capitolo 18 pensieri, dubbi e paure
L'alba si alza lentamente verso il cielo, inutilmente e senza nessun scopo.
Poiché nessuno ha dormito questa notte, nessuno ha riposato, nessuno l'ha attesa e nessuno era lì a vederla sbocciare in un nuovo giorno.
il tempo sembra essersi fermato e il giorno che nasce prosperoso, in realtà è solo l'allungamento del giorno precedente.
Non mostrando nuovi inizi e non mostrando nuova vita.
Elia è esattamente dove si trova dove è stato per tutta la notte, seduto vicino al capezzale di Deb.
Non osando spostarsi, in attesa che gli occhi Viola della strega si rivelino ancora.
Fuggito dalla piazza con lei, stretta tra le sue braccia.
Si è lasciato travolgere dalla paura della confusione, seguendo i passi di un'elfa guaritrice, in modo meccanico. Senza valutare con ragione se seguire o meno la donna, appartenete a un regno in quel momento nemico.
Stringendo la strega tra le braccia, tartassato da pensieri su di lei.
Come le domande a chiedersi se stava bene.
Se si sarebbe ripresa o se sarebbe morta così, tra le sue braccia, in un ultimo respiro.
Rimane lì immobile, seduto vicino al capezzale della strega. I gomiti poggiati sul materasso che ospita il riposo di lei.
Con le mani tra i capelli e l'esaustiva voglia di vedere i suoi occhi o risentire La sua dolce voce.
Quante cose possono cambiare in una notte?
Fino a ieri la odiava, condannandola a subire la sua rabbia e il suo dolore.
Mentre ora è in ginocchio a pregare la luna di riportarla sana e salva da lui
In cuor suo sa che Deb non è come le altre streghe, l'ha sempre saputo.
Ma è sempre più facile negarsi e fare di tutta l'erba un fascio, che accettare che la donna che si ama fa parte di una razza che si odia.
E si, la ama, lo confessa.
Ora più che mai lo ammette.
Dopo averla vista sospirare appena e il rischio di perdere per sempre, non può più negare il buco che sente nel petto, da quando lei si è addormentata.
Nella stanza insieme a lui, c'è sempre un elfa guaritrice, che si occupa di darle infusi a base di erbe rigenerative, ottime per chi come Deb ha utilizzato molta energia.
Fin quasi ad esaurirla.
"Maledetta strega.
Non sai proprio stare fuori dai guai.'
Sussurra lui con una nota di amarezza e acidita.
Avrebbe mai ucciso suo fratello?
No sa, bene che si sarebbe fermato.
Che magari si sarebbe arreso, che avrebbe lanciato via l'arma, cercando un confronto.
Ma la strega ha voluto fermarlo prima che lui stesso lo facesse. Perché forse crede che lui sia davvero in grado di uccidere suo fratello.
O forse perché...
Non lo sa, Elia non lo sa.
Perché la sua mente, in questo momento, non è disposta a far pensieri logici e razionali.
Vuole solo pensare a lei.
Chiedendo se sta bene, quando si risveglierà e se lo perdonerà quando i loro occhi si incroceranno.
"Sembri un peccatore in un confessionale Elia.
Non ti credevo quel tipo di uomo, romantico e tanto dolce."
Elia sobbalza per la voce della vampira, che gli arriva dalla porta socchiusa.
Concentrato sui suoi dubbi, non ha nemmeno sentito i passi di Vic entrare nella stanza.
"Forse è vero Vic.
Sono un peccatore che confessa i suoi peccati.
E spera che il suo confessore si svegli e gli dia l'assoluzione dei peccati."
Tra Elia e la vampira c'è un rapporto un po' strano e un po' particolare.
I due non hanno mai condiviso niente, non si sono mai fermati a chiacchierare tra di loro. Sempre soltanto in mezzo agli altri, travolti dai discorsi di gruppo.
"Perché sei qua?"
Si poteva aspettare l'arrivo di Caleb, con cui ha creato una specie di rapporto negli ultimi tempi.
O persino da quel svampito di un vampiro, anche se sicuro che in questo momento Tristano è nella sua stessa situazione. Insieme a Calipso, anche lei dormiente da quando è svenuta in piazza.
"Si sente il tuo frignare fino alla mia stanza.
Ero curiosa di vedere il grande guerriero, piangersi addosso."
Non è certamente una donna dolce, con la capacità di consolare anzi, spesso e volentieri, tende a irritare gli altri.
Rendendosi antipatica agli occhi di tutti, ma forse questa è la sua più grande qualità. Sbattere in faccia la verità a tutti, fregandosene delle conseguenze.
"Non mi sto piangendo addosso, ma se lo facessi, ne avrai tutte le ragioni.
A causa mia, la mia compagna è in un letto tra la vita e la morte.
Portata al patibolo dalla mia rabbia e dalla mia sete di vendetta."
Vic spalanca gli occhi sorridendo senza pudore, mostrando di aver ascoltato solo ciò che più le piace.
"Da quando è la tua compagna? Fino a ieri non aveva nemmeno un nome, la chiamavi semplicemente strega.
A volte con più romanticismo, maledetta strega."
Si avvicina di più a lui, mostrando con naturalezza i canini affilati in una smorfia irritata e divertita.
"Ed ora è la tua compagna?
Ora che è li tra la vita e la morte la degni di essere la tua compagna?
Io al suo posto ti rifiuterei, senza pensarci un attimo."
Elia non sa rispondere, anche perché...
Cosa potrebbe rispondere?
In realtà la vampira ha pienamente ragione.
Da quando ha incontrato la strega, si è sempre comportato da stronzo e non ha mai mostrato un minimo di simpatia nei confronti di Deb.
E ora che la vede lì, a un soffio dalla morte, ha la presunzione di chiamarla compagna.
Si, Vica ha ragione.
Deb ha tutti i diritti di rifiutarlo come compagno.
E lui, in quel caso, potrà solo abbassare il capo e accettare tutte le conseguenze delle sue azioni.
Anche se c'ho potrebbero portarlo a una sofferenza eterna.
"Sai perché è intervenuta?"
Elia ancora una volta alza il capo di scatto verso la vampira. non aspettandosi questa domanda.
Anche perché non sa cosa risponderle, anche se se le chiesto molte volte durante questa notte.
Che sembra non voler finire.
Si limita a negare con il capo, spostando lo sguardo sulla strega.
I suoi capelli rossi sono sparsi sul cuscino, il cui color bianco esalta ancora di più la sua similitudine al fuoco.
Il suo viso non è roseo e sorridente come sempre, ma bianco con un'espressione di indifferenza sulle labbra.
Una bocca chiusa che crea una linea sottile di indifferenza, a tutto ciò che la circonda.
Ed è bella, cazzo se è bella.
Sarà il legame, sarà il destino, eppure Elia non pensa di aver mai visto una donna tanto bella in vita sua.
E la cosa che lo ha sempre portato a disprezzarla è che la bellezza di Deb non è solo nel suo viso pulito o nel suo corpo sinuoso.
Ma nell'anima della strega che, nonostante le battute acide e le risposte fredde, non ha mai negato un sorriso né agli altri né ad Elia stesso.
"Te lo dico io perché l'ha fatto. Anche perché voi uomini siete ottusi a capire.
E altrettanto ignorante nel capire le donne ."
Vic si avvicina a una sedia, poco lontano da Elia, avvicinandola a lui, trovandosi così spalle a spalla.
Entrambi con lo sguardo sulla strega.
"Ha letto nei tuoi occhi il tormento, in quei pochi istanti in cui tenevi la spada sollevata. Ha letto dentro di te mille pensieri e mille domande a cui non sapevi dare risposte.
Sapeva che ti saresti fermato, anche se ciò non avrebbe fermato la battaglia."
Vic torna con la mente a quel momento, a quell'istante in cui ha incrociato gli occhi di Deb, prima che la strega intervenisse.
"Tuo fratello non si sarebbe mai fermato, tu non avresti mai avuto cuore per ucciderlo.
E alla fine il tutto sarebbe finito in un dramma.
In un atto di dolore e sensi di colpa, che fossero tuoi o di tuo fratello."
Elia spalanca gli occhi, soffermandosi sulla vampira per poi tornare a guardare la sua compagna.
