capitolo 7 alleanze
E mentre alcuni festeggiano la propria libertà.
Altri ringhiano furiosi, trovandosi le mani vuote.
"Che cazzo vuol dire che avete perso tutti gli omega?"
Gregory ringhia fuorioso in faccia a un cacciatore, che ormai ha ricevuto ogni genere di minaccia e insulto per essere arrivato a mani vuote.
Dai quattro punti cardinali, molti si sono recati alla piccola asta in cerca di prigionieri.
Come succede una volta al mese, ritornando a casa sempre soddisfatti.
Fino ad oggi.
Dovevano trovarsi davanti una carovana ricca di schiavi.
E invece i cacciatori hanno annunciato che sono stati attaccati e hanno perso il carico.
Gli occhi di Gregory sono due fiamme rosse, che fanno tremare il povero cacciatore.
L'alfa è il loro miglior compratore.
Anche se ogni volta che torna dice che l'omega comprato non era soddisfacente.
Il vero problema non è la merce del cacciatore, ma ciò che cerca l'alfa.
Una omega che ha perso circa un anno fa.
Quella lupa, si che era una omega degna di Gregory.
Una combattiva che non si è mai piagata all'Alfa.
Tranne una volta.
Solo una volta sola ha visto i suoi occhi blu diventare come cristalli.
Solo quella volta ha visto davvero la sua anima omega.
Ma è successo per pochi secondi.
E dopo qualche giorno l'omega è scappata e dall'ora mai la ritrovata.
E mai ha trovato un omega che sia come lei.
Ne ha provate tante, tutte crollate dopo la prima o la terza tortura.
Mentre quella omega è crollata dopo 24 torture.
Le ricorda bene l'alfa, una a una.
E sa che le ricorda anche lei, dato che le ha marchiate a fuoco sotto forma di "x" sopra la pelle di lei.
Se chiude gli occhi può ancora sentire la carne lacerarsi sotto le frustare.
E l'odore del suo sangue macchiare ogni pezzo della stanza.
Ma poi lei è scappata.
Lasciando un vuoto nell'anima sadica dell'alfa, che non è più riuscito a colmare.
Con la sua stazza, i capelli biondi e una bellezza invidiabile, Gregory non ha mai avuto problemi con le donne.
Ha avuto anche delle alfa e delle beta, ma non sono adatte a lui.
No, lui vuole un omega.
Quella omega.
"C'era questo uomo tra i prigionieri.
L'avete visto?"
Le urla di un uomo lo risvegliano dai suoi pensieri malsani.
Lo osserva da lontano, chiedendosi perché l'uomo che sta gridando con un cacciatore sia tanto furente e nervoso.
Non è una reazione normale per chi ha perso della semplice merce.
No, quel vampiro, che avrà circa trent'anni e sicuramente di stirpe reale dato i suoi occhi neri, non ha perso della semplice merce.
E tutto ciò fa avvicinare Gregory al gruppo, curioso di cosa stia succedendo.
"No, non era un prigioniero.
Ma sono quasi certo che è il vampiro che li ha aiutati a scappare."
Il vampiro stringe più che può i pugni.
E Gregory tanto è vicino che può sentire le unghie scavare nei suoi palmi.
No, non è un semplice acquirente e tutta questa storia pizzica i sensi dell'alfa.
"Era da solo?"
Tanto è nervoso il vampiro che non sente l'alfa ormai al suo fianco.
Non lo vede scendere con lo sguardo sul medaglione che stringe in mano, dov'è raffigurato un giovane uomo dai cappelli neri e un sorriso accattivante.
"No.
Con lui c'era un lupo, una strega e una omega."
Sull'ultima parola sia il vampiro che il lupo spalancano gli occhi.
Una omega che salva altri omega mai si è sentito in giro.
Mai si è sentito di una omega contro cinquanta uomini.
Almeno che...
"Dell'omega cosa sai dirmi?"
Solo ora che Gregory parla il vampiro si rende conto della sua presenza.
E di come gli occhi dell'alfa siano rossi mentre cerca informazioni sulla donna.
"Capelli neri, formosa e alta.
In realtà una bellissima donna se non fosse un omega.
Ci siamo accorti che era tale solo grazie ai suoi occhi blu.
E...
A si, aveva una cicatrice sulla spalla, una specie di marchio."
Un sorriso sadico sfiora la bocca dell'alfa, poiché mai come ora si è sentito vicino alla sua omega.
Aspetta solo la certezza.
"Una specie di luna spezzata a metà."
Ed ora per Gregory non ci sono più dubbi.
La omega si cui parlano è la sua.
Poiché proprio lui è stato a marchiarla durante il primo calore della donna, lasciandole quella cicatrice.
Poiché il marchio è stato creato dall'odio e non dall'amore.
"Dove vi hanno attaccato?"
E il vampiro a parlare, poiché il lupo sembra perso nei suoi pensieri.
E dal fuoco che vede nei suoi occhi, sono sicuramente pensieri malati e dolorosi.
"A est, ma è inutile mandare a cercare li.
Si muovono attraverso il teletrasporto."
Perciò è insieme a una strega, pensano i due uomini ognuno sul proprio obbiettivo.
Capendo che è questo il motivo per cui non riescono a trovare ciò che hanno perduto.
Intanto il cacciatore viene richiamato altrove, lasciando i due uomini persi nei loro pensieri.
Nella mente di Gregory mille piani incompleti se percorsi da solo.
Ma poi sposta lo sguardo sul vampiro, osservando come stringe quel medaglione.
E non gli importa sapere perché cerca quell'uomo dai capelli corvini.
Pensa solo che potrà essere una buona alleato per riavere la sua omega.
"Sai.
Credo che potremmo essere amici noi due."
Il vampiro alza lo sguardo di scatto sul lupo, facendo gli stessi pensieri.
Infondo due teste sono meglio di una se l'obbiettivo è lo stesso.
"Lo penso anche io.
E forse è il caso che mi presenti.
Io sono Igor, re del regno vampiro di est."
Gregory non si lascia affascinare dalla nobiltà del vampiro.
Non gli interessa, se non che essendo re avrà molte fonti e uomini al comando.
Perfetto per il loro schema.
"Gregory, alfa capo dei Red Moon.
E credo che insieme potremmo fare grandi cose."
Orribile cose, ma grandi.
Ed entrambi riavranno i loro tesori.
Chi per ucciderlo e chi per possederla fino a distruggere la sua anima.
A quando due anime nere si incontrano e iniziano un cammino insieme, nessuno potrà salvarsi.
Poiché il loro passo seminerà cadaveri e incubi e il giorno diventerà notte.
"Ho già un piano.
Penso che lo gradirai."
E il vampiro sorride alle parole dell'alfa.
Ma soprattutto dal suo sguardo furioso.
Segno che entrambi si impegneranno entrambi per seminare oscurità e giustizia.
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"Silenzio."
Scott emana un ringhio tanto potente da fermare le continue chiacchiere nella piazza.
Sapevano che fare una riunione sarebbe stato difficile.
Ma mai quanto far star zitti lupo, vampiri, elfi e streghe.
Nonostante siano circa una ventina quelli in prima fila.
Mentre il restante cinquanta rimane silenzioso in seconda fila, poiché sono omega o non adatti alla battaglia.
Appena Tristano ha detto loro di voler creare una squadra di soccorso, si è scatenato il putiferio.
Ma, sorprendentemente, formato da tutti consensi e voglia di combattere.
"Forse io posso aiutarvi."
Una ragazza, una piccola omega, si avvicina a Tristano.
Che si trova su un piccolo palco insieme a Deb, Scott ed Elia.
Sotto lo sguardo curioso di Calipso, rimasta in disparte sulla soglia di casa.
Cosa che fa sbuffare Tristano, che inutilmente si aspettava un po' di più partecipazione da parte della lupa.
"Ho sentito che ci sarebbe stata una seconda carovana dopo di noi.
