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Capitolo 25

                                                                                         Aleys

«Cazzo!» la voce di Kevin arrivò forte e chiara e fu come una miccia nel mio cervello.

Sentii il cuore aumentare i battiti e il sangue diventare lava.

Voi non lo dovete toccare.

Il mio potere fuoriuscì con un enorme vampata, le fiamme mi avvolsero e avvolsero anche tutto il resto.

Sparì tutto: i miei amici, la camera e anche la vista.

«Ben tornata sorellina» la sua voce mi risvegliò facendomi sobbalzare.

No no non di nuovo. Bene riassumiamo la faccia da sorella gentile e sopportiamo le prossime ore.

«Smetti di chiamarmi sorellina» ringhiai, puntai lo sguardo sulla sua figura.

Le sue forme erano sottolineate dal corpetto rosa in pelle, mentre i pantaloni bianchi le fasciavano i fianchi stretti. I capelli biondi raccolti in una coda alta tenuti insieme da un elastico beige.

La benda che le copriva gli occhi non permetteva di vedere i suoi occhi ormai ciechi.

«Ma la scorsa volta pensavo che...» sussurrò lei puntando lo sguardo a terra.

Gli lanciai un'occhiata di fuoco.

«La scorsa volta stavo cercando di andarmene, tutto ciò che ho detto o fatto è stato per non essere troppo scortese. Ma mi sto rompendo le palle di tutti sti segreti e di tutti sti intrighi! Voglio sapere la verità! Già è difficile da decifrare Kevin, poi ti ci metti anche tu... E poi» urlai sull'orlo di una crisi di nervi. Ero stufa di tutti loro.

Light mi guardò sospirando, mentre stringeva la mandibola, rimanendo in religioso silenzio.

«Se non ti ho raccontato la verità è perché neanche io la so! Io ti voglio aiutare ma tu... Tu continui a fare così! Già non riesco più a parlare con le altre, sto cercando di proteggere anche la nostra ultima speranza...» anche lei era sull'orlo di una crisi di nervi.

"La nostra ultima speranza"? A me delle vostre guerre non potrebbe fregare di meno! Io voglio solamente sapere chi sono realmente!

«Io non sono di nessuno! E questo deve entrarti in testa! A me non ne frega niente di tutte le vostre guerre! Io non ho scelto tutto questo! Io voglio solo essere una ragazza-fenice normale! Non posso esserlo?! E perché? Cosa ho fatto di male?» urlai mentre gli occhi iniziavano ad inumidirsi.

Odio quando le persone mi urlano contro

Una lacrima scese lungo il volto di Light. Se ne aggiunse un'altra ed un'altra ancora. Il corpo scosso da singhiozzi silenziosi, mentre le mani strette a pugno cominciavano a grondare di sangue.

La guardai mentre piangeva in silenzio, senza far rumore, senza farsi notare da nessuno.

Feci dei profondi respiri cercando di calmarmi.

«Ascolta...Mi dispiace» sussurrai avvicinandomi di un passo.

Lei si allontanò indietreggiando lentamente.

«È questa la verità giusto? Per te io ti sto mentendo... O sbaglio? Io... Vivo qui da tutta la vita, e non posso né uscire né viaggiare. Ma non mi lamento. Non posso farlo. Non sono mai stata libera quanto lo sei stata tu. Non ho mai incontrato persone che mi volessero bene quanto ne vogliono a te. La mia unica famiglia che mi è rimasta sei tu Aleys. E io...sai speravo di riuscire ad andare d'accordo con le persone... Ma a quanto pare sono stata creata male» la sua voce rotta dai singhiozzi, creò una crepa nel mio muro di ostilità.

Non è mai stata libera come me, non ha mai avuto una famiglia come me, è rinchiusa come me.

Non pensavo che ci fossero così tante cose in comune... Fissai lo sguardo sul pavimento, cercando di rimanere fredda e distante.

"I legami ti indeboliscono e feriscono".

"Ma non posso farne a meno..."

"E invece dovrai, la solitudine e il silenzio diventeranno i tuoi nuovi migliori amici"

La voce di Mary riecheggiò nella mia mente.

Aveva ragione i legami feriscono o possono indebolirti. Ma allo stesso tempo ti rendono più forte.

Strinsi la mascella a mia volta serrando le mani in due pugni. Il suo corpo scosso dai singhiozzi mi fece tenerezza.

Sei uguale alla me di qualche mese fa

Con lentezza per non farla spaventare mi avvicinai sempre di più fino a riuscire a stringerla in un abbraccio. Il suo corpo sembrava quasi inconsistente... Eppure percepivo il calore della sua pelle.

«Stiamo morendo tutte Aleys. Non possiamo più farci niente. Mi dispiace davvero tanto di non aver agito prima» il suo sussurro mi fece irrigidire.

Che cosa vuol dire che state morendo?! Ma le fenici sono immortali! Le fenici rinascono dalle proprie ceneri!

Non riuscii a ribattere che tutto iniziò a scomparire come le scorse volte.

Perché tutte le volte che la vedo mi fa venire altre domande? Perché mi instilla nuovi dubbi?

Riaprii le palpebre debolmente, il calore corporeo di un fisico marmoreo mi sosteneva con semplicità come se pesassi quanto una piuma. Alzai leggermente la testa incontrando lo sguardo di Kevin, il volto sudato e i tratti tesi.

«Piaciuto il sonnellino di bellezza?» la sua voce sarcastica e ironica mi fece sorridere, notai solo ora che eravamo ancora nel castello in cui eravamo stati imprigionati. I soldati erano diminuiti drasticamente di numero. Ma Blair si era ripresa e ora stava combattendo ferocemente contro Hester che iniziava ad essere stremata anche lei dal combattimento. Il muro era stato per buona parte carbonizzato e anche tutti i cadaveri dei soldati ora erano solo mucchietti di cenere.

«Finalmente ti sei svegliata! Ci eravamo preoccupati tantissimo per te!» la voce squillante di Hester mi fece girare la testa nella sua posizione.

«Non mi ignorare!» Blair con il volto insanguinato era ancora più infuriata di prima.

Hester si riconcentrò sul combattimento mentre anche Kevin che era riuscito a trovare una spada con cui ora stava fronteggiando il soldato davanti a se.

«Basta mi sono rotto, andiamocene» detto questo Kevin concentrò il suo potere nel braccio con cui stava combattendo per poi sferrare un pugno davanti a sé senza colpire alcun soldato. All'inizio non ne capii il senso, ma dopo una fortissima corrente d'aria creò un buco nel muro della stanza.

«Andiamo? Dove?» strepitai senza capire. La porta era dall'altra parte della stanza!

«Fuori da qui» rispose lui con nonchalance.

Cercai di liberarmi dalla sua presa. Non indossavamo gli stivali speciali per camminare sul suolo di questo mondo, perciò a parte me che sarei sopravvissuta. Kevin, Hester e Logan sarebbero sicuramente andati incontro a morte certa! Con l'altra mano strinse la presa sulla mia nuca stringendomi ancora di più a se. Poco dopo sentii il vuoto sotto di me.

«Cazzo! Ma siete pazzi!» urlai ma nessuno mi sentii.

I miei capelli svolazzavano come impazziti durante la caduta mentre la forza di gravità ci trascinava sempre più in basso, sempre più velocemente.

«Fidati» la sua voce roca e profonda spazzarono via qualsiasi tipo di paura.

Feci per ribattere ma prima che potessi anche solo aprir bocca, caddi in un sonno profondo.

Possibile che mi addormentino ogni due per tre?

Logan

Nella stanza calò un silenzio tombale.

Kevin, Hester ed Aleys erano appena saltati dalla scappatoia improvvisata.

Celia piangeva disperata tra le mie braccia.

«P-perché i tuoi amici sono andati via?» sussurrò la sua vocina tra i singhiozzi.

Le sorrisi, loro avevano fatto già abbastanza. Più di quanto mi aspettassi.

Ormai il rapporto con tutti i miei amici era andato in frantumi, ed era solo colpa mia. Ma non tutti, c'è ancora Nika.

Sospettava che quel club non fosse del tutto in regola perciò aveva fatto delle ricerche a riguardo trovando un articolo di cui parlava della costruzione di un enorme fortezza, perciò cominciò ad indagare più a fondo scoprendo sempre più dettagli.

Chissà dove si trova ora...

Guardai i soldati e Blair che mi fissavano come un predatore fissa la sua preda prima di sbranarla.

Sorrisi.

Adesso vi faccio fuori tutti.

Presi una spada da terra che era caduta di fianco a me, appoggiando Celia nell'angolino, osservai i nemici: ormai erano una decina di soldati malconci e Blair.

La lama roteò tra le dita della mia mano per prepararmi al combattimento. Avevo aspettato tanto questo momento, il momento in cui tutti i loro corpi sarebbero stati trafitti dalla mia spada. Le loro urla, musica per le mie orecchie; il loro sangue, uno dei tanti colori che avrebbero dipinto la mia vita.

Scattai, e la mia furia distruttiva che cercavo di reprimere in tutti i modi quando qualcuno feriva le persone a cui volevo bene, fuoriuscì in tutta la sua potenza.

Bastò meno di due minuti. Le guardie caddero una dopo l'altra sul pavimento creando un enorme pozza di sangue color bordeaux. Blair inorridì ed indietreggiò impaurita.

Non mi scappi tesoro.

Con un movimento preciso di polso le mozzai la testa, e misi fine all'ennesima vita. Mia sorella mi guardava con ammirazione, neanche un'ombra di paura nel suo sguardo. Le sorrisi, prima di poggiarle due dita sulla fronte tele trasportandola alla gilda. Sospirai esausto.

Ora tocca a me sparire, non sono stato forte abbastanza da proteggere i miei amici. Ho ucciso uno di loro e tradito la loro fiducia. Non merito più di vivere.

La lama della spada affondò nel mio addome con una facilità disarmante, non percepii neanche il dolore.

Fortunatamente il corpo quando subisce uno shock talmente forte da non riuscire a sopportare fa quasi da anestetico.

I suoi capelli neri riccioluti, morbidi e setosi; i suoi occhi profondi come l'oceano; il suo fisico scolpito da Michelangelo. Volevo tutto di lui.

Ma lo avevo tradito, e Nika non è una di quelle persone che ci passano sopra. Non avevo neanche avuto la possibilità di vederlo un'ultima volta prima di andarmene definitivamente.

Ma va bene così. Anche se sopravvivessi, non avrei chance di una vita con lui, non c'è bisogno di uno come me qui.

Chiusi gli occhi e caddi all'indietro ormai privo di ogni forza vitale.

Pace, finalmente.

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