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capitolo 5

ROSE POV

Non appena arriviamo a casa, io e le ragazze ci chiudiamo in camera e loro iniziano a fare domande.
"Ragazze, non potete capire. Io stavo letteralmente uscendo fuori di testa. Sono andata con lui solo perché non avevo voglia di parlare e Thomas insisteva, ma non avrei mai pensato succedesse tutto questo." Esclamo dopo aver spiegato tutto quello che era successo.
"NON CI CREDO!" Esclama Lily.
"Rose, ancora non lo hai capito? Sei stracotta di lui." Continua Alice.
"Oh ragazze!" Dico buttandomi sul letto. "Non mi può piacere. Lo abbiamo visto già dal terzo anno. Mi ha deriso davanti a tutti non appena ha saputo che provavo qualcosa." Continuo.
"Rose, ormai siete più maturi. Devi fargli vedere cosa si sta perendo." Dice Lily.
"Non posso farlo, non voglio soffrire ancora." Rispondo.
"Non puoi nasconderti per tutta la vita, non puoi eliminare qualsiasi forma di amore solo perché una volta ti è andata male." Dice Alice.
"Forse avete ragione, ma io non sono brava in queste cose. Se solo prendendomi la mano mi ha fatto arrossire, non credo di riuscire a flirtare con lui. " Rispondo.
"Allora prima cerca di essere sua amica, abbiamo ancora più di un mese davanti. E se lui non ha interesse si vedrà e tu smetterai subito così da non rimanerci male." Dice Lily.
"Forse può funzionare. Ora come ora voglio solo farmi un bel bagno caldo, tutti questi pensieri non mi fanno bene." Rispondo per poi prendere l'accappatoio e uscire dalla stanza.
Mi dirigo verso a camera di Albus ed entro richiamando l'attenzione di mio cugino e di Malfoy.
In un primo momento incrocio il suo sguardo, rimanendo incantata, per poi distogliere subito lo sguardo, sentendomi a disagio.
"Vuoi dirci cosa ti serve e devi rimanere lì impalata?" Dice Al.
"Giusto, in realtà volevo chiedere una cosa a te Malfoy. Non guardarmi così, mi serve solo bagno in fondo al corridoio." Dico vedendo il suo sguardo confuso ma divertito.
"Hai solo mezz'ora di tempo, dopo serve a me." Risponde lui.
"Se rimango più di mezz'ora che fai? Mi cacci vai?" Rispondo alzando gli occhi al cielo.
"Può darsi, ma io non proverei fossi in te." Dice.
Sbuffo ed esco fuori dalla camera dirigendomi verso il bagno.
Chiudo la porta a chiave, apro il rubinetto della vasca così da riempirla di acqua calda, mi tolgo la maglietta e il costume, sciolgo i capelli e li pettino.
Non appena la vasca è pronta, vi entro dentro e rilasso tutti i miei muscoli.
Rimango ferma per qualche minuto, dopodiché inizio a lavare anche i capelli.
"Weasley ti avviso che ti rimangono solo 5 minuti." Dice Malfoy bussando alla porta.
"Va bene!" Dico sbottando.
Esco dalla vasca e indosso il mio asciugamano, metto tutto in ordine e, guardandomi in torno, mi accorgo di non aver preso né intimo né vestiti.
"Tempo scaduto!" Urla sempre lui dalla porta.
Che tempismo...
Faccio un bel respiro e apro la porta. Non appena mi vede scoppia in una sonora risata.
"Sei messo in mezzo, fammi passare." Dico io.
"Weasley, non è possibile che capitino tutte a te. A volte mi fai tenerezza." Risponde lui spostandosi.
"Tenerezza? Il piccolo Malfoy allora ha un cuore." Dico ridendo per poi letteralmente scappare.
"Attenzione che cadi!" Esclama lui.
"Non me la mandare!" Rispondo per poi finalmente arrivare in camera mia e chiudermi la porta alle spalle.
Sorrido con il respiro affannato e, non appena alzo lo sguardo, vedo Alice e Lily davanti a me con lo sguardo confuso.
"Ehm... ho dimenticato tutto in camera, non fatevi strane idee!" Esclamo.
Loro si guardano, scoppiano a ridere coinvolgendo pure me che, mentre mi vesto, vengo riempita di domande e prese in giro.
"Mi state facendo scoppiare la testa." Dico sbuffando mentre mi posiziono davanti allo specchio.
I pantaloncini in jeans e la canottiera che indosso lasciano intravedere tutte le mie forme. Deglutisco e prendo dal cassetto una maglietta larga per poi indossarla.
Alice deve essersene accorta, perché non appena mi giro si avvicina e dice "Sta tranquilla, per stasera basta parlare di ragazzi."
Le sorrido e finalmente decidiamo di andare a mangiare.
Non appena entriamo in cucina Thomas non perde tempo e si avvicina.
"Ehilà, fa ancora male la mano?" Chiede.
"Ehi, non come prima. Mi poteva andare peggio." Rispondo per poi ridere.
"Come mai non stiamo mangiando?" Chiedo, subito dopo, accorgendomi che nessuno è seduto a tavola.
"Stiamo aspettando Scorpius, poco fa è arrivata una ragazza e stanno parlando fuori." Risponde.
Io annuisco per poi dirigermi verso James.
"Cuginetto, io sto morendo di fame." Gli dico.
"Stiamo tutti morendo di fame, Albus va a vedere che fine ha fatto Scorpius." Risponde lui.
"Sono qui, tranquilli." Dice Malfoy entrando in cucina.
Si avvicina a me non appena Thomas si allontana per aiutare Albus e inizia a dire sottovoce "Visto che prima sei scappata, approfitto dell'assenza del tuo amichetto per dirti che in accappatoio non sei male."
"Caro Malfoy, queste cose non dirle a me, ma alla ragazza che ti ha lasciato il suo rossetto sul collo." Gli sussurro all'orecchio per poi andare da Thomas.
Un peso sullo stomaco mi accompagna per tutta la serata, un senso di disagio che ti divora lentamente facendoti sentire senza forze, senza autocontrollo.
Finita la cena Alice e Lily mi fanno sedere sul divano accanto a loro.
"Hai lo stesso sguardo da tutta la sera, devi calmarti e tenere la mente lucida." Dice Lily.
"Qualsiasi cosa che ti abbia detto Malfoy, dimenticala." Continua Alice.
"Non voglio ricaderci, ma mi viene sempre in mente. Non riesco a tenere nulla di aderente e mi sento a disagio quando sono in costume. Quella scena si insinua nella mia mente e non esce più." Rispondo guardandole.
"Va bene, allora facciamo come un tempo. Vai a cambiarti, indossa leggings e canotta sportiva. Stasera si va a correre sotto la luna piena." Esclama Lily per poi alzarsi.

