9. Sms
"La vita può essere capita solo all'indietro ma va vissuta in avanti."
Cit. Soren Kierkegaard
Fu sconvolgente quando una sera, quando ritornai a casa dal lavoro mi accorsi di avere tanti messaggi non letti.
Il numero non era salvato in rubrica e questo mi incuriosì abbastanza.
Aspettai che papà andò a lavoro e che Matthew si addormentasse per io sdraiarmi sul divano e aprire la nuova chat.
"Mi ha lasciato. Quella stronza mi ha lasciato per un altro. Te ne rendi conto?"
L'orario dell'invio del primo messaggio era alle 21:06.
Non capii chi fosse il mittente e così continuai a leggere i messaggi seguenti.
"Non so perché io abbia salvato il tuo
numero ma ho bisogno di qualcuno che possa fermarmi dal fare cazzate" 21:08
"Non che io voglia uccidere quei due ma senza di lei mi sento terribilmente solo e perso e per l'amore che provo ancora per lei
potrei anche perdonarla e chiederle io scusa. Ti prego non permettermi di chiederle scusa" 21:13
"Lo so, sembro un pazzo psicopatico ma sono
solo qui e non so a chi chiedere aiuto. In realtà non so chi sei e per quanto mi riguarda potresti essere anche tu una squilibrata serial killer ma ti prego, aiutami a non fare cazzate"
"Non cancellare i miei messaggi.
Non bloccarmi. Ti assicuro che sono una brava persona. Voglio solo dei consigli sull'amore. Puoi aiutarmi?"
21:24
"Scusami non avrei dovuto memorizzare il tuo numero ma l'ho fatto e quindi adesso eccoci qua. Sono ubriaco, sono tremendamente ubriaco e domani mi pentirò di averti scritto. Scusa"
21:30
"Ciao Charlotte" 21:33
Rimasi a guardare quella chat sconvolta.
Solo quando lessi l'ultimo messaggio capii chi fosse la persona dei messaggi.
Adam, cioè l'Adam sbagliato. Quello che credevo fosse Adam ma che in realtà era un ragazzo completamente diverso.
Mi alzai dal divano e andando in cucina mi riempii un bicchiere di vino rosso.
Non amavo molto bere ma quella sera, ne sentii il bisogno.
Ero scettica se rispondere oppure no ma la cosa mi incuriosì molto a tal punto che decisi di rispondere a quei messaggi.
Non sapevo da dove partire.
Non sapevo cosa fosse giusto rispondergli ma improvvisai.
"Quanto hai bevuto?"
Fu tutto quello che scrissi.
Inutile dirvi che non appena inviai il messaggio, mi sentii incredibilmente stupida.
Bloccai il cellulare lanciandolo sull'altro lato del divano come se fosse ricoperto da lava bollente.
Mi allontanai ignorando il telefono.
Avevo sbagliato, forse non avrei mai dovuto rispondere.
Il rumore di alcuni passi mi fece sobbalzare.
«Matt!» mi voltai a guardare mio fratello «Che fai ancora sveglio? Domani hai scuola!»
«Lo so Lottie ma non riesco a dormire».
«Che succede?» gli chiesi andandogli incontro.
«Ho avuto un incubo».
«Ti va di parlarne?»
Matthew annuì e conducendolo in cucina gli preparai una bella tazza di latte calda con il miele.
«Allora, di che si tratta?» Domandai lanciando una veloce occhiata al mio cellulare.
«Ho sognato la nostra mamma».
Ora capivo, sognare Liv era un incubo per tutti.
«E sentiamo, ti diceva qualcosa nel sogno?»
Matthew scosse la testa.
«Io ero in mezzo a una strada, ero in pigiama e sentivo freddo. Mi guardavo intorno ma non capivo dove fossi. Tu e papà non eravate con me. La mamma mi venne vicino e senza dirmi nulla mi invitò a guardare dietro di me. Quando mi voltai vidi un uomo e due bambini più piccoli di me».
Matt si soffermò per bere qualche sorso di latte, poi proseguì.
«Io le chiesi chi fossero mentre lei scoppiò a ridere. Quell'uomo era il suo nuovo marito e quei due bambini erano i suoi figli».
«Oh...».
«Olivia sorrise e interrompendo il silenzio mi disse che loro meritavano di essere amati mentre io non contavo nulla».
«Che grandissima bastarda!» mi lasciai sfuggire. Nostra madre era stronza anche nei sogni!
«Fu a quel punto che Olivia mi lasciò da solo per andare dalla sua nuova famiglia».
«Le hai detto che tu non hai bisogno di lei?» mi alterai inutilmente. Alla fine quell'episodio non era reale ma frutto di un sogno di mio fratello.
«Non le dissi niente, mi voltai le diedi le spalle e andando via mi svegliai».
«Si sarebbe meritata un ceffone quella donna! Ah se ci fossi stata io nel tuo sogno, le avrei detto giusto due cosine che tengo dentro da anni!»
Matthew sorrise e io lo abbracciai forte.
«Non lasciare che il brutto ricordo di nostra madre ti rovini la vita. Mi dispiace che lei abbia abbandonato anche te ma la sua cattiveria non ha risparmiato nessuno».
«Io ho te» disse all'improvviso Matthew «Io ho sempre avuto te e devo ammetterlo sorellona, non te la cavi niente male a fare la mamma!».
«Lo pensi veramente?» risi.
«Sì, sei il nostro più grande dono Lottie, papà e io senza di te saremmo persi».
«E ci credo bene! Immagina papà mentre prova a stirare una delle sue camice o tu, che non potresti mai fare a meno del mio aiuto in letteratura».
«Che posso farci io se amo di più le materie scientifiche?»
«Nulla ma dovresti studiare tutte le materie sul tuo piano di studi».
E fu in un attimo che il senso materno che c'era in me ci fece dimenticare del brutto incubo.
«Ancora con questa storia Lottie?»
«Sì, ancora con questa storia, non voglio che la tua professoressa di letteratura ti metta un brutto voto. Hai una pagella bellissima Matt, impegnati anche con questa materia. Andiamo fallo per me!».
Matthew alzò gli occhi al cielo e finendo di bere il suo latte si alzò dalla sedia.
«Improvvisamente ho incredibilmente sonno. Torno a letto Charlotte!».
«Matt...».
«A domani Lottie Foster, a domani».
E sorridendomi raggiunse la sua camera da letto.
Ritornai vicino al divano e prendendo posto presi il cellulare per vedere se "Io non sono Adam" mi aveva risposto.
Trovai due nuovi messaggi da parte sua.
"In realtà non ho bevuto molto ma non reggo l'alcol e così..."
22.31
"Quindi ti ricordi di me?" 22.37
Sorrisi.
In realtà non avevo più pensato a lui.
Come avrei potuto farlo? Non sapevo chi fosse e lo sbaglio che avevo commesso nello scambiarlo per Adam mi aveva decisamente imbarazzata.
Risposi senza riflettere.
"Come potrei dimenticarmi di una delle mie più grandi figure di merda? Piuttosto perché hai salvato il mio numero?"
"Sei simpatica"
Rispose pochi minuti dopo. Questo era pazzo da legare.
"Simpatica? Ma se non mi conosci nemmeno!"
"Intuito... insomma ho intuito che potresti essere una ragazza simpatica... Lo sei?"
"Non saprei... Come hai detto tu, potrei essere una serial killer! E tu? Tu lo sei"
"No, non sono un seria killer ma sì, sono decisamente simpatico. Però... in vita mia ho davvero ucciso tante zanzare. Vale?"
"Ah beh... allora non ci siamo... a questo punto mi dispiace dirtelo ma il tuo animo non è del tutto puro, allora!"
"Dici questo per delle inutili zanzare?"
"Sì, povere creature..."
"Inutili creature, vorrai dire. Eh Charlotte...
io comunque continuo a vedere la stanza girare"
"Bevi molta acqua. Aiuta"
"Io...shgybxosnjsmja"
"Fammi indovinare. Sei crollato sulla tastiera del cellulare, vero?"
Il suo non rispondere mi diede la conferma.
Risi.
Andai in camera da letto e sdraiandomi decisi di inviargli un ultimo messaggio.
Non so perché lo feci ma parlare con lui sembrava divertente.
Ricevetti un altro messaggio.
"agdienbtomaghj bcuneoagtsoji"
Risi rispondendo; "Buonanotte chiunque tu sia"
Spazio Autrice
Ciao lettori e buona domenica! Come state? Spero tutto bene!♥️
Finalmente eccomi qui con il nuovo capitolo.
Spero che vi sia piaciuto. Ancora non siamo entrati nel vivo della storia, questi sono ancora capitoli "introduttivi" se così possiamo definirli.
Ma... ho una domanda per voi; siamo nell'era dei messaggi, nell'era (ahimè) dove le lettere sono state sostituite da semplici e veloci sms o "whatsapp", quindi... vi chiedo: vi è mai capitato di messaggiare con una persona che in realtà pensavate essere un'altra?
Avete mai messaggiato con un "perfetto/a sconosciuto/a"?
Se non voi qualche vostro amico/amica si è mai trovato in questa situazione?
Se la risposta è sì, ragazzi vi invito sempre a fare molto ma molta attenzione!
Qui stiamo parlando di una storia frutto della mia immaginazione, ma la realtà può essere ben diversa!
Vi abbraccio e vi do appuntamento al nuovo capitolo ♥️
Ma nel frattempo... se non l'hai già fatto, ti invito a seguirmi sui miei social!
Ciao♥️
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