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7- Kyle

Guardai lo zucchero, sulla superficie del mio Cappuccino, prepararsi lentamente a sciogliersi nel calore della bevanda e quando superò il piccolo strato di panna iniziai a mescolare per rendere tutto il contenuto dolce. Ero stanchissima, non avevo dormito molto, a causa dello stesso incubo di qualche sera fa: un uomo che mi puntava una pistola davanti al mio letto.
La cosa che mi aveva fatto svegliare però, era stato il volto di questo uomo, quel volto che ormai avrei riconosciuto ovunque: Logan, lo stesso ragazzo che il giorno precedente mi aveva quasi baciata, nel mio incubo mi puntava una pistola e dopo averlo sognato non ebbi più il coraggio per dormire.

<<Quindi non ti ha baciata alla fine?>> mi chiese Gab mentre mescolava il suo caffè doppio.
Come programmato eravamo andate a fare colazione insieme prima del lavoro, ci eravamo trovate al bar e quando era entrata emanava una felicità tale da far venire il voltastomaco.
Non mi aveva ancora raccontato nulla in quanto mi avesse costretto a parlare per prima, quindi affianco alla vetrina, in un tavolo in mogano, mi ero trovata a parlare del piacevole pranzo di ieri, ma anche del comportamento finale di Logan che non avevo ancora compreso.
<<No, ci stavamo per baciare, insomma le nostre labbra si sono sfiorate e avrei tanto voluto che lasciasse perdere il cellulare>> dissi prima di portarmi la tazzina alle labbra e assaporare il meraviglioso aroma del caffè, senza il quale non sarei stata capace di iniziare una giornata degna di chiamarsi tale.

<< Capisco, i tuoi ormoni erano in subbuglio, ci scommetto, ma hai anche detto che dopo la telefonata è cambiato completamente?>>.

<<Sì, ma mi ascolti quando parlo?>> chiesi ironica. <<Ha iniziato ad urlare, ma non da arrabbiato, o meglio sì, ma c'era anche una nota di...paura, esiste per forza una ragione, magari suo fratello ha combinato un disastro e dovrà risolverlo Logan, insomma cose così..>> le spiegai rimettendo la tazza sul piattino dopo aver constatato che il livello di zucchero era sufficiente.

<<Io credo che quel ragazzo ti nasconda molte cose>> rispose Gab prima di addentare il suo muffin al cioccolato, io la guardai curiosa, cosa voleva dire ora?.
Lei capendo che avevo bisogno di ulteriori spiegazioni si sbrigò a masticare <<Intendo, vi siete appena conosciuti, prima è dolce e simpatico e dopo una telefonata è freddo e distaccato, è palese che ti stia nascondendo qualcosa>>.

<<Tutti nascondono qualcosa Gab>> le risposi prendendo la mia brioche alla crema e gesticolando con l'altra mano, insomma era ovvio, anche io gli nascondevo delle cose non doveva sapere tutto sul mio passato, almeno non per ora.

<<Va bene, ma...>> si bloccò. << Forse guardo troppi telefilm>> rispose non curante.

<< Concordo, insomma non è un lupo mannaro o un principe Borbone o uncino, anche se devo ammettere che quest'ultimo non mi dispiacerebbe..>> vidi Gab farmi l'occhiolino ed assecondarmi. <<È soltanto un giovane veterinario sorprendentemente bello>> conclusi addentando il mio dolce.

<<Sarà..>> rispose lei poco convinta, io alzai gli occhi al cielo, poteva pensarla come voleva.

<<Parliamo di cose serie>> cominciai guardandola felice. <<Max?>> cantilenai allegra.
Gli occhi di Gabrielle si illuminarono a sentire quel nome, era proprio cotta ed io ero così felice per loro, si mise comoda sulla sedia e si coprì gli occhi con una mano. <<Io non..non saprei proprio da dove cominciare>> disse ridendo.

<<Avanti non essere timida, racconta>> la incitai.

<<É da quando me l'hai fatto notare tu che vedo Max in maniera diversa, insomma non è un brutto ragazzo, per nulla, e la sera che ci siamo ubriacate gli sono saltata addosso, me lo ricordo perfettamente ero così presa da lui in quel momento che ho tentato di baciarlo, avevo questo desiderio tremendo di avere le sue labbra sulle mie, ma lui mi ha rifiutata, mi ha detto che mi voleva baciare da sobria...oh Hayley è così dolce...lunedì nella pausa è venuto da me a vedere come stavo e abbiamo parlato a lungo di tutto quello che ci passava per la testa, poi alla fine del turno ci siamo trovati nello spogliatoio, una cosa tira l'altra e beh ci hai beccati>> ridemmo ricordando la scena. <<Dopo che te ne sei andata siamo andati a cenare insieme e ho passato una serata meravigliosa, in più ieri sera si è presentato a casa mia con una rosa in mano chiedendomi se mi andasse di fare un giro al parco..e.>>

<<Ora non ti sciogliere fiorellino>> commentai ironica, era letteralmente presa dai ricordi, dovevo ammettere che mi piaceva vederla così, soprattutto perché io avevo una piccola parte in questo nuovo amore sbocciato.

