dieci
Due ore dopo esco dal negozio diversa.
I capelli mi piacciono moltissimo, questo colore più deciso si sposa decisamente meglio col mio incarnato pallido e gli occhi verde smeraldo, inoltre mi sono fatta arricciare le punte e ora somiglio proprio alla protagonista del mio film preferito.
Sono soddisfatta.
Chissà se a mamma questo cambiamento piacerà.
E a Federico?
Massì non mi importa più di tanto, l'ho fatto per me, non certo per compiacere gli altri.
Oggi indosso un crop top rosa antico, una gonna bianca a palloncino e finalmente ho sostituito il giubbottino di pelle con un cappotto nero.
Decido di proseguire la mia passeggiata nonostante il mal di piedi causato da delle stupendissime decoltè intonate al top.
La zona in cui abito seppur abbastanza lussuosa e centrale non ha niente a che vedere con il vero e proprio nucleo della città, la meta più frequente delle mie solitarie passeggiate.
Mi fermo davanti ad un negozio di abiti da sposa, forse uno dei più in.
In vetrina ci sono abiti bellissimi.
In particolare mi colpisce uno con la schiena completamente scoperta e la gonna...
Oh cazzo.
Nel momento in cui incrocio o suoi occhi al di là del vetro vorrei che mi si aprisse una voragine sotto i piedi che mi facesse sparire in questo preciso istante.
Ci sono milioni di persone in questa fottutissima città com'è possibile che si incontrino sempre quelle che vorresti eliminare dalla tua vita?
Faccio finta di non aver visto, e tiro dritto.
- Vita, che fai non saluti la tua nonnina? - niente da fare, mi ha vista.
- oh, no scusa, è che da lontano non vedo molto bene - cazzata ore undici.
- ti perdono per questa volta -
- grazie - sfodero il sorriso più finto che posso fare.
- come sei cresciuta, ormai sei proprio una bellissima ragazza, come passa il tempo -
- dieci anni nonna, sono dieci anni che non ci vediamo - forse sono eccessivamente acida.
- si, giusto - sembra quasi dispiaciuta.
- be cosa ci fai in un negozio di abiti da sposa? - chiedo incuriosita.
- ma come non lo sai? Anna e tuo padre si sposeranno fra pochi mesi -
Questa giornata era cominciata decisamente troppo bene, ci voleva per forza una bella mazzata a ricordarmi che sono nel mondo reale e non in una favola.
- no, nessuno mi aveva informata - è il momento di cominciare con le frecciatine.
- ti va di entrare? Sai un parere di donna in più non guasta mai -
Non so per quale motivo ma ho accettato, forse per far vedere a quelle stronze chi è il meglio.
E la mia ricomparsa dopo tutti questi anni avrebbe sicuramente oscurato l'attenzione sulla sposa.
Appena io e la nonna compariamo tutte le donne sedute sul divanetto si girano, probabilmente mi hanno riconosciuta.
- Vita - dice il mio nome la futura moglie di papà, causa principale della mia rovina - erano anni che non ti facevi vedere, finalmente ci onori della tua presenza -
Sento dei risolini.
- ho pensato che avessi bisogno di un parere di chi ne sa in fatto di moda, e in effetti ci avevo visto giusto -
Boom.
Vita - Anna 1 a 0.
Lei sbianca e tutti tacciono.
- può cortesemente dire a mio figlio di uscire da quel camerino, ha una sorellastra da conoscere! - ordina non tanto gentilmente alla commessa.
Ah davvero Anna ha un figlio?
- mamma non vorrai davvero che metta questo coso - dice il ragazzo con la testa china ad allacciare il bottone.
Alza la testa e...
- AHAHAHAHAHAHAHAHA, no qui mi state prendendo tutti per il culo - sbraito portando le mani sul viso.
Improvvisamente qui dentro fa davvero troppo caldo.
Esco dal negozio ma una mano forte mi trattiene per il polso.
- tu lo sapevi - urlo.
- no Vita ti giuro, non avrei mai immaginato...sapevo che tuo padre avesse una figlia della mia età ma... -
- ma tu sei tornato da Londra solo quattro anni fa, lei invece era già qui - mi ha ingannata.
- i miei genitori si sono separati che avevo due anni, io sono stato affidato a mio padre e mia madre è tornata qui - spiega.
Intanto nonna, la sposa e le altre signore si sono riunite a guardare.
- tra tutti gli uomini single e infelici di questo cazzo di mondo dovevi scegliere di farti mantenere proprio da mio padre Anna? - è più una constatazione che una domanda.
- Cara, come si sual dire, al cuor non si comanda e mi sembra che tu ne sappia qualcosa - dice facendo l'occhiolino a Federico con fierezza.
Questa donna è così tremendamente diabolica, una sorpresa dietro l'altra.
E ora scopro che sapeva di me e suo figlio.
Certo devo riconoscere che io e papà siamo uguali e non solo nell'aspetto.
Il cuore comincia a battere fortissimo.
Lancio un urlo di rabbia, quello che provo adesso è indescrivibile.
La vita non è una favola, ma non deve neanche somigliare a una di quelle stupide telenovelas.
Me ne vado a passo svelto, non so se ridere o piangere.
Quello che è successo oggi sfiora i limiti della razionalità.
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Spero che questo colpo di scena vi piaccia.
Baciiii
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