40. Avresti dovuto esserci
I ragazzi avevano cavalcato tutto il giorno. Ma la notte era giunta piuttosto in fretta, il loro rifugio era una piccola casa costruita su di un albero enorme, alto talmente da riuscire quasi a fare il solletico alle stelle e alla rotondeggiante pancia della luna.
Grazie ad una scaletta di corda erano saliti fino alla piccola costruzione appollaiata sui rami, si erano sistemati come meglio potevano in quello spazio angusto. Avevano deciso che a turno, qualcuno avrebbe dovuto fare la sentinella, dato che i Rinati sanno benissimo salire una scaletta di corda, entrare in una casa sull'albero e divorare gli stupidi che ci dormono dentro. La prima volta toccò a Jack. Gli altri dormirono nella casetta di legno.
Avevano legato i cavalli ad un tronco abbandonato poco lontano.
Erick aveva smesso di ricordare i sogni che faceva da quando il virus aveva conquistato il mondo. Tutte le notti sognava, quando si accorgeva che stava per svegliarsi, cercava di afferrare il sogno, ma alla fine sfuggiva sempre.
Quella notte, invece, Erick sognò suo padre sotto forma di zombi che lo inseguiva. Alla fine, il ragazzo si era svegliato madido di sudore e con il cuore a mille.
Erick si guardò intorno, tutti dormivano tranne Jack, che faceva la sentinella. Ma all'appello mancava anche Thomas. Dov'era adesso?
Solo in quel momento, Erick notò un buco nel soffitto, sotto di esso un'altra scala di corda. La salì. Adesso si trovava sul tetto della casa sull'albero. Il tronco possente e rugoso si stagliava davanti a lui, più su, un dedalo di rami simili a dita umane. E in cima ad uno di essi c'era Thomas. Erick lo raggiunse scalando i rami. Si graffiò un palmo e gemette.
<< Erick? Che ci fai qua?>> gli chiese il ragazzo biondo voltandosi di scatto. Era sorpreso, ma non spaventato. Erick si sedette sullo stesso ramo su cui si trovava Thomas, aspettò un po' e poi disse: << Ancora guardi le stelle?>> pronunciò quelle parole come se la nostalgia lo stesse divorando.
<< Forse...ora, rispondi alla mia domanda. Perché sei qui?>> Thomas non distolse lo sguardo dal cielo.
<< Ho fatto un incubo. Sai, è da quando è iniziato tutto questo che non ricordo più cosa sogno. Stanotte, invece...>> Erick lo disse quasi con un certo rammarico, come se fosse scocciato di doverlo proprio dire.
<< Figurati, io non riesco più a prendere sonno da quando è successo. Stavo pensando ai nostri poteri. Insomma, non ti sei mai chiesto perché proprio a noi due in tutto il gruppo?>> Thomas aveva una strana nostalgia negli occhi, qualcosa di insolito.
<< Non lo so, forse non lo saprò mai. Ma d'altronde non è questo che importa. Sai, oggi, quando hai rischiato di morire affogato...non volevo ammetterlo, ma soffrivo parecchio. Come quella volta che mi prendevano in giro a scuola...>> Erick sorrise leggermente a quel ricordo delle elementari.
<< ...ma poi sono arrivato io e ti ho difeso...>>
<< ...abbiamo fatto amicizia e siamo cresciuti insieme...>>
<< ...Sì, ma poi tu sei diventato il figo della classe e io sono rimasto il cretino...i ruoli si sono rovesciati. Ma sai una cosa? Non mi sono mai pentito di essere diventato il tuo migliore amico.>> Thomas guardò Erick.
<< Nonostante tutto?>>
<< Nonostante tutto.>> confessò il biondo. Quello strano momento fu interrotto da Jack.
<< Erick, è il tuo turno! Devi fare la sentinella! Muoviti a scendere!>>
<< Arrivo!>> il ragazzo moro si voltò verso Thomas<< che fai? Scendi anche tu?>>
<< Credo che rimarrò ancora un po' qui, finché Lidia non si sveglia.>>
I due si salutarono sorridendo, complici di uno stesso passato e di un incerto futuro.
In un attimo, Erick fu ai piedi dell'albero. Jack sbadiglio' e salì le scale di corda.
Tutto era silenzio, in quelle fredde pianure i Rinati non abbondavano: quei mostri preferivano le città, dove c'era più cibo. La bellezza di quel posto era quasi sovrannaturale. Non c'erano macchine distrutte, morti o oggetti narranti storie senza lieto fine; c'erano solo il cielo brillante, l'albero e piante di vario tipo.
Ad un tratto, Erick si voltò e vide...Ellie!
<< Che stai...?>> una mano gli tappò la bocca.
<< Shhh! Volevo farti vedere una cosa!>> la ragazza se lo portò appresso per una ventina di metri, finché non lo fece accovacciare accanto a lei, dietro ad un grande masso che toglieva loro la visuale della casetta sull'albero.
<< Cosa volevi farmi vedere?>> le chiese Erick. Sembrava che Ellie fosse agitata e si volesse nascondere.
Senza un apparente motivo, la ragazza lo baciò leggermente sulle labbra, ma lui fu sicuro di non provare niente in quel momento. Non sapeva perché, ma ad Erick quello sembrava un bacio vuoto, senza emozioni. Comunque, Ellie gli era sempre piaciuta, perciò non si staccò da lei.
Nessuno se ne era accorto, ma un Rinato vagava senza meta nella pianura. Era tutta la notte che non metteva niente sotto ai denti, la Furia si sarebbe risvegliata presto in lui. Aveva tanta fame.
Finalmente una costruzione umana in lontananza! Era appollaiata su di un albero, ma poteva salirvi attraverso una scaletta. Mano davanti, piede più su, giunse nella casetta di legno.
Il suo fiato fetido contagiava l'aria. Davanti a lui c'erano dei corpi vivi. Era sicuro di quel dettaglio, dato che li sentiva respirare. Con il suo passo ciondolante, raggiunse il primo che si trovò sotto le grinfie. I suoi occhi si accesero di follia pura, eccitazione per il pasto che avrebbe consumato entro poco. Poteva già assaporare il sangue umano.
Era pronto ad attaccare.
Erick scosse il capo. Il bacio era finito.
<< Allora? Cosa mi dici?>> chiese Ellie. I suoi occhi rispecchiavano la sua trepidazione nascosta sotto pelle.
<< Sei magnifica! Ma ora è meglio che torni a fare la sentinella.>> Erick non disse la verità. In realtà quel bacio gli era sembrato molto incerto, non gli aveva trasmesso niente di niente.
Fu così che entrambi tornarono al loro rifugio. Quando vi arrivarono, trovarono fuori, davanti alla casetta, Kira, Thomas e Lidia intorno ad un corpo. I loro volti erano pallidi, quelli delle due ragazze rigati da lacrime bollenti. Il ragazzo biondo stava, invece, fasciando con delle strisce ricavate da una maglietta, qualcuno sdraiato vicino a lui.
<< Ragazzi...>> Erick degluti', mentre Ellie si copriva il volto con le mani. Thomas avvicinò la testa a Kira, sembrò sussurrarle qualcosa all'orecchio; le porse le garze e la ragazza continuò a fasciare. Intanto, il ragazzo biondo si era alzato ed era corso verso Erick, lo aveva afferrato per la maglietta e attaccato al tronco dell'albero su cui si ergeva la casetta.
<< Thomas, cosa è successo? Cosa ti prende? Il tuo potere ti ha fatto impazzire di nuovo?>> Erick non riusciva a capire cosa fosse successo.
<< Ah, sarei io quello pazzo? Ma dov'eri, imbecille? Hanno graffiato Jack! Adesso è infetto! Ed è... solo...colpa...tua! >> il ragazzo biondo era davvero infuriato. I suoi occhi stavano per diventare blu, ma il marrone continuava a regnare nelle iridi. Stava cercando di non perdere il controllo, di rimanere lucido.
<< Hanno graffiato Jack? Chi è stato?>> chiese Erick, cercando di temporeggiare. Doveva liberarsi di quella scomoda posizione prima che Thomas impazzisse e gli facesse del male con il potere.
<< Un Rinato è entrato nel nostro rifugio, ha attaccato Jack. Le ragazze hanno cercato di aiutarlo, ma sono dovuto intervenire. Era già troppo tardi! Capisci, Erick?! Era un tuo compito evitare queste situazioni! Ma ovviamente, hai preferito fare chissà cosa con Ellie. Fai sempre così! Evadi dai tuoi problemi sperando che te li risolvano gli altri! Quand'è che crescerai, eh?!>> Thomas urlava, fuori di sé. Erick era profondamente ferito, perché ogni singola parola che diceva era vera. Aveva fatto il suo ritratto, quello era lui.
Pur sapendo che quella era la verità, ribatté: << Ma siete tutti così cretini da non riuscire a difendervi da un, e dico un, solo Rinato?>>
<< Sei talmente arrogante da tenere la testa alta anche in questa situazione?! Dovresti vergorgnarti, abbassare lo sguardo ed andartene a quel paese, pieno di bastardi come te! Come ho fatto ad essere amico di uno così?!>> Thomas non si era mai arrabbiato così tanto e mai con il suo migliore amico.
<< Che ti prende? Sono solo andato a divertirmi un po'! Forse ti ribolle, perché a te non succede mai! >> Erick aveva esagerato, ma mai sarebbe rimasto senza parole.
<< Ringrazia Dio e chiunque altro sia lassù, che non ti ho ancora pestato a sangue. Ma giuro che se dici ancora una parola, ti faccio rimanere sdentato a forza di pugni. E ritieniti fortunato che oggi mi sento buono e queste parole le ho sussurrate, in modo da non farti perdere la poca dignità che ancora ti è rimasta. >> sibilo' Thomas, la rabbia bruciava nei suoi occhi.
<< Pezzente...>> Erick lo disse comunque. I due si guardarono in cagnesco. Veloce come una vipera, Thomas chiuse la mano destra a pugno e la sbatté sul volto di Erick. Non gli importò se le nocche incominciarono a bruciare, se i gemiti del suo ex-amico andavano crescendo.
<< Sei proprio un deficiente! Tu e la tua ragazza!>> questo disse Ellie, mentre si chinava ad accarezzare il volto insanguinato di Erick. Fu a quel punto che la situazione degenerò e anche Lidia raggiunse i tre e si mise a litigare con Ellie.
La notte trascorse molto lentamente tra le urla di dolore di Jack e le imprecazioni degli altri. Sicuramente, il gruppo non sarebbe mai più stato come prima.
Ecco! Io vi avevo avvertiti che le cose sarebbero cambiate totalmente! E da qui in poi, andrà sempre peggio!😏
Votate, commentate e ditemi chi, secondo voi, ha torto: Lidia e Thomas o Ellie ed Erick?
Inoltre, cosa credete che succederà a Jack?
bye bye!
ILTSASID7🌈
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