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57. Altri

Silvia indugiò leggermente, anche se non voleva darlo a vedere. Una strana ombra nostalgica sembrò sfiorare la pupilla, solo un tocco e se ne andò. A quel punto, la donna tornò decisa e fredda e posò il pollice su un piccolo schermo posizionato alcuni centimetri a destra della porta. Una voce metallica gracchio': << Password, prego>>. Silvia digito' qualcosa sullo schermo e poi...un click e la porta si aprì, rivelando un corridoio nero e dalle pareti grige.
I tre ragazzi scrutarono quell'oscurità così profonda, finché la donna bionda non li costrinse ad entrare. Una volta all'interno del lungo corridoio, percepirono subito uno strano odore di disinfettante, un aroma che pungeva le narici, faceva venir voglia di starnutire.
<< Forza, vi faccio vedere una cosa. Sarà il vostro lavoro finché rimarrete qui. Non mi importa se vi piacerà o meno.>> Silvia dette una leggera spintas sulla schiena di Max, ma che era rivolta a tutti, per farli proseguire. Fu a quel punto che Thomas scattò.
<< Non avevi detto che ti saresti presa anche le loro vite! Il patto era che solo io avrei dovuto soffrire! Loro non c'entrano!>> urlò il ragazzo. I suoi occhi stavano lentamente diventando gialli, quel fatidico colore che precedeva la tonalità della mutazione completa: il blu. Quando Thomas si accorse del rischio di perdere il controllo, si massaggio' entrambe le tempie con indice e medio, cercando di calmarsi, ma al contempo non perdersi neanche una parola di Silvia.
<< Ragazzi, voi non capite! Dovete fare questo "lavoro"! Vi servirà per la vostra sopravvivenza!>> ribatté lei, fissando Thomas.
<< Di cosa state parlando? Cosa non ci avete detto?>> chiese disorientato Max. Era già abbastanza scosso e confuso dal separamento improvviso della sorellina, non voleva qualcos'altro che accentuasse quegli sgradevoli stati d'animo.
<< È una cosa tra me e lei! Lasciate perdere!>> urlò Thomas, con una strana rabbia nella voce. Le sue parole riecheggiarono nel corridoio in ombra, illuminato solo da disturbanti luci al neon. Max ed Erick si zittirono di colpo: non si aspettavano una tale reazione dal loro amico biondo.
<< Io lo faccio per il vostro bene! È il momento che impariate a difendervi come si deve!>> adesso anche Silvia stava sbraitando senza contegno. Sembrava molto convinta delle parole che le uscivano dalla bocca. Un imbarazzante silenzio calò sui quattro, trascinandoli in un vortice di breve riflessione.
<< Senti, tu non sai cosa abbiamo passato là fuori. Ed è meglio che tu non lo sappia, perché sei talmente presa dai tuoi stupidi giochetti in questo posto, che non reggeresti un solo giorno in mezzo ai Rinati! Io e loro>> Thomas indicò i suoi amici, con sguardi confusi stampati sul volto << abbiamo visto i nostri amici morire! Tu, invece? Forse hai visto un fiorellino appassire!>> disse tutto ciò -specialmente l'ultima frase- con un'ironia forzata, ma con uno sguardo truce, severo ed imperscrutabile.
Silvia sembrò molto scossa da questa perfida osservazione; i suoi occhi sembrarono inumidirsi, le labbra piegate in una smorfia dolorosa. Scosse leggermente la testa, fece come per dire qualcosa, invece rimase muta. Sembrava volesse afferrare un qualche concetto sciolto nell'aria e farlo recepire ad i ragazzi in un modo tutto suo.
Thomas capì di aver esagerato, perciò allungo un braccio verso la donna, ma a metà strada si fermò e ritirò la sua buona intenzione.
<< Per favore...>> gemette Silvia. Un ultima parola, pronunciata con un tono esasperato, triste, demoralizzato. "Per favore". Quelle due semplici parole, fecero uno strano effetto sui tre ragazzi, che come spinti da uno strano impulso, ripresero la loro marcia lungo il corridoio. La donna bionda, non appena si accorse che i mutanti si erano rimessi in cammino, si riprese e li guidò.
Corridoio dopo corridoio, scale su scale, pareti grige ed altre pareti grige. Più Erick camminava, più si convinceva che senza l'aiuto di Silvia si sarebbe perso all'istante in quel labirinto. Da fuori il palazzo quadrato non sembrava così grande...
Alla fine, una porta si staglio' davanti a loro. La particolarità di quella precisa porta, era il fatto che fosse di un colore diverso da quello di tutte le altre porte: rossa.
Silvia spinse da parte i tre ragazzi in attesa, afferrò il pomello luccicante e lo girò con calma, come se si trovasse in un film al rallentatore.
Una luce accecante coprì gli occhi di Max, Thomas ed Erick. Oltre la porta c'era qualcosa di sconcertante, che non si sarebbero mai aspettati di vedere.
*******

Lidia si sedette sulla poltrona di velluto verde del salotto della loro piccola baita. Il suo cuore sembrava quasi un macigno pesante che sprofondava nel suo animo. Tutto questo era causato da una martellante preoccupazione per i suoi amici. Perché mai lei e Clara non potevano vedere? Cosa c'era di così segreto che loro due non potevano concepire?
Si alzò bruscamente e si precipitò di corsa verso la dispensa: aveva bisogno di qualcosa che la tranquillizzasse. Afferrò una bustina di infuso naturale, non lesse nemmeno di cosa. Mise un pentolino sul fuoco e quando l'acqua al suo interno ribolli', versò l'infuso.
In un attimo, il tutto si colorò di un rosso vivo, caldo. Lidia fece un salto all'indietro e sbatté la testa contro il muro dietro di lei. Si massaggio' il punto dolorante e tornò ai fornelli.
"Stupida! Ma davvero pensavi che quello fosse sangue? Sei uscita di testa, Lidia!" si rimproverò mentalmente. Alla fine, l'infuso di bho era all'interno di una tazza color rosa pallido. La ragazza sorseggiava quella roba con riluttanza, facendo finta di non averne bisogno. Tempo un minuto e il liquido fece il suo desiderato effetto: i muscoli dei Lidia si rilassarono, gli occhi si chiusero. Uno strano tepore le attanagliò la mente, forse si sarebbe addirittura addormentata...
Clarabelle corse da lei. La bambina sembrava piuttosto agitata e la sua mano stringeva qualcosa di insolito.
<< Che c'è, piccola? Cos'hai trovato?>> le chiese, cercando di mascherare la sua ansia con un po' di dolcezza. Clara aprì le dita e sul palmo...c'era uno strano pezzetto di metallo rettangolare con posto ad un'estremità un ago...bagnato di sangue.
Lidia prese l'oggetto, mentre il sudore le colava sulla fronte e il panico l'assaliva. Ma cosa stava succedendo?
********

Un'enorme sala grigia. Tutto qua. Erick, Max e Thomas erano leggermente delusi. Non c'era niente che la diversificasse da una stanza qualunque di un posto qualunque.
<< Cosa ci sarebbe di speciale?>> chiese Erick con tono scettico. Silvia sorrise in un modo strano.
<< Domani incomincerete il vostro vero addestramento insieme agli altri...>> disse misteriosamente.
<< Altri? Ce ne..?>> Max non riuscì a completare la frase che la donna bionda disse loro che era il momento di tornare a casa, che quello era stato solo un giretto.
Così, il silenzio calò sulla sala grigia, mentre tante piccole luci multicolori si accendevano tutto d'un colpo. I tre mutanti ovviamente non le videro.

Okay, mi scuso per il capitolo molto, ma molto schifoso, ma sto preparando le valige per partire, quindi, vi informò solo che per il prossimo capitolo si passerà all'azione vera! Detto questo, buone vacanze a tutti!
Bye bye!
ILTSASID7🌈

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