Con solo cinque prigionieri e poche guardie.
Ma dicevano che era comunque un carico importante."
Le informazioni della piccola omega sono oro per le orecchie di tutti.
Lo scopo principale del gruppo di soccorritori è arrivare alla grande asta che si terrà tra qualche mese.
Ma di quest'ultima gli ex prigionieri non ne sanno molto.
L'unica speranza è che i prigionieri della prossima carovana ne sappiano di più.
"Quando e dove?"
La piccola omega trema davanti al tono rude di Elia.
Che non ha nulla contro la piccola, ma non può nascondere il suo nervoso e la sua voglia di combattere.
Deb capisce a pieno la situazione e supera l'elfo, avvicinandosi alla piccola ora rifugiata tra le braccia del suo compagno vampiro.
"Scusa i suoi modi, ma ti giuro che non voleva farti paura.
Ma solo aiutare altri come noi."
La voce della strega è talmente dolce, da sfiorare persino i nervi tesi dell'elfo.
Facendolo rilassare.
Dallo scontro avvenuto questa mattina, i due non si sono rivolti ne parola e ne sguardi.
Al contrario dello sguardo blu che Elia ha sentito tutto oggi e persino in questo momento.
Mentre la piccola omega parla con la strega, Elia incrocia lo sguardo di Calipso, sentendolo come una spada che pende sul suo capo.
La lupa si è ripromessa di starne disparte, soprattutto perché è Deb ad averglielo chiesto.
Nonostante il fatto che il dolore che ha visto negli occhi della strega, hanno acceso un istinto omicida nella lupa.
Ed Elia lo sa.
Lo sente il disprezzo che la lupa nuoc contro di lui.
Ma preferisce fare finta di nulla.
E vivere come se il legame con la strega non esistesse.
"Che ne pensi Elia?"
La voce di Tristano lo riporta al presente.
E l'elfo ringrazia la propria capacità di ascoltare nonostante stia pensando ad altro.
"Sarà un piccola carovana e nemmeno tanto lontano da qui.
Secondo me è fattibile."
Anche se sempre anche troppo semplice.
E anche Calipso lo pensa.
"Non sottovalutate la cosa.
Se quello che la ragazza dice è vero, sarà un carico importante.
E mi sembra strano che i cacciatori si muovono così solo per cinque prigionieri.
Ci deve essere qualcos'altro sotto."
Magari una trappola, pensa più lucidamente che può, senza però allontanarsi dalla porta di casa.
Facendo stringere i denti a Tristano.
"Se non sbaglio hai detto che non vuoi avere niente a che fare con tutto ciò.
Perciò di cosa ti mischi."
E i nervi tesi tra la lupa e il vampiro sono visibili a tutti.
Quel senso di tradimento è ancora accesso nel petto del vampiro.
E la lupa non fa nulla per spegnere il fuoco che lo sta divorando.
"Fa pure.
Ma poi non venire a piangere da me pipistrello."
Ormai tutti quelli che sono in piazza passano in secondo posto.
Ci sono solo loro due, e i loro sguardi che vorrebbero dire molto di più.
"Come se ti importasse qualcosa se uno di noi morisse.
Anzi forse saresti felice di aver meno persone che ti girano intorno."
Le parole di Tristano sono veleno per la lupa, ma sono dettate dalla voglia di vedere una cazzo di reazione.
E invece, ancora una volta la lupa rimane indifferente, se non per i suoi occhi costantemente blu.
"Mentre tu non puoi negarti di drogarti di adrenalina.
Ti piace troppo fare l'eroe, anche se non sempre lo fai per gli altri."
E Calipso lo lascia così, senza possibilità di rispondere, tornando dentro casa.
"Forza, vediamo di creare un buon piano."
Lo richiama Scott, facendogli distogliere l'attenzione dalla lupa.
Che intanto è tornata a casa, con una mano sul petto.
Sul cuore.
Si è finta indifferente, ma quelle parole hanno fatto male.
