Capitolo 9
Mi lasciai cadere sul divano in pelle sfinita. Erano le 7 di sera e avevo appena finito, la mia vista iniziava ad annebbiarsi per tutte quelle ora senza neanche toccare cibo. I miei nuovi compagni se ne accorsero così mi portarono una minestra di verdure e carne con un po' di pane.
Non mi saziò del tutto ma lasciai perdere e iniziai a dare istruzioni agli altri su come aiutare Gideon dopo il suo risveglio.
«Intanto ringrazio per la cena, ma ora, arriviamo alle cose serie. Gideon sarà molto debole quando verso domani pomeriggio si sveglierà, non riuscirà a muoversi per più o meno una settimana. Ma prima c'è un'altra cosa da fare...» guardai i presenti che mi ascoltavano attenti e fissai poi i miei occhi su Logan che mi guardava invitandomi a non dire quello che in realtà stavo per dire, ma riuscì a farmi cambiare idea.
Se è diventato sicario vuol dire che un minimo di ingegno ce l'ha... Eppure no, non voglio rischiare, sarebbe rischioso se sbagliasse...
«Nika devi fare una puntura vicino alla ferita con dell'antisettico in modo che non vengano infezioni. Verso le 2 di notte, tutto chiaro?» lo guardai rimanendo incantata in quel azzurro quasi blu che erano i suoi occhi riscuotendomi subito dopo, lui annuì concentrato.
«Ma...Ora vorrei tornare a casa di Kevin, ma non mi ricordo la strada... Qualcuno di voi potrebbe accompagnarmi?» abbassai il volto imbarazzata, mentre i miei capelli mi facevano da barriera.
«Certo tesoro se è solo quello, ti ci accompagno io! Così intanto ci possiamo conoscere un po' meglio» Hester mi prese le mani tra le sue invitandomi ad alzare la testa per poi farmi un occhiolino.
Uscimmo da quell'enorme struttura, che all'interno ospitava i peggiori ladri e assassini del posto, tornando poco dopo alle strade affollate dove la gente ricca passeggiava indisturbata, ignara di chi si nascondeva nelle ombre.
«Allora tesoro raccontami un po' di te... Tipo cosa ti piace fare nel tempo libero... Oppure se vuoi puoi farmi delle domande su questo mondo... Intanto ti dico cosa piace a me così per il mio compleanno avrai già le idee chiare» mi fece nuovamente l'occhiolino e così dopo ben più di mezzora di chiacchierata scoprii che gli piaceva un certo tipo di dolce che si chiamava tipo... gelato? Chissà come è...
Adorava le lance a doppio taglio, erano la sua arma preferita, ma i pugnali facevano a gara. Anche se lei era specializzata in una tecnica di combattimento... di cui non ricordo assolutamente il nome troppo difficile. Impazzisce per la moda, adora creare veleni, eppure ha il potere di far crescere piante e alberi ma di tatto ne ha ben poco.
«C'è qualcosa tra te e Kevin? Ho visto gli sguardi infuocati che vi lanciavate...» mi diede una spintarella per spingermi a dire che era così.
Ti sei fatta un bel viaggetto, non siamo in una storia romantica dove la sottoscritta dovrebbe innamorarsi del ragazzo bello e dannato. E poi... Sguardi infuocati? Se intende, odio siamo sulla stessa onda, se intende altro non ha capito proprio niente... ma ormai non credo che sarà facile toglierle questa idea dalla testa...
«E poi una ragazza che va a vivere in casa sua... Dopo anni di solitudine senza vedere anima viva? Qua c'è qualcosa sotto...» mi guardò eloquente.
Sbuffai alzano lo sguardo verso il suo volto perfetto e dalle forme aggraziate.
«Ascolta Sherlock non credo che tu stia seguendo la giusta pista... Tra me e lui non c'è proprio niente, chiaro? In più credo mi abbia trovata dopo aver attraversato il portale, ma non ho capito il motivo per cui mi abbia accolta...» Hester mi guardò a bocca aperta come se avessi appena risolto un problema matematico impossibile.
«Aspetta un momento ma quindi tu vieni da un altro mondo?»
Annuii.
