Capitolo 2
Un tuono improvviso mi fa sobbalzare sul letto, prendo subito il telefono e guardo l'ora: 6 e 58!
Dannazione! Avevo ancora due minuti di sonno!
Decido di alzarmi e guardare fuori dalla finestra, il tuono che ho sentito anticipa un acquazzone che spero finisca presto. A malincuore mi preparo ad uscire dopo essermi lavata, truccata e vestita. Prendo una merendina e la metto nella mia borsa, più tardi avrò sicuramente fame, ma adesso voglio solo andare a prendere un caffè forte, molto forte!
Prendo l'ombrello, indosso gli stivali ed esco. Spero di restare asciutta fino al corso. Anche se credo sia impossibile! Suono e aspetto che Fede scenda per raggiungere Perla. Non appena ci incamminiamo mi chiede che ho fatto durante il fine settimana, ma non so davvero che risponderle.
- Allora? Ti decidi a dirmi tutto? - dice restando sotto il mio ombrello.
- Non mi crederesti! -
- E tu mettimi alla prova! - è sempre stata curiosa.
- Ok, da dove comincio? -
- Da Paolo, da Paolo! - dice entusiasta.
- Ma quale Paolo... Chi se ne importa di lui! - dico seccata.
- Ma come?!? È l'amore della tua vita! -
- Sì, lo era nei miei sogni! - prima di incontrare Perla le racconto della serata in pizzeria, della sua partenza e del fatto che di me non gliene frega niente.
Arrivate davanti la farmacia, Perla non c'è. Aspettiamo qualche minuto e una macchina che riconosco fin troppo bene, accosta e la nostra amica scende sorridente.
- Pare che ci sia qualcuno che vuole accompagnarti! - dice facendomi segno di prendere il suo posto.
- Ma chi è? - Fede è sbigottita. Non le ho detto del pomeriggio che abbiamo passato insieme. Lascio l'ombrello alle mie amiche, mi accomodo sul sedile davanti e Luca riparte.
- Potevamo dare loro un passaggio - dice sorridendo, ma non lo ascolto; la mia attenzione è catturata dal profumo di caffè che proviene dal contenitore posto nel portabicchiere dell'auto.
- Cos'è questo profumino? - chiedo ammiccando.
- Ho pensato che avresti gradito un caffè prima di andare a scuola! - allunga la mano e mi porge il biccherino con l'espresso ancora caldo.
- Sei davvero un tesoro! - vorrei abbracciarlo dalla felicità! Non mi sarei mai aspettata un gesto del genere!
- Per così poco... Il meglio deve ancora arrivare, tesoro! - accosta la macchina davanti al portone di ingresso.
- Hai fretta di andare via o posso aspettare con te che arrivino le mie amiche? -
- Se dipendesse da me, non ti farei scendere da questa macchina... - dice fissandomi negli occhi.
- Sì, certo! E non vai al lavoro? - chiedo - Il negozio sarà anche di tua madre, ma credo che non sarebbe felice se le dessi buca! -
- Vuoi scommettere? -
- Cosa? Che non vai al lavoro? - chiedo e già mi pento di avere aperto bocca.
- Ok, facciamo così: tu dici alle tue amiche che non vai a scuola e io resto con te per l'intera mattina! -
- Non credo tu possa farlo! Tua madre, il lavoro, ricordi? - dico cercando di fargli cambiare idea.
- Ok, ti do il mio telefono, mettiamo la suoneria a volume alto e se mia madre non chiama per andare al negozio... - lascia la frase in sospeso.
- Se non chiama? - chiedo sperando che finisca il suo discorso.
- Se non chiama... Ci penserò, ma voglio una ricompensa per aver avuto ragione. - dice alzando le sopracciglia.
In quel momento Perla e Fede picchiettano sul finestrino, lo abbasso e qualche goccia di pioggia mi bagna la mano.
- Che fai, non entri? - Perla mi guarda e sorride.
- Diciamo che ho la febbre e non sono potuta uscire di casa con questo tempo per non aggravare la mia condizione di malata! - dico, sperando che capisca.
- Oh, certo! - poi si volta verso e Fede e alza la voce - Meglio entrare in classe, non vorremmo mica prendere la febbre come Anna! -
- Grazie. - le dico sottovoce e Luca riparte, lasciandole oltrepassare il portone.
- Forse è meglio se guardo i messaggi, magari hai barato e hai scritto a tua madre di non disturbarti. -
- Fai pure, ma avrei sempre potuto cancellare la conversazione, e non lo sapresti comunque! - ribatte.
- Così non vale! -
- Vorrà dire che dovrai fidarti. - sorride - Allora, dove vuoi andare? -
- A letto! - faccio uno sbadiglio, ma lui non lo nota, è rimasto sconvolto da quello che ho appena detto, e quando capisco che potrei essere stata fraintesa continuo - Ho un sonno tremendo! -
La pioggia comincia a diminuire, ma il rumore delle goccioline che si infrangono sul parabrezza non cessa. Distratta dai tergivetri, non mi accorgo che la macchina sta accostando, a quanto pare siamo arrivati.
Il paesaggio che mi trovo davanti è familiare, ci sono stata qualche sera fa, con Paolo.
- Spero non ti dispiaccia se siamo venuti qui! È tranquillo... -
- Oh certo! I serial killer adorano questo posto! Soprattutto la sera o con il cielo grigio, come ora! - rido.
- Mi piace il suono della tua risata. -
- Ok, ora è sicuro che sei uno psicopatico! Nessuno sano di mente direbbe una cosa del genere! -
- Sei troppo pessimista. Non vorrei ripetermi, ma dovresti darti una possibilità. Pensa, anche solo per una volta, che forse non tutti ti vedono con i tuoi occhi! -
Mi sembrava che stessimo scherzando e lui se ne esce con un discorso del genere. Sto per parlare ma vengo interrotta. - Non ho idea del perché tu ti sottovaluti, non ne hai motivo. Sei così bella! - I suoi occhi mi fissano e io non riesco a reggere il suo sguardo.
Davvero mi trovava bella?
Insomma, lui è carino da matti e io ancora non ci credo di essere qui, con lui, a ricevere complimenti. E ho pure saltato il corso di informatica! Sono quasi le nove e io mi aspetto che il suo telefonino cominci a squillare da un momento all'altro, ma non succede. Forse ha davvero scritto a sua madre e poi cancellato le prove... Devo smetterla di guardare i thriller in tv!
La pioggia ha smesso si scendere giù e decidiamo di fare due passi.
L'aria fuori è umida e fresca, Luca mi porge la mano e cominciamo a fare una passeggiata nel viale alberato, mano nella mano. È così strano! Ma nel senso buono del termine. Quel giovane uomo mi sta accanto e sembra essere a suo agio, io invece non so che dire. Restiamo in silenzio... Ad un tratto il suo telefono comincia a squillare e io lo prendo dalla tasca e glielo passo. Lui mi fa cenno che non si tratta della madre, ma di Roby. Quando riattacca si avvicina e mi fa vedere la chiamata appena ricevuta.
- Ti ho detto che mia madre non avrebbe chiamato, dovrei seriamente pensare alla mia ricompensa... -
- Non è ancora detta l'ultima parola! - cerco di distrarlo, ma invano.
- Io non scommetto mai se non sono certo di vincere! - sorride sornione.
- Ma così è troppo facile! Dai! - gli do un leggero colpo con il gomito e cerco di allontanarlo. Lui però mi tira a se e per un istante restiamo immobili, vicinissimi. Posso sentire il suo respiro sulla mia fronte, abbasso lo sguardo e cerco di separarmi da lui, ma avvolge le braccia intorno al mio corpo, tenendo le mie mani dietro la schiena. Non riesco a muovere nessun muscolo a causa di quella strana presa e poi se solo avessi il coraggio di guardarlo dritto negli occhi, mi cederebbero le gambe!
- Voglio poterti baciare! - dice facendomi arrossire.
- Ma come ti salta in mente di dirmi una cosa del genere? Non ti conosco neppure! - cerco di essere fredda e distaccata, ma in verità vorrei baciarlo anche io.
- Beh, mi spetta un premio e voglio un bacio! Che sarà mai? - è strano che sia così spavaldo.
- Per prima cosa, ancora non è detto che tu abbia diritto alla ricompensa! - dico cercando di togliermi da quella situazione imbarazzante.
- E la seconda? - chiede divertito.
- Quale seconda? - dico distratta dal suo sorriso.
- Tu hai detto "Per prima cosa ... " e aspetto che ci sia anche la seconda. -
- La seconda non c'è, ma se ci fosse, ti direi che non è così che avrei voluto baciarti! Non per uno stupido patto! -
- Ok, hai ragione. Facciamo pace? Almeno un abbraccio penso di meritarlo! - dice aprendo la braccia in attesa che io mi possa avvicinare.
- Solo perché mi hai portato il caffè... - gli vado incontro e appoggio la testa sulla sua spalla. Stare tra le sue braccia, è bello come ricordavo.
- Ehi! - dice per attirare la mia attenzione. Alzo la testa per guardarlo negli occhi, e senza avere il tempo di capire quello che sta succedendo, mi ritrovo le sue labbra sulle mie.
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