18- "Not Alone"
Canzone del capitolo:
---> Not Alone [R3D]
[Se ne consiglia l'ascolto]
"Come ho conosciuto Erwin?
A grandi linee te l'ho spiegato qualche pagina prima.
Lui è stato una di quelle poche persone che dopo l'abbandono di Kenny, ho desiderato uccidere benché mi fosse stato chiesto.
Tuttavia dopo la morte dei miei compagni lui mi raggiunse, quasi sapendo cosa fosse successo. E fece la domanda più stupida che potesse porre: "Siete tutti vivi?"
In quel momento lo odiai a morte, lo presi di peso e lo buttai a terra. Non ebbe il tempo di alzarsi che la mia spada stava a livello del suo collo.
Una sottile linea rossa percorreva il suo collo, mentre lui mi scrutava con gli occhi interdetti.
Mike era con lui, ma non si avvicinò. Pensò bene di lasciar sbrigare ad Erwin quella discussione.
-Loro sono morti!- Urlai con gli occhi bagnati di pianto.
L'uomo ancora a terra schiuse le labbra guardando la terra sotto di lui.
-Non dovevano morire. Ora che non ci sono più, io cosa farò? Non crederai che...- Non riuscii a terminare la frase che il biondo mi interruppe.
-Cercavate i documenti? Quelli li posseggo io.- Disse tirando fuori dalla tasca ciò per cui noi eravamo andati.
La voglia di far affondare la lama nel suo collo crebbe, spinsi di poco la spada, ma lui con la mano la tenne ferma.
-Non pensare che uccidendomi risolverai i tuoi problemi. Vedi questo posto? Questo è quello che gli umani dovrebbero vedere, non solo quelle mura. E sai perché non possono farlo? Per quei mostri che hanno ucciso oggi i tuoi amici.- Urlò a sua volta spingendo con la mano la spada, ferendosi il palmo. -Sono stati i giganti. E questo non puoi negarlo. Sarebbe successo sia che io avessi avuto i documenti, sia che non li avessi avuti.-
Lo guardai con disprezzo mentre altre lacrime sgorgarono dai miei occhi, ma non gliele nascosi. Dopotutto potevano sembrare pioggia.
-Tu sei fortunato ad aver visto questo posto.- Continuò alzandosi in piedi e ponendosi davanti a me. -Resta con noi, nell'Armata Ricognitiva e diamo un futuro all'umanità.-
Riuscì a convincermi. Dovevo farlo per Isabel e Farlan, ma anche perché non avevo un altro posto dove andare.
Quando tornammo dentro alle mura, io rimasi con Erwin.
Mi portò in quella che oggi è la mia camera, quella che tu hai visto qualche notte fa.
Una volta dentro mi lasciai andare sul letto, rimasi solo qui per un po'.
Avevo bisogno di piangere e non volevo che altre persone mi vedessero.
Così lasciai andare i singhiozzi e li soffocai nel cuscino.
Ma non avevo calcolato che accanto a me alloggiava un uomo.
Proprio Erwin Smith.
Lui mi sentì passando davanti alla mia stanza, bussò ed io lo feci entrare.
Era ormai tramontato il sole e dovevamo cenare, ma io non avevo fame. Perciò negai e dissi che avrei saltato la cena, lui richiuse la porta dietro di se sedendosi accanto a me.
-Ti farò compagnia.- Rispose appoggiando un braccio attorno alle mie spalle.
Mi scostai. Non volevo che si prendesse tutta quella confidenza, ma non mi dava fastidio. Nessuno mi aveva mai toccato così.
Cominciammo a parlare tranquillamente, mi venne spontaneo confessare tutto sulla mia vita tranne sulla mia infanzia. Seppe dei miei delitti e delle mie amicizie.
Ma io non seppi nulla di lui, il quale si limitò a stringermi e questa volta non rifiutai.
Lasciai che le sue mani accarezzassero il mio corpo e il mio viso.
Moccioso, sono in ansia in questo momento e ti prego di non infuriarti con me. Ti avevo promesso che avrei scritto tutto quello che ho vissuto, provato e detto.
