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21- Francis or Kyle?

Uno dei miei migliori amici, il ragazzo del bar che mi faceva ridere, quello che non mi faceva pesare molto il lavoro, quello che mi aveva accompagnata a casa ubriaca; quel Kyle era davanti ai miei occhi, con il fascino da bravo ragazzo che lo caratterizzava.
<<Mi chiamo Francis bambolina>> disse piegandosi verso di me, mentre io ero distesa a terra, incapace di muovermi, dato il dolore lancinante alla testa.

<<Io..>> provai a dire scioccata, ma la mia voce risultò più incrinata di quanto potei immaginare.

<<Oh non sforzarti a parlare, avremo tutto il tempo più avanti, non preoccuparti>> disse allungando una mano verso la mia scollatura. <<Quanto ti ho desiderata>> cominciò a dire facendo scorrere un dito sulla a pelle nuda, dalla base del mio collo, fino a dove il vestito era stato tagliato, ovvero il ventre.
Kyle o Francis, o chiunque fosse, si si abbassò fino ad avvicinare la sua bocca al mio orecchio <<Quanto ti desidero tutt'ora>> concluse.

Chiusi gli occhi mentre il suo fiato colpiva la mia pelle, non era possibile, era tutto uno scherzo. Era uno dei miei incubi, quello dell'uomo con la pistola, non era reale.
Non poteva essere reale.
Quando riaprii gli occhi vidi ancora quello che credevo il mio amico accanto a me, sorridente, mentre i suoi scagnozzi erano tutti attorno a guardarmi divertiti.
Poi Kyle si alzò <<Chi l'ha ridotta così?>> domandò voltandosi verso gli uomini. I primi due che mi avevano presa guardarono il terzo che era arrivato, quello che mi aveva picchiata e mi aveva strappato il vestito e Kyle lo indicò facendo finta di sorprendersi.

<<Ti ho trovato sopra di lei e le hai strappato addirittura il vestito..>> iniziò a dire avvicinandosi a lui. <<Avevo dato specifici ordini di non sfiorarla, o no? La volevo intera e tirata al lucido com'era, razza di imbecille>> disse con tono calmo.

<<Non stava ferma>>cercò di difendersi l'altro, Kyle scoppiò a ridere e così fecero tutti gli altri. <<Pensavi sarebbe stato facile? Pensavi fosse una cazzo di ragazzina senza cervello per caso? Ovvio che ha tentato di fuggire>> questa volta alzò il tono della voce, facendo zittire tutti.

Il silenzio che seguì fu tremendo per me, avevo la testa che pulsava pericolosamente e facevo fatica a respirare, non ero nemmeno sicura di vederci bene, dato che gli uomini attorno si erano moltiplicati.
Guardai il cielo nero, privo di stelle e una lacrima mi rigò il volto. Ero immobile a terra, mentre sentivo Kyle urlare contro l'uomo che mi aveva ridotta così.
Kyle. Com'era possibile? Era tutta colpa del mio rifiuto? No è impossibile, lui centrava anche con il passato di Logan, ma come?. Mi ponevo troppe domande e questo mi rese ancora più stanca, le palpebre si fecero davvero pesanti, ma dovevo provare rimanere lucida, dovevo.
Uno sparo mi fece sussultare, facendomi tornare in circolo l'adrenalina. Girai piano la testa e vidi, accanto a me, il corpo privo di vita dell'uomo che pochi minuti prima era sopra di me. Vidi il sangue sporcare pian piano l'asfalto e cominciai a tremare impercettibilmente dalla paura.
Era stato ucciso un uomo e il suo cadavere giaceva accento a me. Volevo scappare e urlare a squarciagola, ma non potevo farlo, il mio corpo non avrebbe retto a nessun tipo di spostamento. Eppure sentii la voce di Kyle ordinare a qualcuno di alzarmi da terra, specificando di utilizzare estrema accuratezza.

Non mi resi nemmeno conto di essere stata sollevata dalla strada umida, perché la testa si era fatta pesante e pulsava tantissimo. Emisi un lamento, mi faceva male ovunque e volevo piangere, troppe emozioni contrastanti dominavano il mio animo.

