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Capitolo 2.6

Poco prima delle 13 un messaggio illumina il display del mio cellulare.

< Ciao splendore! Passo a prenderti al corso, aspettami... >

Luca! Che carino che è! Non pensavo volesse rivedermi così presto, ma ne sono davvero felice!

Appena siamo fuori, saluto le mie amiche e aspetto; puntuale e sorridente lo vedo arrivare a piedi. Lo raggiungo e lo saluto.

- Ciao! - mi da un bacio sulla guancia - Pronta ad andare? - indica la strada.

- Certo! - dico - Niente macchina oggi? - Non so perché glielo ho chiesto, ma sono in imbarazzo, e se penso a quello che ha detto Francis, non so davvero come comportarmi.

- Ho pensato che potevamo fare una passeggiata, visto che oggi c'è una bella giornata. - sorride - E poi, in macchina avrei dovuto lasciarti andare più in fretta che a piedi! -

- Ok! - Resto in silenzio, e mi sembra tutto strano; stamattina mi dice che gli va bene se cominciamo ad essere amici e poi mi passa a prendere come fanno i fidanzati. Boh!

- Tutto bene? - sembra che si sia accorto del mio disagio - Cosa c'è? -

- Niente, è solo che non mi aspettavo di vederti... -

- Ti da fastidio che sia passato? - si ferma a guardarmi negli occhi - Se pensi che sia sbagliato vederci, dimmelo! - sembra che il suo umore sia cambiato all'improvviso.

- No! A dire il vero, mi aspettavo di trovarti fuori dalla scuola, alla pausa, quindi, va bene! -

- Davvero? - i suoi occhi si illuminano - Allora ho fatto bene! -

- Certo! - sorrido e abbasso lo sguardo - Possiamo andare ora? Rischio di fare tardi. -

Arrivata davanti casa mia, lo ringrazio per avermi fatto compagnia e mi avvicino per dargli un bacio sulla guancia; in fondo gli amici si salutano così.

È così bello stargli vicino, sentire il suo profumo, sfiorargli il viso. Ma che mi succede? Non mi riconosco più! Gli avevo detto che potevamo cominciare con l'essere amici, ma inizio a pentirmi della mia scelta. Se ripenso a ieri mattina, a lui, alle sue labbra... Basta! È meglio rincasare, e alla svelta, o rischio di fare qualcosa di cui potrei pentirmi!

- Alla prossima, Anna! - mi anticipa.

- Alla prossima, Luca! -

Chiudo la porta dietro le spalle e respiro profondamente. È meglio che mi dia una calmata, mia madre potrebbe accorgersi di qualcosa... Lo sa sempre! Vado in camera mia e mi stendo un momento, giusto il tempo di farmi passare il rossore. Vado a pranzare, poi mi lavo i denti, mi sistemo il trucco e aspetto che sia tempo di uscire di nuovo di casa per andare al corso integrativo.

È tutto molto noioso e ripetitivo, ma mi piace stare fuori; ho l'impressione di essere indipendente, anche se poi devo sempre ritornare a casa.

Al solito orario esco per raggiungere casa di Fede, insieme incontriamo Perla e finalmente, passeggiamo fino a scuola.

- Quanto tempo! - Fede è quasi meravigliata - Sembra sia passato un secolo dall'ultima volta che abbiamo fatto la strada tutte e tre insieme! -

- Io ci ho messo la tutta la mia buona volontà, - alzo le mani in segno di resa - ma che ci posso fare se Luca ha insistito per accompagnarmi? -

- Non mi pare che ti sia opposta a questa cosa! - Perla ha ragione, a me andava bene farmi accompagnare.

- E tu potevi fare a meno di invitarmi al bowling, quella sera. - spiego - Così non lo avrei mai conosciuto e nulla sarebbe cambiato. -

- Veramente lo avevi già incontrato, il tuo fidanzato... - Fede si riferisce a quando siamo andati al suo negozio.

- Non è il mio fidanzato! E poi sei stata tu a portarmi in quel negozio sabato mattina! - le ricordo.

- Ma se tu non avessi dovuto comprare quella stupida sveglia... - Fede ribatte che sia colpa mia.

- Ok, non importa di chi è la colpa! - Perla cerca di mediare il nostro battibecco - L'importante è che almeno ora non pensa più a Paolo!

- Infatti! - Fede sembra darle ragione.

- Io non ne sarei così sicura... - entrambe si voltano a guardarmi male - Grazie a Perla che gli ha raccontato tutta la mia vita, ieri sera Paolo e io abbiamo messaggiato. -

Non ci siamo neanche rese conto di essere arrivate davanti scuola; entriamo in classe, andiamo a sederci e aspettiamo che la lezione cominci.

- Cosa vi siete scritti? - Perla e la sua curiosità.

- Facciamo prima se vi faccio leggere i messaggi. -

Prendo il cellulare e apro la schermata della chat. Passo loro il telefono e aspetto che abbiano finito di leggere. Perla sembra perplessa, pare non la convinca quello che sta leggendo. Intanto la prof. di matematica ha già cominciato a scarabocchiare la lavagna con simboli strani e tutte le volte ne sono incantata. Adoro questa materia! Tutto riconduce a numeri e calcoli e io non riesco proprio a capire come facciano tutti gli altri a odiarla così tanto! Insomma, niente è più vero e sincero di un calcolo matematico: se uno più uno fa due, il risultato non cambierà mai! Sarà sempre così, fino alla fine dei tempi.

Tutti i martedì, per me, è una gioia venire al corso, anche se non posso dire lo stesso delle mie amiche o degli altri miei compagni.
Il pomeriggio non potrebbe trascorrere in modo migliore. Senza il minimo segno di stanchezza, mi ritrovo a guardare l'ora e tra poco meno di 10 minuti potremo tornarcene a casa.

Per strada, Perla è stranamente silenziosa; se ricordo bene non ha più detto nulla dopo aver letto i messaggi tra me e suo cugino. Beh, più tardi le scriverò per chiederle il motivo del suo cambiamento di umore.

Dopo essere ritornata a casuccia, ho cenato, indossato il pigiama e deciso di accendere la tv, prima di scrivere a Perla.

< Tesoro! Come stai? Ma che ti è successo oggi? Eri silenziosa e così facendo mi fai stare in pensiero! >

Aspetto che risponda e intanto faccio un po' di zapping. Il suono del telefono mi distrae dal mio dolce far niente.

< Tranquilla tesoro! Sto bene! Ero sono stupita dai messaggi che avevo letto, tutto qua! >

< Sei sicura che non ci sia dell'altro? >

< No, ora però me ne vado a letto! Buonanotte tesoro! A domani! >

< Buonanotte a te! >

Secondo me, sta nascondendo qualcosa... Ma ho troppo sonno per pensarci, adesso.

Spengo tutto e dormo.

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