Quando arrivammo al lavoro andammo nello spogliatoio per gli ultimi ritocchi, come sempre. Mi infilai le mie scarpe con il tacco, per nulla scomode e mi misi davanti allo specchio per rifare la coda di cavallo.
<<Secondo me dovresti scrivergli>> disse Gab all'improvviso mentre si aggiustava la gonna a tubino verde.
Mi guardai allo specchio per valutare la sua osservazione che riguardava Logan e vidi come pian piano il mio naso cominciò a storcersi, segno che non ero affatto d'accordo con lei. <<É stato molto chiaro Gab "Mi faccio vivo io">> le risposi imitando il tono serio che mi aveva rivolto.

<<Un messaggio Hayley, un innocente messaggio>> insistette lei guardandomi severa. Io ricambiai lo sguardo, meno convinto, poi ripresi a sistemi i boccoli scuri che abbellivano la coda. <<Mi hai detto che ti scrive lui, che ti chiama lui, magari vuole che sia tu a farlo questa volta>> continuò affiancandomi, iniziandosi a mettere il rossetto.

Io la osservai stupita come se la risposta fosse ovvia. <<Mi faccio vivo io Hayley?!>> alzai le mani esasperata. <<Certo questo è un chiaro messaggio in codice che dice: presentati sotto casa mia domani>> dissi ironica sistemando le mie cose per chiudere l'armadietto.

<<Era sono un'osservazione, ascolta hai ragione aspetta che passi oggi e domani gli scrivi o dopodomani..>> disse soprappensiero <<..si se no pensa che tu sia disperata>> ammiccò verso di me.

<<Non sono disperata>> commentai chiudendo il mio armadietto.
Solo vorrei che quel telefono non fosse mai squillato, pensai incominciando ad avviarmi verso l'uscita.

<<Fammi sapere bambolina>> urlò Gab in saluto dopo che la salutai con la mano, tanto ci saremo viste a fine turno, quindi mi avviai verso la reception dove mi avrebbero detto di cosa mi sarei dovuta occupare.

<<Buongiorno Rose>>le dissi sorridendole. Rose era una una donna gentilissima che doveva avere all'incirca l'età di mia madre, tutti la adoravamo qui dentro, era sempre disponibile e pronta ad aiutare. La sua filosofia di vita se eri giù di morale era "Domani ti porto le lasagne fatte in casa tesoro" e lo faceva davvero.

<<Oh la mia bambina preferita>> mi salutò accarezzandomi la guancia quando mi sporsi sul bancone per controllare la mia cartella. <<Vediamo..vediamo>> dissi mentre cercavo il turno di oggi.

<<Mi sa che hai lo stesso dell'altro giorno cara>> commentò tristemente sapendo quanto odiassi quel turno, infatti poco dopo lessi Servizio bar, terrazza e piscina.

<<È una settimana che faccio questo turno Rose>> mi lamentai, lei mi fece un sorriso perché sapevo benissimo che lei non centrava nulla con l'assegnazione dei turni <<I clienti ti adorano piccolina prendilo come un complimento>> provò ad incoraggiarmi lei, le sorrisi riconoscente, aveva sempre una parola buona per tutti quella donna. La ringraziai e mi avviai verso la piscina a passo spedito vedendo che tutti gli sdrai erano occupati, per lo più da donne, ma c'erano anche dei mariti a bordo piscina con il sigaro in bocca.

Varcai la porta di vetro e cominciai a fare un giro fra le donne, prendendo gli ordini, stando bene attenta alle richieste. <<Quindi Miss Devon un cappuccino decorato per dal barista e per lei invece Miss Flirt un Tropical>> ripetei leggendo sul foglietto su cui mi ero scritta gli ordini.

<<Esatto mi assicuri che è analcolico?>> mi chiese Miss Flirt abbassando leggermente i grandi occhiali che aveva addosso.

<<Certamente Miss>> le risposi sorridendole.

<<Ah Hayley cara, dì a Kyle che dia il meglio di sé con quella decorazione>> commentò Miss Devon, io feci finta di ridere e le assicurai che sarebbe stata la prima cosa che gli avrei riferito.
Donne sposate che vivevano di rendita ci provavano con, il troppo giovane per la loro età, Kyle; feci una smorfia di disappunto pensando che i mariti facevano lo stesso con me e Gab. Tornai all'interno diretta al bar sentendo solo il rumore dei miei tacchi che risuonava nel corridoio.

Forse Gab non aveva tutti i torti, forse avrei dovuto scrivergli prima o poi, a meno ché non si fosse fatto vivo per primo lui, cosa probabile, insomma le nostre labbra si sono sfiorate. E la cena di beneficenza? Doveva per forza chiamarmi, non sapevo che abito avrei dovuto comprare, per esempio, perché lo avrei comprato io, non volevo che spendesse soldi per me.
In più ripensando a quella bellissima notte stellata, mi aveva detto chiaramente che era interessato a me e...STOP.
Mi fermai facendo cessare l'unico suono nel corridoio, non potevo ricominciare a pensare a questo.
Ero adulta, ormai, e dovevo comportarmi come tale, si sarebbe fatto vivo lui, FINE.

Ripresi a camminare, guardando fuori la meravigliosa giornata di sole che c'era e pensando che se domenica ci fosse stata una giornata del genere avrei portato un costume a pranzo dai miei genitori dato che avevano recentemente comprato una piscina.

Prima di arrivare al bancone del bar vidi con la coda dell'occhio Kyle sulla terrazza che puliva qualche tavolo, quel giorno indossava una maglietta nera a maniche corte che gli risaltava le spalle e le braccia.
Mi aveva raccontato che aveva cominciato ad andare in palestra ed ora potevo ammirare i risultati, mi costrinsi a voltarmi mentre mi mordevo l'interno guancia. Ma appena arrivai non resistetti a voltarmi di nuovo e trovarlo a passarsi una mano sul collo per tirarlo, andai subito alla macchinetta del caffè per prepararli, ma cosa diavolo mi passava per la testa?.

Riuscì a fare tre caffè macchiati  prima che il soggetto che mi aveva distratta dai miei pensieri arrivasse. <<Che meravigliosa visione di prima mattina>> disse raggiungendomi e baciandomi la testa, lo guardai stupita, non lo aveva mai fatto prima.

<<Uno: sono le dieci e mezza ormai>> cominciai ridendo <<Due: cos'è tutta questa tenerezza?>> gli chiesi mentre mi avviavo verso il frigo per prendere due lattine di The alla pesca. <<Non so.. oggi mi sono svegliato bene e in più farò il turno con te oggi, non mi poteva andare meglio>> commentò facendomi l'occhiolino prima di passarsi una mano fra i capelli dorati.
Piano.
Cosa? Okay non era più solo una mia impressione il suo interesse, oppure gli piaceva scherzare <<Ma piantala>> gli dissi colpendogli la spalla mentre ridemmo, dovevo sdrammatizzare.

<<Allora: pare che Miss Devon ci stia provando con te, cito testuali parole: "dì a Kyle che dia il meglio di sé con quella decorazione">> ripetei alzando la voce mentre mi appoggiavo al bancone con una mano.

<<Oh bambina, non riescono a resistermi>> disse lui prendendo il cappuccino dopo che aveva finito di fare il Tropical. Risi anche se ripensai alla scena di prima nel farlo istintivamente mi voltai a guardarlo, la maglietta era più attillata di quel che si poteva immaginare e il grembiule, nero anch'esso, lo aveva stretto in vita mettendo inconsciamente in mostra il petto ben piazzato.
Andai verso il frigo, di nuovo, "É Kyle, solo Kyle, il tuo amico che conosci ormai da molto e che hai sempre visto come tale, è soltanto andato il palestra, calmati!" mi ripetei la stessa frase finché non tornai accanto a lui mettendo sul vassoio altre due lattine di The insieme ad i bicchieri con un po' di ghiaccio dentro. Lui nel frattempo aveva finito un meraviglioso fiore sul cappuccino e lo aveva messo su un altro vassoio, io lo guardai interrogativa, non sarei mai stata capace di portare due vassoi così pieni, lui mi sorrise <<Ti aiuto io >> disse prendendolo in mano, mentre io facevo lo stesso con l'altro.

Ci avviammo verso la piscina, ora ad accompagnarci nel corridoio, oltre ad il rumore dei tacchi, c'era anche la fastidiosa sensazione che mi stesse guardando divertito. Mi ripetei due volte la frase che avevo creato poco fa, prima di voltarmi e trovare due iridi verdi che mi osservavano con piacere. Tentai di rimproverarlo con lo sguardo, ma lui mi precedette cambiando discorso <<Com'è andata con il fighettino dalla polo bordeaux?>> mi chiese diventando serio.

Logan.

<<Io...beh bene>> balbettai, vergognandomi profondamente ripensando alle parole che avevo usato prima di uscire con lui, ripensando a come ero partita prevenuta sul fatto che non l'avrei più rivisto.

<<Sul serio?>> mi chiese storcendo il naso.

<<Sì, ma non credo che lo rivedrò tanto presto>> risposi mentre uscivo verso la piscina seguita da lui. Mi faccio vivo io quelle parole mi rimbombarono nella testa, contro la mia volontà, finché Kyle non mi raggiunse <<Forse è meglio così>> disse facendomi l'occhiolino prima di superarmi.

Cosa mi ero persa? Che cavolo gli prendeva?

Per tutto il resto della giornata lavorativa Kyle mi mandò frecciatine, sorridendomi, facendomi l'occhiolino, tanto ché nella pausa ero andata a nascondermi nella parte vecchia dei giardini, dove non ci andava mai nessuno perché appunto vecchia, io al contrario la trovavo affascinante, era colma di statue ormai ricoperte di edera che le rendeva ancora più belle dal mio modesto punto di vista.
Lì avevo controllato il cellulare, ma come immaginavo non ci avevo trovato nulla. Alla fine dopo aver informato mia madre che domenica avrei gradito molto un bagno nella piscina nuova ero tornata al mio turno dove avevo fatto di tutto per evitare Kyle, non tanto perché mi desse fastidio, ma perché mi resi conto che mi piaceva ricevere quel tipo di attenzioni e alla mia parte razionale non andava bene. Ero riuscita a non avere nessun contatto ravvicinato con lui finché non era arrivata la fine di entrambi i turni e mi ritrovai a sistemare le tazzine al bar mentre lui preparava i bicchieri per i cocktail da sera per il barista che sarebbe arrivato dopo.

