7- For Hayley.
Le settimane passarono e nemmeno me ne accorsi. La mia vita era un susseguirsi di azioni monotone e prive di significato, rendendomi così un inutile inetto.
La mattina mi svegliavo, dopo una notte insonne, andavo a correre, facevo colazione e poi dritto alla clinica, dove trascorrevo tutta la mia giornata.
Anche quel mercoledì era cominciato così, una corsa all'alba per scacciare i pensieri, una bella doccia fredda per svegliarmi e cercare di rimediare alla mancanza di sonno ed infine una tazza di caffè bollente.
A metà settimana il traffico della città era opprimente, tanto da mettere a dura prova la mia pazienza. I minuti passavano e le auto davanti a me rimanevano ferme, dovevo prendere la strada secondaria che mi avrebbe condotto alla clinica, forse più lunga, ma necessaria.
Appena mi fu possibile imboccai una via meno trafficata alla mia destra e ripresi la mia strada. Il cellulare prese a suonare, lo attaccai alla cassa dell'auto tramite bluetooth e risposi a mio fratello Josh.
<<Dimmi>> affermai.
<<Buongiorno anche a te fratellino>> rispose ironico.
<<Risparmia questo per Adam, cosa c'è?>> chiesi spazientito, la colonna mi aveva messo un certo nervosismo.
<<Adam mi dice lo stesso riferendosi a te>> mi informò ridendo. <<Comunque Julia mi ha detto che le hai promesso una passeggiata al parco uno di questi giorni, con annessa una bella cioccolata calda>>.
<<Ehm sì, ma non so quando potrò>> risposi subito, fermandomi davanti ad un semaforo rosso. <<Mi devo occupare di un sacco di casi e lo zoo mi ha chiamato per fare un controllo generale>>.
<<Portala con te, falle vedere com'è fare il veterinario, di sicuro non si annoierà>> provò a consigliarmi. <<Penso che farebbe di tutto pur di non rimanere nel mio ufficio e sua madre ha dei convegni purtroppo>>.
<<É un modo carino per chiedere di tenere tua figlia perché entrambi non potete?>> cercai di capire, inarcando le sopracciglia, prima di ripartire al semaforo verde.
<<Mettiamola così>> sussurrò. <<E poi l'ultima volta che sei andato a prenderla eri parecchio sorridente, credo ti faccia bene stare con lei, di sicuro non la lascio ad Adam un intero pomeriggio>> dichiarò.
Quel dannato pomeriggio avevo sudato tutte le mie camice per comparire uno zio divertente e spensierato.
Josh non sapeva cosa fosse successo, chi avessi incontrato e come la vista di Gabrielle, mi avesse fatto desiderare disperatamente di rivedere Hayley.
Avevo pure ipotizzato un possibile incontro se la bionda non fosse intervenuta.
Hayley che arrivava e Gabrielle che si zittiva di colpo, io mi voltavo verso di lei e ci guardavamo negli occhi, come se non fosse mai accaduto nulla.
Erano solo inutili film che la mia testa riproduceva, qualcuno lo avrebbe potuto chiamare autolesionismo e forse era vero. Ma che avrei potuto farci?.
<<Va bene Josh>> sussurrai, osservando una donna in mezzo alla strada.
<<Cos..>> mi lasciai sfuggire, mentre notai il giubbotto catarifrangente che indossava ed un grande cartello di STOP che teneva fra le mani. Mi fece segno di fermarmi e mi indicò una via alla mia sinistra, facendomi capire che la strada dietro di sé fosse chiusa.
<<Casa succede Logan?>> mi chiese mio fratello, ricordandomi che fossi ancora in chiamata.
Lo ignorai però, abbassando il finestrino verso la giovane donna dai capelli biondi. <<La strada è chiusa?>> domandai.
Lei si avvicinò, mostrando i suoi occhi scuri, forse troppo. <<Stanno lavorando su delle tubature, entro questo pomeriggio sarà tutto a posto, per ora le chiedo di prendere quest'altra via però>> mi indicò una strada poco trafficata alla mia sinistra. <<Arrivi fino alla fine e poi svolti a destra, così tornerà all..>>
<<Grazie signorina, ricordo la strada>> la fermai, allargando le labbra in un grande sorriso. Non volevo comparire scortese, ma dovevo andare al lavoro.
Lei annuii e mi lasciò andare.
<<Che strada è chiusa?>> domandò Josh.
<<Scusa Josh ti lascio, sono in ritardo, ci sentiamo dopo in caso, va bene?>> domandi.
<<Ma sì certo, a dopo>> sussurrò. <<Buon lavoro>>.
<<Grazie, anche a te, ciao>> lo salutai prima di chiudere definitivamente la chiamata.
Se prima la mia pazienza era arrivata ad un limite, ora non esisteva più e molto probabilmente era per quello che il mio piede sull'acceleratore era diventato pesante.
Arrivai in fondo alla via e svoltai a destra, come mi aveva consigliato la giovane donna, ma ovviamente trovai un semaforo rosso.
Mi fermai osservando i passanti che finivano di attraversare la strada, mentre le mie dita picchiettavano con insistenza sul volante.
Fu in quel momento che mi resi conto che la mia giornata sarebbe potuta solo che peggiorare.
A pochi metri da me una ragazza aumentò il passo superando alcuni signori, per raggiungere l'altro lato della strada.
In meno di qualche secondo riconobbi i capelli castani e tutto il resto, nonostante il cappotto e la sciarpa, era lei, era Hayley.
Il mio cuore venne trafitto da una lama affilata e i miei occhi non riuscirono più a lasciare la sua figura.
Josh aveva ragione, era cambiata, troppo, l'avevo distrutta, ero stato io.
