una lancia che la strega gli ha consegnato prima di partire, sorprendendo l'elfo.
Poiché è molto simile alla sua arma che ha perduto molti anni fa.

E mentre lui credeva che lei non lo guardasse, invece era sempre presente.
E la visto allenarsi con una lancia, ha visto la luce accederai negli occhi dell'uomo quando ha impugnato quell'arma.
L'ha sentito dentro di lui il legame con quello oggetto, tanto da decidere di crearne una perfetta per lui.

Può sembrare un semplice palo di acciaio lungo quanto un coltello.
Ma premendo il giusto punto il palo si allunga, diventando una lancia.

Un regalo che è stato molto apprezzato, anche se Elia non ha fatto nulla per dimostrarlo.

Si passa un amano tra i capelli, esasperato da questo senso di oppressione che sente addosso.
Tanto da decidere di concentrarsi su alteo.
Per poi finire a non sentire gli altri, ma i pezzi della strega che portano addosso.

Fino a superare il loro gruppo e a sentirla su qualcuno che viaggia poco lontano da loro, sulla direzione ad est.
Una figura che corre parallela a loro, senza che gli altri la percepiscono.

Al contrario di Elia che la percepisce molto bene, grazie alla grande presenza della strega su di lei.
E non c'è dubbio che sia Calipso con addosso un medaglione ma anche altri oggetti frutto della magia di Deb.

Elia sorride, scuotendo leggermente il capo.
Il perché quella omega si stia comportando cosi, resta un mistero per lui.
E in verità sa davvero pochissimo di quella lupa, forse solo il suo nome.

"Tutto bene amico?"

Gli chiede Tristano, vedendolo pensieroso e assente.
Facendolo cadere bruscamente nella realtà, davanti allo sguardo preoccupato del vampiro.

"Nulla di che.
Stavo solo pensando a Calipso."

Tristano spalanca gli occhi sorpreso.
Poiché pensava che l'elfo fosse interessato, in un certo senso, a Deb.
E questa sua affermazione lo confonde molto.

"Cosa sai di lei?
Non sembra una che si mette molto in mostra."

Continua l'elfo, spinto da semplice curiosità.
Anche se la verità è che sente il legame tra la lupa è la strega.
E questo lo spinge istintivamente a chiedere.

Un meccanismo complicato e contorto, che non può essere capito da chi non ci passa.

Infatti Tristano ne è all'oscuro.
E lo giustifica con la semplice curiosità.
Anche perché è normale che la lupa susciti curiosità.

Tanto che anche le seconde file si mettono in ascolto.
Per sapere di più di quella lupa che hanno visto girare nel villaggio e aiutare molte delle donne.
Mentre rimane a distanza dagli uomini, soprattutto dagli alfa.

"Be', avrai già capito che è una omega.
O almeno, è la sua natura, mentre in realtà si dimostra tutt'altro."

Questa non è una novità per l'elfo.
Ha già avuto uno scontro con la lupa e tutto gli è sembrata tranne un omega.

"Non so dirti nulla del suo passato.
Posso dirti ciò che ho conosciuto di lei.
La sua tenacia, il suo animo combattivo.
E, anche se non è qui a dimostrarlo, è molto coraggiosa."

Come già hanno pensato in molti, no non sembra proprio un omega.
Ed Elia sorride sull'ultima affermazione.
Perché è davvero coraggiosa la lupa a viaggiare insieme a loro, pronta ad aiutarli, senza che gli altri sappiano nulla.

E qualcosa gli dice che ha fatto la stessa cosa la notte che hanno salvato lui.

"Pensa che il giorno che hanno salvato me, ha fronteggiato un alfa.
Senza abbassare il capo nemmeno quando era a terra ferita."

Continua Scott ricordando bene la piccola lupa bianca che ha difeso lui e la sua compagna.

Molto inusuale se si parla di un Omega.

"Io lo vista lottare contro un orso.
Anche se alla fine mi ha fatto cadere in una sua trappola e mi voleva lasciare appeso a testa in giù."

Il vento passa sereno tra i loro ricordi.
Sembra essere passata un eternità e invece solo appena qualche mese.

"Diciamo che non è incline al socializzare, anzi meno le parli più gli stai simpatico.
Ecco perché Tristano gli sta sulle palle, la stressa tutto il giorno."

Ridacchia Scott, ricordando gli innumerevoli battibecchi tra i due.
Facendo sbuffare Tristano, che teatralmente si pulisce una spalla dalla finta polvere.

"Quella lupa mi ama e solo troppo timida per ammetterlo."

Scoppiano a ridere, persino Elia, capendo quanto stia scherzando il vampiro.
Ma una cosa però è vera.

La lupa ci tiene davvero al vampiro, forse solo in amicizia, ma ci tiene.
Anche se fa di tutto per non dimostrarlo.

Mentre Tristano non lo sa, non sa davvero cosa lui sia per la lupa.
È confuso tra il pensiero che la lupa se ne freghi altamente o se ci tenga almeno un po'.

Non è davvero facile da capire la omega, questo è chiaro a tutti.
Anche a chi, come Deb, la conosce da anni.

"A parte gli scherzi è una gran donna.
E qualsiasi cosa abbia passato, la resa la donna che è oggi."

Le chiacchiere finiscono così, con la curiosità ancora più accesa di tutti.
Chi è davvero l'omega?

È la lupa che sta correndo parallela al suo passo.
La stessa che si ferma sulla punta del dirupo, mentre guarda attenta i suoi compagni arrivare e nascondersi tra le rocce.

E la stessa che sospira l'aria fresca della libertà.
E che ringrazia mentalmente il medaglione che ha al collo e che le permette questa fuga nel mondo vero.

E ride amara, abbassando gli occhi sul ciondolo posato sul suo petto.
Le sembra un collare, una catena che imprigiona la sua natura ma allo stesso tempo la rende libera.

E strano come una catena al collo la protegga dalla prigionia.
Eppure è così.

Sbirciando sul fondo della cava, osserva Tristano guardarsi attento intorno.
E, nonostante non lo ammetterà mai, lo ammira davvero tanto.

La sua posa seria e nobile, la sua schiena dritta e il suo portamento perfetto.
E quello sguardo serio, che ha poche volte, che gli irrigidisce il viso quando è in situazioni serie come queste.

Quel pipistrello da strapazzo sarà anche un buffone.
Ma quando è su un campo da battaglia diventa tutt'altro, persino responsabile e affidabile.

Non glielo dirà mai, ma sarebbe pronta a mettere la propria vita nelle mani pallide del vampiro.
Senza sapere perché.

È qualcosa di istintivo, un senso di fedeltà e fiducia che scorre nelle vene.
E qualcosa che sente la sua anima lupa, nonostante sia diffidente con l'intero mondo che la circonda.

E la cosa strana è che questo sentimento lo prova anche per Elia.
Nonostante provi anche disprezzo per come abbia trattato la sua amica.

E lo guarda, nel suo corpo possente e pieno di cicatrici e tatuaggi.
Lo guarda nella sua espressione sempre seria e incazzata.

Lo guarda, con la consapevolezza che lui sa che lei è qui.
Eppure lei sa che lui non dirà nulla agli altri.
Lo sa, senza che lui glielo dica.

È questo che intende per istinto.
È un qualcosa che non si può spiegare ma solo sentire.
È qualcosa che ti spinge a fidarti e a proteggere chi si fida di te.

Intanto il tempo passa veloce, spinto dal tempo autunnale che tra qualche giorno sfumerà in un freddo inverno.

Le scene che susseguono ai piedi della vallata, si esprimono con una tale calma da sembrare un quadro perfetto.
Troppo perfetto.

Un carro con solo cinque persone all'interno, che si ferma al centro della vallata prima che il tramonto diventi notte.

Solo tre guardie, che si muovono lente, come se stessero aspettando qualcosa.
O qualcuno.

Gli stessi cacciatori che cadono a terra morti per mano di Tristano e Elia.

A Calipso il tutto sembra sempre più strano.
Troppo facile, tanto che i cacciatori non si sono difesi ne meno con forza.
Come kamikaze pronti a morire.