* * *

Era una bellissima sera d'agosto e Albus ci aveva invitato a casa sua.
C'erano anche ragazzi più grandi, coetanei di James, e uno in particolare non smetteva di guardarmi, Claus.
A quei tempi avevo solo 14 anni, compiuti da poco, e ancora credevo nel vero amore.
In un modo o nell'altro, durante la serata, il ragazzo si avvicinò a me e iniziammo a parlare. Ero super emozionata, per la prima volta un ragazzo carino mi stava corteggiando.
Ad un certo punto mi chiese di fare una passeggiata al chiaro di luna ed io, emozionata solo all'idea, accettai senza indugio.
Arrivammo in cima ad una collinetta e ci sdraiammo sull'erba a guardare le stelle, fu li che ricevetti il mio primo bacio.
Nei film e nei libri, il primo bacio vene raccontato come la sensazione più bella al mondo, ma io non provai lo stesso. Mi convinsi che era solo agitazione, non mi era mai successo prima.
Ritornammo dai nostri amici e, finita la serata, mi chiese di essere la sua ragazza.
Ecco come conobbi il mio primo ragazzo, con il quale mi frequentai per un anno e mezzo.
Con il tempo iniziai a fidarmi di lui, gli svelai le mie più grandi insicurezze e le mie più grandi paure, con lui mi sentivo al sicuro.
Poi qualcosa cambiò. Iniziò ad essere più aggressivo, diceva cosa mettere e cosa no perché non riteneva che avessi un fisico "adatto".
Inizio a fare paragoni con le altre ragazze del suo anno, faceva battute pesanti sul mio aspetto. Ma era come se avessi gli occhi chiusi, lo amavo davvero tanto e cercavo di darmi una spiegazione a tutto ciò.
Ma i miei occhi non rimasero chiusi per molto. Il giorno stesso in cui facevamo un anno e mezzo, alcuni ragazzi ci invitarono ad una festa. Durante la serata mi lasciò tutto il tempo sola per bere con is suoi amici. Ad un certo punto lo vidi avvicinarsi ad un'altra ragazza e iniziò a flirtarci.
Presi coraggio e mi avvicinai ai due, richiamando l'attenzione di Claus. Gli chiesi spiegazioni immediate e lui iniziò ad insultarmi.
Io rimasi zitta davanti a lui, ad ascoltare ogni sua singola parola, ma, non appena si mise a parlare dei miei più grandi segreti, non riuscii più a trattenermi.
Gli tirai uno schiaffo, prendendo tutta la sua guancia sinistra, talmente forte da fargli girare la testa.
Preso dalla rabbia iniziò a stringermi per le braccia, a spintonarmi fino a farmi cadere e prima che qualcuno potesse intervenire, con la mano destra mi prese per il collo e mi tirò su.
Sentivo che la sua presa mi toglieva l'aria, non riuscivo a parlare, non riuscivo a respirare e quando i miei cugini finalmente ci raggiunsero gli fecero mollare la presa.
Caddi a terra, sbattendo la testa, e nel giro di qualche secondo svenni.
Mi risvegliai in ospedale, dolorante e terrorizzata, e da quel momento la mia vita cambiò.
Ebbi problemi di ansia, non dormivo la notte, l'unica cosa che riuscivo a fare era allenarmi, correre senza sosta fino a sentire i polmoni bruciare.
Dopo quasi un anno ero riuscita a non pensarci più, ma non avevo più intenzione di stare insieme ad un altro.

