12-MA QUANTO È BELLA?
CIRO
Guardo Viola giocare a pallavolo con le ragazze mentre mi fumo una sigaretta.
I ragazzi parlano.
-Wa Litz ma pecchè , ij teng' già cazzi accussì-
Sento una voce femminile molto familiare e interrompo immediatamente il contatto visivo con Viola.
Mi giro e vedo la nanetta con le sue solite magliette nere con le scritte glitterate.
I suoi capelli con il vento svolazzano.
Mi alzo come richiamato dalla sua visione e la seguo appendendomi con le mani alla rete.
Ma quant' è bella?
Questo pensiero invade la mia mente subito quando la guardo meglio.
I suoi occhi nocciola si scontrano con i miei e mi guarda minacciosamente mentre Litz la porta da qualche parte.
Cammino svelto verso Lino che fa da guardia al cortile.
-Lino aro sta andando chella?- gli chiedo indicando Sofia.
-Sta andando a fare le lezioni di piano con Filippo e Naditza. Ma pecchè scusa?- mi dice.
-Nun te ne frega nu cazzo e' perchè. Portami da essa-
E lui esegue.
Non so che cosa sta facendo, io devo solo raggiungerla.
-Ma che vuoi?- mi chiede quando mi vede entrare nell'aula di musica.
-E pecchè scusa, nun posso stà affianco all'amico mio?- le chiedo, sedendomi affianco a Filippo.
-Cosa fai qui?- mi sussurra Filippo.
-E famm' nu poco vedè comm' sj suona- gli dico, schiacciando dei tasti.
La ragazza amica di Sofia che ultimamente sta sempre appresso a Filippo si alza.
-Scusa noi staremmo suonando- dice, guardandomi fisso con degli occhi azzurri.
-E pecchè io che sto a fa?- chiedo.
Sofia immediatamente mi raggiunge e mi prende per il braccio, trascinandomi via.
Mi porta fuori dalla stanza e rimaniamo in corridoio.
-Ma ccà cazzo vuoje tu da me?- mi dice, incazzata.
Mi fa quasi ridere.
Noto un pezzetto di foglia incastrato tra i suoi capelli che sicuramente le sarà volata con tutto il vento che c'è fuori.
-Ciù Ciù, tieni na cosa tra i capelli...- dico, alzando la mano per toglierlela.
-Ma dove?- chiede subito.
-Eh e n'attimo...- le dico, togliendo la fogliettina dai suoi capelli.
I suoi occhi si spostano nei miei e mi osserva attentamente.
Sembra un po' incantata da questa visione.
E io lo stesso, perché ogni giorno è più bella.
Ma che sto dicendo? Chist' è na Di Salvo e io devo usarla come vendetta.
Prima me la tolgo di torno, meglio è.
Levo subito la mano dai suoi capelli.
-Crè ti sei incantata?- le dico.
-Ma vafancul- mi dice, spostandosi e frugando tra i suoi lunghi capelli.
-E mo stamm' lontano ja- le dico, andandomene.
-Cosa?!? Io starti lontano?! Ma se sei tu ad avermi rincorso!-
La sento lamentarsi e sorrido.
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