Capitolo 11
Il mondo iniziò a vorticare attorno a me, l'aria non voleva più entrare nei polmoni, stavo soffocando.
Avevo sbagliato e il mio sbaglio era costata la vita a Gideon, possibile che io non riesca mai ad essere la perfezione? Ecco il motivo per cui la mia famiglia mi rigetta perché sbaglio no anzi perché sono sbagliata.
Iniziai a vedere come dei puntini neri che mi offuscavano la vista, non capisco... perché non sono all'altezza?
Ma in quel momento tutto si fece buio. Per fortuna questa volta non mi risvegliai con le lacrime, mi tirai su e guardai lo spazio circostante. Ero sul divano, il salotto era vuoto, così mi alzai e andai in cucina.
Hester piangeva trattenendo a stento i singhiozzi continuando a guardare intensamente la figura di Gideon, mentre al suo fianco Nika stringeva Logan che continuava a singhiozzare incessantemente. Non riuscivo a sopportare quella vista.
Era meglio se rimanevo nel mio mondo. La mia famiglia ha ragione, non merito di essere considerata un membro di questo club, visto che invece di fare conoscenza ho ucciso un mio compagno.
Corsi fuori dalla nostra ala, mentre delle lacrime silenziose mi scendevano copiose lungo le guance.
Inutile. Infantile. Indegna. Imperfetta.
Erano queste le parole che mi erano state rivolte per descrivermi e avevano ragione. Avevano tutti dannatamente ragione.
È colpa mia. È colpa mia. È colpa mia.
Le voci nella testa non volevano saperne di zittirsi. Ma come dargli torto?
Ero quasi arrivata all'entrata principale quando andai a sbattere contro qualcuno di incredibilmente alto. Tenni lo sguardo fisso a terra, evitando così che quel qualcuno potesse vedermi grazie ai miei lunghi capelli che mi facevano da barriera.
«Fatina?» la sua voce e quel nomignolo che mi era stato affidato mi fecero irrigidire. Mi girai dandogli le spalle per cercare di fuggire, ma Kevin mi catturò un polso e mi tirò indietro. Finii a sbattere contro i suoi pettorali massicci arrossendo. «Guardami» il suo non era una richiesta ma un ordine, non obbedii e lui mi prese il mento tra le dita obbligandomi ad alzare la testa per guardarlo negli occhi, dove, sprofondai in quel verde estivo, bellissimi eppure anche così tanto pericolosi.
«Che cosa è successo?» la sua voce atona mi diede per qualche ragione un certo conforto.
«Io... Non... Gideon...» esalai tra i singhiozzi, poi sentii il suo tocco caldo sulla guancia mentre dolcemente mi asciugava una lacrima con il pollice.
«Calmati» cercai di fermare i singhiozzi per via del suo ordine. Quando constatò che mi fossi calmata abbastanza, abbandonò il mio viso e mi fece cenno con la testa di seguirlo dentro l'ala.
Iniziai a percorrere a ritroso la strada, seguendo Kevin docilmente. Rientrai dentro la nostra ala, dove il silenzio di tomba persisteva ancora, deglutii ed io e lui facemmo l'ingresso in cucina guadagnandoci le occhiate di tutti i presenti.
Lancia un'occhiata al bellissimo ragazzo che mi stava di fianco, vedevo i suoi occhi saettare da tutte le parti attenti mentre studiavano l'ambiente circostante, poi si soffermò su Gideon. Gli si avvicinò e poi sfoderò un pugnale da più o meno 15 cm, sbiancai, che intenzioni aveva?
«Non devi neanche avvicinarti a lui brutto bastardo! Se osi anche solo toccarlo giuro che ti strangolo con le mie stesse mani!» Hester stava per lanciarsi su di lui come una furia, ma Nika la fermò solo prendendola per il polso, la ragazza cercò di staccarsi da lui con tutta la forza possibile, ma non c'era niente da fare Nika era immobile e tranquillo mentre osservava intensamente Kevin come per dargli il via libera.
«No vi prego! Non lo uccidete! Io so che vivo...Io...» Hester riprese a singhiozzare, mentre Kevin la guardava dall'alto senza emozioni, prima di avvicinare la punta del pugnale alla falange di un dito e poco dopo ne uscì una gocciolina di sangue che scese poi lungo di esso.
«È ancora vivo» la sua voce profonda risuonò come un rimbombo nella cucina silenziosa, e poi la saletta piombò nel caos, Nika e Logan esultarono felici urlando a squarcia gola mentre Hester si buttava tra le braccia di Kevin che rimase immobile, sorrisi a tutto quel trambusto creato dai miei amici che un giorno sarebbero diventati la mia famiglia.
«Nika hai somministrato l'antisettico ieri sera? Lo hai fatto tu, vero?» domandai a Nika con sguardo duro, mi ero quasi dimenticata di quella somministrazione.
«No, avevo un lavoro importante quella sera» abbassò il capo pentito sottintendendo anche: "Mi sono dimenticato".
«Chi l'ha somministrata allora?» guardai tutti i presenti studiandoli, ma ormai l'avevo già capito.
«Sono stato io, e mi dispiace, non volevo, è stato un incidente, non pensavo che potesse finire così... io...» Logan balbettò qualche parola, mentre passava con lo sguardo dai miei occhi duri al pavimento.
«Va bene fa lo stesso, tra qualche ora Gideon dovrebbe risvegliarsi, visto che chiaramente gli hai iniettato dell'anestetico super concentrato in vena, ma ti do un consiglio, se mai vorrai cambiare lavoro, non fare il medico, faresti una strage» ridacchiai stemperando la tensione, mentre anche tutti gli altri iniziavano a sorridere nuovamente, poi mi voltai verso Kevin che guardava la scena apatico come al solito.
Mi avvicinai a lui «Non avresti dovuto riposarti?»
«Infatti mi sono riposato, ma sappi anche che non sei né una mia amica né la mia coinquilina, e soprattutto non sei mia madre. Tu non mi dici cosa posso o non posso fare, e non ho bisogno dei tuoi consigli, chiaro?» mi guardò duro mentre abbassavo la testa.
Volevo solo essere gentile
Lasciammo tutti la cucina e andammo a mangiare. L'enorme ristorante se così si può chiamare, era sempre pieno di gente allegra che chiacchierava del più o del meno, spaziai con lo sguardo nella sala notando che al lato opposto dell'ingresso della nostra ala ce ne era un'altra che dall'aspetto sembrava anche molto potente.
«Di che si tratta?» domandai incuriosita ai ragazzi.
Loro seguirono il mio sguardo incontrando l'enorme porta in marmo bianco dalle sfumature nere con sopra un fantasma nero come sigillo.
«Quello è il club Black Ghost, uno dei più potenti in questa gilda» ringhiò Nika, tornando al suo pasto.
Capii subito che tra loro non scorreva buon sangue.
«Ma da vedere non sembrano tanto forti» esalai invitando a continuare la spiegazione.
«Infatti non lo sono, quei figli di puttana, sono solo in tantissimi ed insieme riescono ad avere una forza temibile, ma da soli sono delle mezze calzette. Per arrivare dove sono oggi, hanno sabotato le nostre missioni prendendosene il merito tutte le volte. Un tempo eravamo noi il club più richiesto, eravamo anche i più forti. E lo siamo ancora, purtroppo però Black Ghost riuscì ad ottenere tantissimi membri e allora gli altri iniziarono a pensare che visto che in tanti andavano là, questi ultimi erano i più forti e allora perché non andare da loro? Invece che da noi?» ringhiò Nika mentre mutilava il povero cavoletto che c'era nel suo piatto.
Vorrei tanto saperne di più, ma credo che farei rompere il piatto a Nika per la violenza con cui infilza le carotine.
Tornai anche io al mio piatto composto da verdure e una buona dose di carne, mentre ripercorrevo mentalmente che cosa era successo oggi.
«Ma guarda, guarda cosa abbiamo qui, un nuovo agnellino nel branco, eh?» una voce altezzosa si levò da un angolo del tavolo dove si stava avvicinando un altro ragazzo.
«Nessuno ti ha invitato Cayden, perciò vedi di andartene e andare a scocciare qualcun'altro» la voce fredda di Kevin era una minaccia velata, ma l'altro non ci fece molto caso.
Alzai gli occhi dal piatto incontrando la figura atletica ed incredibilmente alta di Cayden. Sarà stato alto almeno 2 metri, i capelli biondi lasciati scioli gli cadevano lungo le spalle possenti, mentre due occhi color acqua marina purissima incrociavano altezzosi quelli dei miei compagni.
«Quindi che abbiamo qui?» puntò i suoi occhi azzurrissimi su di me, consapevole di avere una bellezza spaventosa accentuata anche dal fatto che fosse un elfo.
Già un elfo credo sia la prima volta con cui parlo con uno di questa specie.
«Un'umana?» chiese dopo avermi studiato attentamente i tratti del viso. Sentii il mio potere spingere per venire fuori per dimostrare che cosa ero davvero in grado di fare, ma mi limitai a lanciargli un'occhiata di fuoco. D'altro canto lui indietreggiò impaurito, indicandomi.
«Lei è... Lei è... No non è possibile che sia...» balbettò continuando ad indietreggiare con passi incauti.
«Sì sono una fenice, e vedi di smammare prima che ti riduca in un ammasso di cenere» ringhiai io verso di lui. Cayden però sembrò sentire solo la prima frase perché mi guardò scioccato.
«Ma non si erano estinte, io pensavo, io pensavo di aver fatto un buon lavoro» balbettò confuso prima di allontanarsi sconcertato.
"Pensavo di aver fatto un buon lavoro"? Che cosa significa? È stato forse lui ad uccidere le fenici su questo pianeta se mai ce ne fossero state? Ed in più se le fenici un tempo erano immortali, perché adesso non lo sono più?
Cercai tutti i possibili collegamenti ma non c'era niente da fare non riuscivo a trovare il nesso logico che collegava tutto ciò... Possibile che gli elfi, avessero trovato una magia in grado di rendere mortali le fenici per poi ucciderle sapendo di avere scombussolato la loro vita? Ma anche se così fosse per quale ragione avrebbero fatto tutto questo?
«Allora, oltre tutto il casino che è successo oggi, Gideon si riprenderà e quindi per ora siamo tranquilli. Ma tu non hai ancora superato l'ultimo esame per essere ammessa al nostro club. Diciamo che ti daremo tempo, hai una settimana per prepararti. Allenati per qualsiasi situazione possibile ed inimmaginabile, chiaro? Non potrai venire alla gilda durante questo periodo, perciò preparati al meglio» esordì Nika, facendomi venire un'ansia pazzesca.
Se non avessi superato l'esame di logica non sarei diventata parte del club e Kevin mi avrebbe cacciato fuori di casa. Riuscirò a superarlo? Questo l'avrei scoperto solo dopo un'interminabile settimana.
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