Riuscii a distinguere Kyle che si posizionava davanti a me, vicinissimo al mio volto. Mi spostò qualche ciocca di capelli dietro all'orecchio, come faceva Logan e mi guardò preoccupato. Per un momento riconobbi il Kyle di sempre, i suoi occhi verdi lucidi e vivi, ma non durò molto, perché finalmente riuscii a distinguere la sua oscurità, riuscii a vedere le tenebre che macchiavano il verde, ma era decisamente troppo tardi.

<<Jefferson starà sicuramente arrivando signore, dobbiamo muoverci>> disse un uomo alla mia destra.

Kyle non spostò lo sguardo da me, e così nemmeno io, prese il mio viso e lo alzò, in modo che riuscissi a guardarlo. <<Tu devi essere mia bambolina e quello schifoso Jefferson deve pagare per tutto quello che mi ha fatto>> disse, trattenendosi dallo sputare il nome di Logan. <<Oh non piangere>> disse poi dolcemente, asciugandomi l'ennesima lacrima che rigava la mia guancia.

Pian piano avvicinò sempre di più il suo viso, fino a premere le sue labbra sulle mie, desiderose e violente, in confronto alla dolcezza che mi aveva sempre riservato Logan. Non ricevette nessuna risposta da parte mia. Né mi allontanai, né mossi le labbra sulle sue, non avevo le forze, ma questo non sembrò sorprenderlo, anzi morse il mio labbro inferiore, facendo uscire del sangue. Quando finalmente mi mollò volevo solo venire sommersa dal mio dolore e rimanere da sola. Mi aveva baciata, mi aveva marchiata, non ero più di Logan e questo mi distruggeva.

Delle urla si levarono nella notte, spaventando gli uomini di Kyle, il quale rimase al suo posto a guardarmi. << Tornerò >> mi sussurrò, in modo che quelle parole mi rimanessero impregnate nella mente, di modo che il suo sguardo tormentato mi apparisse anche nei miei sogni. Diversi spari lo fecero finalmente indietreggiare, mentre le mie palpebre si fecero sempre più pesanti e l'adrenalina lasciava il mio corpo.

L'ex barista ordinò di lasciarmi lì, dato che non sarebbero riusciti a fuggire abbastanza in fretta con me in quelle condizioni. Mi fecero sdraiare a terra e la mia testa tornò a toccare l'asfalto. Provai a voltare lo sguardo verso la strada principale e scorsi svariate figure correvi incontro, o forse erano tre, nelle condizioni in cui ero, potevano essere benissimo in due. <<Hayley!>> urlò uno delle figure, a squarciagola.

Logan.

Non provai nemmeno a pronunciare il suo nome perché sapevo di potercela fare, continuai a piangere, silenziosamente, sentendo le mie lacrime bruciare sul mio viso. In poco tempo le figure attorno a me si fecero più confuse, due uomini vestiti in nero mi superarono, molto probabilmente tentavano di correre dietro a Kyle, o Francis.

Mentre la terza si precipitò su di me <<No, no, no, no, no, no, no>> continuava a dire con la voce rotta. Avvicinò il suo corpo al mio e riconobbi gli occhi cristallini, ma nient'altro. <<Non lasciarmi..>> urlò prima che mi lasciassi trascinare via dal buio.

*

Non riuscivo a descrivere il dolore allucinante che provavo in tutto il corpo. Non ero nemmeno sicura di essere cosciente a dire il vero. Era tutto nero, ma sentivo benissimo ogni mia parte del corpo, soprattutto la testa.
Kyle.
Il buio che mi circondava era stato sostituito dal volto di Kyle che si avvicinava al mio, che prendeva con violenze alle mie labbra e mi diceva che sarebbe tornato, perché ero sua.

Ricordai gli occhi di Logan ricordai la sua voce rotta che mi pregava di non lasciarlo. Quindi ero salva, ma non ne ero sicura e non ero molto volenterosa sapere a cosa sarei andata in contro, una volta che i miei occhi sarebbero stati aperti. Li mantenni ancora chiusi quindi, mentre cercavo di capire dove mi trovavo, cosa che mi costò più energie del previsto.

Ero sdraiata su una superficie morbida e l'ambiente che mi circondava era abbastanza caldo, non ero più all'aperto. Come se le mie orecchie si fossero svegliate solo in quel momento, sentii la voce di Logan poco distante da me.

<<Sarebbe pericoloso l'ospedale>> disse preoccupato. Notai che la sua voce non era ancora fluente e sicura, come suo solito, da essa traspariva disperazione e troppi sensi di colpa.
Oh Logan, se solo sapesse come tutto quello che avevo subito era solo e soltanto, tutta colpa mia.