<<Ehi bambolina>> mi chiamò facendomi voltare. Lo trovai appoggiato con la schiena al bancone, segno che aveva finito, mentre si asciugava le mani con lo straccio che si portò successivamente sulla spalla <<mi chiedevo se domenica sera fossi libera>> cominciò.

<<Non lo so, sono dai miei genitori a pranzo e non so a che ora torno a casa, perché?>> chiesi mettendo a posto l'ultima tazzina per poi voltarmi verso di lui che mi sorrise.

<<Max mi ha parlato di un locale nuovo dove poter andare a passare la serata, solo che lo chiederà anche a Gab e..>>

<<Non vuoi fare il terzo in comodo>> conclusi io ridendo, lui annuii imbarazzato.

Cominciammo ad avviarci agli spogliatoi <<Penso che ti dirò il giorno stesso cosa farò scusa, con i miei genitori non so mai cosa possa succedere>> dissi prima che Kyle mi aprisse la porta dello spogliatoio facendomi entrare per prima.

<<Va bene>> rispose.

Andai verso il mio  armadietto, lo aprì e tirai fuori i miei pantaloncini corti e una maglietta, mi avviai verso la cabina dove ci si poteva cambiare e sospirai pesantemente quando la vidi un enorme cartello giallo con scritto "Fuori Uso". Sentì Kyle ridere <<Cosa vuol dire che è fuori uso? Com'è possibile che lo sia comunque?>> chiesi stupita mentre tornavo al mio armadietto.

<< Se si chiude la porta non riesci più ad aprirla, povera Tiffany, ne ha pagato le conseguenze, comunque>> si portò le mani dietro al collo per afferrare il colletto della maglietta <<cambiati tranquillamente qui, non ti guardo>> disse voltandosi tranquillamente verso di me a petto nudo. Tutti i miei pensieri sul suo corpo vennero confermati e cominciai ad insultarlo mentalmente mentre mi guardavo attorno in cerca di una soluzione, ma alla fine dovetti arrendermi e mi tirai giù la zip della gonna.

Presi i miei pantaloncini e me li infilai senza chiuderli perché coperti dalla camicetta che tolsi successivamente, mi voltai verso Kyle e come sospettavo lo trovai a guardarmi con la coda degli occhi <<Ehi cafone!>> gli urlai lanciandogli la gonna che con la mia magnifica mira finii dietro ad un muro, lui ridendo andò a recuperarla e approfittai di quel momento di distrazione per indossare la canotta e chiudermi i jeans. Appena tirai su la "bottega" dei pantaloni mi arrivò in testa la gonna, dovevo aspettarmelo. Alzai gli occhi al cielo mentre mi sbrigavo a mettere tutto via, presi le ballerine e le infilai velocemente.

<<Comunque il nero ti dona>> disse avvicinandosi a me per spruzzarmi un po' del suo deodorante. <<Ah- ah>> risposi ironica, dato che l'unica cosa nera che indossavo era l'intimo.

Chiusi l'armadietto e mi avviai verso l'uscita rendendomi conto solo in quel momento che Gab non l'avevo vista, presi il cellulare dalla borsa e non trovai nulla quindi lo ributtai dentro. Intanto ero uscita dall'edificio, sicura di aver fatto arrabbiare Kyle non salutandolo, infatti non riuscii ad arrivare alla macchina perché due braccia mi presero per la vita alzandomi da terra. <<Da quando non si saluta?>> chiese ironico facendomi volteggiare in aria per alcuni secondi, tralasciando l'urlo di sorpresa, avevo cominciato a ridere e lui si era unito a me.

<<Ora paghi pegno>> disse indicandosi la guancia dopo avermi rimessa a terra, dovevo baciargli la guancia, sorrisi mentre mi avvicinavo e gli stampavo un bacio sonoro. <<Buona serata Kyle>> gli dissi voltandomi, ma mi riportò nella posizione di prima facilmente e lui mi stampò un bacio sulla fronte <<A domani Hayley>> disse poi facendomi l'occhiolino.
Appena entrai in macchina mi colpì la fronte con il palmo della mano e ripresi a ripetermi la frase che ormai aveva accompagnato tutta la mia giornata.

"É Kyle, solo Kyle, il tuo amico che conosci ormai da molto e che hai sempre visto come tale, è soltanto andato il palestra, calmati!"

*

<<Ley- Ley>> urlò entusiasta la piccola Becca dopo avermi aperto la porta. Era domenica e finalmente era tornata a casa dopo tanto tempo. Mia sorella mi era saltata addosso quindi chiusi la porta con la gamba, mentre sorreggevo lei che mi tempestava di domande, per la maggior parte riguardanti Jack Frost <<Sì sta bene Becca, anzi lo sto viziando troppo>> pensai ad alta voce mentre mi dirigevo in cucina.

<<Salve famiglia>> urlai non riuscendo a trovare nessuno in casa e come risposta vidi mia madre entrare dalla finestra che portava in giardino, con indosso un voluminoso cappello stile donne che servivo a bordo piscina. <<Hayley cara, ben arrivata>> disse aprendo le braccia, riuscì a staccarmi Becca di dosso dopo che mi aveva stritolata per bene e andai ad abbracciar e mia madre <<Ciao mamma>> le dissi tentando di non venir travolta da quel cappello enorme.

<<Avanti tesoro siamo tutti in giardino c'è anche Michael>> annunciò accompagnandomi verso il giardino, mentre tenevo Becca per mano.
Sorrisi vedendo mio padre impegnato con il barbecue e mio fratello che lo guardava con una birra in mano. Appena ci sentirono si voltarono e mio padre mollò tutto per venirmi incontro, ignorando le imprecazioni di Mich, il quale si prese parole da mia madre perché non doveva usare determinate parole con Becca in giro.

<<Fatti abbracciare piccola mia>> disse mio padre mentre mi stritolò, almeno ora sapevo da dove aveva preso la stretta mia sorella, pensai. <<Ciao papà>> gli dissi dandogli un bacio sulla guancia. Era un uomo paffutello, dai capelli grigi, con un sorriso meravigliosamente confortante, mentre mia madre era magra con i cappelli biondi tenuti corti fino alle spalle e le guance arrossate. Infine mi avviai verso mio fratello, quello bello della famiglia, occhi di un verde intenso e i capelli nocciola. Gli sorrisi ed alzai la mano, lui mi batté il cinque, poi lo battemmo di nuovo al contrario ed infine facemmo scontrare lateralmente i nostri fianchi. <<Non te lo sei dimenticato animalo>> commentai prima di abbracciarlo. Era il nostro saluto, o il il simbolo che usavamo per concordare su una promessa o semplicemente lo usavamo come porta fortuna, lo avevamo inventato quando io avevo cinque anni e lo usiamo da allora.

<<Essere sposati non ti fa dimenticare le cose>> disse lui prima di avvolgermi il collo con il braccio e portarmi "delicatamente" al tavolo. <<Mollami troglodita>> lo supplicai, avvocato e marito per niente era.

<<Hayley!>> mi rimproverò mia madre.

<<Mamma andiamo questo è affetto>> commentò mio fratello prima di mollarmi e parare il pugno che gli stava arrivando in pieno petto.

Appena finimmo di mangiare mia madre cominciò a fare le fatidiche domante, tutte iniziavano con "Come va.." e ogni volta voleva una spiegazione dettagliate delle nostre vite. Io e Michael ci guardammo appena mia madre si rivolse a lui chiedendogli del lavoro.
<<..essere uno dei più importanti avvocati di Adelaide è impegnativo caro>> aggiunse mia madre alla domanda. Mio fratello si spettinò i capelli e sospirò pesantemente, molto probabilmente era perché avevamo finito finalmente l'abbondante pranzo.

<<Il lavoro va abbastanza bene, a quanto pare il mio collega ha avuto qualche problema a tenere chiuso un caso ed ora è un po' nei guai, ma a perte questo a me va a gonfie vele>> concluse sorridendo.

<<Tenere chiuso? Cioè?>> chiesi curiosa.

<<Nel senso che era riuscito a chiuderlo, ma ci sono...diciamo che non vogliamo riaprirlo, ma c'è qualcuno che la pensa diversamente>> rispose lui cercandosi di spiegare con un linguaggio poco professionale.

<<Che tipo di caso è?>> chiese mio padre, ma mio fratello indicò mia madre con lo sguardo per fargli intendere che non voleva rispondere alla domanda per non turbarla, ma lei non se ne accorse <<Michael tuo padre ti ha fatto una domanda>> gli ricordò lei facendomi sorridere, cadde il silenzio e vidi per la prima volta Mich in difficoltà dato che odiava mentire a mia madre, Becca scoppiò a ridere facendo incuriosire di più mia madre, mentre mio padre era impegnato a guardare la bottiglia di birra che aveva davanti.

<<Mamma ha risposto, ha detto che ci sono problemi con delle proprietà>> mi intromisi io sorridendo, sentì mio fratello buttare fuori l'aria, mentre mio padre annuiva velocemente.

<<Oh allora nulla di preoccupante, dovrai essere molto stressato>> commentò lei guardandolo attentamente questa volta.

<<In realtà sì, ma per un'altra ragione, vi ho detto che Ashley stava male oggi, ed è vero, ecco..insomma>> cominciò a dire giocherellando con la forchetta <<Ashley ed io aspettiamo un bambino>> disse facendo un meraviglioso sorriso.
Mia madre scoppiò in lacrime e mio padre la seguì a ruota, io mi precipitai addosso a lui per abbracciarlo e stringerlo forte.

<<Il mio fratellone che diventa papà>> gli dissi sorridendogli, sentendo le mie parole intravidi i suoi occhi luccicare e ci mancò poco che non piangessi pure io.
Mia madre si alzò e lo andò ad abbracciare, mia sorella fece lo sesso e mio padre si congratulò stringendogli inizialmente la mano, ma poi si lasciò trascinare dalla situazione e si abbracciarono anche loro.

<<Sì lo abbiamo saputo due settimane fa, ma volevo dirvelo a voce>> puntualizzò lui.

<<Ma la tua povera moglie? La lasci a casa tutta sola?>> chiese mia madre scioccata.

<<No c'è sua sorella con lei, ma non preoccuparti mamma la vedrai presto, so quanto ci tieni a fare i tuoi discorsi di "Congratulazioni">> le rispose ironico facendo sorridere tutti.

<<Oppure verrò a trovarti io, anzi vi farò una sorpresa, sì sì..>> cominciò a brontolare lei, ma mio padre le mise una mano sulla spalla per interromperla. <<Cara verranno loro quanto Ashley starà meglio, non credi?>> le chiese lui ottenendo uno sguardo di gratitudine da mio fratello.

Verso le tre io e mia sorella ci precipitammo in acqua a giocare a palla, avevo bisogno di un po' di svago, per staccare la spina dal lavoro e dai pensieri che ultimamente mi opprimevano.
Feci una piacevole chiacchierata con Becca, sul suo andamento a scuola, sui suoi gusti musicali che erano degni di essere chiamati tali, per fortuna, e del ragazzino per cui si era presa una cotta.
Mi aveva raccontato che era nella classe a fianco alla sua ed aveva un anno in più, io le avevo detto che era bello che lui l'avesse aiutata a portare dei cartelloni, come mi aveva raccontato, ma che doveva stare attenta che fosse realmente gentile.

Provò a chiedermi se io avessi un ragazzo ed io risposi negativamente, lei insistette chiedendomi se almeno mi piacesse qualcuno e le mie guance mi tradirono quando provai a mentirle, così fui costretta a raccontarle che avevo conosciuto Logan al lavoro, ma nulla di più.

Passai il resto del pomeriggio a giocare a carte con mio fratello e mio padre, alternandolo a prendere il sole con mia madre in giardino, dovevo ammetterlo che quella tranquillità mi mancava e decisi che avrei fatto visita ai miei genitori più spesso.
Di tanto in tanto guardavo il cellulare, ormai era diventata un'abitudine che avevo preso, ma non c'era mai nulla se non qualche notifica da un social network o messaggi da amici, insomma di Logan nessuna traccia ed io non avevo ancora preso il coraggio per scrivergli.

Magari aveva un lavoro importate da svolgere, oppure era impegnato con suo fratello Josh, queste e altre svariate idee mi riempirono la testa non facendomi apprezzare a pieno il calore del sole sulla mia pelle mentre sonnecchiavo sullo sdraio accanto alla piscina.

Sembrava assurdo ammetterlo, ma in qualche modo mi mancava, era dolce, gentile e nessun ragazzo lo era stato veramente.
Magari era il suo modo per sbarazzarsi di me, pensai aprendo gli occhi all'idea, ma non mi serbava di aver fatto qualcosa di male. Mi misi a sedere rendendomi conto che si stava facendo tardi e iniziai a rivestirmi per tornare a casa, rimisi ipod e cuffiette nella borsa e mi avviai all'interno della casa, dove trovai mia madre intenta a tagliare delle verdure.

<<Mamma io vado a casa>> la avvisai andando a baciarle la guancia, lei si voltò sorpresa <<Come non rimani per cena?>> mi chiese appoggiando il coltello al bancone.

<<No, forse sta sera devo andare via, in più devo farmi una doccia>> le dissi vaga, lei annuì e mi abbracciò facendomi promettere che sarei tornata presto.
Dopo aver salutato Becca mi avviai verso il salotto per salutare gli uomini, ma appena sentì mio fratello alzare leggermente la voce mi fermai in corridoio per capire se potevo entrare ed era quindi il caso di interromperli.

<<Non puoi fare nulla figliolo?>> chiese mio padre preoccupato.

<<No, sopratutto ora che Ashely è incinta, lui non vuole che mi avvicini al caso, non vuole coinvolgermi>> disse mio fratello turbato. Sentì mio padre respirare rumorosamente <<Ragazzo forse è meglio così, se ciò che mi a hai raccontato su quell'omicidio è vero, io ne rimarrei alla larga..>> provò a confortarlo mio padre.

Omicidio?

<<Ma è il mio socio, nonché il mio migliore amico papà, sono preoccupato per lui>> insistette Michael.

<<E forse lui è preoccupato per te>> rispose mio padre facendo rimanere zitto mio fratello e poi continuò <<Dai andiamo a prendere qualcosa da mangiare>>

Quelle parole mi riportarono alla realtà e feci capolino nella stanza per non essere scoperta, tentai di mantenere un'espressione del viso rilassata, per nulla colpevole ed a quanto pare funzionò.

<<Vado a casa>> annunciai sorridendo.

<<Di già cara?>> chiese mio padre venendomi ad abbracciare. Io lo strinsi a me e gli riferii le stesse parole che avevo detto poco prima a mia madre, lui annuì ragionevole e lasciò la stanza per dare un mano alla moglie.

Restammo io e Mich che mi guardò con sguardo complice <<Da quanto eri li fuori?>> chiese socchiudendo gli occhi. Sentì le mie guance scaldarsi pericolosamente mentre tentai di sorridergli innocentemente <<ho sentito papà parlare di omicidio>> sussurrai arrendendomi.
Lui si avvicinò a me e mi abbracciò tentando di non farmi preoccupare, ma con quel gesto peggiorò le cose, omicidio? Ero preparata a questo argomento, in quanto fosse un avvocato, ma non lo avevo mai sentito così preoccupato e soprattutto perché c'entrava anche Ashley?.

<<Ley stai tranquilla, io non centro nulla con questo caso>> disse stringendomi più forte, come se avesse bisogno lui di conforto, quindi allungai le braccia per stringerlo a me a mia volta <<Vedrai che andrà tutto bene Mich, sei uno dei migliori e se come hai detto il tuo collega non ti vuole coinvolgere allora per una volta comportati da egoista>> gli risposi sperando che avrebbe ascoltato la sua parte razionale, insomma era un uomo fantastico sempre pronto ad aiutare, ma in quell'occasione se il livello di gravità era abbastanza alto doveva lasciar correre.

<<Sì dovrei darvi ascolto..>> cominciò staccandosi e passandosi una mano sul collo turbato <<Ah prima che mi dimentico Ley, Ash ed io volevamo invitarti a cena domani sera perché abbiamo una proposta da farti>> mi disse accennando un sorriso.

<<Ci sarò>> gli promisi prima di salutarlo ed avviarmi alla macchina.

Una volta a casa combattevo contro le mie palpebre per farle rimanere aperte, ma senza grande successo, così dopo aver acceso il mio MacBook e fatto caricare una puntata di Once Upon A Time composi il numero di Kyle e lo chiamai.

<<Pronto?>> rispose.

<<Ciao Kyle sono Hayley, volevo avvisarti che questa sera non riesco a raggiungervi, non ho le forze>> dissi ridendo amaramente per sottolineare la mia stanchezza post tintarella.

<<Oh va bene, vuoi che ti raggiunga per farti compagnia?>> si affrettò a chiedermi, senza poterlo vedere mi immaginai un suo sorriso sghembo.

<<Non sarei di molta compagnia, credo che andrò a letto>> annunciai, facendolo ridere <<Sono le otto di sera Hayley!>> constatò lui allibito.

<<Ho sonno>> dichiarai cercando di avere un tono disperato per convincerlo.

<<Va bene, allora ci vediamo domani pomeriggio al lavoro>> disse addolcendo il tono.

<<Certo, buona serata Kyle>>

<<Anche a te bambolina>> rispose prima di chiudere la chiamata.

*

Entrai in macchina e la misi in moto dopo aver acceso la radio. Sistemai i capelli di lato e partì verso casa di mio fratello Michael assicurandomi di non essermi dimenticata nulla, ovvero la torta al cioccolato che avevo preparato per Ashley.
Tamburellai a ritmo di musica sul volante quando incontrai il primo semaforo, quella mezza giornata lavorativa era andata piuttosto bene senza contare che finalmente mi avevano cambiato il turno, spostandomi alla reception insieme a Gab, la quale mi raccontò come avevano passato la serata precedente nel bar nuovo, mentre la mia si era conclusa poco dopo la chiamata di Kyle e con il mio Apple rimasto acceso.

"Volevo dedicare questo pezzo a tutte le ragazze o donne che sentono la mancanza del proprio amore.." incominciò a parlare una ragazza alla radio appena la canzone movimentata finì, allungai la mano per cambiare stazione, ma mi fermai curiosa di sentire la canzone che avrebbero trasmesso.
Mentre mettevo la freccia per svoltare, delle note di pianoforte riempirono l'abitacolo facendomi alzare gli occhi al cielo. Grazie ragazza sconosciuta, pensai ironica. Appena udii la prima strofa mi resi conto di conoscere quella canzone e cominciai a canticchiarla, era abbastanza movimentata, finché non arrivò il ritornello.

"And I need you
(e ho bisogno di te)
and I miss you"
(e mi manchi)

Storsi il naso cercando di non fare caso alla canzone, ma soprattutto di non pensare a lui.

"And now I wonder....
(ed ora mi chiedo)
If I could fall
(se io cadessi)
Into the sky
(nel cielo)
Do you think time
(Pensi che il tempo)
Would pass me by
(passerebbe)
'Cause you know I'd walk
(perché lo sai, io camminerei)
A thousand miles
(per mille miglia)
If I could
(se potessi)
Just see you
(solo per vederti)
Tonight"
(questa notte)

Senza volerlo mi ritrovai a cantare le strofe del ritornello, ma appena questo finì mi ripresi <<Che cavolata>> commentai sbuffando.
Ma il peggio doveva ancora arrivare: la strofa successiva.

"It's always times like these
(ci sono sempre periodi come questo)
When I think of you
(quando penso a te)
And I wonder
(e mi chiedo)
If you ever
(se tu mai)
Think of me"
(pensi a me)

<<Forse hai ragione>> borbottai fermandomi ad un altro semaforo. Chissà se lui mi pensa qualche volta, la mia mente continua a collegarlo alle nostre uscite, alle nostre sorprendenti e dolci uscite. Avevo bisogno di lui? Forse.
Il verde del semaforo fece ripartire la mia marcia e fece concludere la canzone facendone partire un altra, che ahimè conoscevo bene.

"When you were mine" di Taylor Henderson.

Cominciai a cantare a squarcia gola ogni singola parola, collegandole a quel maledetto ragazzo che si era presentato il giorno del torneo.
Perché mi importava così tanto?
Perché non potevo lasciare correre e vivere la mia vita come una persona normale?
Con le parole giuste, con quelle fossette, con quei dolci sorrisi si era fatto spazio nella mia mante e ormai non potevo farci più nulla se non dimenticare, era palese ormai che non mi volesse più vedere.

Entrai nella via dove abitavano mio fratello ed Ashley proprio quando Taylor smise di cantare ed io con lui. Parcheggiai davanti alla loro villetta e presi il cellulare fra le mani, magari potevo mandargli io un messaggio, forse non è così ovvio che voglia tagliare ogni minimo contatto con me, potrebbe semplicemente essersene dimenticato, anche se non è una cosa che si può scordare tanto facilmente.

Cominciai a comporre un messaggio, giusto per vedere se aveva veramente intenzione di farla finita con me, così ci sarei rimasta male certo, ma sarei andata avanti, dato che ero ancora in tempo per fuggire, dato che non ne ero ancora coinvolta completamente.

Ciao sconosciuto :)
Mi stavo chiedendo se stessi bene...

Non ero una persona diretta, non avevo abbastanza coraggio, ma mi accontentai di quelle parole e scesi, finalmente, dalla macchina per poi chiuderla ed andare a suonare al campanello, senza aver dimenticato la torta.

Una donna dai lunghi capelli mossi rossi e gli occhi azzurri mi venne ad aprire, accogliendomi con un meraviglioso sorriso. <<Ley che bello rivederti>> disse mentre mi fece entrare, mi baciò entrambe le guance.

<<Ciao Ashley è un piacere anche per me>> affermai sorridendole <<Ho fatto questa per festeggiare la straordinaria notizia>> continuai mostrandole la torta, lei mi ringraziò e la me la prese dalle mani invitandomi a seguirla verso la sala da pranzo.
<<Stai meglio?>> le chiesi ricordando che Mich aveva accennato il giorno prima che lei  non si sentisse molto bene. <<Abbastanza per poter mangiare la tua meravigliosa torta al cioccolato Ley>> rispose sorridendo.

Mi porse un bicchiere colmo di un liquido arancione, io lo accettai come aperitivo, ma non lo bevetti finché non prese anche lei il suo sottolineando che non aveva aggiunto alcol.

<<Un momento..>> cominciai guardandomi attorno <<Dov'è Michael?>> le chiesi accorgendomi solo in quel momento che mio fratello non era in casa.

<<Dovrebbe arrivare a momenti, scusalo, ha molto lavoro e purtroppo non sono riusciti a concluderlo questa sera quindi arriverà leggermente in ritardo e con il suo collega, spero non ti dispiaccia>> disse turbata.

Io guardai la tavola apparecchiata per notare un posto in più e confermare le parole di Ashely <<Nessun problema davvero>> la tranquillizzai.

<<Quindi come ci si sente ad avere una piccola creatura in corpo?>> le chiesi ancora eccitata dalla notizia, lei si portò istintivamente la mano sulla pancia e rise.

<<Nauseata per ora, ma spero che con il tempo la situazione migliori>> rispose lei riferendosi al malumore del giorno prima.
Risi e poi allungai la mano per incitarla a brindare <<Alla futura mamma, senza nausee mattutine>> dissi facendo scontrare il mio bicchiere con il suo, lei rise ed annuì prima che entrambe bevemmo un sorso di quello che immaginai fosse un ginger corretto con del succo di arancia. Non era male per essere un aperitivo analcolico.

<<Eccoli>> annunciò Ashley vedendo i fari della macchina di Mich parcheggiare davanti alla mia. La seguii in entrata mentre delle voci maschili popolavano la casa. Ashley andò a salutare il socio di mio fratello e poi baciò quest'ultimo.

<<Ley!>> mi salutò Mich raggiungendomi ed abbracciandomi, portava una camicia celeste ed una cravatta blu notte con i pantaloni abbinati, non lo avevo mai visto vestito in completo da lavoro. Appena si staccò da me potei notare dietro di lui il suo famoso collega e avere una vaga sensazione di averlo già visto.
Aveva gli occhi color ghiaccio ed i capelli di un castano leggermente scuro, appena mi sorrise fui certa di averlo già conosciuto da qualche parte.

<<Socio questa è Hayley, mia sorella>> incominciò a dire Michael per presentarci, stava per presentarmi il misterioso uomo a me quando questo lo interruppe <<Hayley Henderson?>> mi chiese piacevolmente sorpreso.

<<Sì abbiamo lo stesso cognome>> provai a dire scherzosamente indicando mio fratello, facendo sorridere tutti, compreso l'uomo chiamato in causa che prese la mia mano e la strinse forte <<Oh è un vero piacere Hayley sono Josh, Josh Jefferson>>



Buongiorno fiorellini,
Non vi vedo molto attivi per questa storia :(
Vi sta piacendo?
Vi prego di farmelo sapere in un commento, grazie :*
Un bacio,
EllY❤️

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