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Era notte fonda quando Charles Xavier si svegliò spaventato. Qualcosa nella sua mente bussava per entrare e ci miss poco più di cinque secondi per capire che fossero dei pensieri. Ma, non appartenevano a nessuno che conoscesse. Intruso. Ladro. Pericolo. Scese dal letto e afferrò una mazza di legno pronto a difendersi dal suo potenziale aggressore, gli tremavano le mani per la paura. Aveva solo otto anni e non sapeva come difendersi... Anche se... Sapeva che quella cosa che riusciva a fare con la mente poteva difenderlo ma si era promesso di non usarla poiché non voleva dare nell'occhio. Benché mai ne avesse fatto uso gli altri bambini lo escludevano comunque. Percepivano in lui qualcosa di diverso. Charles Xavier non aveva amici. Ed era colpa di ciò che riusciava a fare, di ciò che era. Scese le scale stringendo forte la mazza, sentiva quei pensieri così intrecciati tra loro provenire dalla cucina - dove effettivamente c'era la luce accesa. Si fece coraggio ed entrò nella stanza pronto a colpire l'aggressore ma si fermò di colpo, sorpreso.
-Mamma?-
Sua madre vestita di tutto punto - con un bel vestito rosso - stava frugando nel frigo.
-Ciao tesoro- gli disse con un sorriso troppo melenso per essere quello di sua madre.
-Cosa ci fai qui?- gli chiese lui sospettoso. Perché sua madre a notte fonda stava rovistando nel frigo? Quando voleva qualcosa dava ordini a destra e a manca alle cameriere.
-Cercavo qualcosa da mangiare. Vuoi che ti prepari una cioccolata? - C'era tensione in quella risposta - detta per sviare alla sua domanda-.
Qualcosa non andava. Quella non era sua madre. I pensieri di quella donna erano principalmente rivolti alla fuga e al terrore. No, qualcosa non andava.
-Chi sei tu e cosa ne hai fatto di mia madre?- Charles entrò nella sua mente e la fece soffrire, qualsiasi cosa fosse era pericolosa e mai aveva visto qualcosa di simile. Sua madre si stava rimpiccolendo e diventando blu lentamente. Pensò subito a quei mostri delle storie dell'orrore che aveva sempre odiato. Ma al suo posto - gli apparve davanti agli occhi- una bambina come lui. Aveva i capelli rossi che le arrivavano alle spalle e la pelle blu, lucente e stupenda.
Una come lui.
Sorrise e spalancò gli occhi dalla sorpresa e gioia. La paura era passata.
-Nom hai paura di me?- gli chiese la bambina.
-No, sapevo che non potevo essere l'unico- Le porse la mano -Charles Xavier-
-Raven- disse sorridendo.
-Hai fame? Vuoi qualcosa? - Avrebbe preparato anche la torta più grande del mondo per una come lui.
-Sì- gli disse timidamente.
-Non ti preoccupare... Non dovrai più rubare- La rassicuró.
Finalmente aveva trovato una come lui.
Una mutante.
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