E mentre i suoi amici a terra festeggiano chissà quale gloria vittoria.
Calipso si solleva in piedi, guardandosi intorno.
Con un brutto presentimento che le da la pelle d'oca.
Qualcosa non va.

I suoi occhi diventano blu elettrici e il vento gli è favorevole ringhiandole in viso.

Il silenzio della notte che sta calando è oppressivo e troppo rumoroso.
E quando la lupa percepisce un odore forte, quel silenzio diventa un grido nella sua testa.

L'odore acido di limone e terra arida.
Un odore che ha subito troppe volte sulla sua pelle.
E che potrebbe riconoscere anche in una tempesta.

Tutto troppo perfetto ciò che è successo, tanto da essere la trappola perfetta.

Quell'odore le da l'emicrania, gli incubi.
E vorrebbe solo fuggire via, nascondersi nella sua camera al sicuro.
Ma i suoi amici sono ancora lì a terra a festeggiare, ignari della morte che corre su quattro zampe verso di loro.

No, non sono solo quattro zampe ma molto di più.
Troppe.
Deve fare qualcosa.

Elia intanto rimane in disparte, mentre i suoi compagni di avventura liberano con calma i prigionieri.

All'improvviso un movimento d'aria e un pugnale che si infilza nel terreno.

Alza lo sguardo seguendo l'istinto che lo spinge verso la lupa.
Osserva il suo viso preoccupo, cerca come può di leggere il l'abbile.
Una parola ripetuta come un mantra che la lupa spera che capisca.

"Trappola."

Appena Elia capisce la parola, si volta di colpo verso i compagni che stanno facendo tutto con troppa calma.

"Sta arrivando qualcuno.
Muoviamoci."

Urla, facendo finalmente preoccupare gli altri.
E sospirare di sollievo la lupa, che passa lo sguardo dai suoi compagni  all'orizzonte.

Vede i suoi compagni dover passare uno alla volta dal portale, mentre la polvere di innumerevoli passi si avvicina.

"Non ce la faranno mai in tempo."

Sussurra, cercando si creare un buon piano per recuperare tempo.
Maledicendosi per non aver pensato prima a questa evenienza.

I nemici si avvicinano e gli amici sono ancora a metà.

Spalanca la sua borsa, tirando fuori le bocce di fuochi e di nebbia.
Si prepara ad usarli, nella speranza di non essere vista.

Intanto Gregory e Igor corrono fianco a fianco verso la vallata nel dirupo.
Vedendo da lontano una decina di uomini in attesa di attraversare un portale magico.

"Forse li prenderemo già adesso senza aver bisogno della spia."

Ridacchia Igor, elettrizzato all'idea di catturare Tristano prima del previsto.

Ma all'improvviso dei fuochi bloccano il loro passo, creando luci e fumo che annebbiano la loro visuale.

Molti dei loro uomini vengono colpiti.
Ma Gregory non se ne preoccupa, impegnandosi a seguire la traiettoria dei lanci.

E la vede, in piedi su una roccia, impegnata a lanciare delle boccette verso di loro.
E la vede, bella e maledetta come l'ultima volta.

Vestita di nero, come i suoi capelli chiusi in una coda alta.
Che in questo momento il lupo desidera stringere tra le dita.

Nella sua forma umana, corre verso di lei, fregandosene degli altri che cercano di sopravvivere ai fuochi e di veder qualcosa in mezzo alla nebbia fitta.

Corre verso di lei, con un sorriso sadico sulle labbra.
Che si amplia quando lei lo guarda, terrorizzata.

Maledice qualsiasi cosa abbia addosso che non gli permette di sentire il suo dolce odore di omega.
Ma si loda per come la vede tremante davanti a sé.
Come è giusto che sia

Stringe i denti quando la vede lanciare una bolla a terra, che crea una portale.
Che la porterà sicuramente al sicuro.

Non la ragiungera in tempo, quella disgraziata si salverà.
Ma si porterà dietro un bel ricordo del suo alfa.

Calipso trattiene il respiro mentre si lancia attraverso il portale.
Per poi sfogarlo in un urlo dovuto a un dolore improvviso alla gamba.

Atterra nella sua camera, con il portale che si chiude automaticamente, poiché creato per una sola persona.

