Capitolo 8
(T/n) POV.
Il giorno successivo, dopo l'incidente di ieri, ho deciso di ritirarmi dal servizio militare. In più, a causa dell'incidente, l'ufficiale ha contattato mia madre, che si è veramente arrabbiata per aver scoperto questo segreto.
Adesso, mi hanno detto che mia madre mi sta aspettando alla sala dei clienti per portarmi via. Sospiro a me stessa e per il momento in cui la incontrerò.
Appena arrivo qui, vedo mia mamma seduta sul divano. Lei alza lo sguardo dallo schermo del telefono quando realizza che io sono qui. Mi lancia un'occhiataccia facendomi sospirare pesantemente.
"Scusami mamma. So che i--"
"Perché hai nascosto questo a me?!" Mi chiede interrompendomi immediatamente.
"Guarda, mamma. Se te lo avessi detto, non mi avresti mai lasciato venire qui."
Poi qualcuno cammina verso di noi, e si siede sul divano. È il primo Comandante, Marco.
"Sei sicura di andartene via?"
Gli ho detto che ho deciso di dimettermi. Annuisco e gli rispondo alla domanda.
Lui sospira pesantemente e scuote la sua testa.
"Io non saprei cos'altro dirti ma ti consiglio che non dovresti andartene."
"Signore, sono sicura."
Lui sospira ancora.
"Allora okay. Lasciami prendere un permesso per te, da farti firmare." Annuisco e lui si alza dal divano per poi dirigersi nel suo ufficio.
Ace POV
Sono veramente annoiato senza (t/n). Non l'ho vista per l'intera giornata. Mi chiedo dove sia proprio adesso. Non avendola vista per un intero giorno, sento molto la sua mancanza.
Adesso è tempo di pranzare. Io sto mangiando nel mio ufficio con un grande piatto di pasta con la panna e una bottiglia di Coca-Cola. Sto avendo un combattimento mentale mentre mi sto gustando il pasto.
'Dannazzione, Ace. Concentrati sul tuo lavoro. Ci sono un sacco di ragazze che sono follemente innamorate di te.'
'Comunque, a loro piaccio solo per il mio sguardo. E a (t/n) non le fa nessun effetto. Mi piace davvero un sacco e un giorno glielo confesserò. Ma ho paura di non rivederla mai più, oppure che lei mi rifiuti.'
'Per l'amor di Dio, lei deve uscire fuori dalla mia testa.'
Ringhio e mi alzo dalla mia poltrona girevole, e cammino fuori dal mio ufficio per rinfrescare la mia mente.
Cammino lentamente nel corridoio mentre guardo il pavimento. Quando sento una porta aprirsi, alzo lo sguardo e vedo Marco uscire fuori dal suo ufficio, con dei fogli fra le sue mani. Appena mi vede, mi sorride debolmente e cammina lontano da me. Dal suo modo di comportarsi sembra che stia cercando di allontanarsi il più possibile da me.
Quindi lo chiamo a voce alta.
"Marco!"
Marco POV
"Marco!"
Oh, merda! Se lui saprà che (t/n) lascierà questo posto, lui non farà il suo lavoro correttamente. Non deve assolutamente saperlo.
Io cerco di camminare veloce, ma lui corre raggiungendomi e mi afferra la spalla. Quindi io mi comporto normalmente e mi giro sorridendogli.
"Oh, Ace!"
"Perché stai cercando di andare via da me?"
"Eh..." Mi sforzo per dirgli altre parole anziché parlargli di (t/n).
"Eh?"
Ace POV
Dalla sua faccia vedo che è nervoso, la sua fronte è sudata e continua a fissare le carte che tiene in mano.
"Marco, cosa stai cercando di nascondermi?" Gli chiedo.
"Nasconderti? Non ne ho idea di cosa stai parlando." Lui ride.
Ma posso dire che lui mi sta mentendo. Ringhio, prendendo le carte dalle sue mani con uno strattone veloce e le leggo. È un modulo di dimmissione.
"E questo per chi è?" Gli chiedo domandandomi perché ha voluto nascondermi una cosa del genere.
"Eh......"
Ci mette troppo tempo per rispondere alla mia domanda. Il suo modo di fare mi preoccupa molto. Sembra che (t/n) c'entri qualcosa.
'Aspetta... Potrebbe essere (t/n), giusto?'
Con questo pensiero, divento più serio.
"Marco. Dimmi la verità. È (t/n)?"
La mia voce è profonda e incredibilmente seria.
Lui sospira pesantemente e risponde.
"Si. È lei."
I miei occhi si sgranano e velocemente prendo la strada verso la sua posizione. Ignoro tutti i richiami di Marco, come se fosse l'ultima volta che posso parlarle prima di non rivederla mai più.
(T/n) POV
Mentre aspetto Marco, io sto discutendo con mia madre.
"Perché sei venuta qui?? Sai che per te è troppo brutale, vero??"
"Lo so mamma, ma--"
"Ma cosa??? Io non ti sto costringendo a fare niente, ti sto sostenendo con tutto il mio cuore. Non è abbastanza per te?!"
"È abbastanza per me. Ecco perché--"
"Io mi prendo cura di te, da quando tuo padre ci ha lasciate, ma tu non mi apprezzi per niente i miei sforzi!"