«Wow! Che bello! Ma quindi che creatura sei? Non ho mai visto nessun essere vivente surriscaldarsi in quel modo da almeno... beh dall'era dei draghi...» si appoggiò un dito sulle labbra per pensare e ragionare. Poi vidi il suo sguardo illuminarsi per una idea geniale.
«Sei forse una ragazza discendente dai draghi?» mi guardò tutta speranzosa.
«Ti sembro in grado di sputare fuoco?» la fermai prima che potesse aggiungere la sua opinione totalmente sbagliata «No assolutamente no».
Lei allora ricominciò a pensare senza venirne a capo, sembrava veramente una bambina carina quando faceva così, e non una temibile sicaria come invece era. «Allora cosa sei veramente?»
«Una fenice» asserii io sicura. Detto ciò lei si mise a ridere sguaiatamente come se avessi fatto la miglior battuta del secolo, ma io la guardai seria e lei si ricompose capendo che non stavo scherzando.
«Pensavo che tutte le fenici fossero state uccise dopo il Grande Chaos» sussurrò insicura.
«Che cosa sarebbe?» chiesi incuriosita.
«Non posso parlartene qui in pubblico e non sono quella giusta per spiegarti ciò che è successo, ma posso dirti solo che credo che tu sia l'ultima della tua specie...» Hester si guardò in torno come se si aspettasse che qualcuno l'aggredisse da un momento all'altro.
Che cosa diavolo è successo alla mia stirpe?
Mi lasciò con questo dubbio prima di iniziare a parlare di un argomento totalmente diverso.
«Sai il nostro mondo e quelli che si assomigliano hanno preso tutti esempio dal mondo umano. Il loro pianeta si chiama Terra. Ma gli umani che ci vivono non sanno niente né di magia né di tutto quello che la riguarda. Eppure gli altri mondi sono rimasti meravigliati dalle loro conoscenze sui diversi campi, così iniziarono a preparare i loro stessi piatti e pietanze scoprendoli commestibili. In più su quel mondo esistono milioni e milioni di lingue diverse! Non è fantastico? Noi ne usiamo una sola che ci viene insegnata alla nascita. E che è uguale nella maggior parte dei mondi tranne in quelli Oscuri oppure in quelli Nascosti o Dimenticati. Lì le lingue sono quelle delle antiche civiltà che non hanno scoperto l'umanità dell'altro mondo da cui tutti noi prendiamo esempio» dopo questa spiegazione esaustiva su ogni mia domanda che potessi porle, oltre quell'argomento. Tutto ciò che riuscii a dire fu: "Wow".
Alla fine mi riportò davanti alla porta della villa di Kevin, perché dall'esterno era enorme con ampi finestroni che non lasciavano intravedere l'interno e i muri intonacati totalmente di bianco. Salutai Hester mentre cercavo di rientrare in casa, ma cavolo non avevo le chiavi.
«Kevin! Ehi?!? Ci sei? Aprimi!!!» urlai per una buona mezzora il suo nome finche da una delle finestre alla mia destra apparve la sua testa bionda con tutti i capelli scompigliati.
Ha un'aria molto sexy.
Scaccia quel pensiero dalla testa mentre lo guardavo con sguardo di sfida.
«Vieni ad aprirmi, Kevin» ordinai con il tono più sicuro che riuscii a tirare fuori.
«Mmm, non so se ne ho voglia...» sorrise mentre si appoggiò al davanzale mettendo in mostra il suo torace possente scoperto.
Persi il controllo e quello che dissi non fu proprio da galateo «Aprimi questa cazzo di porta Kevin! Non ce la faccio più! Sono sfinita per l'operazione che ho fatto a Gideon, visto che per colpa tua era messo peggio di uno straccio. E poi per cosa? Per dimostrare chi fosse il più forte? O per chi avesse meno cervello? Siete forti e anche molto e si vede, cazzo! Ma allora perché vi comportate da bambini?!» quando finii di urlare tutto ciò che pensavo di quello che era successo oggi, rimasi senza fiato perciò iniziai a cercare di riprendere un respiro più normale sotto il suo sguardo divertito.
«Sai non so se voglio prendere in casa delle ragazzine tanto capricciose... Non sai che per chiedere qualcosa bisogna dire "per favore"? Il tuo non l'ho sentito, e quelle maleducate mi piacciono ancor meno, perciò pregami fatina. Pregami di farti entrare» mi guardò dall'alto con sguardo attento aspettando la mia mossa.