È uomo e come tanti altri uomini non si è soffermato su questi complessi pensieri. Preferendo di gran lunga quelle semplici e brevi risposte, che in realtà non portano mai alla verità.
Un gesto estremo quella di Deb, che non ha salvato solo lui non ha salvato solo Trevor.
Ha salvato tutti loro.
"Ti lascio ragionarci su, non penso che si sveglierà tanto presto.
Ha davvero utilizzato quasi fino all'ultima goccia della sua energia.
Le servirà ancora qualche ora prima di svegliarsi."
Si alza dalla sedia, stiracchiandosi con poca eleganza la schiena.
Allontanandosi verso la porta.
"Perciò avrai tutto il tempo, per pensare a un bel discorso, per riconquistarla.
Ti consiglio di non sprecare questa occasione.
Nella vita non se ne hanno così tante.'
Detto questo, Vic lo abbandona lì.
Tra i suoi dilemmi e le sue paure.
A chiedersi se merita davvero una donna come Deb al proprio fianco.
Lei che fino ad oggi, è stata trattata come l'ultima degli scarti, proprio da Elia.
Ora nella mente di lui, lei è troppo in alto per essere raggiunta.
E lui indegno di camminare al suo fianco.
Appena fuori dalla porta, Vic si scontra con Ester.
Anche lei in quei corridoi per vedere come stanno le sue compagne di viaggio.
"Deb sta ancora riposando, stavo giusto andando a vedere come sta Calipso.
Andiamo insieme?"
Le chieder spostandole dietro all'orecchio una ciocca di capelli, ribelle alla coda alta che l'omega si è fatta di fretta.
Nonostante Vic si mostri dura e a volte un po' stronza, con Ester non nega mai quella nota di dolcezza, che le dedica in ogni parola che le dice.
Che sia un semplice saluto o persino quando la sgrida.
O la sprona a fare di più.
"Io non capisco Vic."
Da voce ai suoi pensieri Ester continuando a camminare di fianco alla vampira.
"Capisco Deb.
Si, ha rischiato la morte ma conoscendo le sue possibilità e la propria forza.
Ma Calipso...
Perché fare un gesto del genere?
Un omega non dovrebbe mai rischiare tanto."
Vic sospira mentalmente, impaurita che Ester rimanga legata alla sua natura.
Perché la lupetta non riesce a vedere se stessa oltre alla sua natura.
"È vero, Calipso ha rischiato molto.
Ma l'ha fatto perché l'amore che prova verso la sua famiglia, verso di noi, va oltre le catene della sua natura. "
Ester sospira', abbassando lo sguardo verso il pavimento, di questo corridoio vuoto e silenzioso.
Ha sentito questo discorso troppe volte, persino dalla bocca di Calipso.
Le ha ripetuto fino allo sfinimento, che non sono solo omega e che possono essere se stesse.
Molto di più della loro natura.
"E allora perché io non riesco a essere di più di ciò che sono."
Ester per la prima volta da voce ai pensieri e alle domande, che si sono svegliati dentro di lei, da quando ha incontrato Calipso.
Ha sempre vissuto la sua vita, sapendo di essere una omega .
È una omega, il fatto che lei sia Ester o che Ester sia il suo nome, viene dopo di ciò.
Questa è la base con cui è cresciuta.
È la vita che ha sempre vissuto.
Ma da quando ha incontrato Calipso, qualcosa in questo suo modo di vivere, il suo modo di vedere e guardare intorno a sé, è cambiato.
Ma ciò ha portato ad altre domande, come per esempio:
"Diventerò anch'io come Calipso un giorno?
Sarò abbastanza coraggiosa da andare contro la mia stessa natura?
Che mi grida di abbassare le orecchie e il capo quando incontro un qualsiasi essere più forte di me?"
Vic non sa rispondere, forse nemmeno si aspettava un pensiero tanto triste, da parte di Ester.
Lerché mai fino ad oggi hanno parlato della natura di lei.
Mai l'ha sentita lamentarsi di essere un Omega.
Ed ora questo risveglio nella sua mente, un po' la spaventa è un po' la rassicura.
La speranza che forse un giorno Ester, si sentirà libera di essere sé stessa.
E non semplicemente una omega.
