Capitolo 2.16
Abbiamo un p' di tempo prima di arrivare a destinazione e non voglio starmene in silenzio, Luca ha detto che deve dirmi delle altre cose e credo sia giunto il momento di ascoltare.
- Continua la tua storia. - lo osservo guidare e lui senza distogliere lo sguardo fa un respiro profondo e comincia a raccontare.
- Per Roby era tutta una sfida, un gioco a chi vinceva per primo, ma non lo era per me. Mi ero tirato indietro, da subito, e avevo fatto bene. Ma quando ho visto la tua foto... anche Francis si accorse della mia reazione, e mi prese in disparte per parlarmi. - Accosta in una piazzola di sosta e continua il suo racconto - Forse, lui, è stato l'unico a capirmi, e per questo mi ha sostenuto con la storia di Perla. Francis mi disse che era tutto vero, che eri innamorata, ma non corrisposta, che eri diversa dalle altre ma che in fondo bisognava solo conoscerti un po'. Non so perché, ma da quella sera, mi ritrovavo, sempre più spesso, a immaginare come fossi, speravo di poterti incontrare. Sentivo il disperato bisogno di starti accanto, pur non avendoti mai vista. Avevo anche chiesto a Perla di portarti alle prove, ma mi disse che per lei sarebbe stato strano, così, di punto in bianco chiederti di accompagnarla, visto che lei era da tanto che non si faceva problemi ad andare da sola. Ed è sempre stata Perla a dirmi di lasciarti perdere, visto che avevi una cotta per suo cugino. Parlando coi Jokers, ho saputo della tua passione per le serie tv, i tuoi gusti musicali e l'amore per la scrittura, la lettura e il cinema! È vero che ho ricevuto un po' d'aiuto, ma, in fondo, sapevo che prima o poi, sarei riuscito ad attirare la tua attenzione. Poi, però, sei venuta in negozio, e io non riuscivo a crederci! Eri lì, di fronte a me, e io non riuscivo neppure a fare una stupida confezione regalo! Avrei voluto accarezzarti, per capire se davvero te ne stavi lì, ed assicurarmi di non avere immaginato tutto. Appena sei uscita dal negozio, ho telefonato a Perla e lei mi disse di pazientare; mi avrebbe dato risposta il giorno dopo. -
- Devo chiarirmi con lei, lo capisci vero? - dico - Quindi adesso portami da lei, per favore. -
Decido che un po' di musica può rendere il viaggio meno imbarazzante, accendo l'autoradio e non posso fare a meno di pensare a quando ci siamo baciati, in macchina, ieri sera. Sono passate meno di 24 ore eppure sono successe un sacco di cose!
- È strano, starti accanto e non poterti abbracciare o tenerti per mano. - Luca sembra davvero sincero - Sarà davvero dura, per me, vedere che tanti altri potranno avvicinarti stasera, cercando un contatto, e non poter rivendicare quello che è mio! -
- Come? Ero di tua proprietà? - cerco di abbassare le barriere, e provo a comportarmi da amica, o qualunque cosa fossi fino alla scorsa settimana, prima che lui entrasse a far parte della mia vita - Non mi pare che tu abbia mai avuto un contratto scritto! -
- Potrei sempre procurarmelo, se tu me lo permetti.- sorride divertito - Ecco il locale! -
Siamo finalmente arrivati.
Luca mi sta accanto nel tragitto che va dal parcheggio all'ingresso; apre la porta e mi lascia entrare per prima, premendo la sua mano sulla mia schiena. Mi fa ancora uno strano effetto il contatto della sua pelle contro la mia, e il mio abito non è una barriera sufficiente a fermare i brividi che mi scorrono lunga la spina dorsale.
Dentro, le luci sono decisamente basse e ho bisogno di un attimo, prima di riuscire a capire da che parte andare; Luca sembra cogliere il mio disagio e mi prende per mano portandomi al tavolo dei miei amici. Siamo molto vicini al palco in cui i Jokers si esibiranno, e in men che non si dica, Luca e Paolo, si allontanano lasciandomi a parlare con la mia amica.
- Allora lo hai perdonato! - dice Perla indicando Luca con lo sguardo - Lo sapevo! -
- Veramente, non ho perdonato nessuno! - poso la borsa sul tavolo e faccio segno al cameriere di avvicinarsi - Tu prendi qualcosa? - Perla scuote la testa - Una piña colada, grazie! - dico al cameriere che si affretta a scrivere l'ordinazione sul blocchetto di fogli che ha tirato fuori dalla tasca del grembiule. Poi corre via e io mi concentro sulla mia amica.
- Perché non mi hai detto di Roby? - è meglio essere diretta - Pensavo non ci fossero segreti tra di noi! -
- Non pensavo mi avresti capita! Pensavo che mi avresti giudicata, e non mi sembrava importante raccontarti l'avventura di una notte. - non credo di averla mai vista così calma - In fondo è stato solo un momento, una sera diversa, passata in compagnia di un ragazzo carino. -
- Ma come? Non ti sei sentita usata? - il cameriere ritorna con il mio drink, pago e ne prendo un sorso; il sapore dolciastro dell'ananas e del cocco si mischiamo all'amaro dell'alcol del rum.
- Perché? Per una notte passata insieme? - chiede - E tu? Non hai pensato che forse sono stata io a usare lui? Magari ero io a volere aggiungere un nuovo nome alla mia collezione... -
- Sei seria? - non riesco a credere che sia tutto vero - Davvero non sei arrabbiata per tutto quello che è successo? -
- No, Anna, non lo sono! Sono forse la sola persona a sapere che Luca ha diritto a una seconda possibilità! Io ero lì, tutte le volte che mi supplicava di portarti alle prove, o quando gli ho detto che saresti venuta al bowling. È sempre stato sincero, ed era davvero preso da te! Sembrava che fosse il solo capace di farti dimenticare di Paolo! E non puoi mentire a riguardo: quante volte hai pensato a mio cugino, da quando lo conosci? Sappiamo entrambe la risposta e se Paolo ha deciso di non spaccargli la faccia per quello che è successo, sia a me che a te, non vedo perché tu non debba dargli un'altra possibilità. -
- Senti, non è così facile, come credi! - il cocktail non aiuta affatto la mia capacità di ragionare - Forse dovrei rifletterci, da sola. -
- Ti ha portata fino a qui, ti ha raccontato tutto, e se tu non fossi presa da Luca quanto lo è lui di te, non saremmo qui a fare questa conversazione insieme! - non ha tutti i torti - E se non ci provi, la darai vinta a Roby! -
- Forse è meglio se vado a prendere un po d'aria. - mi alzo, ma mi sento instabile; saranno i tacchi o il drink che ho bevuto quasi a digiuno.
- Vuoi che ti accompagno? - mi chiede Perla, alzandosi.
- No, grazie, tanto torno presto! Il tempo di una sigaretta! - cerco di non barcollare e riesco a guadagnare l'uscita senza troppi problemi.
Non sono mai stata una fumatrice accanita, di solito non fumo, ma quando mi ritrovo a bere alcolici, allora sì, cedo alla tentazione! Mi piace mischiare il sapore dell'alcol e quello del fumo. Mi sento più sicura, più grande, più indipendente! Non sono nessuna delle tre cose, ma ogni tanto mi illudo che sia così. L'aria fresca mi investe e rimpiango di non aver preso una giacca. Tiro fuori dalla borsa il pacchetto di Marlboro e l'accendino, mi porto il bastoncino alle labbra, faccio fuoco, tiro la prima boccata e provo a essere un po' più lucida di quanto non lo fossi, poco prima. Le parole di Perla mi hanno lasciata a bocca aperta. Non immaginavo che lei potesse essere una di quelle ragazze spudorate, per niente timide e fin troppo sicure di sé. Sapevo che era già stata a letto con qualcuno, ma non avrei mai immaginato niente del genere. Forse sono davvero troppo bigotta, ingenua o semplicemente stupida. Vorrei tanto cancellare la giornata di oggi! Vorrei davvero ritornare a ieri sera, in pizzeria, quando un ragazzo, che per tutta la settimana mi ha fatto sentire speciale, mi ha chiesto di essere la sua ragazza!
La musica che proviene dal locale interrompe i miei pensieri; i Jokers hanno appena cominciato a suonare ed è meglio che raggiunga i miei amici. Butto il mozzicone e poco prima di toccare la maniglia per entrare dentro, Paolo mi precede aprendo di scatto la porta.
- Ehi! - gli urlo contro - Fai attenzione! Per poco non mi spaccavi la faccia! -
- Scusa, non ti avevo vista! Stavo venendo a cercarti! - dice spostando lo sguardo dalla testa ai piedi.
- Che c'è? - non riesco a capire cosa abbia da guardare - Perché mi fissi? -
- Vieni! - mi prende per un polso e mi trascina alla sua macchina - Rischi di prendere freddo, così svestita! -
- Cosa? - Ma che gli prende? - Stavo per rientrare, dentro non sentirò freddo! Forse è meglio tornare dagli altri! -
- Non prima di avere parlato. - accende il motore e fa partire il riscaldamento.
- Va bene! - sospiro - Cosa devi dirmi? -
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