Capitolo 3.4
< E brava la mia amica... Ora hai una relazione? >
Sembra che Paolo vigili su di me e sappia sempre tutto quello che faccio. Saranno passati sì e no dieci minuti dalla pubblicazione della mia storia con Luca, e lui è già pronto, come un avvoltoio su una preda agonizzante, a chiedere spiegazioni.
< Pensavo che la vita, dalle tue parti fosse più interessante, e così frenetica da non darti il tempo di stare ad aspettare di conoscere i fatti miei... Non hai niente di meglio da fare? >
< Non vorresti saperlo, e magari mi sto solo prendendo una pausa da attività più piacevoli... >
< Se a vent'anni ti serve una pausa... Mi dispiace per te e la malcapitata di turno! >
Per qualche minuto non ricevo messaggi.
< Sono felice che tu gli abbia dato una possibilità, a quello lì... Pare che sia davvero innamorato... >
< Pare che tu lo avessi capito prima di me, che era giusto così, o sbaglio? >
< Anna, Anna, Anna... vedi di fartelo bastare, quel ragazzo... >
< ?!? >
< Devo andare, inizio un altro round... >
< Ti odio, Paolo! >
< Anche io, ciao >
Non ci posso credere! Me lo dice pure!
Ok, faccio un respiro profondo, poi un altro, poi un altro... Metto dentro l'aria, la trattengo pochi secondi, poi espiro. Meglio spegnere tutto, magari tra poco mi passa.
*******
Ho dormito poco e male. Non è ancora suonata la sveglia e sono già vigile e attenta. La pioggia si infrange sui vetri della finestra della mia camera, avrei dovuto chiedere a Luca di passare a prendermi per andare al corso. Vorrà dire che correrò il rischio di arrivare fradicia. Non posso chiederglielo adesso. O forse sì? Non lo so proprio come ci si comporta tra fidanzati! Non avrei avuto nessun problema se avessi dovuto chiederlo a Paolo, ma con Luca ho paura di sbagliare; ho paura di essere troppo appiccicosa, di risultare insistente, di disturbarlo per cose che a lui possono sembrare futili. Mannaggia!
Mi preparo, faccio colazione e accendo il telefono. Non ci sono messaggi. Prendo l'ombrello e mi chiudo la porta alle spalle. Nel vialetto, davanti casa, la macchina di Luca. Mi affretto a raggiungerlo, per non bagnarmi.
- Che ci fai qui? - dico.
- Buongiorno anche a te! - si avvicina a baciarmi.
- Niente caffè, stamattina? - indico lo scomparto vuoto - Sarebbe stato perfetto! -
- Passiamo al bar e lo prendiamo lì. -
- Non ci voglio andare, al bar! - metto il broncio. Poi sorrido.
- E che dobbiamo fare, tesoro? - Luca mette in moto.
- Passiamo a prendere le mie amiche, mi stanno aspettando. -
Scrivo a Fede e la avviso del cambio di programma, quando esce di casa è felicissima di non dover fare tutta la strada a piedi sotto la pioggia. Perla ci aspetta riparandosi sotto un balcone. In poco tempo arriviamo a destinazione, le mie amiche vanno in classee io resto in auto, con Luca.
- Sai, volevo chiamarti, per chiederti di passare a prendermi, stamattina, ma non sapevo se fosse giusto farlo... -
- Perché? -
- Non lo so... Non volevo essere insistente o appiccicosa... Questa cosa, tra noi, è una novità, per me.. Non so come ci si comporta... -
- Ehi! Non essere diversa da quello che sei! Mi piaci anche per questo... E nel caso risultassi... Come hai detto, insistente? Beh, te lo direi, immediatamente. - mi abbraccia, poi si sposta per baciarmi. Per fortuna sono seduta, perché sento cedermi le gambe. Dannazione, sto così bene, con lui! Dovrei solo godermi questi momenti e forse tutto sarebbe più semplice. Sento squillare il telefono, è Fede che mi avvisa di entrare. Lo saluto e cerco di correre per inzupparmi il meno possibile.
Non appena poso la tracolla sul banco, ricevo un messaggio da parte di Luca.
< Non scappare via, a pranzo ti passo a prendere. Grazie per il magnifico buongiorno... >
Sorrido, ma non rispondo, il prof. è già pronto a cominciare la lezione.