Trattiene il respiro, spostando lo sguardo sulla coscia.
Dove un pugnale le ha quasi tranciato l'arteria principale.

Non la presa, è riuscita a fuggire.
Ma lui non si è negato di ricordarle chi è.
E cosa puo farle.

E il pugnale nella carne è la sua ennesima firma sul suo corpo.

Gregory sorride soddisfatto, passando le dita sul terreno, macchiandole di rosso scarlatto.
Se le porta alla bocca, leccando via tutto il sangue.

Ed è l'estasi che gli scivola in gola, come una droga aspirata con forza dal naso.
Il gusto della sua omega che gli brucia lo stomaco come se fosse fuoco.
Ed è fantastico.

"Sono fuggiti.
Con i prigionieri."

Si solleva da terra, con sguardo perso sul punto deve lei è scomparsa.
Tutto è andato come doveva andare.

Lei è scappata si, ma questa distanza tra loro aumenterà solamente il piacere di quando la rincontrerà.

Gli occhi sfumano in due fiamme rosse, mentre in bocca il sapore di lei gli ipnotizza la lingua.

"A presto mia cara Calipso."

(˘・_・˘)(˘・_・˘)(˘・_・˘)(˘・_・˘)

Deb accoglie ogni prigioniero salvato, che poi viene stretto dalle bracce delle donne che si occuperanno di loro.

Sono tre donne e due uomini, di cui tre omega, due maschi e una femmina.
Una donna vampira di basso rango e un alfa maschio.

Sono tutti è cinque storditi, sicuramente da qualche erba sonnifero.
E vengono portanti in uno stabile allestito a pronto soccorso.

Appena l'ultimo della fila supera il portale, la strega lo chiude.
Sorridendo sollevata di vederli tutti sani e salvi.

Tutti festeggiano la buona riuscita, tranne Elia che sembra titubante e preoccupato.

Anche se non vorrebbe si avvicina alla strega, che sta dando ordini a destra e a sinistra per aiutare i nuovi arrivati.

"Dobbiamo parlare."

Parla a denti stretti, facendo sussultare la donna che sono ora si rende conto della sua avvicinanza.

Si volta verso di lui per ribattere, ma quando vede il suo sguardo duro, capisce che è qualcosa di serio.

Fa segno a Sofia di continuare al suo posto, per poi allontanarsi insieme all'elfo.

"Era una maledetta trappola.
E Calipso ha fatto qualche trucchetto per farci prendere del tempo.
Ma ho visto un uomo correre verso di lei, un alfa."

Deb gli da giusto il tempo di finire la frase, prima di correre verso la stanza della amica.
Dove sa che la riportata il portale, se la riportata.

Elia continua a seguirla, perché è inutile negarlo.
È preoccupato per la piccola lupa omega.

Tristano li vede correre via ma pensa che stiano litigano come altre volte.
Perciò decide di lasciar loro la privacy per andare dai prigionieri che hanno salvato.

Entra nella grande sala di pronto soccorso.
Vedendo gli elfi curatori occuparsi dei due omega e dell'alfa ancora dormienti.

Mentre la vampira è solo un po' frastornata, come la omega che ha qualche livido e ferita superficiale da taglio.

Ed è proprio quest'ultima ad attirare lo sguardo di Tristano.
Come se quegli occhi azzurri, sicuramente per la paura che prova, fossero due calamite.

Si avvicina lento, cercando di trasmetterle con lo sguardo che ora è al sicuro.

Ma la piccola si stringe le gambe al petto, tremando come una foglia.

"Tranquilla, sei al sicuro ora.
Nessuno qui ti farà del male."

Ma la piccola rimane in posizione di difesa, pregandolo con gli occhi di non farle del male.
Di non avvicinarsi.

E Tristano si ferma, con i pugni stretti dettati dalla rabbia per chi la ridotta così.

Gli altri omega che hanno salvato avevano qualche ferita.
Ma nessuno di loro era tanto ferito quanto terrorizzato.

"So che può sembrarti strano, ma qui nessuno ti farà del male.
Te lo giuro."

Tutto inutile.
Il vampiro fa un passo in avanti e la ragazza va in crisi di panico.

Inizia a gridare, portandosi le mani tra i capelli castani, stringendoli fino a farsi male.
Con le gambe inizia a scalpitare, portando molte ferite a sanguinare ancora.
Ma non sono quei tagli a fare urlare la ragazza, ma il dolore che le hanno marchiato a fuoco nella mente.

Continua a urlare di lasciarla stare, con gli occhi spalancati verso di lui.
Tanto blu da essere paragonati agli abissi dell'oceano.

Un intensità tale da fare allontanare Tristano che in pochi secondi viene spinto ancora più lontano dalle donne omega.

Tre elfi intervengono per cercare di calmare la piccola.
Mentre il vampiro semplicemente si lascia trascinare, rimanendo sconvolto dalle urla e dagli scatti della omega.

Sta per intervenire, per fare qualsiasi cosa che possa essere d'aiuto.
Quando sente una voce femminile strapparlo via dai suoi pensieri.

"È normale che reagisca così.
È stata schiava di un vampiro per molti anni.
E non se le passata per nulla bene."

E la vampira che hanno salvato a parlare.
Con fare annoiato mentre si mette seduta.

"Cosa sai di lei?"

Tristano si avvicina a lei, continuando a guardare con la coda dell'occhio l'omega che è stata sedata e addormentata.

"Tutto, ero la guardia che si occupava di lei.
E che qualche tempo fa a provato a farla scappare.
Dal momento che siamo qui, puoi dedurre che non ci sono riuscita."

Lei sì che sembra una vera vampira.
E, nonostante sia di basso rango, ha movenze e un modo di parlare simili a quelli di un nobile.

"Voi siete i bastardi che hanno rubato parecchi carichi, parole dei cacciatori.
Ormai siete leggenda tra i prigionieri ancora sotto catene."

Tristano si siede al suo fianco.
Non ha bisogno di fare domande, si vede negli occhi verdi della vampira che muore dalla voglia di raccontare.

"Prima di partire ho sentito due cacciatori parlare di voi.
Dicevano che i bastardi, chiamati così perché un gruppo di razze diverse, avrebbero attaccato altre carovane.
Ma non si aspettavano che avreste dato peso a una piccola carovana come quella che portava noi."

Questo spiegherebbe perché c'erano solo tre guardie.
Ma è contrastante con la trappola a cui sono scappati.

"La voce è girata in tutte le prigionie dei cacciatori.
Pensa che molti stanno ricominciando a sperare.
Sognando di essere salvati dal vampiro, dal lupo, dalla strega e dalla omega.
Dal branco degli emarginati."

Ma Tristano non da peso all'ultima frase.
Fermandosi su quella precendente, dove si parla di una omega.

"Un omega?"

Perché mai i prigionieri pensano che ci fosse un omega durante l'attacco alla penultima carovana?
Forse alludono alla prima, dove hanno salvato Sofia.

"Esatto.
I cacciatori dicono che era una donna quella che lanciava fuochi in cielo.
Una bellissima donna, che è riuscita a sfuggirgli nonostante l'avvessero colpita.
E fosse un omega."

Tristano ci mette qualche minuto per arrivare alla soluzione.

Quella omega poteva essere solo una persona.
La stessa che ha preferito che tutti la credessero una vigliacca.

Sorride, quasi a sembrare folle, proprio perché tutta questa situazione sembra una pazzia.

"Quella lupetta furbetta, ha sempre qualche bella sorpresa."

La vampira solleva un sopracciglio, chiedendosi cosa abbia questo tizio.
E iniziando a credere di essere finita in mezzo a qualche pazzo da manicomio.

Ma non ha modo di continuare la conversazione.
Poiché una donna dai capelli rossi e gli occhi viola chiama a gran voce un nome.
Che, da come si gira il vampiro, deve essere il suo.

"Ho bisogno di te
Ora."

Tristano si limita a salutare la vampira con un gesto del capo, per poi correre dietro la strega

Non ha mai visto Deb così preoccupata e terrorizzata.
E le parole che dice durante la corsa spiegano tutto.

"Cali è ferita."

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