Pill forty- eight
Certi matrimoni non sono destinati a durare, la passione si spegne dopo poco e la monotonia prende il sopravvento.
Harry e Ginny erano ad un punto di non ritorno: si parlavano a malapena, mangiavano ad orari diversi, in casa stavano sempre in stanze diverse e a letto o leggevano o sbrigavano cose di lavoro.
Quel giorno, come tutti i giorni, Ginny andò a lavoro.
Il suo ufficio era parecchi piani più su di quello di Harry, non che le mancasse.
Ginny condivideva l'ufficio, con un ragazzo, Gregory Harrison.
Alto, muscoloso, biondo, occhi verdi, pelle abbronzata, sorriso smagliante, intelligente, simpatico e tutto il resto .
Insomma era già da qualche settimana che i due si scambiavano sguardi, battutine e flirtavano.
E quel giorno, rimasero in ufficio dopo che tutti se ne erano andati.
Ginny si alzò dalla sua scrivania e consegnò l'articolo a Gregory, che si alzò a sua volta
-Allora abbiamo finito-
-Abbiamo finito- ripeté lui
Si guardarono per qualche istante, alternando gli sguardi tra le labbra e gli occhi dell'altro.
Poi, contemporaneamente scattarono l'uno verso l'altra in un bacio appassionato.
Gregory con una mano spostò tutte le scartoffie che erano sulla scrivania e Ginny si sedette su essa senza smettere di baciarlo.
Mentre gli sbottonava la camicia schiuse gli occhi incrociando quelli verde prato di Gregory e fu come un flash: vide Harry, vide i suoi occhi smeraldo che un tempo tanto amava e capì in quella frazione di secondo che non avrebbe mai potuto sostituirli.
In un attimo si sentì a disagio, le mani di Gregory scottavano sulla sua pelle e ogni suo bacio le provocava brividi di disgusto.
Si alzò di scatto raccogliendo velocemente le sue cose
-Mi dispiace.. Non posso..-
Farfugliò mentre usciva da quel maledetto ufficio.
Arrivò a casa, stanca.
Harry era seduto sul divano a fare qualcosa che sembrava richiedere concentrazione.
Ginny si sedette in poltrona
-Harry ti posso parlare un attimo?-
Lui emise un verso d'assenso e la guardò stanco.
Aveva gli occhi cerchiati, Ginny non se n'era mai accorta, chissà da quanto tempo stava così..
-Sai stasera ti ho quasi tradito-
Il viso pallido e stanco di Harry si colorò subito e gli occhi iniziarono a brillare, ma non disse una parola
-Era un po' di tempo che io e Gregory ci stuzzicavamo e stasera, quando stava accadendo, l'ho guardato. E non so nemmeno come e perchè in un momento del genere io ti ho pensato, ma l'ho fatto e mi è sembrato di vederti, come se tu fossi veramente là. E in un secondo tutti i miei sentimenti per te si sono risvegliati-
Ginny non sapeva nemmeno cosa stesse facendo, perchè glielo stesse raccontando, parlava senza fermarsi, sentiva che era la cosa giusta da fare.
-Ti ha baciata-
Disse infine dopo un lungo silenzio
-E ti è piaciuto?-
La sua voce era gelida e irriconoscibile
-All'inizio, poi..-
-Vieni qui-
La interruppe.
Lei lo guardò interrogativa
-Vieni qui-
Ripeté lui.
Ginny si sedette sul divano un po' titubante, tra di loro c'era dello spazio, poi lui si girò togliendosi gli occhiali e posandoli sul tavolino.
-Ti faccio vedere com'è un vero bacio-
Senza lasciarle il tempo di metabolizzare la frase, la prese per la vita e la spostò sulle sue gambe e in in secondo le sue labbra erano sulle sue. Ginny rispose al bacio mentre il cuore le esplodeva di felicità, amava il modo in cui Harry la stava baciando, come per farle capire che nessuno l'avrebbe mai baciata in quel modo e che il suo cuore, come le sue labbra ed il suo corpo, sarebbero stati suoi per sempre.
Ma quel bacio non era più un semplice bacio, era tutto quel tempo che erano stati lontani l'uno dall'altra, tutte le parole non dette, tutti gli abbracci non dati e i "ti amo" non espressi.
E dopo quelli che sembravano anni, in camera da letto non lessero giornali.
**
La mattina dopo Ginny si svegliò, ma non era fra le braccia di Harry, lui era elegantemente seduto accanto a lei che fumava.
Era leggermente curvo e gli addominali risaltavano ancora di più, facendo dimenticare a Ginny l'uso della parola.
-Harry-
Disse mentre lui accendeva la sigaretta
-Mmh?-
Rispose lui
-Ti amo-
-Anche io-
Disse storpiando le parole a causa della sigaretta
Lui buttò fuori il fumo
-Da quando fumi?-
Chiese sospettosa
-Da quando lavori con Gregory-
-Cioè tu in sei mesi non hai fatto niente se non fumare?-
Era sorpresa, forse aveva sottovalutato i suoi sentimenti, ma anche contrariata; non le piaceva il fumo
-Come hai detto tu, la nostra relazione era un po'.. spenta-
-E così tu anziché cercare di accendere le cose accendi le sigarette-
-Non sarai arrabbiata?-
Chiese voltandosi
-No, non sono arrabbiata-
Incrociò le braccia.
Lui spense la sigaretta e la prese fra le braccia.
-Smetterò di fumare-
Lei fece un piccolo sorriso a cui lui rispose.
Si chinò verso di lei e si baciarono.
Sapeva di fumo, aveva le labbra rosse e stanche ma nonostante ciò lo continuò a baciare, anche se non c'era un preciso motivo
-Adesso dovremmo andare a lavoro-
Disse
-Sei così noioso Potter-
Rispose scocciata
Lui le prese la vita avvicinandola a se sussurrandole qualcosa sul collo
-Devo andare ad affatturare un certo Gregory..-
Lei rabbrividì.
Ma era un brivido diverso rispetto a quello provato nell'ufficio con Gregory, era un brivido di piacere, di amore.
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