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Capitolo 2

Mia madre si mise a bussare alla porta:"Ma quanto ci metti? È pronta la cena!".
"Arrivo mamma". Risposi io assumendo il tono piú naturale possibile. Con l'asciugamano a mo di turbante sui capelli uscii dal bagno nonappena udii i passi di mamma allontanarsi e corsi in camera mia a vestirmi. Feci piú in fretta che potevo. Dalla cucina proveniva un gradevole odorino di pesce e gamberetti. Salutai tutti e mi sedetti a tavola affamata.
"Oh". Esclamó la nonna con il suo fare allegro."Qui bisogna ringraziare il figlio di Carl, che caro ragazzo!".
"Chi è Carl nonna?" Chiesi svogliatamente.
Lei sorrise:" È un caro amico che ha aquistato una casetta estiva al villaggio turistico del Sole d'oro.E ama la pesca. Suo figlio come si chiamava Paul?" L'anziana guardó il nonno che sembró cadere dalle nuvole:"Non ricordo cara".
Lei s'infurió:"Ah, sei vecchio e rimbambito". E fece un gesto sprezzante con la mano. Non li rivolse parola per tutta la serata. Mia nonna era proprio strana, c'è da dirlo. Quando finii di leccare il piatto decisi di uscire a fare un giro con mia sorella sulla spiaggia. Lei aveva due anni in meno di me, 13 per l'esattezza. Nonostante i tratti del viso simili avevamo capelli e occhi completamente diversi. I suoi capelli erano lisci e rossicci e io segretamente li invidiavo e gli occhi verde luminoso. Piú volte le avevano attribuito il soprannome di Ariel, come la sirenetta.
"Allora nostro cugino arriva la settimana prossima".
"Si". Risposi io e continuammo a passeggiare in silenzio.  Non avevo proprio in mente discorsi da fare. Poco dopo decidemmo di arrampicarci sugli e di fermarci ad ammirare il mare.
"Cosa ne pensi se torno indietro a prendere un paio di lattine di coca cola?". Propose mia sorella. L'idea mi allettava cosí dissi:" Perfetto, io ti aspetto qui, sugli scogli". La vidi allontanarsi e decisi di arrampicarmi un po' piú in alto.Scalai con discreta agilità qualche scoglio. Sembravano un po' scivolosi e cercai di stare il piú attenta possibile.Arrivai in cima e mi diressi verso il lato esposto al mare. Ero davvero in alto. Mi sporsi su alcuni scogli per vedere meglio il blu e magari trovare qualche grazioso granchio da catturare ma scivolai bruscamente e persi l'equilibrio. Stavo per precipitare. Mi assalí il panico. Proprio in quel momento una forte mano mi prese per i fianchi appena in tempo. Mi voltai per ringraziare il mio salvatore e rimasi colpita da ció che vidi. Aveva un volto angelico, riccioli capelli biondi e occhi che parevano un abisso. I lineamenti era delicati e terribilmente affascinanti.
"Hai rischiato di cadere, come ti sentí?" Chiese lui preoccupato.
"Bene".Risposi io ancora un po' scossa. Le sue braccia erano forti, aveva un fisico degno di un fotomodello.Poi aggiunsi:"Grazie per avermi salvato". Lui sorrise e si presentó:"Mi chiamo Daniel".
"Io sono Maureen". Mi sentii improvvisamente in imbarazzo di fronte a lui, bellissimo, ed io scorfano.Accennai un sorriso e rimasi in silenzio.Lui mi fissó per qualche secondo e poi mi disse:"Hey è tutto apposto?"
Io ero rossa di vergogna:"Si va tutto bene". Risposi.
"Sei qui da molto?"S'informó lui".
" Oh no, da oggi, sono appena arrivata".
"Noto che ti piace il mare".
"Oh si un sacco".
Poi comincia a farmi domande su di me, sulla scuola, sugli amici. Da lui vengo a sapere che ha 17 anni e che frequenta un liceo scientifico. Gioca a calcio nella scuadra della scuola e ama collezionare conchiglie.  Sembra una persona molto solare.
E poi vedo arrivare mia sorella da lontano. Lui mi saluta:"Ora devo proprio scappare, ci si vede in giro". Mi fa l'occhiolino e comincia a scendere dagli scogli.
"Hai bisogno di una mano o resti li?" Mi chiede lui dolcemente.
"No, scendo".
Noto come lui durante la discesa mi fissa per assicurarsi che non mi faccia male ed io finisco per trovare la cosa molto dolce. Una volta a terra mi fa un ultimo cenno di saluto e scompare nel buio. In quel momento arriva mia sorella.
"E quello chi era?"
"Un ragazzo".
"AH, un ragazzo".
"Non è come pensi".Mi lamento io.
"E chi ha detto niente". Sbuffa lei porgendomi la coca e poi scoppiando a ridere.

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