Perciò, non ti infastidire. Questi non sono più i miei sentimenti ed ora lo capirai.
Dopo quelle carezze, in me scattò una scintilla. Mi stavo innamorando?
Si.
Non ci pensai due volte e saltai addosso a lui, mi misi a cavalcioni sulle sue gambe e lo baciai.
Lui non sembrava contrariato, anzi. Sembrava che fosse ciò che volesse.
Appoggiai le mie braccia dietro il suo collo, mentre le sue percorrevano la mia schiena.
Mi fece stendere sul letto, ormai non ero più in me stesso ed ero pronto a compiere quel passo.
Ero stato frettoloso?
Sono sicuro di si.
In quel momento avevo bisogno di distrarmi, e l'infatuazione per quell'uomo sembrava cadere a fagiolo.
Quella notte facemmo l'amore.
Ho dovuto fare una piccola pausa, scusa.
Non riuscivo ad andare avanti. Mi fa male ricordare questa parte della mia vita, più delle altre.
Io lo amavo, glielo dissi più e più volte. Lui mi trattava bene, ma non me lo disse mai.
Ed è stato in quel momento che mi tornarono in mente le parole di Kenny.
'Nessuno ha bisogno di sentire le tue parole.'
Così piangevo, come sto facendo ora. Piangevo per quell'uomo che sapeva confortarmi con parole perfette, ma prive d'amore.
Scoprì qualche tempo dopo che lui mi prendeva in giro.
Non mi aveva mai amato, ma era bravo nell'usare i sentimenti degli altri a proprio piacimento.
Mi sono chiesto perché tante volte.
Non ero una persona importante politicamente o ricca economicamente.
Cosa voleva da me?
Semplicemente, quel giorno voleva salvarsi la vita. Mi aveva offerto il suo 'falso' amore per salvarsi la pelle e per umiliarmi poi, con te.
Spero non ti abbia raccontato queste cose, voglio che tu le sappia da me.
Mi prendeva in giro nei momenti in cui gli raccontavo del mio amore o dei miei tentativi per farglielo notare.
Per esempio, poco prima della missione fuori dalle mura. I miei amici stavano cercando nella stanza di Erwin i documenti per cui eravamo venuti.
Dovetti distrarlo e parlargli mi sembrava l'unico modo.
Mi ero accorto da qualche giorno che provavo qualcosa di strano per lui, non era odio. Ma ammettere a me stesso che fosse amore, mi avrebbe reso un debole.
Lui fece qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Cominciò a fissarmi, intensamente, ed ad avvicinarsi.
Io ero attaccato alla parete, mi bloccò tra lui ed il muro.
Mi fece arrossire vistosamente mentre dentro di sé se la rideva. Era solo un modo per testare la mia impassibilità?
-Avevi qualcosa in testa.- Disse dopo qualche minuto in cui non sapevo se baciarlo o lasciar perdere.
Mi lasciò solo e se ne andò, io rimasi lì basito fino all'arrivo dei miei amici ai quali non dissi nulla.
Mi spezzò il cuore sentirlo ridere di me quando fu solo.
Diceva cose terribili, te le lascio immaginare, non ho voglia di ricordare oltre.
Ma quello a cui pensai fu che mi avesse utilizzato come un giocattolo.
E da allora chiusi definitivamente le porte a chiunque. Erwin se ne accorse che non volevo più aver a che fare nemmeno con lui, ma non sapeva cosa avesse sbagliato.
Un giorno glielo feci notare dicendogli semplicemente di trovarsi un altro 'giocattolino'.
Moccioso, tu sei riuscito a raggiungere il mio cuore di pietra. Non so come ci sei riuscito, ma ti voglio ringraziare.
Non volevo ammetterlo ma dopo tutto questo tempo, mi sto innamorando di qualcuno.
Grazie.
'Sono con te, ti porterò ovunque ed attraverseremo tutto. Non ti lascerò andare, ti prenderò quando starai per abbandonare tutto e quando starai per cadere. Perché con me, non sei solo. Levi sarò la tua speranza, data la mancanza di essa in questo mondo.'
Queste parole mi fecero innamorare.
Mi fece innamorare delle parole.
Non di lui.
-Levi"
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