Ogni volta che lo vedo, Luca, mi distraggo e ultimamente accade sempre più di frequente. Eppure sento uno strano sentimento di felicità, quando sono con lui... E per me è davvero una cosa nuova! Mi sentivo così con Paolo e credevo che solo con lui sarei stata euforica e saltellante senza una apparente ragione. Ora, invece, tutte le mie certezze cominciano a crollare e mi ritrovo confusa, spiazzata e incoerente con me stessa. Mannaggia! Che poi, a pensarci bene, non sta scritto da nessuna parte che una persona debba sentirsi bene solo con un'altra, magari possono essercene due o più che la fanno stare in paradiso, anche solo con uno sguardo.
Ok.
È ufficiale.
Sono pazza!
E poi quei due sono davvero diversi, uno l'opposto dell'altro, eppure...
Dopo due ore di spiegazioni interminabili, arriva il momemto della pausa; non possiamo uscire fuori e ci accontentiamo di restare in corridoio.
- Anna? Ma che è successo? Oggi mi sembri più distratta del solito... -
- Chiedilo a tuo cugino! - rispondo a Perla. Lei mi guarda e scuote la testa.
- Perché? Che ti ha fatto, stavolta? - mi chiede Fede.
- Solo perché ho confermato la mia relazione con Luca, si è intromesso, nella mia vita, di nuovo. -
- Ma gli amici fanno così... -
- Certo! E lasciano la ragazza con cui stanno a letto, per impicciarsi dei fatti miei? - ribatto.
- No! Davvero? Ma te lo ha detto lui? - Perla si volta, nuovamente interessata alle mie chiacchiere.
- Me lo ha fatto capire, ed è stato piuttosto chiaro. E poi se sta con quella, cosa gli importa di me e del mio ragazzo... -
La campana suona imperterrita, non curante delle nostre ciarle, così rientriamo e cerchiamo di fare passare questa strana mattina di scuola.
Quando Luca passa a prendermi, ha smesso di piovere e Perla e Fede vanno via a piedi; abbiamo deciso di incontrarci al corso, pomeriggio, così da lasciarmi un po' di privacy con il mio ragazzo. In macchina c'è un bel calduccio, e con le temperature più basse, è piacevole.
- Ti ho pensato, tutta la mattina! - mi avvicino per baciarlo.
- Sì? - Luca mi guarda negli occhi. Sorride.
- Mi piace stare con te... - abbasso lo sguardo. In fondo non sono poi così impavida, anzi, con lui divento quasi timida.
- Anche a me piace stare in tua compagnia, tesoro. - mi solleva il mento con due dita e avvicina le sue labbra alle mie.
- Oggi devo pranzare a casa, i miei mi aspettano, dovremmo andare... - sembra disposto ad assecondarmi, e così comincia a fare strada.
Arrivati al vialetto spegne il motore.
- A piedi avresti impiegato più tempo, quindi possiamo farci le coccole per un altro po'. - dice guardando l'orologio. - Tra dieci minuti ti lascio andare, prometto! -
- E se fossi io a non voler andare via? - dico appoggiando la mia schiena al suo petto e tirandogli il braccio per farmi avvolgere.
- In quel caso... - Interrompe la frase per spostare i capelli dal mio collo e cominciare a baciarlo.
Comincio davvero a sentire caldo, e non è il riscaldamento!
Cavolo!
- Va bene - mi allontano - è meglio che rientri. -
- C'è qualcosa che non va? Ho sbagliato? Sono andato troppo di fretta? - domanda troppo velocemente.
- No, ma ne dovremo parlare - gli sorrido per tranquillizzarlo - ora devo solo andare a pranzo. -
- Fai in fretta ti aspetto qui fuori. - dice mentre scendo dall'auto.
- Cosa? - mi giro - Non vai a mangiare? -
- Sono stato previdente, ho preso un panino. Ora corri e poi torna da me! - dice mostrandomi la carta argentata che ricopre il suo pasto.
Ecco! È troppo perfetto! Ha pensato a tutto.
Entro in casa, come mio solito, pranzo e salgo in camera a lavarmi i denti; aspetto qualche istante e poi scendo le scale, saluto mia mamma dicendole che Fede mi aspetta per ripassare ed esco fuori. Luca è ancora lì, esattamente dove l'ho lasciato e non appena mi vede, sorride.
E d'un tratto, la mia giornata sembra più bella!
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