Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

54. Il nostro segreto più segreto

Erick si svegliò di soprassalto, gli occhi sgranati ed impauriti, come quelli di un gatto che sta per essere investito. Era madido di sudore, il suo cuore batteva a mille; per un attimo gli sembrò di affogare, perciò si mise a sedere di scatto, si guardò intorno, nell'oscurità più completa ed oppressiva. Stava ansimando senza nemmeno essersene accorto! Cercò di tranquillizzarsi, inspirando ed espirando. Aria dentro, aria fuori. Così, un paio di volte sarebbe potuto andare bene.
Una volta più calmo, osservò il quadrante dell'orologio: le 6:34. Era il primo ad essersi svegliato, perciò poté godersi il silenzio, tutti i rumori più nascosti, quasi come fossero insicuri di uscire allo scoperto.
L'ansia lo assalì nuovamente quando ricordò il terribile incubo che lo aveva attanagliato quella notte. C'era qualcosa in quel sogno, qualcosa di inquietante che non sapeva descrivere. Si voltò dall'altra parte, fissò il muro color crema, come se quest'ultimo avesse potuto dargli una spiegazione. Ricordò. Il suo incubo riguardava lui stesso che si ritrovava chiuso in una stanza, legato come un ostaggio. Aveva cercato di dibattersi, ma niente. E poi era arrivata la voce. Quel tono così acido e graffiante, come l'uggiolio di un cane in punto di morte, come la bile che ti brucia la gola o come delle unghie nere ed appuntite portate a sfiorare la superficie di una lavagna, creando un suono lacerante, graffiante, stridente. Quella voce sconosciuta si era infiltrata nella sua mente, si era mescolata alla sostanza di cui son fatti i sogni ed era riuscita a creare una strana illusione, dando vita all'incubo. Aveva cercato di captare anche la più piccola parola, ma aveva colto solo uno stranissimo ed inquietante canto. Non aveva capito da quali parole fosse composto, ma aveva sentito uno spostare di oggetti, uno sbattere di qualcosa, qualcosa che sembrava trovarsi nella stanza dell'incubo. Ma tutto ciò era stato troppo vivido, come se tutto ciò fosse successo nella realtà.
Erick cercò di cancellare dalla mente quel sogno, così inquietante e senza senso. Si portò una mano alla fronte e se la passò sui capelli aggrovigliati. Aveva bisogno di una doccia. Si alzò molto lentamente, fece attenzione a non far rumore. Raggiunse il bagno del piano di sopra e vi entrò, chiudendo bene la porta.
********

Clarabelle aprì gli occhi. Sbatté le ciglia un paio di volte, per cancellare quell'alone sonnolento che le appannava la vista. Si mise a sedere e si guardò intorno. Solo buio. Non sapeva perché, ma le era giunta una strana fame. Scese la scala del letto a castello e poi saltò a terra. Per un attimo, pensò di svegliare anche Max, ma quando vide il suo petto alzarsi ed abbassarsi ritmicamente, il suo volto beato, decise che era meglio non farlo.
Guardò l'orologio. Le 6:54. Notò che tutti stavano ancora dormendo, tranne ovviamente lei e...Erick? Ah, vero! Sentiva dell'acqua scorrere. Era probabilmente lui che si lavava.
A passo deciso, ridusse la distanza tra lei e le scale. Le scese, passo dopo passo. L'oscurità l'avvolgeva, ma lei non aveva mai avuto paura del buio. Una volta giunta al piano inferiore, si accorse che lì sotto faceva molto freddo. Strano, la notte precedente avevano chiuso tutto. Tasto' la parete in cerca dell'interruttore della luce. Lo trovò. Un click e tutto divenne più chiaro. In fondo alla stanza, dietro il tavolo da pranzo c'era una finestra aperta, che lasciava scorgere il cielo ancora tendente al blu sbiadito del pre-alba. Era sicura di averla vista serrata quando era andata a letto. Un brivido le corse lungo la schiena. Si convinse fosse a causa del freddo. Senza battere ciglio andò alla finestra e la chiuse nuovamente.
Subito dopo capì che la fame era molta, perciò si diresse verso il frigorifero, l'aprì ed afferrò una mela rossa. Ne rimiro' la buccia che rifletteva la luce. La lavò ed incominciò a mangiarla.
********

Piano piano, uno alla volta, ognuno dei ragazzi uscì dal mondo dei sogni, si ricordò di dove si trovava e, dopo essersi lavato, scese al piano inferiore.
Verso le 7:32, secondo gli orologi dei ragazzi, Silvia venne a bussare alla loro porta, dicendo che era il momento di scoprire tutto sul villaggio.
Fu così che i cinque si ritrovarono sotto il cielo plumbeo, tra le stradine, con accanto la donna bionda che si era classificata come capo di quel posto. Mentre camminavano verso una meta a loro non rivelata, Silvia incominciò -come promesso- a spiegare.
<< Al villaggio abbiamo deciso di non usare nessun tipo di moneta, dato che sembra un po' inappropriato in questo momento di caos, no?>> una pausa << Se vuoi permettersi il cibo, gli oggetti e qualunque altra cosa, devi lavorare. Ad ogni nuova recluta, come voi in questo momento, viene fatta scegliere una tra le tante occupazioni appositamente scelte. Noi le chiamiamo opzioni lavorative.>> la donna si fermò nel bel mezzo di un giardinetto ben curato, con al centro una panchina di legno chiaro. Vi si sedette ed invitò i ragazzi a fare lo stesso. Poi estrasse dalla borsa che si portava appresso un block-notes; ne sfoglio' qualche pagina, finché non raggiunse quella desiderata e la mostrò loro.
<< Ecco, queste sono le occupazioni che potete scegliere>>. Sul pezzo di carta c'erano scritti vari lavori: falegname, giardiniere, ortolano, contadino, postino, macellaio, domatore, maestro, guerriero. I ragazzi osservarono quei nomi con fare leggermente scettico. Silvia se ne accorse, perciò si affrettò a dire: << Scusate, ma siete nuovi arrivati! Non potete pretendere di fare immediatamente i dottori, i tecnici o gli scienziati, non vi pare? Cominceremo con cosucce semplici, poi, se vorrete fare qualcosa di più "sostanzioso"...be', vedremo, OK?>>. I cinque annuirono, piuttosto soddisfatti della spiegazione. Dopodiché ci fu un silenzio d'attesa abbastanza imbarazzante, che durò finché Silvia non li riscosse dicendo: << Forza! Lidia, scegli un lavoro che ti piace! Non ci vuole molto, sai?>>.
<< Perché solo lei deve fare la scelta?>> chiese Thomas sospettoso, uno sguardo interrogativo negli occhi.
<< Perché per Clarabelle ci sarà per forza la scuola dell'obbligo che abbiamo allestito al villaggio!>> rispose Silvia con un sorriso di plastica stampato in volto. Sembrava che stesse facendo di tutto per evitare di dire qualcosa.
<< Avevi promesso che ci avresti detto tutto!>> tuonò Erick. Era davvero infuriato: non bastavano le molteplici peripezie subite prima, in mezzo ai Rinati! Ci si metteva pure quella donna, che gli aveva promesso che sarebbero stati al sicuro e che...
<< Ora dovete calmarvi! Subito! Non vogliamo degli attaccabrighe qui! Se ho detto che agisco per il vostro bene è perché è così!>> rispose con voce alterata Silvia. Non avrebbe mai permesso che degli stupidi novellini le mettessero i piedi in testa.
Silenzio. La donna si ricompose e parlò nuovamente: << Fidatevi di me>>.
Lidia fu costretta a scegliere. Alla fine, la ragazza fece un cerchio -con la matita che Silvia le aveva offerto- su ortolano. Le sembrava il lavoro meno rischioso.
<< Cos'è il postino? Cioè, mica sara davvero...>> chiese Max lasciando la frase in sospeso.
<< I postini si occupano di uscire fuori dalle mura del villaggio e prendere tutto ciò che serve: erbe medicinali, nuovi animali da domare...roba così. Poi lo riportano qui e possiamo utilizzare tutte queste nuove cose>> spiegò Silvia. Il suo tono sembrava essere tornato quello piatto ed incolore di prima. Detto ciò, la donna si alzò dalla panchina, e così fecero i ragazzi. Riprese a camminare...ma seguendo la strada da cui erano venuti!
<< Ehi, ma...!>> cercò di lamentarsi Clara. Silvia non accennò a fermarsi.
<< Adesso è venuto il momento che tu e Lidia torniate a casa vostra. I maschietti vi raggiungeranno tra poco, non vi preoccupate. Comincerete domani a lavorare. Tutti. >> disse quest'ultima parola con una strana enfasi, per poi incrociare lo sguardo di Thomas.
Lidia e Clara non avrebbero voluto andarsene davvero, ma era meglio non far arrabbiare quella pazza di Silvia, perciò si diressero verso casa. La ragazza più grande si voltò un attimo verso il ragazzo biondo di cui era innamorata, come a chiedere un po' di conforto.
Lui mimo' con le labbra le parole "va tutto bene! In caso succeda qualcosa noi siamo pronti!". Detto questo, indicò la donna bionda girata di spalle davanti a loro e poi si portò l'indice alla testa, per poi farlo girare vorticosamente. Lidia rise: voleva dire "questa è pazza!"
Quando entrambe le ragazze se ne furono andate, Silvia guidò i tre mutanti al nord del villaggio. Non disse niente, si limitò a lanciare delle occhiate dietro di sé ogni tanto per accertarsi che i giovani la stessero seguendo.
<< Dove ci porti? Perché le ragazze non possono venire con noi?>> si lamentò Erick dopo un po'. Non sopportava quella situazione angosciosa che si era venuta a formare!
<< Loro non vengono con voi, perché non sono come voi>> rispose in modo enigmatico lei. Non si fermarono e continuarono ad avvicinarsi sempre più ad un enorme palazzo bianco, alto metri e metri, quadrato. Di nuovo quella forma geometrica... Sembrava che tutto in quel posto avesse la stessa...
<< Sì, ma non hai risposto alla prima domanda: dove ci stai portando?>> chiese Thomas. Voleva sapere!
<< Esattamente...qua!>> Silvia si arrestò davanti alla porta di metallo del palazzo quadrato << Questo è il nostro segreto più segreto, quindi...shhhh!!!>> si portò un dito alle labbra e girò il pomello.
Thomas ebbe la bruttissima impressione che quella donna pazza non si sarebbe presa solo la sua vita, bensì anche quella di Erick e Max.

Ciao, bella gente! Allora, come al solito, mi scuso molto per l'ennesimo capitolo noioso, ma vi prometto che già dalla prossima notte dei personaggi, le cose si movimenteranno molto dei più!😋
Auguro buone vacanze a my_love_is_Percy e ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito fin qui o che cercano di rimettersi in pari! Amen!
Bye bye!
ILTSASID7
P.S.: commentate su cosa succederà secondo voi, su quanto è pazza Silvia (?😂) e su cosa nasconde il palazzo quadrato! 🌈

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro