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Capitolo 2.1

Sento le farfalle nello stomaco! Non mi aspettavo che mi baciasse, anche se lo volevo davvero tanto! Siamo ritornati in auto, dopo esserci sciolti dall'abbraccio e non abbiamo ancora detto niente. Credo di essere diventata di mille colori. Sarò anche una "giovane donna" come dice lui, ma da qualche giorno a questa parte mi sento timida, euforica, e felice come una scolaretta al suo primo giorno di scuola.

- Adesso dovrai inventarti una nuova ricompensa, visto che il premio lo hai preso prima di vincere la scommessa! - tento di avere un approccio simpatico.

- Prima di tutto, avrei vinto lo stesso! E secondo... credi che ti abbia baciata solo perché ne ero "costretto"? - chiede mimando le virgolette.

- Non lo so! Insomma... - non riesco a spiegargli che in fondo non mi è mai capitata una cosa del genere.

- Senti, devo dirti una cosa... - non appena sento quelle parole mi si gela il sangue nelle vene.

Lo sapevo! Era tutto troppo bello per essere vero! Sicuramente ha perso una qualche scommessa e ha dovuto fare finta che io gli piacessi! Dovevo aspettarmelo. I Jokers lo avranno sfidato e se forse in Luca c'è un briciolo di umanità, ora si sarà pentito e vuole dirmelo.

- Ok, sono pronta! - lo guardo seria - Anzi, sono preparata al peggio. Spara! -

- Cosa?!? - il suo sguardo è curioso e divertito allo stesso tempo - Ma cosa pensi che stia per dirti? -

- Davvero credi che non l'abbia capito? Non importa. Ci sono abituata. -

- Per favore, ascoltami e non dire cose di cui ti pentiresti. - mi interrompe - Ho barato! -

- Non mi stai dicendo niente di nuovo! Dai, continua e levati questo peso dallo stomaco! - comincio a sentirmi triste e stupida. E il peggio deve ancora venire, lo so.

Mi sento prendere per le spalle, Luca mi costringe a guardarlo negli occhi, ma non ci riesco. Resto a fissare i miei pantaloni.

- Non è affatto quello che pensi, credimi! - Cerca di essere simpatico e sorride.

- Lo trovi pure divertente? Non pensavo di essermi sbagliata così tanto su di te! Ma appena ho tra le mani quei musicisti, li faccio neri... - vengo interrotta da una risata fragorosa - Mi prendi in giro? Ti sembra questo il momento di ridere? -

- Oh sì, credimi... -

- Ma a cosa dovrei credere, continui a dirlo, ma non ti spieghi! - ora ne ho davvero abbastanza.

- Se hai la pazienza di ascoltare e di non trarre conclusioni affrettate... -

- Dai, dimmi tutto e facciamola finita! -

- Ok! Ok! Oggi ti avrei comunque baciata! Magari più tardi, ma lo avrei fatto! - dice malizioso, poi continua - Non ti sei chiesta perché fossi sicuro di vincere? Non hai pensato che se avessi dovuto lavorare, probabilmente non sarei neanche uscito di casa per vederti? Ma soprattutto, non ti è sembrato strano che facessi le ore piccole, la domenica notte? -

- Non lo so! Non ci ho pensato! - figuriamoci se io il lunedì mattina ho il cervello acceso! Poi un lampo illumina la mia mente. - Sei uno stupido! E io sono ancora più stupida per non averlo capito! Oggi è lunedì mattina e siete chiusi! -

Dannato sonno! Magari quei due minuti in più mi avrebbero resa più lucida!

Nooooooo! Sarei stata la stessa di adesso!

- Bravissima! Hai visto che alla fine lo hai capito? Non ti facevo così perspicace! - sorride e continua a fissarmi.

- Allora è meglio se ti restituisco il telefono... - scuoto la testa. Ancora non mi capacito. Sono davvero un'idiota! Gli porgo il cellulare, imbarazzata per la figura che ho fatto. - E tanto perché tu lo sappia, sono molto attenta ai dettagli! Sono astuta e riesco sempre a scoprire l'assassino! -

- Se lo dici tu! -

- È vero! Se non sei in grado di prendermi sul serio, peggio per te! -

Scuote la testa e sorride.

- A volte sembri una bambina! -

- Ehi! - Provo a dargli un colpo al costato con il gomito, ma non riesco a colpirlo, Luca si sposta, poi mi prende il viso tra le mani e sfiora le mie labbra. Poi si sistema sul sedile, mette in moto e iniziamo a muoverci.

- Dove stiamo andando? - chiedo, ancora sconvolta.

- A casa mia! - dice strizzandomi l'occhio.

- Eh?!? Cosa?!? - non può essere così sfacciato.

- Non è come pensi. -

- Pare che non lo sia mai! E comunque io non ci vengo a casa tua! - cerco di essere convincente - Non so che tipo di persone frequenti, ma io sono diversa! -

- Lo so, e ti ho già detto di non pensare male. Ti ho chiesto di essere onesta e tu mi hai chiesto rispetto, non ho intenzione di rimangiarmi la parola. - sembra sincero.

Magari dovrei dargli il beneficio del dubbio...

Se ci penso, fino ad ora è stato bello passare del tempo con lui, si è comportato decentemente, mi ha perfino portato il caffè stamattina! Non sarà terribile andare a casa sua.

- Se però ti chiedo di riportarmi a casa, tu mi ci porti, senza obbiettare! -

- Agli ordini, splendore! - mima il saluto militare.

- Simpatico... - faccio una smorfia.

- Scommetto che, una volta arrivati, non vorrai andare più via. - ammicca.

- No! Basta con le scommesse! Non sono abbastanza lucida! Mi distrai troppo! - arrossisco, e ultimamente succede sempre più spesso in sua presenza.

- È così allora? - dice svoltando su una stradina di campagna. Non mi ero accorta di aver fatto tanta strada.

- Così cosa? - detesto rispondere a una domanda con un'altra domanda, ma davvero non lo capisco. A volte è così strano!

- Tendo a distrarti? - la sua voce si fa più sensuale - Anche tu mi distrai, troppo spesso, a dire il vero. -

- Siamo arrivati? - chiedo imbarazzata. Sono molto tesa, non sono il tipo che si ritrova da sola, senza amici, in compagnia di un ragazzo appena conosciuto. E siamo pure in mezzo al nulla!

Luca ha appena spento il motore, scendiamo dalla macchina e tenendomi per mano, mi conduce davanti alla porta di un casolare. Sembra di stare dentro ad un film horror. Comincio ad essere pentita di essere qui. E la giornata piovosa non aiuta per niente.Se almeno ci fosse stato un po di sole...

- Guarda che le mie amiche sanno che sono con te! Verranno a cercarmi e tu sarai il primo a essere sospettato! - cerco di non pensare alla brutta fine che potrei fare.

- Guardi davvero troppi thriller! E pensavo fossi più coraggiosa! Dai, entriamo, non è come pensi. - Tira fuori dalla tasca il portachiavi che abbiamo vinto e apre la porta.

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