20. Padre Biologico
Si dice che la notte porti consiglio e a volte per me è così, ma stanotte o meglio dire questa mattina e stata una delle peggiori di sempre.
Sono le otto del mattino, il sole e alto nel cielo, gli uccellini cantano felici ed io sono sveglia con gli occhi rossi e un tremendo mal di testa.
La mia mente mi tortura ripassando davanti gli occhi tutto quello che è accaduto, tutto quello che ho appreso sulla mia esistenza.
Cos'è stata fino ad oggi la mia vita se non una totale bugia costruita a tavolino con tanto di piantina e fondamenta in modo che nessuno mai potesse mettere in dubbio qualcosa.
Alex e stato al mio fianco tutta la notte fino a qualche ora fa. So che non avrebbe voluto lasciarmi da sola ma a quanto pare in azienda avevano urgentemente bisogno di lui. Qui invece sembra quasi che nessuno abbia bisogno di me, alla fine sono solo colei che ha risolto i problemi quando erano gli altri a causali.
Mi faccio forza, io non sono così io non mi butto giù quando c'è una guerra io la combatto con le unghie e con i denti sul mio tacco dodici.
Velocemente mi faccio una doccia indosso un pantalone stretto ed una camicia bianca per poi chiamare la mia segretaria mentre passo la piastra sui miei lunghi capelli.
-Fai preparare le mie cose e farle portare all'indirizzo che ti ho scritto. -
Le porgo il biglietto mentre la donna davanti a me mi guarda chiedendosi che cosa stia per succedere.
La guerra cara mia ecco cosa sta per accadere.
Ed improvvisamente mentre la mia segretaria è pronta a fare quello che le ho ordinato entra Barbara nella mia camera con il fiatone e gli occhi rossi per il pianto.
-Signorina Katerina e successa una tragedia. -
Le sue parole mi portano ad abbandonare la piastra e a voltarmi verso di lei in attesa che continui.
-La nave su cui viaggiava il capo di stato per tornare in patria e stato bombardato, non ci sono superstiti.-
Il sangue mi si gela nelle vene e smette di circolare per quei pochi attimi in cui la vista mi si appanna e le orecchie iniziano a fischiarmi.
Tutto torna alla normalità solo quando nella stanza entra Adam che mi squote come se fossi un sacco di patate, lo guardo e in questo istante vedo solo il mio ex che parla ma che io non riesco a sentire.
-Katerina, Katerina abbiamo bisogno di te, lo so che il capo di stato era come un terzo genitore per te ma ora il paese si trova in pericolo, la repubblica e in pericolo si ha bisogno di una strategia una alla Katerina Lea Robinson. -
Le parole di Adam non fanno una piega e sono proprio quelle parole che mi danno la forza di ritornare in me.
Dopo tutto quello che è successo nelle ore precedenti, dovrei lasciare a mia madre a sbrigarsela da sola, trovando da sola la giusta strategia da adottare in questa situazione.
Ma io non sono come lei, non mi nascondo quando tutto il mio mondo sembra voler crollare, io combatto al punto da mantenere tutto il peso del mondo sulle mie spalle.
- Immagino che siano tutti già riuniti in sala riunioni. -
Adam annuisce mentre mi lascia andare.
-Barbara tieni a bada la stampa, tu di cui non ricordo il nome fai venire qui la famiglia del capo di stato. Adam tu devi andare nel buncher e portare a mia madre la lista che è stata stilata nel caso un membro importante morisse per sostituirlo.
Usciamo tutti dalla mia camera ed io quasi corro per arrivare in sala riunioni dove tutti non appena mi vedono si alzano in piedi.
-Parlate.-
-La nave in cui vi era il Capo di Stato e stata bombardata questa mattina alle ore sette da cinque navi posizionate in modo strategico da assicurarsi di fare più vittime possibili. -
L'ammiraglio parla mentre sullo schermo si vede una riproduzione di quello che successo.
-Si sa chi li ha attaccati? A quale nazione devo dichiarare guerra. -
Improvvisamente nella stanza cala il silenzio ed io innervosita sbatto la mano sul tavolo provocando un rumore che rimbomba nella stanza.
-VOGLIO UNA RISPOSTA. -
-Non lo sappiamo signorina, le barche erano anonime, sono state molto bravi a non farsi riconoscere.-
Ho una voglia matta di urlare per la frustrazione di avere davanti a me solo incapaci.
-SCOPRITELO. -
Tutti si mobilitano a dare una risposta alla mia richiesta.
Esco dalla stanza pronta a dirigersi nel mio ufficio dove mobilizzo lo staff della casa bianca a comunicare con la stampa, devo cercare di tenere buoni i giornalisti altrimenti sono in grado di combinare un macello.
-Comunicate che il Presidente farà una dichiarazione nel momento in cui si avranno notizie certe sull'andamento dell'attacco al corpo di stato. Non fate parola su chi verrà scelto per sostituirlo e chi no quello sarà compito mio. -
Lo staff prende appunti frettolosamente mentre io suddivido il lavoro.
-Voglio qui il capo dello staff di mia madre. -
Mi guardo in trono alla ricerca della mia segretaria che non vedo.
-Dove quella buona annulla, ho richiesto di far venire qui la famiglia del capo di stato. -
Tutti sono in silenzio non sapendo cosa rispondermi.
-Ma per caso oggi hanno tagliato la lingua a tutti? -
Ho voglia di urlare ma cerco di trattenermi per risparmiarmi quando, sicuramente, mi verranno comunicare informazioni che mi porteranno a dare il peggio di me.
-La famiglia e qui è si sta occupando di loro vostro padre. -
Guardo la donna davanti a me, l'unica coraggiosa a rispondermi.
Cosa c'entra il capo del pentagono in tutta questa situazione. -
-Ok occupiamoci di altro, cosa aveva da fare il Presidente oggi. -
Mi rivolgo alla segretaria di mia madre mentre nella stanza entra Alex.
Lo guardo il giusto per registrare la sua presenza
-Doveva andare in visita all'ospedale nel reparto dei malati di leucemia. -
La morte del Capo di Stato sarebbe una buona motivazione per annullare il tutto ma darebbe anche un immagine sbagliata.
-Mandate il vice Presidente. -
Tutti si mobilitano a fare quello che ho detto, mentre io distruggo tutto quello che si trova sulla mia scrivania. Alex non si muove dalla sua posizione, resta solo a guardarmi e questo non mi porta di certo a calmarmi.
-Ti senti meglio? -
Lo guardo furiosa
-No. Mi sentirei meglio se avessi davanti coloro che hanno dato inizio a tutto questo. -
Guardo Alex che con la sua tranquillità riesce a calmare anche me al punto che il mio cervello inizia a lavorare frettolosamente al punto da farmi accendere una lampadina che mi porta a correre come una pazza per i corridoi della casa bianca seguita da un Alex confuso dal mio gesto improvviso.
Apro la porta dell'ufficio di mia madre senza bussare entro dentro con alle mie spalle Alex.
Davanti non ho mia madre e la famiglia del capo di stato morto, no davanti ho il predisente di stato Russo, mio nonno o meglio dire il mio padre biologico.
Tutto smette di esistere, nella stanza ci sono solo io e lui. Tutto il resto ha perso di consistenza.
Alle spalle di Alex percepisco l'arrivo di Adam che ci guarda allertato.
Lo guardo, guardo mio padre e vedo la nostra schifossissima somiglianza, il modo in cui mi guarda e lo stesso identico modo in cui guardo io una persona quando sono curiosa di vedere che cosa è pronta a fare. Quanto in fondo è disposta a scendere.
-Sei stato tu ad ordinare l'uccisione del capo di stato? -
L'uomo è tranquillo come se nella stanza ci trovassimo solo io e lui.
-Ti consiglio di accomodati Katerina e ascoltare quello che ho da dirti. -
E tranquillo e autoritario, assomiglia fin troppo a me. Impongo di essere ascoltata quando so che quello che sto per dire potrebbe cambiare le carte in tavola ma lui non è me.
Mi volto verso Adam con movimenti veloci e fluidi gli sfilò la pistola e la punto verso Victor, mio padre.
-Ti conviene parlare, ho il grilletto facile -
Tutti nella stanza si allertano per prima mia madre e Adam.
-Non lo faresti mai, sono tuo padre. -
Nella stanza cala il silenzio più pesante del precedente, considerano che solo io e mia madre sapevamo questo piccolo particolare.
Sorrido strafottente prima di puntare la sua testa e sparate.
Un vecchio vaso donato da
Elisabetta II cade atterra in mille pezzi mentre la sicurezza entra nella stanza come un branco di bestiame.
-Ragazzi calmi non è successo nulla, uscite. -
Mia madre cerca di tranquillizzare le guardie mentre io ho ancora la pistola puntata verso l'uomo davanti a me che non si è mosso di una virgola e anzi, sorride.
Nella stanza torniamo ad esserci solo noi quattro mentre faccio due passi verso il padre di mio padre, che poi sarebbe il mio. Che cazzo si confusione che è questa storia.
-Sei esattamente come me oltre che bellissima, tua madre sarebbe fiera di chi sei. -
Non mi faccio prendere in giro dalle sue parole per questo concentro di nuovo il mio sguardo nel suo.
-Hai dato tu l'ordine di uccidere il Capo di stato? -
Voglio una risposta a costo di farlo a fettine e darlo a mangiare ai porci.
-Siediti e ti darò tutte le risposte che cerchi. -
Mi sembra quasi di lottare con me stessa ma proprio perché ci assomigliamo so quale corde toccare. Consegno la pistola ad Adam, che la riprende titubante, mentre Alex invece mi guarda come si aspettasse una mia azione brusca e cosa posso dire, il ragazzo mi conosce bene.
Velocemente, più veloce della luce estraggo un cortellino che porto sempre in tasca e glielo pianto tra due falangi in modo rude, a lui scappa un grido e anche a mia madre.
-Sono stata addestrata a torturare senza sprecare una sola goccia di sangue, quindi ti conviene parlare. -
Il suo sguardo e furente, non si aspettava un tale gesto da parte mia. Gesto che sembra portarlo ad avere più stima di me.
-Si ho chiesto io che il capo di stato venisse ucciso. -
Estraggo il cortello e glielo avvicino alla gola, pronta ad ucciderlo.
-Dimmi perché non dovrei porre fine alla tua vita -
Ancora silenzio, nessuno mi ferma tranne Alex che pone la sua mano sulla mia spalla sinistra come se volesse farmi fare un passo indietro ma io resto immobile.
-Lo ha fatto per me. -
La voce di mio padre arriva dalle nostre spalle mentre entra e chiude la porta.
-Vuole che io diventi capo di stato. -
Guardo prima uno e poi l'altro incredula.
-Mentre voglio che tu, figlia mia prendi il mio posto in Russia per poi fra qualche anno tornare e diventare presidente degli stati uniti. -
Parla come se avesse già deciso tutto per noi.
-Tu non sei nulla e nessuno per decidere delle nostre vite. Anzi dovrei ucciderti o chiuderti in una cella per quello che hai combinato. -
Io sono sicura di quello che dico anche se intorno a me non sembra che la pensino allo stesso modo.
-Ho l'immunità. -
Come un tick mi volto verso mia madre non capendo quello che l'uomo davanti a me sta dicendo.
-Tuo nonno ha un immunità che gli venne data più di 30 anni fa per aver aiutato lo stato ad uscire da una crisi economica che stava per affondare il paese. -
Victor sorride mentre con un fazzoletto di seta si benda la mano.
-Sono qui per fare un accordo con voi.-
Lo guardo e lui guarda me, sapendo che nonostante mia madre e il Presidente, il vero capo sono io.
-Vieni con me in Russia, aiutami a risolvere le rivolte che stanno affollano le città, in cambio tuo padre diventa capo di Stato, tua madre resterà Presidente e in oltre risolverò io il problema dell Iran, in oltre il tuo amico Adam può diventare il nuovo capo della CIA e il tuo uomo Alex, be che dire gli do il permesso di sposarti.-
Sono tutti in silenzio con la sorpresa negli occhi che possa conoscere i due uomini alle mie spalle, ma non sorprende me. Studia il tuo amico e capisci quello che vuole per poi darglielo e una delle mie tattiche.
Sono tutti pronti a dire di no ma colei che, come sempre, prende la parola sono io.
-Puoi anche andare all'inferno per quanto mi riguarda.
Non ti conosco, non sapevo neanche della tua esistenza se non fosse stato per le mie ricerche. Hai osato spararmi e sparare ad Alex e questo mi basta per dirti di andare a friggere.-
Sorride mentre il mio sguardo e di ghiaccio.
-Te ne pentirai Katerina -
In questo preciso istante mi sembra di trovarmi davanti la mia versione super stronza e vendicativa.
-Fa del male alle persone che amo. -
Mi avvicino e gli accarezzo la guancia in modo provocatorio.
-E ti faccio pentire non solo di essere venuto in America ma anche di dire in giro che sono tua figlia. -
E li lascio tutti così senza aggiungere nulla.
Se lui è così uguale a me come ho percepito, già so che il nostro scontro non è finito qui.
E veramente snervante combattere contro qualcuno che ha il tuo stesso modo di fare.
Angolo Autrice
Novità su novità spero che la storia continui ad appassionati.
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