* * *

Dopo quasi un'ora di corsa ci fermiamo in un piccolo bar per bere qualcosa.
"Va meglio?" Chiede Alice.
Annuisco bevendo dell'acqua. Sono le dieci di sera, il locale brulica di ragazzi che bevono e ridono, chissà cosa si prova ad essere così spensierati.
Dopo qualche minuto decidiamo di tornare a casa, sperando che nessuno abbia notato la nostra assenza. Ma, non appena varchiamo la soglia di casa, avanti a noi vediamo piazzati tutti i ragazzi con le mani conserte.
All'unisono puntano il loro sguardo severo su di noi ma l'unico che parla è James.
"Ma vi rendete conto di essere uscite di casa senza avvisare, la sera tardi e sole?!" Quasi urla.
"Sappiamo cavarcela anche sole." Dico io.
"Sai benissimo che non per tutto è così." Dice avvicinandosi a me e con lo sguardo fisso sul mio.
Alice e Lily provano a parlare, ma le zittisco.
"Sono più forte di quanto pensi, non ho più 14 anni. Volevo uscire e sono uscita, loro volevano solo farmi compagnia." Dico in modo fermo.
"Okay, usciamo e dimostrami quanto sei forte." Dice per poi dirigersi alla porta.
Sbuffo ed esco pure io, seguita da tutti gli altri che non provano nemmeno a fiatare.
"Iniziamo." Dice mettendosi in posizione.
Chiudo le mani in un pugno e le porto al viso, piego leggermente le ginocchia e regolo il respiro. Devo rimanere concentrata.
Inizia ad attaccarmi e paro quasi tutti i suoi colpi.
Continuiamo così per qualche minuto finché non decido di attaccarlo.
Colto alla sprovvista inciampa, ne approfitto e mi metto a cavalcioni su di lui bloccandolo con un braccio nel collo.
"Mi alleno da due anni senza sosta, solo per potermi difendere. Non ho bisogno di nessuno." Dico a denti stretti.
Allento la presa per alzarmi, ma lui ne approfitta per capovolgere la situazione.
"Vogliamo solo proteggerti, non permetteremo che accada di nuovo." Risponde in modo duro e con lo sguardo fermo.
Lo guardo senza dire nulla finché non mi lascia, si alza e torna dentro.
"Rose..." Dicono Alice e Lily iniziando a venire verso di me.
"Ragazze, ci vediamo in camera." Le fermo.
Rientrano tutti in casa, ed io rimango fuori aspettando che la mia temperatura corporea si abbassi.
Ogni volta che sono nervosa non riesco a controllarmi, non voglio ferire gli altri.
Vorrei urlare, buttarmi a terra, sbatterei pugni contro un muro... vorrei sentirmi libera dal peso che i opprime ogni giorno.
Ho bisogno di pace.

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