Parlando di Omega, Calipso di svegliarsi non ne ha ancora nessuna voglia.
Immobile sul letto, immersa nei suoi sogni, è sorda e cieca al continuo camminare, borbottare, del vampiro.
Che non esce da questa stanza da ore.
Se non per i momenti in cui ha lasciato Calypso sola, per permettere alle elfe curatrici di cambiarle gli abiti e di curarle le ustioni che la rete hanno creato su di lei.
"Sei proprio una sciocca lupetta.
Devi sempre metterti nei guai.
E ogni volta lasciarmi qui, a guardarti mentre cerchi di lottare contro la morte.
Quando la smetterai di rischiare tanto?"
Ancora una volta Calipso e muta ai lamenti del vampiro.
E ciò lo rende sempre più irrequieto e non ferma il suo passeggiare continuo, avanti e indietro nella stanza
I ricordi della sera prima tormentano la mente, lasciandolo ancora confuso. Poiché è inverosimile l'idea anche un uomo possa sfidare fino alla morte un fratello, solo perché quest'ultimo è innamorato di una strega.
Non ha senso, nella sua mente, non trova risposte.
E il tutto è iniziato a crollare in pochi secondi.
Ricorda Elia che alza l'arma sulla testa pronto a colpire il fratello.
Ricorda la sfera di Deb che ferma il combattimento.
Ricorda l'urlo della lupetta.
Ricorda il suono delle ossa di lei, che si rompono per liberarsi dalle catene.
Ma non per fuggire verso la salvezza, ma bensì per salvare la sorella.
Che stava per sospirare l'ultimo respiro.
È assurdo, non ha risposte.
Da una parte due fratelli che cercavano uno la morte dell'altro.
Dall'altra parte una sorella che rischia la morte pur di salvarla.
"Avevi le tue buone intenzioni lo capisco.
Ciò che non capisco, è perché ogni volta devi ridurti a tanto. sarei intervenuto io, sarebbe intervenuta Vic, sarebbe intervenuto Caleb.
Tutti quanti saremo corsi verso di Deb, ma tu no.
Tu non potevi aspettare un attimo.
Tu non potevi rimanere immobile."
Si ferma vicino dalla finestra, posando la fronte sul vetro tiepido rispetto alla pelle del vampiro.
"Non so davvero se il tuo è coraggio o stupidità."
Ma lei non risponde Eli continua a camminare avanti e indietro ad occhi chiusi.
Perché aprendoli non vedrebbe lo spazio che lo circonda.
Ma rivive e rivede volta dopo volta Calipso tornare umana e crollare tra le sue braccia.
Vede la bocca di lei sporca di sangue, vede la sua caviglia posata in modo innaturale, vede la sua pelle piene di ustioni. Eppure vede anche un sorriso tirato sulle labbra, quasi come se sentisse di star per morire, ma felice di aver salvato Deb, prima che il sonno eterno l'avrebbe accolta.
"Non ti hanno mai detto, che non bisogna disturbare una persona che dorme?
I tuoi pensieri sono talmente rumorosi da avermi svegliata."
Tristano si volta di scatto verso Calipso.
Attirato dalla sua voce sottile tremante.
Ma viva e sveglia
"Stupida lupetta, mi hai fatto venire le rughe per la preoccupazione.
Mi devi un bagno rilassante e una maschera alle alghe."
La prende sull'ironia Tristano, avvicinandosi a lei e sedendosi sulla sedia, che ha occupato per maggior parte della notte. Cercando con le battute, di nascondere quanto in realtà abbia avuto paura di perderla.
E di non vederla più sorridere come sta facendo ora.
"Quante storie pipistrello.
Stai tranquillo, nemmeno Deb potrebbe fare miracoli per quella faccia che ti ritrovi."
Tristano finalmente fa un lungo respiro, che tratteneva da quando lei è svenuta.
Da quando l'ha posata immobile su questo letto.
Ed ora vedendo la viva, sveglia e soprattutto stronza come sempre, può finalmente respirare e di avere un minimo di Sollievo.
"Io avrò anche un aspetto orribile e puzzo sono un cane bagnato.
Ma la tua cera non è di certo migliore.
