8
-Qual è il suo nome?
-Vladimir, piacere- sorrise debolmente. Ammetto che mi faceva pena vederlo in quello stato.
Cominciammo ad incamminarci verso la direzione dell'hotel che mi aveva indicato su una piccola mappa della città.
-È venuto a New York per vacanza o per lavoro?- gli chiesi per saperne di più.
La sua risposta mi spiazzò completamente: -Per ritrovare me stesso.
Cosa poteva significare questa frase?
-Che cosa intende?
-Lo scorso 5 dicembre ebbi un'incidente... Hey, tutto bene?
Mi paralizzai all'istante. N-non poteva essere, no.
-È stato lei a uccidere mio padre?- le parole uscirono da sole, senza controllo. Ero un mix di rabbia, delusione e nostalgia.
-No, no, hai capito male!- ma io stavo già correndo via, non guardando dove sarei andata a finire, per via della vista appannata dalle lacrime.
Quando mi fermai, mi ritrovai in un quartiere mai visto, il rumore del traffico incessante della Grande Mela era ben lontano da dove mi trovavo. Non c'era anima viva e ad un certo punto mi trovai davanti ad un vicolo cieco.
Improvvisamente sentii un rumore dietro di me, scattai all'indietro girandomi, pronta ad afferrare qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi a colpire qualcuno.
Ero sicurissima che la persona che mi stava seguendo fosse quell'uomo, ma mi aspettava, forse, qualcuno peggiore.
***
Nota Autrice
Heylà people!
Come va?
Vi sta piacendo la storia?
Cosa ne pensate dei protagonisti:
Vladimir?
Ekaterina?
Vi sembra verosimile ciò che sta succedendo finora?
Passando ad argomenti più... brutti, come va la scuola?
Promossi, rimandati?
Cassi💋
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