Con questo, ho superato i miei limiti.
"CERTAMENTE LO APPREZZO!! IO SONO VENUTA QUI PER NON FARTI AFFATICARE TROPPO. È A CAUSA TUA SE SONO IMMATURA E NON SONO INDIPENDENTE. È A CAUSA DI QUESTO, CHE NON PIACCIO A NESSUNO!!"
Piango e grido ad alta voce.
POV NORMALE
Lei piange e urla talmente forte che di certo è stata sentita anche da fuori. Sua madre è scioccata da quello che le ha detto. Ace non sapeva dove lei si trovasse finché udisce una voce familiare provenire da una stanza, stava piangendo. Marco lo segue solamente da dietro, senza avergli detto dove è lei. Immediatamente, lui riconosce che la voce appartiene a (t/n).
Di fretta urta la porta, aprendola senza bussare facendo sussultare dalla spavento la ragazza e sua madre, che alzano lo sguardo sulla persona che ha spalancato la porta.
(T/n) POV
Vedo Ace entrare impetuosamente dalla porta, con il fiatone. Appena recupera i suoi respiri, lui alza lo sguardo e cammina lentamente verso di me. Ad ogni suo passo, rabbrividisco. Che cosa ne farà di me?
Quando lui si ferma di fronte a me, ho paura di guardarlo in faccia, quindi fisso il pavimento.
"(T/n)..."
La sua voce è più profonda di come l'ho sempre sentita prima.
"Davvero lo farai?"
Guardo ancora per terra, sudando sulla mia fronte. Faccio fatica a parlare, ma dopo un po' mi faccio coraggio.
"Si..."
"Per favore non andare. Tu hai delle buone potenzialità per il servizio. Ti prego resta, (t/n)..."
Perché lui vuole che io rimanga qui a stare male?
Ringhio e gli parlo con cattive maniere.
"Perché stai facendo questo? Perché sei così preoccupato per me? Tu non sai niente di me. Quindi, smettila di trattarmi così bene come gli altri!" Parlo alzando i toni.
"Io so che ne hai abbastanza ma se posso, io voglio conoscerti di più!"
"Oh, smettila subito con queste merdate! Tu sei come tutti i ragazzi che giocano sempre con le mie emozioni!" Urlo e gli giro le spalle.
"Io sono il tuo comandante! Ti ordino di fermarti e di guardarmi in faccia!"
"Ace! Che cosa stai facendo?!" Marco urla la domanda.
Ringhio e giro gli occhi ignorando il suo comando.
POV NORMALE
(T/n) inizia a camminare lontano e all'improvviso, Ace le afferra i polsi rigidamente, tirandola verso il suo petto, e le sue labbra si slanciano sulle sue, senza seguire la sua mente ma solo il suo cuore.
"Mmph!" Piagnucolo.
"Ma cos ?!" Esclama Marco.
I suoi occhi si ampliano e cerca di scappare da lui, spingendo un po' il suo petto, ma lui le prende bruscamente le guance con le entrambe le mani, cercando di non lasciarla sfuggire. Sua madre e Marco sono dannatamente scioccati, vedendo inaspettatamente, un comandante e il suo soldato, baciarsi.
Dopo un po', (t/n) si rilassa e gli avvolge le braccia intorno il suo collo.
Si distanziano l'uno dall'altra avendo bisogno d'aria per respirare. Poi, si fanno trasportare da un altro appassionato bacio.
I testimoni cominciarono a sentirsi imbarazzanti, soprattutto la madre che vede sua figlia baciarsi con un ragazzo. Una volta che hanno finito, si distanziano l'uno dall'altra, fissandosi nei occhi. Quando realizzano cosa hanno fatto, loro sussultano pesantemente, spingendosi a vicenda e guardando altrove.
Entrambi arrossiscono intensamente come l'inferno.
(T/n) POV
'Oh mio Dio! Perché ho ricambiato il bacio?' Cerco di trovare un modo di scappare da questo imbarazzo. Quindi dico a Marco che io resterò, prima di correre lontano da qui mentre copro la mia faccia rossa da Ace.
Ace POV
Dopo aver visto (t/n), scappare via mi chiedo a me stesso:
'Ma perché diamine ho fatto questo?!'
Mi sembrava che il mio cuore avesse preso il controllo del mio corpo al posto del cervello. Sento il mio viso accaldato e Marco lo nota. Il caso peggiore è che l'ho baciata di fronte a sua madre.
Tento di darle le mie scuse mentre tutto il mio corpo trema.
"M-- Mi dispiace! I--I--Io non volevo farlo!"
Lei mi lancia solamente un'occhiataccia facendomi sentire più nervoso.
"Umh... Ho altre cose da fare, addio!" Mento per poi correre lontano da lei uscendo dalla stanza.
Marco POV
'Dannazzione, Ace! Perché mi hai lasciato da solo con lei?!'
Mi gratto il collo e mi giro verso la madre di (t/n).
"Signora, penso che adesso lei possa andare. Sono dispiaciuto per l'accaduto."
Lei scuote la testa e mi sorride imbarazzata.
"Ah, okay..."
La accompagno all'ingresso principale del edificio prima di ritornare nel mio ufficio.
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