Anzi eviterei di guardarmi allo specchio al tuo posto, rischieresti di mandarla in frantumi."
I due alla fine mandano a fan culo qualsiasi pensiero li avesse addormentate fino ad ora, preferendo scoppiare in un sorriso e una risata appena accentuata.
A questo punto le paure, i dubbi, le domande, non hanno alcun peso.
Lei è viva e salva.
E questo è ciò che conta
"E io che mi preoccupavo per te mia cara e sexy lupa.
E invece ti trovo a flirtare gioiosamente con il bel vampiro."
Ancora una volta Vic fa il suo ingresso nella stanza, senza essere notata.
Inizia a sentirsi offesa.
Le piace tirare l'attenzione ed essere evitata, brucia molto al suo ego.
"Non devi aver pena.
L'erba cattiva non muore mai, non lo sai?
Gli altri come stanno?"
Il momento di ilarità di Calipso dura pochi secondi, ma Tristano non se ne fa pensiero.
Calipso non è mai stata una da cabaret e non penso che lo sarà mai.
"Per fortuna stanno tutti bene.
In realtà i feriti gravi siete soli tu e Deb.
Ma noto con piacere che ti stai riprendendo alla grande e anche la streghetta sta migliorando. Entro stasera saremo tutti pronti a fare il culo a quegli elfi."
Oh si, nessuno ha digerito il comportamento degli elfi.
Essere imprigionati come bestie e mandate al patibolo da una giuria, che li ha condannati a morte senza ne colpa o peccato.
E soprattutto, non riescono a mandare giù quelle schifose museruole sulle sirene.
E soprattutto il trattamento che è stato riservato a Deb
"Cora e Noè?"
Chiede Calipso, sollevandosi leggermente per mettersi seduta con la schiena poggiata allo schienale del letto.
Ricorda chiaramente gli occhi di dolore e terrore delle due sirene.
Dovuto a quei maledetti aggeggi che le occupavano la bocca.
"Bene, non hanno subito danni da quei maledetti cosi.
Forse solo un po' di spavento ma le conosci
Appena si sveglieranno, inizieranno a cantare e a ballare sui cadaveri dei nemici."
Tutti nella stanza scoppiano a ridere.
Non conoscono da molto le due sirene, ma l'impatto con la loro allegria è stato tangibile.
E anche abbastanza doloroso, soprattutto per Calipso, che ora si ritrova non solo a dover sopportare la streghetta tutto Pepe.
Ma anche due sirenette che non sanno stare zitte un secondo.
Calipso sente, anche se è appena un bisbigliò, la risata di Ester.
Cerca immediatamente il suo sguardo, mutando il proprio in blu.
La piccola lupa risponde con la stessa tonalità negli occhi.
Sta bene anche lei, anche se un po spaventata nascosta dietro la vampira.
Ma è sana e salsa.
Nei minuti successivi Vic e gli altri le spiegano che si trovano nella ala a est del castello dimenticato.
E che Trevor a fatto allontanare tutti da questa zona, tranne naturalmente le guardie.
Anche se non sono molte.
Calipso sta per chiedere ulteriori informazioni, quando qualcuno entra nella stanza, senza aver la decenza di bussare.
"Trevor vi vuole vedere nella sala principale appena la vostra compagnia si sarà risvegliata."
Dal disagio che nasconde nel nominare la "compagna", tutti capiscono che sta parlando di Deb.
E il ringhio di Calipso è un buon rimprovero per elfo, che ne rimane sorpreso.
"La strega ha un nome.
Ma voi tutti non siete degni nemmeno di sussurarlo."
L'elfo trema per la voce rude e graffiante della lupa.
Scappando via a gambe levate, sotto le risate dei due vampiri.
Mentre Calipso si alza dal letto, ringraziando che la autorigenerazione abbia sistemato la caviglia e i diversi lividi.
"Avvisate Caleb e le gemelle di raggiungerci davanti la camera di Deb.
Non si sa mai che quei orecchie a punta abbiano strane idee."
I suoi amici annuiscono, dividendosi tra i due compiti.
Dandosi appuntamento dalla strega tra dieci minuti circa.
Questa situazione spinosa con gli elfi va risolta il prima possibile.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro