32- "Fools"
Canzone del capitolo:
---> Fools [Troye Sivan]
[Se ne consiglia l'ascolto]
-Levi, amore mio, mi senti ancora?- Domandò tristemente il ragazzo sedendosi accanto al fidanzato. -Ho poco tempo, al massimo un giorno prima che si accorgano della mia falsa fuga. Per cui ti prego, ora svegliati.- Mormorò poi baciando sulle labbra il corvino.
Eren tentava di credere nelle favole, il classico finale dove il principe bacia la principessa ed essa si sveglia dal lungo sonno.
Ma loro non erano in una favola, erano in un incubo.
Il ragazzo non riusciva a sopportare il posto in cui erano i due amanti, le persone non cambiavano nemmeno in quel momento e sapevano della loro storia.
E sperare che cambiassero era una follia.
Levi aveva bisogno di tempo per riprendersi, ma se tempo non ce n'era? Le speranze del ragazzo erano troppo alte, e dovevano rispettare la realtà. Sognare non era la risposta. Così resisteva, ma voleva tutto. E lo voleva subito.
-Levi, vedo la nostra casa, non capisco dove sia ma tu sei con me. Sento nomi di bambini risuonare e vedo notti tranquille tra noi due.- Disse il giovane pensando di parlargli ancora una volta. -Sognare mi devasta, ma è un mio errore.-
-Amore, solo un pazzo si sarebbe innamorato di te. Solo un pazzo avrebbe fatto ciò che io ho fatto, solo uno sciocco in questo momento cadrebbe.- Mormorò tra le lacrime il ragazzo. -Ed io sono uno sciocco.- Sorrise stringendo la mano del corvino tra le proprie.
Le vite dei due amanti si erano scontrate una volta, poi c'erano state disparità ed impulsi di vendetta.
Entrambe le parti avevano motivi e ragioni diverse per odiare e amare l'altra parte.
-Sarò un pazzo, ma non mi arrendo. Io voglio ancora tutto.- Continuò il castano accarezzando la fronte del caporale.
Eren tristemente si alzò afferrando il proprio zaino e nascondendoci il diario dell'amato. Lo appoggiò accanto alla porta e si spostò prima che essa si spalancasse.
Entrò nella stanza del corvino, Hanji. La donna col fiatone tentò di spiegare al ragazzo la situazione, non riuscendoci inizialmente.
-Al calar del sole saranno qui.- Riuscì a dire.
Il più piccolo guardò fuori dalla finestra, il tramonto si stava per concludere.
-Ma manca poco...- Balbettò il castano terrorizzato dall'imminente arrivo di Erwin.
-Lo so. Devi andartene.- Disse la donna agitata. -Armin è qui sotto, può portarti il più lontano possibile e poi tornare qui.-
-Levi non si sveglia... come faccio a...- Tentò il ragazzo di chiedere venendo interrotto.
-Salutalo.- Disse Hanji dispiaciuta per i due fidanzati. -Perché credo lo trasferiranno e questa sarà l'ultima volta che lo vedrai.-
Eren scoppiò in lacrime mentre la donna usciva dalla stanza. Si lasciò ricadere a terra, in ginocchio.
La soluzione di Erwin sarebbe stata spostare la postazione di Levi senza farlo sapere a nessun altro, era un ottimo piano ed ora il giovane doveva trovarsi un nascondiglio.
Armin sarebbe tornato in seguito dalla caposquadra, non poteva allontanarlo da Jean ulteriormente.
Si alzò da terra tornando dal corvino disteso sul letto.
Gli stampò un lungo bacio, il più triste ed amaro che i due si erano mai scambiati.
-Levi, il tempo è finito. Devo andarmene, ti avevo detto che non mi sarei arreso e ti chiedo scusa per non aver mantenuto la promessa. Ma non voglio dimenticarti, amore.- Sussurrò tra un bacio e l'altro. -Solo uno sciocco si sarebbe innamorato di te, ed io sono felice di essere uno sciocco ed il tuo moccioso.-
Eren si diresse verso la porta, afferrò lo zaino da terra e se lo mise in spalla.
Diede un'ultima occhiata all'amato sapendo che quello sarebbe stato un addio ed aprì la porta.
-Moccioso...-
// 🙈🙊 ...
Scusami Erwin 😂😂😂😂\\
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