Capitolo 3.9
Guardo l'orologio sul telefonino, sono le 6. Ho passato una notte davvero terribile, non ho dormito molto a causa di Paolo e di quello che mi ha detto. Ma come gli salta in mente di mettere in discussione le mie scelte? E le mie amiche, poi... Ieri sera, non ci siamo dette niente, ma oggi dovrei decidermi a mettere tutto in chiaro.
Rimango a letto un altro po' e quando manca ancora mezz'ora al suono della sveglia, mi alzo e mi preparo per uscire; faccio tutto con calma: la colazione davanti la tv, lavarmi, vestirmi e truccarmi, visto che ne ho il tempo, e infine resto a guardare i fatti degli altri davanti allo schermo del mio computer.
Quando è ora di uscire, prendo la tracolla e mi dirigo, a passo svelto, verso casa di Fede.
Appena sono fuori, comincio a sentire una strana sensazione, quasi come se dovessi scusarmi per quello che le ho detto ieri; non lo so, ma in fondo, se sono stata sgarbata, forse dovrei davvero chiarire, spero solo di essere più calma e diplomatica possibile. Aspetterò che ci sia pure Perla, così mi risparmio di fare il mio discordo, per due volte nel giro di pochi minuti.
- Ciao Anna! - Fede sorride e sembra che non stia dando peso ai fatti accaduti al corso.
- Ciao Fede! - ci salutiamo e ci incamminiamo verso il centro.
Davanti la farmacia, Perla non si vede, così prendo il telefono dalla borsa e prima che possa sbloccarlo, eccola arrivare, insieme a Paolo. A quanto pare devo avere lo sguardo fin troppo stupito, visto che tutto quello che lui riesce a dire, mentre continua a camminare è:
- Vi do un passaggio, ho posteggiato la macchina qui vicino. -
Seppur riluttante, accetto di farmi accompagnare. Non mi va di chiarire con le mie amiche in presenza di Paolo, aspetterò che non ci sia.
- Allora Anna - Perla rompe il silenzio dell'abitacolo - hai dormito bene? -
- Che fai, mi prendi in giro? Ho una faccia da malato terminale... -
Nessuno dice più nulla fino a che non giunge il momento di scendere dall'auto e salutare Paolo. Perla e Fede, in tutta fretta si lasciano sfuggire un timido "ciao"e si allontanano lasciandomi lì, con quello che non so più se considerare il mio migliore amico.
- E così, hai dormito poco... - dice mentre giocherella con il lettore cd.
- Mi pare che ultimamente, un po' tutti vi siate presi troppi pensieri. La mia vita, Paolo, è solo mia! - dico mentre apro lo sportello per scendere dalla macchina.
- È vero, Anna, ma è questo quello che fanno gli amici, si proteggono a vicenda. -
- Non ho bisogno di nessuna protezione. Cosa faresti se io mi permettessi di sputare sentenze sul tuo comportamento? -
- Quale? Non mi pare di essere sconsiderato... -
- E invece io lo sono stata? - lo interrompo - Non cominciare a dire che stare col mio ragazzo è sbagliato, perché, altrimenti, possiamo salutarci qui. Per sempre. - Sento uno strano groppo in gola, ho paura di quello che potrebbe rispondere. Apro la portiera e scendo, senza lasciargli il tempo di controbattere.
In classe, il prof. entra subito dopo di me, e così resto ad ascoltare la lezione fino alla pausa, che per fortuna non tarda ad arrivare.
È incredibile quanto facilmente scorra il tempo, quando si fa qualcosa che ci piace...
Al suono della campana, chiedo alle mie amiche di seguirmi fuori, al muretto. Prendiamo le giacche e ci dirigiamo all'uscita, oggi non fa particolarmente freddo, ma non è il caso di fare le temerarie, e andare senza coprirsi.
Non appena sistemate, prendo subito la parola:
- Ho deciso, dopo quello che ci siamo dette ieri, che non va bene che siate così protettive nei miei confronti. L'amicizia che ci lega, non vi dà diritto di giudicare le mie scelte, anche perché io non mi sono mai sognata di fare la stessa cosa con voi. E sappiamo tutte che ce ne sarebbero da dire! Ma non importa... Se e quando vorrò raccontarvi quello che mi succede, ve lo farò sapere, ma fino ad allora, non ne voglio più parlare. Siamo d'accordo? -
Perla sta per dire qualcosa, ma Fede le dà una gomitata impedendole di aprire bocca. Prima che la pausa finisca, vado a prendermi un caffè alla macchinetta e poi mi dirigo in classe a terminare di realizzare un grafico basato su dati relativi alle vendite di un negozio di fiori.
Nonostante tutto, continuo a pensare a Paolo: e se davvero non volesse più avere a che fare con me?
Per sempre, gli ho detto...
Ma cosa mi è passato per la testa? Io non voglio che si allontani da me, ma neppure che si avvicini troppo.
Perché devo essere sempre così insicura e fare un dramma ogni qualvolta mi succede una cosa del genere.
Decido che è meglio parlarne con Luca. Devo raccontargli di ieri, dei miei amici, di oggi.
Caspita, a pensarci bene, me ne succedono di cose...
Mando un messaggio al mio ragazzo chiedendogli di passare a prendermi e all'uscita è fermo, in auto, con un sorriso che ti lascia senza fiato.
Lo raggiungo, apro lo sportello e mi accomodo accanto a lui. Ci scambiamo un bacio veloce.
- Ho bisogno di un consiglio... - dico abbassando lo sguardo.
Non avevo ancora pensato a quali parole usare per spiegare tutto quello che ho vissuto in meno di 24 ore; in fondo chiedo solo di essere ascoltata, saprò cosa dire al momento giusto. Almeno lo spero...
- Avvisa a casa, andiamo a pranzare da me e mi racconti tutto con calma. -
Prendo il telefono e la solita scusa del ritardo e del pranzo fuori con le amiche, mi permette di passare un'ora buona con Luca.
- Allora ne parliamo appena arriviamo al casolare, ok? - chiedo.
- Ok! Come preferisci... ma mi sembri scossa, tesoro, è così terribile? -
Non rispondo, guardo fuori dal finestrino, il paesaggio si fa sempre più rupestre e poco dopo giungiamo a destinazione.
- Eccoci arrivati.- Luca fa il giro e mette la macchina in garage, pare che pomeriggio sia previsto un acquazzone. Scendiamo dall'auto e dopo avere oltrepassato la porta e la tenda, ci ritroviamo nella sala relax, diretti alla cucina.
Mettiamo a scaldare l'acqua per la pasta e apparecchiamo la tavola.
- Ho del sugo, ti va bene? - chiede un po' intimorito dalla mia possibile risposta.
- Che sugo? -
- Ieri mia madre aveva cucinato le polpette, ma siccome non ho ho pranzato con lei, ha pensato di darmi quello che era avanzato... - apre il frigo e tira fuori un contenitore di vetro con il tappo blu pieno di condimento per la nostra pasta.
- Il sugo va benissimo. - dico memtre vado a sedermi al tavolo
- Sai, credo che abbia capito che porto qualcuna, qui. - dice metre aspettiamo di calare la pasta.
- Cosa? Glielo hai detto tu? - sono di sicuro diventata paonazza, in viso.
- Non ci vuole molto a fare due conti, Anna! Scappo dal negozio ogni giorno allo stesso orario, il fine settimana non ci vediamo mai, sorrido senza un apparente motivo e sono pure di buon umore. -
- Ecco ci mancava pure questa! -
Luca butta la pasta e aspettiamo che si cuocia, rigirando di tanto in tanto. Passato il tempo di cottura, condiamo gli spaghetti e ci accomodiamo al tavolo. Mangiamo in religioso silenzio.
Una volta finito mettiamo i piatti nel lavandino e andiamo sul divano.
- Ok Luca, è meglio che ti dica tutto, tutta d'un fiato. Ieri sera è passato a trovarmi Paolo, e si è messo a farmi la paternale su di noi, su quello che faremo in futuro, e non lo ha fatto solo lui, pure le mie amiche, si sono permesse di giudicare e ora non so più che fare... -
- Quello che faremo? Di che parli, Anna? -
- Dai, vuoi davvero farmelo dire? - sposto lo sguardo lontano dai suoi occhi, sono troppo imbarazzata e già pentita di avere voluto parlarne con lui.
- Quello che faremo, o non faremo, sono solo affari nostri. Non dare loro troppo peso, né troppa importanza. Sono i tuoi amici, ma non sono nella posizione di dirti come vivere la tua vita. Spetta a te, prendere le giuste decisioni. Se poi vuoi condividere con loro quello che ti succede, fallo, ma non chiedere il loro permesso, né tanto meno il loro benestare. - dice spostandosi per guardarmi dritto negli occhi - E chiediti se loro, prima di agire, chiedono a te il consenso prima di muoversi. Non penso proprio, tesoro! Quindi ora passiamo alla cosa più importante... Hai pensato a noi? Insieme? -
- Non posso negare di averlo fatto, ma non sono sicura di aver preso una decisione a riguardo. Non temere, sarai il primo e il solo a saperlo... - sorrido e ci abbracciamo.
Finalmente, sono felice!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro