sei
- Sveglia dormigliona - mi urla Roza nelle orecchie.
Non so se farle una sclerata perché mi ha svegliata in modo così brutale o stritolarla in un abbraccio perché non è più incazzata.
- Mmhh - mugulo infastidita nascondendo la testa sotto in cuscino.
- Senti, riguardo a ieri sera - mi alzo a sedere per guardarla in faccia. Devo avere un espressione davvero buffa dal momento che trattiene un risolino - non volevo aggredirti in quel modo, non so cosa mi è preso -
- non fa niente, anzi mi hai aiutato a capire - la abbraccio.
- e volevo dirti che ti ci accompagno io in agenzia -
- davvero? - esclamo estasiata.
- siiii -
A quel punto afferro un cuscino e glielo butto ripetutamente sulla faccia dando inizio ad una lotta all'ultimo sangue.
- AHAHAHAHAHAHAH OH MIO DIO - cominciamo a ridere fin quando non suonano al citofono.
Il letto è interamente cosparso di piume.
Corro e vado a rispondere.
- chi è? - chiedo ancora ridendo come una scema.
- scendi tu o salgo io a prenderti? -
È Federico, mimo in labiale a Roza che si mette a saltare battendo le mani.
- Ehmm due minuti e mi spieghi il motivo per cui sei qui - dico scettica.
- Merda sono ancora in pigiamaaaaa - urlo e sia io che la mia migliore amica ci mettiamo a saltare urlando fino a raggiungere la camera.
I vicini chiameranno la polizia.
Mi infilo il primo paio di jeans che trovo e una maglietta a caso.
Prendo lo zaino e volo letteralmente giù per le scale.
Apro il portone e al di là trovo Federico appoggiato alla sua moto.
La moto?
- Fede ma che ci fai qui, con la moto? -
- Buongiorno Vita, io sto bene e tu? -
- Bene anche io, ma rispondi alla mia domanda -
- permalosa come sempre eh -
Faccio un espressione di disapprovazione.
- okay, okay. Mi avevi chiesto di venirti a prendere in moto?
Eccomi qui - dice come se niente fosse.
- si ma tu non sali più su quella moto da mesi e io e te non abbiamo nessun tipo di rapporto -
- puoi almeno per un giorno lasciare da parte i tuoi fottuti pensieri pieni di logica e salire su questa cazzo di moto dato che siamo già in ritardo? - dice ironicamente.
- Mmm va bene - dico e mi porge un casco rosso, penso che mi sentirò molto stupida.
Lo sento un po' incerto quando parte ma poi sembra andare bene, gli stringo le braccia attorno alla vita, un po' per evitare di cadere, un po' forse, per cercare di dargli conforto.
Arrivati davanti scuola rallenta ma non si ferma e a quel punto gli strattono il giubbotto. Tutti gli studenti già riuniti in cortile in attesa del suono della campanella si sono girati, ma spero vivamente che non ci abbiano riconosciuti o per me saranno guai.
Ci fermiamo ad un semaforo.
- puoi dirmi dove cazzo stiamo andando? - chiedo infastidita dal fatto che mi sta facendo saltare la scuola bruciando il mio record di nemmeno un'assenza.
Scatta il verde e Fede riparte senza neanche rispondermi.
Solo quando pochi minuti dopo arriviamo all'entrata del parco capisco.
- Perché mi hai portata qui? - chiedo seccata.
- Fammi un sorriso e te lo dico -
Sorrido falsamente e dopodiché faccio una smorfia.
Lui rotea gli occhi, quei fottutamente bellissimi occhi verdi.
No Vita non ci pensare.
- ti ho portata qui perché mi andava di portartici - sorride beffardo.
Entra nel parco passando per il pesante cancello di ferro arrugginito.
- pensi di seguirmi o resti li? -
Decido di seguirlo.
Cammino cercando di non fare troppo rumore con le scarpe sulla ghiaia.
Passiamo davanti all'area giochi in cui ancora non c'è nessun bambino. Gli uccelli cinguettano sugli alberi e si sente il fruscio delle foglie mosse dal vento.
Fa molto freddo per essere ottobre e il cielo coperto da grossi nuvoloni grigi non promette niente di buono.
- allora come va la vita sentimentale? - è lui a rompere il silenzio.
- niente di che -
In realtà è un vero schifo Vita ammettilo.
- e la tua? - chiedo, anche se ho paura della risposta.
- qualche scopata ogni tanto ma nulla di serio -
- oh - rispondo con le guance in fiamme, mi giro dall'altra parte sperando non se ne accorga.
Attraversiamo il tratto di bosco che non cambia mai, è sempre lo stesso da anni. Noi cambiamo, i nostri sentimenti cambiano, ma questo posto no. Sembra che sia ancora qui ad aspettarci.
Inciampo in un sasso ma Federico mi prende per la vita prima che possa cadere.
- sta più attenta la prossima volta - mi sussurra all'orecchio e sento i brividi propagarsi in tutto il corpo.
Camminiamo ancora qualche minuto e poi, quando scosta l'ultimo ramo alla fine del sentiero mi trovo ancora una volta faccia a faccia con quella panchina e quel lago.
- perché mi hai portata qui - chiedo con voce ferma.
- non lo so, volevo stare un po' con te -
- dici così a tutte le puttane che ti porti a letto? No perché ti avverto, non sarò una di loro - dico decisa.
- Vita cosa dici. Non potrei mai trattarti come loro - mi attira più vicina a sé facendomi irrigidire.
- volevo solo... parlare - aggiunge.
- ah, e di cosa? -
- di noi -
Dentro di me si susseguono una serie di emozioni confuse, un misto di speranza, rabbia, felicità, indecisione.
- lo so che con te ho sempre sbagliato tutto, lo ammetto, non ti ho mai considerata più di tanto, forse perché sapevo che tu ci saresti sempre stata, eri, non so come dire... una certezza -
A quelle parole trattengo una lacrima, come ho potuto essere così stupida?
- avevo bisogno di cambiare un po', schiarirmi le idee, magari avere una ragazza che non fossi tu - mi sembra di sentire mio padre. -e ci ho provato credimi, ma ogni cristo di volta che arrivo al punto cruciale io ricomincio a pensare a te, è come se le nostre anime fossero legate da un filo, io mi allontano da te ma la mia anima ti è sempre vicina, te la porti dietro ovunque e questo mi provoca un grande vuoto -
A questo punto mi scende una lacrima.
- siamo tutti bravi con le parole Federico, a me però in tutto questo tempo sono mancati i fatti -
- lo so, ti prego, dammi un'altra possibilità, non ti deluderò te lo prometto -
Lo guardo negli occhi incapace di prendere una decisione.
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Nuovo capitolo
Vi piace?
Vita sceglierà ciò che è giusto o ciò che la rende felice?
Scopritelo nel prossimo capitolo!
Baciii
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