Capitolo 4 Pietra sul passato
Nella settimana che è seguita, la loro dimora si è evoluta in ulteriori modifiche.
Deb ha creato un piccola dimora per la coppia mentre Tristano e Scott sono riusciti a comprare in un villaggio poco lontano un toro e un montone, in modo da avere un allevamento di animali più numeroso.
Eleonora, finalmente a suo agio, ha mostrato le sue proprietà guaritrici, un marchio di qualità tra gli elfi.
E ha avuto il sostegno di Deb nel creare un piccolo terreno dove fare crescere delle erbe mediche.
E, naturalmente, anche l'orto e il campo di grano sono stati allargati.
Tutte modifiche che Calipso ha accettato con non poca fatica.
Poiché portano la notizia che la coppia non se ne andrà più facilmente.
Ma, anche se non lo ammette, va bene così.
Tolto il problema dello status, inizia a trovare piacevole vivere in una specie di comunità.
Ogni tanto sorride ironica, pensando che quasi definisce branco un gruppo di cinque persone di razze diverse tra loro.
Ma, infondo, questa è un'ulteriore dono della magia della barriera.
Cioè non creare barriere tra chi ci vive dentro.
A parte queste modifiche, il resto segue una quotidianità abbastanza "normale".
Deb con la solita esuberanza, Tristano che fa lo spaccone e Calipso che lo insulta fingendosi fredda e acida.
Perché ormai Tristano lo sa che la lupa non è così, ma è solo brava a farglielo credere.
E in questa strana normalità, hanno preso posto anche Scott ed Eleonora.
Il primo mostrandosi tutt'altro che un presuntuoso alfa, anzi dandosi da fare nei campi e con gli animali.
La seconda trovando piacevole la compagnia della strega.
Insomma un mondo delle meraviglie.
Troppo bello per far parte della realtà oltre alla cupola.
"Ieri sera stavo pensando di costruire un forno.
Nulla da togliere al pane che fa Deb, ma il fatto che usa la magia gli toglie molte proprietà nutritive."
Inizia il discorso Eleonora, approfittando di essere tutti a tavola per il pranzo.
Poiché si è già detto che qualsiasi decisione bisogna prenderla tutti insieme.
Onde evitare gli avvenimenti di giorni prima.
"Hai pienamente ragione.
E da una vita che non provo il sapore del pane vero."
Deb si mostra subito felice della notizia.
Sa che usare la sua magia illude inevitabilmente la consistenza del cibo, per questo non la usano sull'orto e sugli animali.
"Be potremmo lavorarci io e Scott.
Basterà cercare delle pietre adatte."
Si fa avanti Tristano, anche lui nostalgico e felice di sentire di nuovo sapore semplice di un buon pane.
Intanto Calipso li ascolta in silenzio, sentendo però lo sguardo adosso di tutti.
Sa che stanno aspettando solo la sua decisione.
"Se non sbaglio c'è una cava abbandonata a est.
Rimane nelle terre di nessuno, perciò non dovremmo trovare problemi."
Risponde tranquillamente, senza distogliere lo sguardo dal cibo.
Mentre gli altri la guardano sconvolti.
In genere quando ci sono state decisioni da prendere, Calipso è sempre stata contraria ai cambiamenti.
Mentre ora non solo non fa storie, ma sta già pensando a come fare.
Alla fine la lupa sbuffa, nervosa per gli sguardi che ha ancora adosso.
"E non guardatemi come se avessi tre teste.
Anche io vorrei riassaporare un pezzo di pane.
Perciò finite di mangiare, dopo vedremo come muoverci."
Tutti tornano attenti sul proprio cibo, come se fossero stati sgridati.
Ma nessuno di loro nasconde un sorriso soddisfatto, ne meno Calipso.
Infondo questa nuova famiglia non gli sta così scomoda.
"Allora dopo pranzo creerò dei medaglioni magici, che nasconderanno il vostro odore.
Dovrete viaggiare fin lì a piedi, ma poi potrete usare una sfera di teletrasporto."
Si organizza già Deb, ripassando mentalmente gli incantesimi da usare.
Non può teletrasportarli li, perché non ricorda il punto esatto della miniera.
Ma potranno, con una sfera di teletrasporto, ritornare a casa attraverso la magia.
Poiché fargli portare tutte le pietre che servono per il forno viaggiando, potrebbe fargli rischiare molto.
Usa poco questi incantesimi all'esterno della cupola.