Aprii leggermente una palpebra e vidi una testa bionda familiare, il suo amico medico Jeremy appoggiato alla mia cassettiera.
Ero in camera mia.
<<Logan fosse per i colpi superficiali la lascerei anche a casa, ma devi capire che la sua testa ha bisogno di essere controllata, se no rischi di perderla sul serio>>cominciò a dire il biondo.

Testa? La mia testa? Era così grave.

<< Aiutami a trovare una soluzione non possiamo rimanere ad Adelaide>> Logan era disperato, completamente fuori di sé, lo vidi mettersi le mani nei capelli e riuscii a vedere quanto lucidi fossero i suoi occhi, troppo.

<<Ho paura che abbia un'emorragia interna, non può affrontare un viaggio, non se ne parla Logan>> lo riproverò il biondo.
Vidi Logan appoggiarsi al muro tremendamente turbato. <<Ti prego>> lo pregò ancora.

Il biondo sospirò scuotendo la testa, come se volesse prenderlo a sberle lui stesso. Gli diede le spalle e si massaggiò le tempie concentrandosi, finché alzo la testa <<Forse c'è un modo>> disse ma la sua figura cominciava ad essere sfuocata e la testa riprese a pulsarmi violentemente, volevo dire che ero lì, che era sveglia. Ancora una volta però, il buio fu più veloce di me e mi portò via prima che potessi risentire la voce di Logan.

*

Era di nuovo tutto scuro attorno a me. Pian piano ripresi il possesso del mio corpo, sentendone ogni parte, ma questa volta il dolore non arrivò, per fortuna.
Di nuovo provai a capire dove mi trovassi: ero ancora sdraiata su una superficie morbida, più che sdraiata ero mezza seduta; ed ero al chiuso. Quando le mie orecchie furono pronte a percepire qualche suono, l'unica cosa che sentii furono dei beep ripetuti in modo continuo, quasi fastidioso.

Riuscii finalmente ad aprire gli occhi, con estrema fatica, scorsi delle mura bianche e delle tende alla mia sinistra, ma ebbi una fitta alla testa e dovetti richiuderli, per cercare di placare il dolore.
Forse non avrei dovuto aprirli.
Ma volevo farlo!.
Riprovai ad aprirne uno, pian piano, e quando notai che la testa non mi aveva giocato brutti scherzi, aprii anche l'altro, stando molto attenta.
Non sapevo dove fossi e forse fu per quello che mi allarmai leggermente, tanto che il beep si fece sempre più ripetitivo.
Non riconobbi nulla, niente. Vidi degli aghi infilati nelle mie braccia e capii che forse ero in un ospedale, ma questo non mi calmò. Come ci ero arrivata? Chi mi ci aveva potata? Perché ero in un fottuto ospedale?.

Avevo una molletta fastidiosissima al dito e anche al naso sentii dei fili, che molto probabilmente erano tubi. Volevo urlare e di certo i beep sempre più veloci non mi aiutarono. Mossi le gambe spaventata, finché non ebbi una fitta al busto che mi fece trattenere un lamento.

<<Hayley>> sussurrò qualcuno.

Alzai lo sguardo e lo vidi, vidi Logan davanti a me con un caffè in mano. I miei occhi si riempirono di lacrime e i beep non cessarono. Guardai i suoi occhi cristallini inumidirsi lievemente, mentre il suo caffè venne appoggiato su un qualche ripiano.

Lo ignorai.

Non sapevo bene il motivo, ma non riuscii più a respirare bene, avevo dei tubi su per il naso e dei fastidiosissimi aghi infilati nelle mie vene, non riuscivo a fare nulla. Mi tolsi quella dannata molletta dal dito e mentre le lacrime mi oscurarono la vista, tentai di levarmi gli aghi. Logan fu più veloce <<Hayley>> provò a chiamarmi avvicinandosi, ma di nuovo lo ignorai, volevo scappare, volevo tornare a casa.

<<Tesoro>> disse prendendomi per le spalle e facendole appoggiare al materasso, ma i suoi movimenti furono più bruschi di quel che pensai e mi ritrovai a singhiozzare, non riconoscendolo più, non era lui, era l'uomo che mi aveva tagliato il vestito, non era lui, era il cadavere che giaceva accanto a me.

