Parte 30
<<Ascolta questa>> dico porgendoli la cuffia del telefono per farli ascoltare la meravigliosa composizione di Vivaldi. Miles mi guarda con sguardo felice mentre spegne il cellulare per rimetterlo nella tasca.
<< E' un po' inquietante>> commenta sentendo i primi secondi della sinfonia. Ridacchio leggermente e girandomi verso il suo lato. La melodia inizia a farsi più viva e finchè la ascolta mi perdo a guardare il paesaggio che sembra seguire con i movimenti tutti gli alti e bassi degli archi suonanti.
Le voglie ondeggiano, avanti e indietro, secche e marroncine coinvolte in una danza da un fine suono interrotta quando alcuni passanti ci calpestano sopra. Infine guardo l'enorme distesa grigia che si estende sopra le nostre teste, il cielo annuvolato fa filtrare qualche raggio freddo mentre il vento entra nelle ossa facendomi rabbrividire. Riporto il mio sguardo su Miles, la sua figura immobile e concentrata sul cavo delle cuffie inserite nel mio telefono
<< E' bella >> quasi sussurra pronunciando le parole incerto, lo guardo in silenzio cercando di capire se lo pensa davvero oppure se lo dice solo per accontentarmi. Ma qualcosa nelle vibrazioni che trasmette mi fa percepire che lo ha catapultato come in un altro universo, forse quello dei ricordi. Sentendo il mio sguardo bruciargli sulla pelle solleva lo sguardo e, dopo averlo passato nei miei occhi, inizia a fissare un punto davanti a sè; così mi giro anche io.
Pian piano si avvicina di più a me e io a lui finendo per appoggiare la mia testa sulla sua spalla ascoltando e osservando la melodia che si sposa con il paesaggio.
E' finita la sinfonia da alcuni minuti quando mi risveglio dal mio "stato di trance", leggermente imbarazzata mi scosto un pochino facendo accorgere anche Miles della cosa, ma non sembra stranito come me limitandosi invece a guardarmi con i suoi occhi neri.
<< Ecco la melodia era finita.. >> dico alzando la cuffietta ma lui finisce la frase al posto mio
<<Da due minuti e ventidue secondi, per l'esattezza>>
<<E come mai non ti sei mosso?>>
<<Ero comodo, inoltre stavo pensando >> dice distraendo lo sguardo facendo calare un silenzio privo di emozioni, ma rimedia chiedendomi << Che melodia era?>>
<<L'inverno di Vivaldi>> dico sorpresa, il ragazzo rimane immobile alcuni secondi per poi continuare
<< Ma noi siamo in autunno >> rimango perplessa con gli occhi felici del ragazzo puntati su di me, ma non capisco subito cosa intende
<<Oh era una battuta!>> realizzo <<Era davvero orribile>>
<< Non è vero non era così bruttina>> dice fingendosi offeso
<<No appunto, era orribile>> dico scuotendo la testa con una espressione di incomprensione <<Ma se vuoi esiste anche l'autunno>> Miles alle mie parole rimane sconcertato
<< No aspetta- inizia a dire- se era una battuta era peggio della mia>>
<< Allora non te lo dico>> dico per poi ridere contagiata dal ragazzo. Quando finalmente smettiamo di ridere Miles immerge i suoi occhi nei miei
<<Comunque davvero è una bella melodia, mi piacciono gli archi>> fa una pausa grattandosi la nuca nascondendo uno sguardo imbarazzato << Sai dirmi di più?>>
Rimango immobile e sorpresa ma una volta ripresa mi impegno per risponderli senza creare troppa confusione<< La melodia come hai visto è divisa. L'Allegro non molto descrive le sensazioni di tremito causate dal freddo più intenso. Nessuna melodia: un insieme di note puntate che rende ottimamente l'effetto desiderato.
Il Largo descrivente la pioggia è una delle più belle pagine del «Prete rosso», e non soltanto per la melodia iniziale, ma anche per il modo con cui è stato realizzato l'elemento veristico con i «pizzicati» dei secondi violini e ancor più per la calda, umanissima nuova melodia che sorge dall'insieme orchestrale.
Il «camminar a passo lento» dell'Allegro finale bisogna rintracciarlo nelle accentuazioni poste all'inizio di ogni sestina. Ma per il resto devi sentirtelo dentro>>
<<Tu cosa senti? Come ti senti?>> mi chiede con voce febbrile
<<Oh, non ci aveva mai pensato>> la frase però una volta uscita dalla mia bocca non presenta il significato che intendevo così mi correggo << C'è lo so cosa mi fa provare, ma non so come dirlo a voce>>
<<Provaci>> sussurra
<< Accende i sentimenti, almeno a me. Risveglia quei brividi nascosti. Nei primi trenta secondi sembra che tutto vada più veloce, irrequieto e a volte pauroso. Ma poi cambia, rallenta come se la melodia si accorgesse che sei rimasto indietro e allora ti viene a prende e ti fa correre davanti. Anche se può sembrare egocentrico da parte mia, mi fa provare la sensazione di prevalere su tutti, da una carica positiva mi fa sentire bene come se "volassi", in un certo senso, sopra ai problemi inserendomi nella mia fantasia. E rimane così, su e giu, tra realtà e fantasia, tra sentimenti positivi e negativi. Ma forse dovrebbe essere intesa in questo senso poichè, se ci pensi, è così'inverno: sole e pioggia, freddo e caldo, tempesta e temporale. Magari Vivaldi la ha creata apposta oppure è solo nella mia testa >> ripeto più volte pause tra le varie frasi , è difficile esprimere quello che senti perchè sono vibrazioni come scariche elettriche e non puoi associarle ad una emozione precisa.