Perché la magia lascia una traccia, una macchia sulle cose che vengono toccate.
Questo è anche il motivo per cui non esce dalla cupola da un anno, poiché potrebbe essere scoperta facilmente.
Ma a questo ha finalmente trovato una soluzione.
Anche se ci vorrà ancora un po' per realizzare l'incantesimo.
Comunque tutti tornano al loro pranzo, chiacchierando su altre cose che potrebbero realizzare.
Creando con l'immaginazione il disegno, non più di una casetta nascosta, ma di un piccolo paesino.
Calipso ascolta in silenzio, nascondendo quanto questo la renda nervosa.
Osserva le persone sedute al tavolo, pensando che fino a poco tempo fa erano solo in due.
Mentre ora il suo piccolo angolo sicuro sta diventando qualcosa di più grande.
Si trova bene nella realtà che stanno creando.
E forse è questo che le fa paura, perché troppe volte le cose che l'hanno fatta stare bene, sono state distrutte lasciando lividi nel cuore della lupa.
Per puro caso incrocia lo sguardo della strega, che gli sorride dolcemente.
E strano come dopo un anno che si conoscono, non servano più troppe parole per capirsi.
E Calipso sospira, tornando a mangiare.
Le cose stanno davvero cambiando, a una velocità disarmante e la lupa non sa più se cambiare è una cosa positiva o no.
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Calipso sbuffa per l'ennesima volta, indispettita dai due uomini che non stanno un secondo zitti.
Negli ultimi giorni i due uomini si sono avvicinati molto, un po' per amicizia, un po' per solidarietà maschile.
Il punto e che ora la lupa non deve solo sopportare le battutine del pipistrello, ma anche le risatine e il man forte del lupo.
Inizia ad avere nostalgia della solitudine, o meglio del silenzio.
Quando finalmente, dopo ore di viaggio, raggiungono la vecchia cava fa un sospiro di sollievo.
Sperando che lavorando i due uomini non abbiano fiato per parlare.
"Avevi proprio ragione lupetta."
Si avvicina Tristano, mettendole un braccio sulle spalle.
"Con tutte queste pietre potremmo realizzare molti progetti."
Calipso con un ringhio si scolla di dosso il tocco del vampiro.
No che abbia qualcosa contro di lui e proprio il tocco maschile che non tollera.
"Vedi di metterti a lavoro e porta con te il tuo amichetto.
Io organizzo il trasporto."
Gli da le spalle, facendolo sorridere divertito.
Come sempre d'altronde quando lo rifiuta, ormai è diventato il loro miglior passatempo.
Comunque i due uomini si addentrano nella cava mentre Calipso tira fuori il necessario.
Tira fuori una ciotola e la sua amata carrucola.
Ringraziando di avere amica una strega quando la ciotola diventa un carro con ruote.
Si Deb ha pensato a tutto.
Salendo sul l'albero posiziona la carrucola, per poi legare un capo della corda al carro.
Una volta controllato che il nodo sia resistente, fa qualche passo indietro lasciando alla magia fare il resto.
Infatti la carrucola si muove spingendo il carro all'interno della cava.
Fermandosi solo quando raggiunge i due uomini, che sono scesi molto in profondità.
"Forse non sono così fannulloni come credevo."
Sussurra Calipso, sentendo l'eco nella cava di pietre che vengono spostate.
Capendo che i due saranno più veloci del previsto, apre poco lontano il passaggio per tornare a casa.
Dove Deb riceverà il carro pieno di pietre, lo svuoterà con la magia e lo rimanderà indietro.
Una buona catena di lavoro.
"Pronto."
Urla il vampiro dalla cava e Calipso lancia un sassolino oltre la voragine magica, come segnale.
Pochi secondi dopo vede il carro tornare fuori e camminare tranquillo verso il passaggio magico.
Intanto Calipso ha già preparato una seconda ciotola, facendo lo stesso lavoro di prima per poi aspettare che il secondo carro scenda giù.
Con la carrucola ha creato un doppio movimento, così da fare uscire il carro pieno e fare entrare quello vuoto.
Così saranno ancora più veloci.
Una volta soddisfatta che tutto il meccanismo sia in funzione, sale sul tetto della cava, in modo da tenere sotto controllo la situazione.
Rimane vigile nel caso ci fossero problemi in vista.
Il sole lentamente percorre la sua vita, scendendo pian piano verso il tremonto.
Ma Calipso non si fa distrarre e rimane immobile, con i sensi ben sviluppati a sentire ogni minimo rumore.
Da qui riesce a sentire Tristano quando è pronto, riesce a tirare il sassolino oltre la voragine e riesce a sentire su un area di molti kilometri.
Una cosa è certa, la lupa è una maniaca del controllo.
Ogni cosa che fa, anche la più semplice, la realizza alla perfezione.
Valutando ogni percentuale di rischio e idealizzando un piano di azione e anche un piano b.
Non è follia la sua, ma sopravvivenza.
Poiché per chi è come lei, per un omega, il minimo sbaglio di calcolo può voler dire morte.
E poi, la fa sentire bene avere il controllo su tutto.
Dopo troppi anni in cui erano gli altri ad avere il controllo su di lei.
Fa lunghi respiri, godendosi la piena libertà.
Lo fa almeno una volta al giorno, respira la libertà.
A discapito di tutti quegli anni in cui gli era negato anche il suo nome.
Intanto i due uomini si muovono veloci tra la poca luce di una lanterna e la polvere che provocano le pietre.
Con movimenti precisi, dettati dalla lupa prima di partire, riescono a lavorare senza intracciare l'altro.
"Sarà anche fredda, ma Calipso sa il fatto suo."
Sorride Scott, riferendosi alla catena di lavoro che ha idealizzato la lupa.
Facendo ridacchiare il vampiro .
"Lei non è fredda, è solo una brava attrice.
In realtà è una romanticona e coccolona."
I due si guardano per un secondo per poi scoppiare a ridere.
No gli aggettivi che ha usato il vampiro non c'entrano nulla con la lupa.
"Infondo non so darle torto.
La vita degli omega nei branchi non è facile."
Tristano rimane in silenzio, aspettando che l'amico continui.
Ha sempre vissuto nel suo regno e cio che sa degli omega l'ha letto in qualche libro.
Ma essi non sempre combaciano con la realtà che solo chi la vive può raccontare.
"In alcuni branchi, quando uno lupo si manifesta come omega, gli viene tolto persino il nome.
Da quel momento viene chiamato con dispregiativi o con il suo status.
La maggior parte delle volte vengono usati come schiavi, altre volte vengono allontanati dal capo alfa, mandati a morire.
In qualsiasi caso, gli omega diventano proprieta degli alfa,
perdendo il diritto anche di vivere o morire."
Tristano rimane sconvolto dalle parole dell'amico.
Sapeva che gli omega non se la passano bene ma non pensava fino a questi livelli.
Sfoga l'ingiustizia che sente dentro sulle pietre, ringraziando che stiano facendo questo lavoro, altrimenti non sa come avrebbe sfogato la rabbia che sente.
"Ma tu sei diverso.
Hai persino una compagna elfo e non disprezzi Calipso."
Scott sorride amaro, caricando l'ultima pietra sul carro.
"È Pronto."
Urla al posto dell'amico, riprendendo respiro nei pochi secondi di attesa dell'arrivo del carro vuoto.
"Mi piacerebbe dire che ci sono molti come me, ma non è così.
Ti basta sapere che quando sono intervenuto per salvare un omega, sono stato punito per condotta indegna e l'omega e stato frustato per avermi sedotto, cosa non vera."
Per Tristano è assurdo ciò che sta ascoltando.
Non può darsi pace ne trovare giustificazione per ciò che sta ascoltando.
È impossibile.
"Io semplicemente la penso così, perché la compagna di mio padre, nonché mia madre, era un omega.
Ed io sono cresciuto in una casa piena di amore e non di terrore e dittatura.
Ma so che i miei genitori erano solo una eccezione alla regola."
Tristano ingoia a vuoto vedendo la nostalgia e l'angoscia negli occhi dell'amico.
E il fatto che ne parli al passato gli fa capire che non ci sono più.
E Scott glielo conferma.
"Si sono sacrificati per me la notte che gli ho detto che sarei scappato con Eleonora.
Mi hanno coperto le spalle in modo che potessi allontanarmi il più possibile dalle terre in cui sono cresciuto.
A pochi kilometri di distanza ho sentito l'ululato disperato di mio padre, ho sentito il dolore di aver perso la sua compagna.
E infine il suo ultimo ululato prima di morire, che sapevo essere dedicato a me.
Nei suoi ultimi attimi di vita ha pregato la dea di vegliare su di me e la mia compagna, mentre io pregavo la dea di perdonarmi per non essere tornato indietro a salvarli."
Posa l'ultima pietra sul carro, bagnandola di lacrime colpevoli.
Forse se fosse tornato indietro gli avrebbe salvati o forse no.
Ma questo non lo saprà mai, perché ha continuato a correre per salvare se stesso e la compagna.
Tristano si avvicina a lui, tirandolo in un abbraccio.
Agendo di istinto e forse contro la propria natura di freddo vampiro.
"Non devi avere rimorsi.
Sono sicuro che sono morti in pace sapendo di aver salvato la vita di loro figlio.
Da come ne parli si sente che ti amavano e che ti amano ancora."
Scott si lascia confortare dalle parole dell'amico, senza sapere il turbine di emozioni che ha creato la sua storia nel cuore del vampiro.
La madre di Tristano è morta dandolo alla luce, ma il padre non gliela mai fatto pesare.
Crescendolo con amore e disciplina.
E anche se a volte poteva sembrare freddo e rigido, in momenti dove erano soli gli ha sempre detto quanto lo amava.
Dicendoglielo anche negli ultimi respiri prima che una strana malattia lo spegnesse per sempre.
Intanto Calipso, ferma davanti alla bocca della cava, fa lunghi respiri trattenendo le lacrime.
Ha sentito tutto il discorso e sentire una spiegazione che rispecchia la sua vita, le ha fatto tremare il cuore nel petto.
Ma non vuole piangere, non più.
Perciò, rinchiudere la sua lupa omega in un angolo e si costringe a essere forte.
A fingersi indifferente.
"Abbiamo finito."
Urla verso l'interno, tirando l'ultimo sassolino nella voragine.
Impaziente di tornare a casa e magari sfogare questa ferita che sanguina con una bella caccia.
L'ultimo carello viene ritirato da Deb e Calipso velocemente ritira tutta l'attrezzatura, mentre i due uomini la raggiunge.
Sono in uno stato pietoso.
E la lupa deve trattenere le risate quando vede i capelli del vampiro non più neri ma completamente bianchi a causa della polvere.
" Ridi pure lupetta.
La prossima volta tu scavi e noi prendiamo il sole."
La punzecchia il vampiro ritrovando l'allegria persa da quel meschino discorso.
E Calipso in cuore suo è lieta di rivederlo di nuovo sereno.
"Lamentatevi di meno.
Tante storie per quattro pietre."
Ma naturalmente Calipso continua a mostrarsi dura e i due uomini non ne sono sorpresi.
Certe cose non cambieranno mai.
Stanno per superare la voragine quando odori e rumori ostili arrivano ai loro sensi.
"Muoviti strega.
Non fare tante storie."
Subito i due uomini si allontanano per capire cosa sta accadendo.
Seguiti da Calipso, che sbuffa sapendo già che si immischieranno in qualche guaio.
Nascosti dietro a dei cespugli, vedono cinque cacciatori.
Di cui uno tira una donna.
Una donna imbavagliata e dagli occhi coperti.
Per non parlare delle catene di diamante che la immobilizzano dalla vite fino al collo.
Conoscendo quelle catene e l'odore che appartiene alla donna, è chiaro cosa sia.
Una strega, sicuramente nelle mani dei cacciatori per essere imprigionata e venduta a qualche asta.
Sia il vampiro che il lupo sono pronti a intervenire, ma Calipso li tiene fermi.
Tra i tre si affrettano sguardi di fuoco.
I due uomini vogliono salvarla mentre la lupa preferisce farsi i fatti suoi.
Ma in pochi secondi è tutto chiaro.
I due salveranno quella strega, con o senza l'aiuto di Calipso.
Così quest'ultima sospira arresa, osservando la scena per creare un piano d'azione.
I quattro cacciatori sono qualche metro più avanti di quello che sta tirando la strega.
Sopra ai quattro cacciatori c'è una montagna di pietra, ottima per attaccare dall'alto.
Afferra velocemente Tristano, trascinandolo senza far rumore lontano dai sensi dei cacciatori.
"Tu e Scott salite su quella montagna.
Al segnale attaccate i quattro cacciatori."
E li lascia li, correndo di nuovo dove il cespuglio.
Lasciandoli confusi e disorientati.
Quale segnale?
Chi penserà al quinto cacciatore?
"Andiamo, qualsiasi cosa avrà in mente so che funzionerà."
Lo spinge ad eseguire Scott, con cui Tristano si trova completamente d'accordo.
Si fida della lupa e delle sue capacità, ma teme per ciò che invece farà lei.
Se dovrà ferirsi di nuovo, questa volta Tristano si lascerà consumare dai sensi di colpa.
Ma segue il lupo, salendo velocemente sulla sporgenza che si affaccia sui cacciatori.
Intanto Calipso fissa la strega, sperando che il piano funzioni.
Stringe il medaglione che nasconde la sua assenza e lo strappa dal collo emanando il suo odore.
Per fortuna il suo piano funziona, la strega sente subito la sua presenza e si volta verso di lei.
"Buttati giù, buttati giù"
Continua a sussurrare appena Calipso, sperando che la strega abbia amplificato i suoi sensi.
E, ancora auna volta, la fortuna l'assiste.
La strega si butta a terra, facendo gridare e bestemmiare il cacciatore.
"È il segnale."
Sussurra Tristano, capendo che l'odore della lupa e la caduta della strega sono collegati.
Si lancia oltre il dirupo, affiancato da Scott che si trasforma in lupo prima di atterrare suo due cacciatori.
Mentre gli altri due subiscono l'attacco del vampiro.
"Cazzo."
Urla il quinto cacciatore, fissando i suoi compagni.
E distratto e Calipso ne approfitta per trasformarsi e saltargli addosso.
Per la sorpresa il cacciatore lascia la presa sulla catena di diamanti e finisce sotto la lupa.
Ma la lupa non è certo un alfa, anzi.
E il cacciatore riesce a spingerla via.
Calipso atterra davanti alla strega, ringhiando e mostrando i denti al cacciatore.
Quest'ultimo tira fuori dalla fondina un fucile, indirizzando la canna verso la lupa, che però non si smuove.
Ma questa volta Tristano non lascerà che lei venga ferita, anche se la farà incazzare.
Lasciando i due cadaveri a terra, corre veloce verso il cacciatore, togliendogli dalle mani il fucile prima che spari.
Il cacciatore non ha il tempo né meno per dire addio, che è già steso a terra con un taglio profondo nella gola.
Attimi di silenzio, mentre Scott abbandona i due bastardi ormai morti, per raggiungere i suoi amici.
Sta per liberare la strega, ma il rumore di molti ululati rimbombano nell'aria.
Ululati di alfa che hanno sicuramente avvertito l'odore di omega.
"A casa.
Ora."
Urla Calipso, correndo verso la voragine.
Seguita a ruota da Scott e Tristano che trasporta sulla spalla la strega ancora imbavagliata e legata.
Calipso afferra con i denti la borsa, ringraziando che aveva già conservato tutto.
E con un salto supera la voragine magica.
La sensazione che sente le fa mancare il respiro.
Sente il corpo scoprirsi e ricomporsi nello spazio-tempo, fino ad atterrare rovinosamente nel giardino di casa.
"Cali."
Urla Deb correndo verso l'amica, non capendo perché sia arrivata in forma di lupo e con tanta fretta.
Ma Calipso è fissa sulla voragine.
E appena vede i due uomini rientrare, fissa con preoccupazione l'amica.
"Chiudi il portale.
Subito."
Deb non fa domande ed esegue velocemente.
Portando le vani verso il passaggio, gli ordina di sparire.
E la magia esegue velocemente.
Quando i tre fuggiaschi vedono la voragine scomparire, finalmente fanno un sospiro di sollievo.
Questa volta gli è andata davvero bene, salvi per un peso.
"Ora posso sapere cosa è successo?"
Chiede Deb, portandosi le mani sui fianchi
Troppo confusa dalla situazione per notare la strega ancora sulla spalla di Tristano.
"Succede che ogni volta che esco dalla barriera e sono con quei due, mi trascinano in qualche missione di salvataggio.
Perciò col cazzo che li riaccompagno in qualsiasi posto."
Ringhia Calipso, correndo verso casa, sentendo benissimo le risatine del vampiro.
"Dici così, ma sei tu che hai pianificato tutto."
La lupa non risponde, limitandosi a ringhiare.
Perché quel pipistrello da strapazzo ha ragione.
Si era ripromessa di pensare solo a se stessa e a Deb.
E invece ancora una volta ha rischiato grosso per un'altro randaggio.
Maledetto quel pipistrello fastidioso.
È tutta colpa sua.
E questo che pensa mentre torna umana lontana da occhi indiscreti.
Sapendo bene che non è ciò che pensa davvero...
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