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XXIII capitolo

Da buona erede Potter-Weasley, Lily non era una ragazza mattiniera. Solitamente le sue giornate iniziavano almeno un'ora dopo il suono della sveglia, con bronci e memorabili corse a perdifiato per arrivare in tempo a lezione. Negli anni il suo rapporto con l'inizio delle sue giornate era leggermente migliorato, ma non abbastanza per accettare di buon grado di trovarsi con gli occhi spalancati alle sette del mattino, soprattutto dopo aver dormito sì e no sei ore.

Si era svegliata madida di sudore, di soprassalto, convinta che Avery e McNair fossero nella sua stanza. Ci erano voluti dieci minuti buoni per elaborare il concetto che no, nessuno aveva fatto irruzione nel dormitorio di grifondoro e sì, il respiro che sentiva era quello di Christina che dormiva beatamente nel letto accanto, e non un serial killer di empatici pronto a scuoiarla.

Incapace di riprendere di nuovo sonno, controvoglia e contro ogni legge naturale decise di alzarsi. Avrebbe fatto colazione con Rose, che raramente scendeva in sala grande dopo le sette e mezza.

Sfortunatamente per lei, nessun grifondoro era stato altrettanto mattiniero. Una volta arrivata a destinazione aveva notato con sconforto come il tavolo rosso-oro fosse deserto. Non che gli altri brulicassero di studenti: oltre a lei solo due primini di tassorosso si stavano ingozzando di chissà quale porcheria e, incredibilmente, due volti molto noti a serpeverde.

Lily era indecisa: da un lato non voleva rimanere al tavolo da sola con i suoi pensieri, dall'altro l'assenza di Albus poteva essere solo momentanea e lei non aveva più voglia di discutere. 

Quando però Derek alzò lo sguardo verso di lei non poté fare a meno che aprirsi in un grande sorriso e avvicinarsi al loro tavolo.

 «Buongiorno» esclamò allegra, sedendosi accanto al suo migliore amico e fingendo di ignorare che stava augurando qualcosa di positivo anche a Scorpius Malfoy.

 «Chi sei tu? Che ne hai fatto della Lily che conosco?» la prese in giro Derek, passandole una tazza di caffè e adocchiando preoccupato le occhiaie sul suo volto.

«Troppe emozioni ieri» rispose leggera lei, reprimendo uno sbadiglio.    
«Immagino» commentò sarcastico Scorpius, a mo' di saluto nei confronti della ragazza.

Lily lo ignorò, sorridendo tra sé e sé per quella ritrovata abitudine. Non lo avrebbe mai ammesso ad alta voce, ma le era mancato.

«Hai saputo qualcosa da Durmstrang? I due che ti hanno aggredita che fine hanno fatto? Non preoccuparti per Albus - aggiunse poi Derek, osservandola scrutare preoccupata la porta d'ingresso - Credo ne abbia per un po', ha incontrato Cas in sala comune.»

Lily gli rivolse un sorriso di gratitudine, evitando di indagare su come fosse a conoscenza del loro litigio. Albus era una vecchia comare quando gli si toccava l'orgoglio.

«Credo mi diranno qualcosa stamattina. Ieri mio padre mi ha scritto che sarebbero andati a prendere le mie cose. Suppongo che il mio sia un ritorno in pianta stabile.»

Non le sfuggì la scintilla di divertimento che balenò nello sguardo di Derek, ma ancora una volta evitò di fare domande. La presenza di Scorpius, discreta ma allo stesso tempo ingombrante, non le permetteva di essere pienamente sé stessa.

«Mi dispiace salutarti - esclamò d'improvviso Derek, proprio mentre stava addentando il bacon che generosamente si era servita - ma ho un'appuntamento con Rose e sai com'è fatta. Ti lascio in buone mani, comunque.»

Lily alzò di scatto lo sguardo verso di lui, allarmata. L'occhiolino che ricevette in risposta, la confuse e la irritò. Justin era rimasto al castello sì e no un'ora e sembrava aver già contagiato i suoi amici.

Con la coda dell'occhio vide anche Scorpius, che quanto a colazione non sembrava essere molto più avanti di lei, lanciare un'occhiata corrucciata a Derek. Prima ancora che potesse fermarlo, aveva già lasciato la sala grande, abbandonandola in compagnia dell'ultima persona, dopo suo fratello, con cui voleva trovarsi sola. 

La situazione aveva un che di comico, almeno dal suo punto di vista. Osservando di sottecchi il ragazzo che sedeva a un solo posto di distanza poteva dire con certezza che, dato il suo cipiglio nervoso, per lui non doveva essere lo stesso. In ogni caso non sembrava volesse far conversazione, quindi Lily decise unilateralmente di finire la sua colazione in silenzio e andarsene da lì.

