42. L'amore va oltre la morte
La notte era già arrivata. Il pomeriggio, Jack aveva comunicato ad i suoi amici che per non metterli in pericolo, se ne sarebbe andato quando il buio fosse calato.
Era riuscito a liberarsi di nascosto della cintura con cui gli altri gli avevano legato le mani.
In quel momento, il ragazzo infetto era lì, steso su un prato a guardare il cielo. Aveva visto tante volte Thomas farlo, ma non ne aveva mai compreso il motivo. Chissà perché, solo in quel momento aveva capito. Le stelle davano un senso di pace, libertà e felicità pura. Corpi luminosi e senza forma, perfetti in un grande spazio dalla tinta nera, sfumata in blu.
I suoi amici si trovavano in un capanno degli attrezzi poco lontano da lui. Dormivano tutti, non pensavano che Jack se ne sarebbe davvero andato. Eppure il ragazzo, stava aspettando il momento giusto, quando la sua mente malata sarebbe stata pronta ad accettare la cosa.
Ad un tratto, si ritrovò accanto Kira. Anche lei si sdraiò sul prato della collina su cui si erano sistemati.
<< Sai, ho sempre pensato che il cielo fosse la tela di un pittore. Il colore di sfondo c'è già, ma la forma che vedi tu nelle nuvole o nelle stelle è unica.>> la ragazza strinse la mano di Jack. Si voltò a guardarlo, ma vide solamente occhi infossati e cerchiati di viola, pelle cinerea, capelli scompigliati e una goccia di sangue che scivolava lentamente fuori dalle cavità nasali. Il ragazzo se la asciugò, una striscia rossa rimase sul suo indice.
<< La cosa che odio di più di questa situazione è doverti lasciare, non mi importa se impazziro'. So solo che ti dimenticherò, potrei fare del male agli altri senza volerlo.>> una lacrima si mischiò al liquido rosso che usciva dalle sacche lacrimali infette.
<< Ma io non ti abbandonero'. Voglio venire con te, non mi importa se entro poco avrai voglia di strapparmi la carne dalle ossa, se non mi riconoscerai, se impazzirai. Il cervello cambia, ma il cuore non può essere mutato dal virus. Io ti amo, non permetterò mai che tu ti trasformi da solo. >> Kira avvicinò la fronte a quella fredda di Jack, lui le spostò una ciocca di capelli aggrovigliati dietro l'orecchio. Due sorrisi luminosi quanto le stelle della profonda galassia si accesero nel buio della notte.
<< Non sei costretta a farlo e lo sai.>>
<< Jack, l'unica cosa che volevo era invecchiare insieme a te, ma dato che ciò non sarà possibile... Sai, non si può scegliere dove nascere, ma dove morire sì. >> Kira baciò Jack, ma lui si ritirò in fretta.
<< Ma cosa fai? Kira, adesso anche tu sei infetta! Ti sei rovinata la vita e...>>
<< Shhh, zitto! A me va bene così. Carotina sa cosa fare!>> lei sorrise dolcemente.
<< Mi avevi detto che non ti piaceva essere chiamata Carotina...>>
<< A volte si dicono delle bugie con cui mascherare i veri sentimenti, perché la vita è dura e spesso hai bisogno di uno scudo dietro cui nasconderti.>>
I due si baciarono così, sotto la luna e le stelle, come mai avevano fatto. Il virus li aveva fatti soffrire, ma tra loro non c'era mai stato un legame così intenso. La brezza leggera baciava i due ragazzi, come se avesse pietà di loro, di una specie che non avrebbe dovuto ridursi in quel modo. I canti delle cicale, i versi striduli dei corvi, mamma volpe che richiama nella tana le sue creature.
<< Ho paura, Kira. Ho paura della morte...>> le lacrime rese rosse dal sangue brillavano sotto la luna.
<< Tutti ne abbiamo paura, ma sai cosa? L'amore va oltre la morte. >>
I due giurarono che non si sarebbero mai lasciati, intrecciarono gli sguardi e le dita in nodi che, speravano avrebbero trattenuto i sentimenti che provavano per sempre.
<< So che è tardi per chiederlo...ma...non ci siamo mai fidanzati ufficialmente e...>> Jack fu interrotto dalla voce dolce e calda di Kira.
<< Sì, lo voglio. Non importa se non durerà per molto, almeno so che ora ci amiamo davvero.>>
I due si baciarono nuovamente e poi, guardarono quel cielo così carico di stelle, pensando alla luna, al perché alcuni di quei puntini luminosi fossero così vicini tra loro. Forse quelle erano vite umane che erano passate a miglior vita? Alcune erano forse innamorate, come loro due. Per un attimo fu bello lasciar scorrere via le spiegazioni scientifiche e godersi la polvere dorata dell'immaginazione sfrenata.
<< È l'ora di andare...>> Jack lo disse con rammarico, le lacrime gli bagnarono il volto, riflettendo lo splendore della notte. Kira lo prese per mano. Insieme scesero la collina e sparirono alla vista di Erick, affacciato alla finestra del capanno.
Quando le due figure mano nella mano, furono inghiottite dal buio, il ragazzo che stava guardando la scena disse: << Addio, amici miei. Forse un giorno ci rivedremo. Forse, chissà, in una sorta di mondo parallelo, dove i virus non possono annientarti e dove la morte non esiste...>>.
Le stelle continuarono a brillare nel cielo nero, la tela del pittore. Gli astri della galassia e le nuvole, spesso sono l'unica cosa che ognuno può interpretare nel suo modo personale. Come l'amore: non per tutti esso va oltre la morte. Per Kira e Jack sì.
Ciao! OK, mi odierete. Ma d'altronde, adesso sapete chi non arriverà al vero villaggio di sopravvissuti! Okay, ammetto che nelle consolazioni non sono affatto brava...
Comunque, commentate, votate e ditemi quale sarà, secondo voi, la reazione degli altri quando scopriranno che Jack e Kira se ne sono andati.
Bye bye!
ILTSASID7🌈
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