35. La vecchia filastrocca
Era stata tutta una questione di istinto. Un flashback inquietante su una filastrocca infantile le cui strofe melodiche venivano cantate da un vecchio.
Nel palazzo del cannibale,
C'è un corridoio con celle dalle sbarre d'un freddo glaciale.
Stai attento, lui ti osserva!
Non hai un'altra vita di riserva!
L'unico modo per intraveder nuovamente la luce,
È trovare la statua di Cerbero, il cane dallo sguardo truce.
Anche il mostro infernale vorrebbe delle carezze sul collare.
Stai attento! Potrebbe abbaiare!
Il nero passaggio si aprirà davanti a te e ti permetterà di scappare.
Ma attento! Devi saper nuotare!
L'uscita è sui tuoi pensieri,
Troverai gli animali fieri.
Non smettere di ricordare!
Le ombre ti possono azzannare!
Quella stupida filastrocca era entrata nella testa di Thomas inaspettatamente. All'inizio gli era sembrata inutile e non si ricordava assolutamente perché gliel'avessero cantata da piccolo.
Lui e i suoi amici erano appena usciti dalle segrete in cui erano stati rinchiusi. Dopo aver corso per forse un chilometro, avevano trovato delle scale scavate nella roccia. In silenzio le avevano salite, in cima c'era una porta di metallo. A quel punto, avevano estratto la chiave rubata alla vecchia guardia, Anton; erano riusciti ad aprire, ma ciò non era servito a molto, dato che si erano ritrovati in una strana stanza piccola e buia, sembrava un ripostiglio. I ragazzi erano andati nel panico, nessuno sapeva quale strada avrebbero dovuto prendere.
Jack era stranamente più sicuro rispetto agli altri, gli sembrava di ricordare qualcosa a riguardo. Scavò nel suo passato, nei ricordi infantili, ma anche in quelli più recenti. Era davvero sicuro della posizione dell'uscita! Eppure non era mai stato in quel luogo...o sì? No, non c'era mai stato.
<< Credo di sapere per dove dobbiamo passare!>> gridò a tutti. I suoi amici si voltarono verso di lui sbalorditi. Jack camminò a passo sicuro nel buio di quella stanza. Non ci vedeva ad un palmo dal naso, eppure gli sembrò di percepire delle presenze intorno a loro. C'era un freddo bestiale in quel posto.
<< Oh, cacchio! Ho urtato qualcosa! Qualcuno ha un fiammifero? Oddio...>> Ellie era molto spaventata, la sua voce tremava. Nessuno riusciva a scorgerle il volto, ma non ce n'era bisogno per capire che aveva una tremenda paura di ciò che si nascondeva nel buio. Alcuni suggerirono di tornare nelle segrete e organizzare una fuga diversa.
<< Jack, come fai ad essere così sicuro di sapere come si esce di qua? Perché se dobbiamo rischiare e non trovare la via di fuga, possiamo benissimo tornare nelle nostre celle. Dobbiamo essere sicuri di ciò che stiamo facendo!>> gli disse Erick, non tanto come un rimprovero, bensì come un avvertimento.
<< Io...non so...mi ricordo qualcosa a proposito di questo posto. So che può sembrare assurdo, ma sono convinto che qualcuno mi abbia raccontato qualcosa quando ero piccolo! Vi prego! Fatemi tentare! Tanto apparte la vita, non abbiamo niente da perdere!>> rispose lui, incamminandosi verso quella che lui ricordava fosse l'uscita.
<< Ah ah! Sei molto spiritoso!>> disse Kira, annoiata. Non voleva darlo a vedere, ma riponeva moltissima fiducia in Jack, la persona che amava. I ragazzi tremanti incominciarono a seguire il loro amico, convinti di trovare una via di fuga. Ma non fecero nemmeno altri tre passi, che Thomas emise un rantolo.
<< Che è successo?>> si preoccupò Lidia.
<< Ho sbattuto contro qualcosa di morbido e freddo attaccato al soffitto. Sembra rivestito di plastica. Non riesco a capire cos'è!>> la tensione saliva, mentre il ragazzo biondo cercava di comprendere la natura della cosa che aveva davanti. Passarono forse due minuti, Thomas emise un gridolino impaurito.
<< Ehi, puoi dirci che cacchio succede? >> sbuffo' sempre più spaventata Ellie. Nessuna risposta da parte del biondo.
<< Thomas? È tutto apposto? >> chiese Erick con una nota d'ansia nella voce tremolante.
<< Andiamo via! Jack, facci uscire! Subito, ora!>> fu l'unica cosa che il ragazzo rispose. Gli altri lo sentirono camminare velocemente verso un punto imprecisato, purché lontano dalla cosa contro cui aveva sbattuto.
<< Cosa c'è in questa fottuta stanza? Thomas, diccelo! Ho bisogno di sapere!>> urlò Jack disperatamente, immerso nel buio.
<< Cadaveri! È pieno di cadaveri umani! Questa è una cella frigorifera! Dobbiamo andarcene subito!>> rispose terrorizzato Thomas. Fu a quel punto che si scatenò il panico. Tutti si accalcarono dietro a Jack, l'unica speranza di sopravvivenza dal freddo e da Peter.
Il ragazzo seguì l'istinto, fu guidato dai ricordi. Corsero verso un angolino della stanza. Incominciarono a tastare le pareti, finché non trovarono un minuscolo pulsante di gomma. Lo premettero con un po' di terrore ed insicurezza. Nonostante ciò, sentirono il rumore di strani ingranaggi ruotare dietro il muro; un voragine nera si aprì nella parete. I ragazzi si lasciarono la cella frigorifera alle spalle e scesero nelle tenebre che il corridoio appena apparso nascondeva. Anche lì era buio pesto, c'erano delle gocce di acqua che gli bagnavano i capelli. Lo spazio in cui muoversi era poco.
Percorsero solo una decina di metri, poi si trovarono in un vicolo cieco. Appoggiata alla parete di fondo c'era una statua raffigurante Cerbero, il cane degli Inferi a tre teste.
<< E ora? Che si fa? Forse abbiamo sbagliato strada, ci conviene tornare indietro!>> consigliò Ellie.
<< No, sono sicuro che non ci siamo sbagliati! Ci deve essere qualcos'altro! Che so, una manovella, un bottone, una leva! Non possiamo fermarci adesso!>> piagnucolo' Jack.
<< Sentite, facciamo così: tre persone torneranno indietro fino al buco nella parete della cella, e controlleranno se non ci sono degli indizi, roba così. Gli altri tre rimarranno qui a cercare l'uscita.>> suggerì Erick. Sì, conveniva fare così.
Il gruppo che sarebbe tornato indietro era formato da Jack, Ellie e Kira.
Erick, Thomas e Lidia sarebbero rimasti lì a proporre modi per scappare. Il secondo gruppo si mise al lavoro, mentre l'altro gruppo, già ripercorreva la strada che avevano fatto.
Lidia accarezzava le pareti umide e ricoperte di muschio, sperando di percepire qualcosa di strano, un piccolo rigonfiamento che non avrebbe dovuto esserci. Erick era a terra, gattonava in cerca di indizi.
Solo Thomas se ne stava in piedi fermo ed immobile. La filastrocca gli tornò in testa, veniva direttamente dai meandri della sua mente. Credeva risalisse a quando aveva solo tre anni, niente di più, forse di meno. Ricordava un vecchio che gliela cantava tutti i pomeriggi. Quel l'anziano non era certo suo nonno o suo zio. Da ciò che era riuscito ad estrarre dai ricordi, risultava fosse solo un vecchietto dei dintorni di casa sua. Thomas ricordò che, ai tempi dell'asilo andava sempre a casa di quell'uomo. Vi rimaneva per ore, ad ascoltare le sue storie di tempi che lui non aveva mai conosciuto, di animali strani, di avventure antiche. Ogni giorno, la storia che il vecchietto raccontava a Thomas era diversa. Solo un racconto si ripeteva una volta al mese. Era una filastrocca che raccontava di una statua, di un nero corridoio, un'uscita. Ma certo! Era quella la chiave per scappare!
In quel momento, tornarono i tre che avevano ripercorso il cammino a ritroso, fino a ritrovarsi di nuovo al buco nella parete della cella. I loro sguardi esprimevano emozioni contrastate e palpitanti: paura, ansia, stupore.
<< Il passaggio! Il passaggio con cui abbiamo raggiunto questo posto si è chiuso! Siamo bloccati in questo corridoio!>> urlò Jack, mettendosi le mani tra i capelli.
Ciao a tutti! Come al solito, vi chiedo di commentare e votare! Amen!
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Piccolo spoiler per rendervi partecipi di come continuerà la storia! Chi non vuole leggerlo può anche saltare!😜
SPOILER: al villaggio di sopravvissuti arriveranno solo tre persone del gruppo che conoscete già ( Ellie, Erick, Thomas, Jack, Kira e Lidia ). Inoltre, alla storia si aggiungerà un personaggio particolare!
Ditemi chi, secondo voi, non raggiungerà l'accampamento di superstiti!
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Bye bye!
ILTSASID7🌈
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