<< E' questo che ti trasmette la musica? Sentimenti?>> chiese Miles perplesso <<E' a questo che serve? Il motivo per il quale la usi?>>
<< Si, forse si>> rispondo pensando. Non sentendo emozioni mi abbandono alla musica, che me le fa provare. <<La musica la puoi interpretare come vuoi, puoi immergerti nel testo come se quelle parole le avessi dette tu. Ascoltiamo la musica perchè sono le parole che noi non riusciamo a dire che non riusciamo a trasmettere>>
<< Non la avevo mai pensata così. La ho sempre usata per scacciare i pensieri, non per raccoglierli>>
<<Già, come tutti>> dico perdendomi con lo sguardo per qualche secondo
<<Scusa, che canzoni ascolti?>> chiede Miles estraendo il cellulare dalle tasche e aprendo le note personali
Cerco di trattenere una breve risata per poi elencare<< Allora...>>
°
<<E cinque, sei, sette e otto>> dice la voce autorevole di Margharet per poi fermarci con uno stop <<Benissimo per ora può andare. Gabriella, hai idee su come continuare il pezzo o note?>>
<<Qualche idea, forse, ma non so se può piacervi>> ammetto
<<Bene, sentiamo>> dice Eleonor bevendo un sorso d'acqua
<<Allora, la canzona è fantastica da una bella carica>> dico mettendomi al centro della loro attenzione e iniziando a gesticolare leggermente << E secondo me è da incrementare con il testo. Nel senso.. In italia non sanno l'inglese perfettamente e non sempre il significato si capisce ma qui si e secondo me dobbiamo fare una corografia che riflette il testo >>
<<Continua..>> chiede incuriosita Margharet
<<La canzone parla di sentirsi un mostro incatenato, secondo me dovremmo basarla su questo tema, crearli una storia seguendo le parole>>
<<Mi piace come idea, ma si è fatto tardi io devo andare>> esclama Eleonor prendendo la borsa e infilandosi le scarpe, infine alza la mano e dopo averla salutata esce dalla piccola palestra.
<< Da quanto vi conoscete?>> chiedo dopo aver visto lo sguardo felice di Margharet seguire l'amica con lo sguardo.
<< Da poco più di un anno >> risponde voltandosi verso di me <<Non so cosa farei senza, ormai è come una sorella più piccola>>
<<E' un bel rapporto, Eleonor è molto simpatica e affettuosa>> dico sorridendo quasi gelosa del loro rapporto. Io non ho mai avuto nessuno così, ma deve essere fantastico una persona sulla quale puoi contare.
<<Già, ma anche tu lo sei>> dice spostando la conversazione su di me
<<Come?>> sono sorpresa
<<Si, non so come ti trovavi in Italia, se eri piena di amici o no, ma sei simpatica e anche se ci conosciamo da due settimane ci teniamo a te>> dice spiazzandomi
<<Grazie>> riesco solo a dire
<<Non ringraziarmi, ho detto solo la verità e so che porterai molte novità in questa scuola>> dice appoggiandomi una mano sulla spalla, d'istinto la abbraccio sorprendendomi che ricambia subito ma soprattutto della mia mossa sentimentale e avventata.
<<Non ho avuto mai amici veri>> sussurro
<<Nemmeno io>> mi confida
<<Davvero? >> chiedo ottenendo come sua risposta un cenno affermativo con la testa
<< Ma non voglio annoiarti con tutta la storia>> dice leggermente in imbarazzo
<<Oh, no no racconta pure>> le dico sincera
<<Ero molto timida e insicura. Sai, vivere in una famiglia molto benestante ed essendo figlia unica non aumenta l'autostima; i miei hanno sempre frequentato le persone dell'alta società dove ogni tuo passo è osservato e ogni tua parola analizzata e frequentare una scuola popolata dai figli è ancora peggio, specialmente se ti senti inferiore. Poi sono arrivata qui, è non è cambiato molto, anzi forse la situazione è peggiorata.
Ma poi ho incontrato Eleonor, che era più aperta ed mi ha aiutato insieme ai miei attuali amici, sono pochi, ma sono il meglio del meglio >> dice sorridendo << Per me è molto importante questo posto, per noi è importante. Ci siamo conosciute qui: un giorno stavo entrando e l'ho vista ballare e anche quello dopo e quello dopo ancora. Il terzo giorno mi sono decisa e sono entrata, e sai cosa ha fatto quando mi ha visto? >> mi chiede con occhi lucidi, scuoto la testa e lei continua <<"Oh eccoti, non sapevo se fare io il primo passo o se lo avresti fatto tu" la ho guardata scioccata ma poi mi ha continuando dicendo "Che fai? Non vieni a ballare".
Lei mi aveva vista, guardata, proprio come avevo fatto io, restando in silenzio a sbirciare da una porta capendo attraverso il ballo i miei sentimenti.>> Mi asciugo gli occhi leggermente commossa e lei notandolo mi sorride incoraggiandomi e continuando <<E' per questo che noi teniamo tanto a te, la storia si è quasi ripetuta per questo non abbiamo esitato a parlarti e a coinvolgerti in tutto questo. Forse il destino ha scelto di unirci tutte allo stesso modo e sappi quindi, Gabriella, che non ti lasceremo andare facilmente>> conclude abbracciandomi e io ricambio.
Già, ho fatto partire la fila di tasselli giusta
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Affiora la storia di una dei nostri personaggi principali
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