Volevo assecondarlo? Assolutamente no.
Avrei ceduto alla fine? Molto probabilmente sì.
Stronzo manipolatore.
Sospirai mentre prendevo fiato per dire le parole che lui tanto attendeva.
«Potresti, per favore, aprire questa porta del cazzo che è già mezzanotte passata?» nelle parole ci misi più sarcasmo possibile e lo guardai negli occhi.
«C'è ancora da migliorare ma per stasera sarò indulgente» si massaggiò il mento con fare pensante per poi scendere e aprirmi finalmente quella dannata porta.
Mi squadrò da capo a piedi, mentre osservava i miei vestiti logori, i capelli tutti sporchi e appiccicaticci per il sudore e le occhiaie che mi facevano sembrare un panda.
Adesso sono una bomba sexy di primo livello.
Mi fece entrare e finalmente raggiunsi la camera iniziando a preparami per dormire.
«Ma tu vai a letto così?» mi guardò schifato indicando i miei vestiti.
«Puzzi da far schifo, si sente fino a qua» eravamo a due metri di distanza, lo incenerii con un'occhiataccia.
«Sta per caso venendo fuori il tuo lato da gentiluomo Kevin?» lo provocai per la gentilezza e cortesia con cui mi aveva detto quello che pensava.
In questo caso si può dire che sia uno che se pensa qualcosa di te lo dice in faccia... Non so se apprezzarlo come un difetto o come un pregio.
«Non ho niente da mettermi! Cosa faccio esco dal bagno nuda?!» strepitai infuriata, diventando subito rossa per quello che avevo appena detto.
Ho seriamente detto che uscirei nuda? E sottolineiamo nuda; davanti a Kevin, che lo conosco da... Ieri? C'è per caso una pala nei dintorni che vorrei molto sotterrarmi viva in questo momento.
«Vuoi che ti faccio uno schema? Seriamente non ci arrivi, fatina? In bagno, sai esistono quegli oggetti chiamati asciugamani, servono per asciugarsi...» il suo controllo e la sua voce atona mi facevano andare in bestia come nessun'altra cosa.
«Non sono una bambina, cretino! So benissimo cos'è un asciugamano il problema è il dopo! Non posso uscire con addosso solo la biancheria intima» obbiettai sempre più infervorata.
Poco dopo lo guardai girarsi, mentre mi dava la schiena mettendo in mostra i suoi muscoli che si tesero per frugare dentro il suo armadio tirando poi fuori una sua maglietta grigia lanciandomela.
«Ci sono altri problemi o hai finalmente finito con questa lagna?» mi guardò con i suoi occhi scuri, invitandomi ad uscire ed a farmi la doccia.
Abbassai la testa, notando solo ora, che era in boxer. Arrossii di più correndo poi fuori dalla stanza andando in bagno, il bagno in questione poteva benissimo essere scambiato per una spa, per l'enorme idromassaggio che era il protagonista della scena, con a fianco una doccia dove il doccino si trovava ad un'altezza, a cui mi era impossibile raggiungerlo anche in punta di piedi, il lavandino ed il water sembravano lì solo per bellezza.
Decisi alla fine di farmi una doccia anche se l'acqua sembrava non arrivare mai da quanto era in alto, mi lavai, e mi insaponai massaggiandomi tutto il corpo.
Stetti attenta a non togliere le croste delle ferite lasciate dalla frusta, che mi riportò con la mente a James, chissà come stava...
Finii di lavarmi asciugandomi poi i capelli mettendomi di nuovo lo stesso intimo che utilizzavo da più di un paio di settimane.
Molto igienico
Promemoria: andare a comprare dell'intimo con Hester, visto che è l'unica ragazza che io abbai mai conosciuto che non sia né mia sorella, né che sia già morta.
Indossai la maglietta di Kevin, che scoprii mi arrivò fino alle ginocchia. Ritornai in camera trovandolo che dormiva e mi appoggiai finalmente al mio materasso, ma avvicinandomi notai che stava tremando, con passi cauti alla fine riuscii ad arrivare al bordo del letto senza svegliarlo. Lo ritrovai in un bagno di sudore, la faccia pallida contratta in una smorfia di dolore mentre il suo corpo continuava a tremare incessantemente.
Che cosa sta succedendo?
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