 «Nostalgia della Norvegia?»

Evidentemente neanche in questo caso Scorpius era della sua stessa opinione. Anche se non l'aveva nemmeno guardata, la domanda non poteva che essere per lei.

Lily si voltò cauta, come a studiarne le intenzioni. Non voleva leggergli le emozioni, lo considerava un gesto codardo e vagamente meschino, ma il fatto che le avesse fatto una qualsiasi domanda l'aveva sorpresa così tanto da farle dubitare della sua salute.

«Per niente» rispose alla fine, neutra.

«Pensavo che la sveglia mattutina fosse dovuta a quello» chiarì lui, stringendosi nelle spalle e osservando attentamente il suo succo di zucca.

 «In realtà sono contenta di essere tornata» si sorprese a dire lei. Non sapeva perché, ma lui era la prima persona a cui lo diceva.

 «Immaginavo che Durmstrang non facesse per te. Mi chiedo come tu abbia resistito tanto.»

 «Mi stai dicendo che non pensi sia all'altezza di quella scuola per maghi oscuri falliti?» si inviperì Lily, alzando di un'ottava il tono di voce.

 Scorpius alzò un sopracciglio, lanciandole una veloce occhiata «Sei sempre permalosa, vedo. Comunque non intendevo offenderti.»

 «Ah no?» chiese Lily, retorica.

«No. Semplicemente non mi sembri così amante dello studio, o ambiziosa, o solitaria da apprezzare quel tipo di ambiente. Mi sembri più adatta a Hogwarts, tutto qui.»    

Lily non riuscì subito a trovare qualcosa da dire, troppo colpita dal fatto che stessero avendo una conversazione civile.

«Conosci molto bene Durmstrang.»    

Di nuovo, Scorpius si strinse nelle spalle «Alcuni dei miei cugini hanno studiato lì.»

Lily evitò di commentare. Dopotutto, sia i Malfoy che i Greengrass erano nomi noti nelle cronache della guerra magica, ma stranamente non aveva voglia di offenderlo, nemmeno per sbaglio.

Il silenzio imbarazzante che si era creato venne spezzato di nuovo da Scorpius «Tuo fratello sa che ci siamo baciati.» 

Lily assottigliò lo sguardo «Quindi? Lo sa da prima di Natale! E poi, per inciso, tu mi hai baciata.»

«Non è che tu abbia opposto chissà quale resistenza» commentò lui, indirizzandole un piccolo sorriso di scherno. 

Lily sgranò gli occhi, prima di spostare rumorosamente la panca su cui era seduta «Direi che la nostra piacevole conversazione finisce qui.»

Aveva mosso appena qualche passo fuori dalla sala grande, quando si sentì tirare per un braccio. 

«Dai Lily, stavo scherzando.»

Lily si fermò, più per le parole che aveva sentito che per la debole presa. Da quando Scorpius Malfoy la inseguiva per scusarsi? 

«Da quando non sono più Potter?» mormorò infine, senza guardarlo negli occhi. 

«Da adesso.» 

«E a cosa devo l'onore?»         

Scorpius sorrise, avvicinandola un poco a lui «Non lo so, mi va.»  

Lily si trovò di nuovo senza parole «Attento - lo avvisò, indicando con il capo la sua mano, ancora posata sul suo braccio - Basta che la sposti di qualche centimetro e potrei vedere qualcosa che non vuoi mostrarmi.»  

«Avevo capito che fosse tutto sotto controllo.» 

Questa volta fu il suo turno di stringersi nelle spalle «Non sempre, non posso garantirtelo.» 

«Quindi non ti posso chiedere di avere delle visioni per me.» 

Lily strinse gli occhi, nuovamente arrabbiata «Ecco a cosa devo l'onore di tanta gentilezza. Non che tu abbia mai chiesto, comunque. Piuttosto preteso.» 

«Vero» acconsentì lui, avvicinandola ancora. 

Ormai li separavano solo una manciata di centimetri, cosa che la innervosì parecchio. 

«Cosa ti sei messo in testa?»     

Scorpius ghignò, continuando ad avanzare. 

«Malfoy» sibilò Lily, gli occhi fissi sul ragazzo di fronte a lei, incurante di essere nel bel mezzo dell'ingresso.

«Lily» la canzonò lui, abbassandosi fino a guardarla negli occhi.

«Levati, subito» ordinò Lily, rossa sia per la rabbia che per l'imbarazzo.

Per tutta risposta Scorpius le afferrò entrambi le mani, stringendole in modo che lei non potesse affatturarlo.

«Non ci penso nemmeno» le sussurrò, prima di baciarla.

