22. Chi sei davvero?
Jack era steso a terra con un leone Rinato sulla pancia. Quella bestia era enorme...ma la sua bocca di più. Le fauci spalancate, i denti affilati e la lingua guizzante, pronta ad assaporare la carne. Il ragazzo già sentiva il calore e l'odore putrido del sangue che fuoriusciva dalla gola del leone.
Era finita, sarebbe morto. Ad un tratto, sentì un rumore metallico proveniente da poco lontano. Il leone chiuse la bocca, e con espressione sorpresa si voltò verso la fonte del rumore. Ellie?
La ragazza aveva una fiaccola in mano. Più che una torcia vera e propria, era una fronda d'albero in fiamme.
Ellie agitò la fiaccola da destra a sinistra e lanciò urla e richiami al leone. Ma che stava facendo? Così sarebbe sicuramente morta!
Il felino ruggì ferocemente, si lanciò verso la ragazza, lasciando Jack a terra, stordito e sorpreso da tutto ciò che gli stava capitando. Qualcuno lo afferrò per le braccia e lo trascinò dietro un enorme masso. Solo Nancy e George erano rimasti a fissare la scena dalla sponda, la "piattaforma" sicura. Perché non aiutavano gli altri a combattere il leone?
Intanto, l'animale correva verso Ellie, che continuava a sventolare la torcia artigianale. Quando l'animale giunse davanti alla ragazza, lei gli lanciò addosso la fiaccola. Il leone ruggì dal dolore che il calore pungente gli aveva provocato. Ma il fuoco non aveva intaccato il pelo della bestia, lasciandola praticamente indenne.
Il leone, scioccato dalla reazione di quella piccola umana, decise che era meglio lasciarla perdere se era armata. Cercò con lo sguardo la sua preda iniziale, quello che stava per uccidere, ma non lo vide.
Un altro rumore lo fece voltare. Lasciò perdere la ragazza con la fiaccola e si diresse verso la fonte del secondo rumore: un tizio dai capelli rossi. Lo stupido umano stavo sfregando due pietre insieme.
Il leone corse da lui, sicuro che stavolta avrebbe mangiato. Quando il felino gli fu davanti, Calvin estrasse i due coltelli che si era nascosto in tasca e li conficcò nel collo dell'animale. Quello lanciò un tremendo gemito, poi, sanguinante se ne andò. Il leone stava per crollare; la sua parte animale stava per cedere, ma non quella da zombie. Se c'erano dei vantaggi che l'epidemia donava agli animali era il saper vedere i colori e il saper essere resistente quanto un robot, non crollare mai. Infatti, i suoi occhi felini ritornarono a brillare di vendetta, gli artigli si conficcarono nel terreno. Il re dello zoo li avrebbe uccisi tutti. Quegli stupidi umani! Credevano davvero di poterlo sconfiggere? No, un re non viene mai sconfitto!
Il leone si guardò intorno ferocemente, gli occhi rossi che saettavano per il campo di battaglia. Si accorse però, di una cosa sconcertante: quegli inutili umani lo avevano accerchiato! Avevano tutti in mano coltelli, chi da macellaio, chi da burro. E tutti lo fissavano con aria di sfida. All'appello mancava solo il ragazzino che aveva catturato per primo, lo stesso cui era saltato addosso, ma che gli era stato sottratto dagli altri umani.
Il leone ringhio' per ricordare ai ragazzi che se voleva li avrebbe potuti fare a pezzi. E in quel caso voleva.
Si gettò su una ragazza dai capelli rossi, convinto che la malattia dei Rinati avrebbe eliminato ogni dolore che l'umana avrebbe potuto infliggergli con quel coltello da pane.
Ma non fu così. La lama sprofondò nella zampa esposta della bestia, che non riuscì ad estrarre il coltello con i denti. Rimase semplicemente zoppo, ridicolo e vulnerabile davanti agli umani, scimmie piuttosto evolute, niente di più.
Non poteva più attaccare con gli artigli, ma con le zanne sì! Si gettò a fauci spalancate su un ennesimo ragazzo, uno biondo, che lo schivò spostandosi a destra. Il leone cadde a terra con un tonfo, tra schizzi di sangue nero, tendente al viola, il sangue dei Rinati. Gemette come un cucciolo senza madre. Si sentiva debole, non potente come era di solito. Ma qualcosa, una scintilla di rabbia che nacque dal suo profondo, lo spinse a rialzarsi. Così, senza che nessun umano lo avesse programmato, il felino scattò sul biondo. Stavolta il ragazzo non si spostò, non fece in tempo. L'animale lo aveva scaraventato a terra, stava per afferrargli il cranio tra le zanne, per poi romperlo come il guscio di un uovo. Ma uno sparo si propagò nell'aria.
Il leone si affloscio' su Thomas, che si bagnò di un sangue nero e vischioso. Si tolse di dosso il cadavere peloso e si guardò intorno: Nancy aveva una pistola in mano.
<< Perché non gli hai sparato prima????>> urlò sconcertato Thomas, indicando con il dito il corpo sanguinolento del leone.
<< Jack stava per essere sbranato! Meno male che Erick è con lui! Perdeva un sacco di sangue! Tu sei pazza! Potevi ucciderlo subito! Avevi una pistola e non hai fatto niente!>> sbraito' Calvin. Ma non fece in tempo a proseguire che Nancy gli puntò l'arma sulla fronte.
<< Shhh, non fiatare.>> disse soltanto, mentre gli altri ragazzi guardavano scioccati la scena.
<< Chi sei davvero?>> le chiese Lidia con il panico in gola.
Ciao! Alla fine ho pubblicato il nuovo capitolo prima del previsto. Okay, so che è un po' strano ma si scoprirà tutto alla fine del libro. Tutto ha un senso!
Comunque, come sempre, commentate e ditemi cosa credete che farà Nancy. Chi ci azzecca è un cacchio di genio!
Bye bye,
L'unicorno ILTSASID7 ( I'M STUPID, NO COMMENT AND...AND SHISH, PLEAS!) # IL MIO INGLESE È TERRIFICANTE...SE MI SENTISSE LA PROF...
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