Facendola infuriare contro il vampiro che giudica senza sapere.
Senza sapere che se preferisce agire come fantasma è solo perché ha paura di vederlo ferito per salvare lei.
E Deb lo sa.
Per questo lascia gli uomini a preparare un piano, mentre lei si allontana per andare dalla lupa.
Sotto lo sguardo confuso dell'elfo, che si chiede quale sia davvero la verità.
Tristano gli ha spieghiato a cosa è dovuto l'attrito tra lui e la lupa.
Ma ad Elia il tutto stona.
A visto quella lupa mostrare denti e artigli, pronta a difendere l'amica nonostante non avesse così tante possibilità contro un elfo guerriero.
Ma non dice nulla, preferendo come sempre farai i fatti suoi.
Intanto Deb ha raggiunto Calipso, trovandola nel piccolo ufficio, con sguardo fisso su una mappa.
"Hai già un piano vero?"
La lupa si limita ad annuire, mentre con una penna segna il luogo dove sarà più facile attaccare la carovana.
"E non parteciperai alla luce del sole vero?"
Ancora una volta la lupa annuisce, segnando punti e disegni sulla mappa.
"Insomma, che devo fare?"
Calipso sorride, anche se si aspettava la solita ramanzina dall'amica.
Che invece sa che la lupa non cambierà idea, perciò è meglio assecondarla per ora.
"Avere un buon piano."
Le risponde la lupa, per poi mostrargli la mappa sporca di inchiostro e segni.
Spiegandogli il piano migliore per poter riuscire nell'intento.
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"C'è un dirupo, dove sicuramente i cacciatori si fermeranno per riposare.
Secondo la tabella di marcia, la notte dovranno per forza fermarsi qui."
Spiega Deb, mostrando la mappa a Tristano, Scott ed Elia.
E quest'ultimo la guarda sorpreso, poiché il piano ha davvero una sua logica e riuscita.
Anche se gli sembra così strano che la strega abbia avuto questa idea proprio mentre era con la lupa.
Incrocia lo sguardo della strega e non ha dubbi.
Il piano non è suo, lo legge nelle bugie che colorano i suoi occhi di pagliuzze viola.
Un piccolo trucco da compagni, nonostante l'abbia rifiutata.
Ma continua a rimanere in silenzio.
Perché non sono fatti suoi e infondo il piano ha una sua funzionalità.
"Hai avuto una splendida idea Deb.
È perfetto."
La loda Tristano, mettendosi subito a lavoro per gli ultimi dettagli.
Lasciando Deb a sospirare mentre esce dal piccolo ufficio.
"Io invece arriverò da est.
Rimarrò vigile nel caso qualcosa vada storto."
Le ha semplicemente detto Calipso, per poi spingerla ad andare dagli altri per portarli nell'ufficio.
Dove la lupa non c'era più al loro arrivo.
"Tu verrai con noi o affiancherai la omega?"
La voce di Elia ferma il suo passo ormai in cucina.
Lontani da orecchie curiose.
La strega sapeva benissimo che a lui non può mentire e non ci ha provato nemmeno ha nascondersi al suo sguardo.
"Non potrò partecipare, ho una traccia troppo forte addosso.
Sarei il mirino su di voi.
Ma farò comunque la mia parte."
Lo liquida con indifferenza, per poi lasciarlo solo nella stanza.
Lasciandogli in gola il gusto amaro della freddezza.
Ma di cosa si dovrebbe lamentare?
E lui che non la vuole perciò non ha il diritto di fermarla mentre va via.
Fino a rimanere solo con i suoi pensieri.
No, non può piegarsi a questo macigno che sente nel petto.
Lei è una strega.
Una nemica.
La sua compagna.
Si passa le mani nei capelli lunghi, sospirando ad occhi chiusi.
La mente affolata del suo passato, del suo popolo che viene sterminato da tre streghe.
Tre misere streghe.
E Deb, da quello che dice è più potente di qualsiasi strega che esista su questa terra.
E questo dovrebbe essere un ulteriore motivo per stargli lontano.
Si è così.
Ma chi glielo spiega al suo istinto che grida di abbracciarla ogni volta che la vede.
E che soffre per l'indifferenza che lei mostra, come una morsa sullo stomaco.
Intanto Calipso, chiusa nella sua stanza, organizza il suo personale piano.
Li seguirà fino al dirupo, rimanendo a una distanza tale da non essere vista dagli altri, ma abbastanza vicina da poter intervenire.
Deb le sta già preparando delle pozioni di nebbia e dei fuochi, trucchetti che ha già usato l'ultima volta.
Tutto sembra perfetto.
Tanto da stonare terribilmente con la realtà.
La lupa sente che c'è qualcosa che non va.
Appena ha sentito di questa piccola carovana, è tornata a molti anni indietro.
A quando era appena una adolescenziale e si è ritrovata a viaggiare su uno di quei carri.
Insieme a sole altre tre persone, poiché era una consegna speciale.
E pensa vivamente che anche questa sia una carovana particolare.
Lo sente come se fosse un brivido che le sfiora la schiena.
Esce dalla stanza, trovando i corridoi vuoti, poiché sicuramente sono tutti ancora nell'ufficio.
Una volta nel giardino, libera la sua anima lupa.
Sospira per la sensazione di ossa che si rompono e ricostruiscono.
E del pelo bianco e grigio che copre la sua pelle pallida.
Si sente davvero bene nella sua forma animale.
Poiché grazie al pelo nessuno può vedere le cicatrici che porta sulla pelle.
Soprattutto quelle piccole 24 "x" che ha sulla pelle, in diversi punti del corpo.
"Ti prepari a una bella passeggiata romantica?"
Presa dal sospirare della notte, non si è accorta della presenza di Tristano.
Che cammina sicuro fino al suo fianco.
"Avresti dovuto avvisarmi, ti avrei portato un mazzo di fiori."
Calipso rimane molto confusa dal comportamento del vampiro.
Circa un ora prima hanno litigato davanti a tutti e invece ora la guarda sorridente.
Si, ha davvero parecchi problemi mentali il pipistrello.
O forse ha un gemello nascosto sotto il letto.
"Tu non eri quello che mi odiava fino a un'ora fa?"
Chiede tranquilla lei, sdraiandosi comoda sulla terra umida.
Non ha voglia di litigare in realtà, poiché questa notte è troppo serena per disturbarla.
"Odiare è una parola grossa.
Direi che mi dispiace non averti al mio fianco.
Ma il fatto che tu abbia organizzato il piano, ti fa sembrare meno stronza."
Conclude con un occhiolino lui, facendole spalancare gli occhi.
Come un gatto che viene beccato con la zampa nel sacco.
"Io adoro Deb e penso sia molto intelligente.
Ma quel piano sa di te da tutte le parti.
Soprattutto perché mi ricorda molto quello che abbiamo usato nella cava di pietra."
Tristano ha ragione, lo schema è più o meno uguale.
Ma non pensava che il vampiro ci avrebbe dato tanto peso.
"Non parteciperò a queste missioni.
Te lo già detto, sono una omega e ci tengo a vivere per ancora molti anni."
Gli risponde vaga lei, posando il muso sulle zampe incrociate sul terreno.
"Tu ti definisci omega e poi dimostri tutt'altro.
Ma se hai paura di farti male, non me la sento di darti della vigliacca, ti capisco.
Anzi, hai ragione."
Quanto si sbaglia il vampiro, non pensa minimamente che la lupa non ha paura di farsi male.
Ma di essere il male dei loro compagni.
Di vederli perire per colpa sua, com'è già successo in passato.
Ma va bene così, non le dispiace sembrare una stupida egoista.
Anzi, forse così potrà essere trattata con indifferenza dagli altri.
Insomma nulla è mai ciò che sembra.
E la perfetta indifferenza a volte nasconde urla e segreti.
Sono tutti libri aperti, con il problema che chi li legge sono alfabeti.
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