<<Lasciami>> urlai fra i singhiozzi, mentre quei beep non smettevano di farsi sentire. La presa su di me venne allentata, ma le mani si spostarono sul mio viso e anche lì tentai di divincolarmi, non poteva avermi, dovevo rimanere lucida.

<<Tesoro sono io>> disse con voce rotta <<Ti prego torna da me, sono io Logan>> continuò disperato.
Il mio respiro si fece più regolare e riuscii finalmente a riconoscere i suoi occhi, mentre una lacrima rigava il suo volto.
<<Logan>> sussurrai, vedendolo veramente.

Ero al sicuro, ero con lui.

<<Oh tesoro mi dispiace così tanto>> disse iniziando a piangere. Portai una mano sul suo viso, non riuscendo bene a capire cosa fosse successo, ero confusa, Logan era lì eppure dentro di me avevo una tensione mai privata prima.

Mi appoggiai al letto sfinita, mentre cercavo di respirare regolarmente. <<Io..>> privai a dire, ma la mia voce risultò incrinata.

<<Hayley tesoro mio, sei al sicuro ora, nessuno verrà da te>> disse mentre la mia mano lasciava il suo volto, asciugando la sua guancia umida. Annuii mentre distoglievo lo sguardo da lui.
<<Dove sono?>> gli chiesi.

<<Siamo in ospedale>> rispose lui con tranquillità,cercando di ricomporsi, facendomi calmare completamente. Presi la sua mano e la strinsi, per un maggior supporto, facendolo sorridere lietamente.

<<Perché sono qui?>> domandai. Sapevo di essere stata...colpita, ma non ricordavo molto dopo l'avvenuto.

<<Hai subito parecchi colpi, tra cui uno alla testa che è meglio monitorare per alcuni giorni>> disse.

<<Da quanto sono qui?>>

<<Due giorni>> rispose subito lui, come se si aspettasse la domanda.

Mi guardai attorno, per non vedere nulla, non c'era nulla di strano in quella stanza era una classica e spoglia stanza di ospedale. <<Quanto male sono conciata?>> gli chiesi provando a fare l'ironica, anche se il mio tono serio me lo impedì.

Logan fece intrecciare le nostre mani, come faceva di solito e prese ad accarezzare il dorso della mia con il suo pollice. << La più grave è la piccola emorragia alla testa, che mi hanno assicurato che si assorbirà, mentre per il resto non hai nulla di allarmante, se non lo zigomo gonfio e il labbro leggermente rotto. Oh e hai una bella botta anche sul busto>> mi informò con il suo tono di sempre.
Era tornato il mio Logan.

Tentai di rialzarmi, anche se le poche forze rimaste tentarono di ribellarsi e mi avvicinai a lui.
<<Mi..>> iniziai a dire, interrompendomi. <<Mi puoi abbracciare?>> gli chiesi come una bambina, con gli occhi che si riempirono ancora di lacrime.

Ero un pieno di emozioni che non riuscivo a controllare. Un momento prima ero seria, quello dopo iniziavo a piangere disperata, potevo benissimo scoppiare a ridere anche.
Il sorriso che ricevetti fu estremamente triste, ma la fossetta che lo caratterizzava si fece largo su suo viso, facendo sorridere anche me, prima che le sue braccia forti mi avvolsero in un abbraccio lungo e bisognoso.

In quel momento entrambi avevamo bisogno l'uno dell'altra, entrambi dovevamo scusarci, entrambi dovevamo parlare e dire la nostra, entrambi volevamo ripeterci cosa privavamo l'uno per l'altra e che ciò non era mutato, ma nessuno ebbe il coraggio di interrompere l'abbraccio.
Nessuno parlò.
Perché quell'abbraccio per il momento era abbastanza.


Buongiorno fiorellini

Sono finalmente riuscita a sistemare i piccoli problemini, quindi mi scuso per il ritardo tremendo. Spero che il capitolo vi piaccia e che continuiate a seguire la storia di Hayley e Logan, ora che si è fatta complicata ahah.

ATTENZIONE --> vi avverto che nei prossimi capitoli potrei annunciare una piccola novità riguardo proprio Prejudices, quindi orecchie aperte alle notifiche di Wattpad e se volete, potete seguire il mio profilo!

Un bacio e buona domenica,
EllY**

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