Capitolo 3. Plinix
Eravamo seduti in due file una davanti l' altra.
Avevo paura di non rivedere più Aura ma era lì, davanti a me, accanto alla madre.
Erano tutti spaventati e si guardavano intorno. Accanto a me c' era un uomo, molto giovane, occhi neri, bruno, esile, sembrava simpatico
Phelipe: ehi, come ti chiami?
Loid: mi chiamo Lodi, e tu?
Philippe: mi chiamo Phelipe.
Loid: piacere Phelipe
Ad un certo punto la navicella andò a sbattere contro qualcosa, barcollò per un pò di tempo poi si fermò e le luci si spensero. Tutti erano nel panico.
Scendemmo lentamente, uno dopo l' altro, e ci accorgeremo di essere arrivati.
Scese il pilota, si chiamava Leonardo e ci spiegò chè l' atterraggio era stato un pò turbolento per colpa di qualche frammento di meteorite.
Il pianeta era identico a come poteva essere la Terra prima dell' intervento dell' uomo. Solo che eravamo atterrati nel momento in cui il sole era appena tramontato.
ERAVAMO FINALMENTE ARRIVATI A PLINIX!
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