Capitolo 38
Aleys
Quest'idea non mi piace affatto, ma se non abbiamo altra scelta sono pronta ad affrontare le conseguenze. Dopotutto non posso sprecare la mia vita dentro questo mondo di merda fatto solo di oscurità.
Avrei preferito essere capitata nel regno degli unicorni a questo punto.
Eravamo già in cammino da diverse ore ma Cedric continuava imperterrito a camminare verso... Bho, da qualche staremo pur andando no?
«Perché mi fai questo?» la domanda di Kevin mi prese in contropiede.
Lo guardai con la coda dell'occhio per vedere se mi stava fissando, ma a quanto pare il paesaggio che si srotolava davanti a lui era molto più interessante.
«Ho le mie ragioni»
«E quali sarebbero sentiamo?» ringhiò iniziando ad incazzarsi.
«Perché dovrei venirlo a dire a te? Cedric mi sembra molto più disponibile...»
Non riuscii a finire il discorso che con un braccio mi cinse la vita prima di caricarmi sulle spalle trasportandomi come un sacco di patate.
«Ehi! Stronzo mettimi giù! Mettimi giù ho detto! Sei anche diventato sordo adesso?» iniziai a tirargli dei pugni sulla schiena cercando di farmi mettere giù ma non gli feci neanche il solletico.
Ma ammetto che la vista non mi dispiaceva affatto. Ammetto che ha un bel culo.
«Non ti lamenti più è? Piace la visuale?» ridacchiò e riuscii ad immaginarmi il suo sorriso sghembo sulle labbra mentre continuava a prendermi in giro.
Diventai rossa per il commento.
«No... Beh...Io...Perché non vuoi che io parli con Cedric?» domandai cambiando totalmente argomento.
«Punto primo: è un coglione. Punto secondo: è un playboy»
«Ah davvero? E da cosa lo deduci visto che da queste parti non c'è nessuna donna neanche a pregare?»
«Non so. Ha la faccia poco raccomandabile»
«Ah giusto perché tu saresti il santo di turno dalla faccia angelica?» ribattei ironica
«Certo. Io sono sempre bellissimo» rispose prontamente lui scherzoso.
Sbuffai divertita senza nascondere il mio sorriso divertito.
Ed eccolo lì signori e signori a mettere in mostra il suo ego smisurato.
Ed in tutto questo Cedric era a pochi passi da noi intento ad orientarsi in questa landa desolata.
Camminammo per un tempo che mi sembrò infinito, e sì ero ancora sulle spalle di Kevin, ma ad un certo punto Cedric si immobilizzò in mezzo al nulla.
Kevin finalmente si decise a mettermi giù ed insieme ci fermammo di fianco a lui guardando davanti a noi.
«Amico ti sei fatto di qualcosa per caso? Tanto per chiedere è, visto che ti sei fermato in mezzo al nulla ad osservare... Beh non so cosa tu stia osservando...» iniziò Kevin.
«Solo perché non riesci a vederlo non vuol dire che non esiste» rispose l'altro sicuro.
Appoggiò la mano su un punto preciso nell'aria ed un enorme portone apparve davanti ai nostri occhi increduli.
«Ma che...»
«Impara a guardare oltre il tuo naso ragazzino» ringhiò Cedric guardandolo dall'alto.
Okay no Cedric supera gli 1.90.
Era la stessa identica porta che avevo oltrepassato con Dark. Stavamo per entrare nell'Inferno.
Cedric appoggiò nuovamente la mano sulla porta e degli strani tatuaggi iniziarono ad inerpicarsi sul suo corpo partendo dalla mano con cui stava toccando la porta, li guardai rapita mentre quando tutti i tatuaggi ebbero trovato il loro posto da occupare la porta si spalancò rivelandoci l'entrata agli Inferi.
Varcammo la soglia d'ingresso e come percepii come dei brividi, osservai le mie braccia e notai dei tatuaggi di un rosso quasi lucente che proseguivano fino oltre l'enorme maglia di Kevin.
Erano delle fiamme, bellissime che mi cingevano entrambe le braccia, e sul polso un piccolo simbolino di una fiamma stilizzata.
Chissà cosa significava... Ed ecco un'altra domanda alla mia lista infinita di domande...
Iniziammo ad inoltrarci, ed un paesaggio abbastanza spettrale ci si parò davanti, un sentiero dai ciottoli grigi tracciava un percorso da seguire in mezzo alla foresta costituita da scheletri di alberi dalla corteccia nera.
