Capitolo 55
'Sera wattpad!
Come va? Qui... beh, come avrete visto, nell'ultimo periodo -o come sempre, ormai, ma sorvoliamo su questo piccolo ed irrilevante dettaglio- la mia attività su wattpad è stata davvero poco superiore, o addirittura pari, allo zero per cento. Le mie giornate erano un continuo: "Ho bisogno di scrivere! Ma devo studiare! Domani ho verifica! Che cosa faccio?" e così... diciamo che wattpad è passato in secondo piano. Mettiamoci poi in mezzo quella meravigliosa cosa chiamata 'vita -o forzatura- sociale' che, anche se ridotta al minimo, mi sottraeva dell'altro tempo e, cavoli, abbiamo fatto tombola! Perciò nulla, mi scuso di essere sparita per così tanto, davvero: non era mia intenzione.
Spero il capitolo vi piaccia.
Magari, mentre leggete, provate ad ascoltare "Better Off Dead", degli Sleeping With Sirens.
Scuoto le spalle, guardando l'espressione trasognata di Juliet: come posso richiamarla a questo mondo, a questa realtà, quando sembra così felice persa nell'immensità dei suoi pensieri?
"Se vuoi capire qualcosa in tutta questa faccenda, Clare, devi farlo: non puoi pretendere di ottenere quello che vuoi senza sacrificare qualcosa" dice Meredith mentre, dubbiosa, lascio che le mie dita scorrano delicate sull'erba umida, imitando i movimenti della ragazza seduta di fronte a me.
"E poi, andiamo: averti accanto non è una realtà così terribile, considerando che al tuo posto poteva esserci il Signore Oscuro" aggiunge, sogghignando.
"Ehi!" esclamo, ridendo.
"Beh, che c'è? Non sei certo una tipa facile, con tutti i dubbi che ti passano per la mente: fai venire il mal di testa, a volte. Ma che ci posso fare? Non tutti hanno avuto la fortuna di essere perfetti, come me, tu almeno sei simpatica: certe persone sono proprio noiose! - continua lei, ridendo e giocando con il tono della sua voce, facendola risultare simile a quella di un cartone animato - Cioè, non che Voldemort sia tra queste, ma andiamo: anche lui non scherza, in quanto a questioni da mal di testa"
"Oh, beh, mi sembra ovvio" rispondo, agitando le mani ed annuendo esageratamente: un brutto vizio preso durante le lezioni di recitazione che ero costretta a frequentare da piccolina e che, da allora, non sono più riuscita a levarmi di dosso. Non che mi dispiaccia, anzi, trovo che mi distingua da tutti i manichini ingessati che si incontrano per strada ogni giorno, solo... diciamo che a volte ne farei volentieri a meno. Quando sono in mezzo a troppe persone, per esempio: finisco sempre con il fare male a qualcuno e una figuraccia da far invidia alla persona più maldestra di questo mondo.
"Di conseguenza la persona più maldestra di questo mondo sei tu!" scoppia quindi a ridere Meredith.
"Non è divertente!" ribatto io, sorridendo involontariamente e lasciandomi sfuggire la frase dalle labbra, acuta e stridula.
Juliet sospira, quindi sussulta e si volta verso di me. Immediatamente, le mie mani corrono a coprirmi le labbra.
"Ops -si intromette di nuovo la voce di Meredith- Evidentemente, volente o nolente, sei riuscita a svegliare la Bella Addormentata"
"Zitta, tu" penso, cercando di assumere allo stesso tempo la voce più truce che riesca a fare ed un'espressione che esprima tutto il dispiacere che provo in questo istante.
"Ehi Clare... -saluta Juliet, stropicciandosi gli occhi e spostandosi i riccioli biondi dagli occhi- Scusami, io devo... dannazione, scusami. Colpa delle notti insonni dietro ai conflitti nei Distretti"
"Conflitti nei distretti?"
"Sì, i tredici distretti di Panem. Sai, Hunger Games e la Coll-"
"Sì, la conosco -la interrompo, più brusca di quanto avrei voluto essere- Ma cosa intendi con 'stare a dietro ai Distretti'? Non ha assolutamente... assolutamente senso" dico, portandomi una mano alla testa, sulla fronte, ed accavallando le gambe, cercando una posizione più comoda: un altro meraviglioso dubbio, ne sentivo davvero la mancanza!
La bionda di fronte a me sorride, sfoderando una dentatura pressoché perfetta, il cui unico difetto sono i denti davanti leggermente distanziati l'uno dall'altro. Si porta una mano alla bocca, per poi spostarla quasi subito dietro ai capelli quindi, dopo aver allungato le braccia dietro la testa, esclama: "Invece un senso lo ha!"
"E quale sarebbe? - domando, scettica e stufa di ricostruire la realtà che mi circonda partendo dai dettagli - Controllare un qualcosa di già scritto? Che cavolo di senso avrebbe?"
"Guarda tu stessa" asserisce, inarcando le sopracciglia.
"In che modo?" allargo le braccia, indicandomi poi con le mani: in caso non se ne fosse accorta, non sono proprio un'esperta.
"Oh, con questo" dice, sporgendo le labbra in avanti e avvicinandomi il grosso volume.
"Ma-"
"Niente ma -mi interrompe lei, prontamente- Serve di più a te"
Rimango a guardarla per un po': davvero? Insomma, davvero non devo spiegarle perché lo voglio? Davver-
"Prendilo e basta, Clare -mi interrompe Meredith- Il motivo per cui ti serve è decisamente palese. In più, ti ha detto di sì: aspetti per caso che cambi idea?"
"Giusto" penso, lasciandomi sfuggire un sorriso: nonostante le sue parole non fossero proprio delicate, Meredith ha ragione.
"Io ho sempre ragione! - esclama - Ma ora muovoti e prendi quel libro, ragazza" continua, concitata.
"Sai che potrei evitare di darti retta e cont-"
"Clare -mi interrompe di nuovo, più brusca- Prendi quel libro"
La cerco con lo sguardo, nonostante sappia benissimo che non la riuscirò a vedere: a volte, parlarle, è una delle cose più complicate che mi capiti di fare.
"Va bene" penso, sospirando.
"Grazie Juliet" dico quindi, sorridendole e afferando il libro con entrambe le mani. Non appena le mie mani si posano sulla copertina, sento un brivido scorrere lungo tutta la mia schiena.
"Figurati -scuote la testa e si sistema i capelli sulle spalle- Ti va di pranzare?"
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