Aprii la portiera dell'auto, istintivamente, pronto a seguirla, mollando tutto e tutti, ma la richiusi poco dopo, sgridato dalla mia ragione.
La vidi correre verso un negozio, dove lessi "parrucchiera", non feci in tempo a vederla entrare che alcune auto suonarono il proprio clacson, facendomi notare che il semaforo fosse diventato verde.
Ripartii con un peso in più sul cuore.
- - -
<<Ti stanno divinamente>> esclamò Gabrielle .
<<É quello che le ho detto anche io, certo con parole diverse>> affermò la piccola Becca, finendo di apparecchiare la tavola.
Quel mercoledì sera avevo invitato a cena la mia migliore amica, costretta sotto tortura da mia sorella. In più quella mattina presto ero andata a tagliarmi i capelli, di una media lunghezza, nulla di esagerato. Erano diventati troppo lunghi e non li sopportavo più, per non parlare di tutti i problemi che mi davano in laboratorio.
Dovevo ammettere però che avevo anche voglia di cambiare, ricominciare da capo e perché non farlo con un nuovo look? Sarebbe stato più semplice.
<<Mi sento meglio adesso, più libera>> ammisi.
Gabrielle sorrise. <<In tutti i sensi spero>>.
<<In tutti i sensi>> le risposi voltandomi verso di lei, seduta a tavola a sorseggiare un po' di vino.
<<Quali sensi?>> domandò Becca, facendoci ridere.
<<Nulla tesoro, per ora ti basta capirne uno>> le disse Gabrielle. <<Comunque quando tornano i vostri genitori?>> le chiese.
<<Questo weekend>> affermò mia sorella entusiasta.
<<Sì li andremo a prendere all'aeroporto nel primo pomeriggio di sabato>> spiegai.
<<Sei felice che tornito?>> domando la mia migliore amica a Becca.
<<Sì>> disse subito. <<Ma non voglio che Ley se ne vada, perché non la vedrei più e neanche te>>.
<<Oh piccina>> la bionda la abbracciò. <<Direi che potremmo far promettere ad Hayley di organizzare strepitose feste solo per donne, nel suo nuovo appartamento>>.
<<Sì certo>> risposi ironica alzando gli occhi al cielo. <<Nemmeno so quando riuscirò ad entrarci>> ammisi.
<<Perché?Hai avuto altri problemi?>>.
<<Hanno trovato una tubatura rotta, la proprietaria mi ha detto che la deve far aggiustare, prima di potermi far iniziare a portare qualcosa>> sbuffai.
<<Ma l'altro contratto non scade alla fine dell'anno?>> domandò ancora.
<<Appunto>> sottolineai così il problema, servendo la cena in tavola. Eravamo alla fine del mese di novembre ormai.
Becca si allungò come un animale per accaparrarsi il tortino salato più bello. <<Ma rimarrai qui nel frattempo, a mamma e papà non darà fastidio>> esclamò anche.
La guardai, mentre mi sedetti. <<Lo so, ma mi mancano i miei spazi, sai ormai non ho più l'età per sopportare mamma e papà tutti i giorni>> scherzai.
Il campanello suonò improvvisamente facendo sobbalzare tutte e tre.
<<Vado io>> urlò Becca alzandosi dal tavolo.
Data l'ora e la mia scarsa fiducia nel genere umano, mi alzai velocemente per seguirla ed arrivai all'entrata, proprio quando aprì la grande porta.
<<Buonasera, c'è la signorina Hayley Henderson?>> domandò una giovane donna.
<<Sì, sono io>> risposi avvicinandomi, portando mia sorella dietro il mio corpo.
La giovane mi sorrise, illuminando i suoi occhi scuri e solo in quel momento notai un mazzo di rose fra le sue mani. <<Questi sono per lei>> disse allungandomeli.
<<Oh, grazie>> esclamai prendendoli. <<E chi li manda?>> mi venne spontaneo chiederlo, mentre li osservavo.
<<Faccio solo le consegne>> rispose sorridendomi. <<Buon proseguimento di serata>> disse, voltandosi.
La vidi ripercorrere il vialetto, facendo oscillare una cascata di capelli biondi che non avevo notato prima.
<<Grazie anche a lei>> la salutai, prima di chiudere la porta.
<<Allora?>> sentii chiedere da Gabrielle dalla cucina.
<<Hayley ha ricevuto dei fiori!>> urlò Becca.
<<Cosa?>> ci mancò poco che l'acuto di Gabrielle non mi facesse cadere tutto.
Andai in cucina rigirando il mazzo fra le mani, in cerca di qualche biglietto. <<Non trovo il biglietto del mittente>> sussurrai.
<<Impossibile>> rispose la bionda. <<Non possono inviarti dei fiori, lasciandoti senza alcuna spiegazione>> insistette, alzandosi e raggiungendomi.
<<Ley>> mi chiamò Becca dall'entrata. <<Era qui>> corse in cucina portandomi una piccola busta bianca. La afferrai velocemente, abbandonando le rose sul tavolo.
Appena lo aprii però mi bloccai, dimenticano persino come si potesse respirare.
<<Cosa?>> domandò Gabrielle. <<Chi è?>> mi strappò il biglietto dalle mani, leggendo il mittente.
Non si trattene dall'imprecare cosa che fece ridere Becca.
Per Hayley
-L
• salve fiorellini
Era da tanto che non aggiornavo, scusate, ma sapete che ho dei periodi privi di ispirazione e mi dispiace moltissimo.
Comunque sono tornata alla carica più o meno e siamo ritornati con un nuovo capitolo! Che ne dite?
Vorrei proprio sapere che ne pensate dei fiori e di tutta la faccenda 😂
A presto,
elly**
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