Cedric cominciò a camminare spedito verso quella direzione ma lo fermai.
«L'ultima volta che ci sono stata... Io e Dark non abbiamo percorso quel sentiero» iniziai abbassando lo sguardo per l'intensità dei loro due sguardi su di me.
«Aspetta... Tu sei già stata qui?» esclamò Kevin incredulo ed io in risposta annuii.
«Strano che Dark non abbia provato ad ucciderti... Ma sappi che sono sicuro che il percorso sia questo» obbiettò Cedric proseguendo imperterrito per il sentiero.
Deglutii con uno strano presentimento che non mi piaceva affatto.
«Che bello rivederti sorellina... Non pensavo che fossi così sciocca da venire nel mio regno. Ma dopotutto mi hai facilitato le cose» la sua voce mi fece sobbalzare, mi guardai attorno terrorizzata ma la presa salda su un mio braccio mi riscosse dai miei pensieri.
«Tutto bene fatina?» la sua voce profonda e carica di preoccupazione mi fece dimenticare anche come si respirava.
Sul suo volto erano apparsi gli stessi tatuaggi vermigli che avevo già visto precedentemente. Chissà cosa significano...
«Io...sì» mi liberai della sua presa con uno scatto brusco di cui mi pentii subito dopo, ma nascosi le mie emozioni raggiungendo Cedric che continuava a camminare sicuro.
Dopo diversi minuti di cammino arrivammo davanti ad una radura enorme dove al centro svettava un albero enorme e abbastanza spaventoso.
Le sue venature erano rossicce e pulsavano quasi come se fosse vivo mentre la sua corteccia nera gli dava un'aria antica ed imponente.
Ci avvicinammo con passi cauti a quell'enorme albero spoglio che eppure sembrava vivere.
Alzai il volto e guardai i suoi rami scheletrici enormi, ogni ramo era grande quasi quanto la mia vecchia casa.
Deglutii.
«E... Ora cosa dovrei fare di preciso?» domandai titubante sul da farsi.
Cedric mi indicò con un dito un frutto seminascosto su uno dei rami dell'albero, era così piccolo che dovetti aguzzare la vista per riuscire a trovarlo.
Era a forma di cuore totalmente nero e onestamente non aveva un aspetto molto invitante e avrei dovuto pure mangiarlo.
Bleah.
«Dovrai arrampicarti sull'albero, ed in questo modo i sigilli che ti verranno impressi ti daranno modo di assimilare la maledizione... Cioè il potere...» iniziò Cedric evitando il mio sguardo.
«Cosa mi stai nascondendo?» ringhiai cercando di nascondere l'ansia dietro una maschera di rabbia che però non riuscivo a far aderire.
«Beh diciamo che ti sta solo celando la parte più dolorosa di tutta questa folle missione» la voce roca di Kevin e carica di preoccupazione «In pratica quando toccherai l'albero l'iniziazione per sporcare al tua anima ancora pura avrà inizio... Ma se non sarai abbastanza forte da rimanere lucida morirai. Se riuscirai ad arrivare al frutto e mangiarlo dovrai cercare di contenere tutto il potere mentre la tua anima verrà invasa dalle tenebre e se non riuscirai a mantenere la tua umanità... Beh morirai»
Le sue frasi pronunciate con tale distacco mi fecero venire la pelle d'oca e un nodo di ansia mi serrò lo stomaco.
«Quindi buona morte fatina» ringhiò voltandosi verso di me.
Serrai la mascella e mi avvicinai all'albero e lo sfiorai con le dita: una scossa elettrica mi invase il corpo arrivando fino al cuore dove una fitta mi fece piegare le ginocchia e mi ritrovai per terra.
Annaspai in cerca di aria mentre mi chiudevo a riccio in posizione fetale stringendomi le mani al petto cercando di attenuare il dolore.
Le orecchie iniziarono a fischiare mentre la vista diventava sfocata. Sentii le voci di Kevin e Cedric chiamarmi ma erano lontane quasi come degli echi.
L'aria non voleva più entrare nei polmoni ed un nodo di paura si serrò in gola. Qualcosa di bagnato iniziò a scorrermi lungo le guance.
Stavo piangendo? Quando avevo iniziato?
I sensi iniziarono ad offuscarsi ed iniziai a sentirmi molto più leggera.
Poi un sapore dolce mi invase il palato. Erano delle labbra.
Qualcuno mi stava baciando. Era Kevin o Cedric?
Ma poi tutto fu buio in un solo istante e i dubbi si affollarono nella mente.
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