Il primo istinto di Lily fu quello di morderlo; dopo tutto quello che le aveva detto, la baciava di nuovo? Al ricordo di come si erano lasciati prima delle vacanze di Natale, provò per lo meno a divincolarsi. Lo slancio durò circa cinque secondi, ovvero il tempo che lui impiegò per lasciarle le mani e portarne una all'altezza della sua nuca, come per avvicinarla ulteriormente.

Infine, si arrese all'evidenza, ricambiando il bacio. A dirla tutta, non era proprio l'esperienza più vicina ai patimenti infernali come ricordava. Anzi, se non fosse stata così orgogliosa avrebbe tranquillamente ammesso a sé stessa che le stava piacendo più di quanto avrebbe mai potuto pensare. 

Non sapeva per quanto tempo erano rimasti con le labbra incollate, ma l'improvviso distaccarsi di Scorpius le sembrò tremendamente affrettato e precipitoso. Stava per afferrargli la camicia e avvicinarlo di nuovo a sé quando si ricordò di essere nell'ingresso, che di lì a poco si sarebbe riempito di studenti insonnoliti e affamati. Controvoglia, si trovò costretta ad aprire gli occhi, spezzando quella bolla in cui sembrava si fossero rinchiusi. 

Temeva la sua espressione strafottente o, peggio, qualche commento fuori luogo, ma quando si trovò di fronte allo sguardo serio e profondo di Scorpius, qualcosa dentro di lei vacillò. Prima ancora di rendersene conto si era voltata e aveva preso a correre per le scale. Lontana da lui.

***

Christina si svegliò di soprassalto, facendo subito saettare lo sguardo verso il letto accanto al suo. Con somma sorpresa lo trovò vuoto, le lenzuola ancora sfatte. Certa che il ritorno di Lily non fosse solo un sogno, perlustrò la stanza alla ricerca della sua migliore amica, senza alcun risultato.

Come chiamata dal suo subconscio però Lily entrò improvvisamente in dormitorio, sbattendo la porta alle sue spalle.

«Buongiorno anche a te raggio di sole. Bello sapere che mi avresti svegliata con questi modi soavi» mormorò allegra, notando solo in seguito l'espressione atterrita della ragazza.

Prima ancora che di poter formulare qualsiasi domanda, Lily la guardò stralunata «Ho baciato Malfoy.»

«Sì, Lily - le rispose pigramente, appuntandosi mentalmente di indirizzarle un te-l'avevo-detto appena si fosse calmata - Ormai è successo qualche mese fa. So che ci metti molto a razionalizzare, ma sul serio è eccessivo così.»

«No - gemette l'altra, con voce strozzata - Non prima di Natale. Stamattina, fuori dalla sala grande.»

Christina per poco non cadde dal letto dallo shock «E cosa diamine ci facevi stamattina fuori dalla sala grande con Malfoy?» 

Lily la guardò con gli occhi fuori dalle orbite «Non lo so. Non riuscivo a dormire e avevo fame. Ho incontrato Derek giù, c'eravamo solo noi, Malfoy e due primini tassorosso. Poi Derek se n'è andato e Malfoy è stato civile con me. Poi, non so come, mi sono trovata con la bocca attaccata alla sua.» 

«Santo Derek - commentò Christina, guadagnandosi un'altra occhiataccia - Perché? Cas mi ha detto che Al le ha detto che, secondo Derek, Scorpius è cotto di te.»

Lily scoppiò a ridere «È un'informazione molto attendibile, soprattutto di prima mano. Poi, tanto per gradire, viene da mio fratello. Il caro Al, che pensa che io mi getti ai piedi di tutti» concluse, amara. 

«Oppure il caro Al, che tifa per il suo amico contro il nuovo arrivato di Durmstrang» spiegò pazientemente Christina. 

«Tu vaneggi.»        

«Forse - replicò lei, scrutando il viso dell'amica - Comunque devo preparare una corona di fiori o basta un giro in infermeria per sgravarmi la coscienza dall'averti fatta uscire da sola?»

Lily fissò l'amica con l'espressione di chi non ha capito nulla.  

«Intendo - si spiegò Christina, spazientita - Malfoy ha ancora l'uso delle gambe? Che fattura gli hai lanciato questa volta?» 

«Io- Niente.» 

«Ah.»

Christina non poteva credere alle sue orecchie, oppure ai suoi occhi. Davanti a lei c'era la sua migliore amica, dopo che fino a dodici ore prima la pensava dispersa in Norvegia. E non era tutto: la sua migliore amica finalmente si era resa conto che Scorpius Malfoy le interessava. Infine, cosa ormai palese, anche a lui interessava lei. 

«A quando i fiori d'arancio?» chiese, schivando pronta una delle scarpe che Lily si era sfilata. 

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